Via di Ripetta

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Coordinate: 41°54′26.02″N 12°28′33″E / 41.907228°N 12.475833°E41.907228; 12.475833

La via di Ripetta verso piazza del Popolo

Via di Ripetta, nota anche come via Ripetta, è una via storica del centro di Roma, nel rione Campo Marzio, che collega piazza del Popolo con via del Clementino, e assumendo altre toponimìe (via della Scrofa, via della Dogana Vecchia) raggiunge la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, alle spalle di piazza Sant'Eustachio e in prossimità del Pantheon. È parte integrante del complesso stradale conosciuto come Tridente, di cui costituisce la delimitazione occidentale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La via ha origini molto antiche: essa infatti ricalca un tracciato già presente in epoca romana verso la fine del I secolo a.C. All'inizio del XVI secolo la strada fu fatta sistemare da Leone X, da cui il nome di via Leonina. Quando, nel 1704, fu costruito il porto di Ripetta (chiuso nel secolo successivo), la via assunse il nome attuale: per distinguerlo dal porto di Ripa Grande a Trastevere, il nuovo porto fu chiamato col diminutivo di ripetta.[1] La via viene citata ne "Il fu Mattia Pascal" di Pirandello come residenza temporanea di Adriano Meis/Mattia Pascal.[2]

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Percorrendo la via da Piazza del Popolo a piazza Augusto Imperatore si incontrano i seguenti monumenti di interesse storico:[1]

Inoltre, nella via sono ricordati, attraverso delle lapidi commemorative, i luoghi di nascita di Eleonora Pimentel Fonseca e di Angelo Brunetti, conosciuto come il Ciceruacchio.[3]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma A.svg È raggiungibile dalle stazioni Flaminio e Spagna.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Via di Ripetta, su Roma Segreta.it. URL consultato il 3 aprile 2015.
  2. ^ A Roma, sulle tracce de Il fu Mattia Pascal, su www.repubblicaLetteraria.it. URL consultato il 3 aprile 2015.
  3. ^ Ciceruacchio, il carrettiere di via di Ripetta che guidò la rivolta della Repubblica Romana, su LaRepubblica.it. URL consultato il 3 aprile 2015.

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