Porto di Ripetta

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Coordinate: 41°54′18.39″N 12°28′30.14″E / 41.905108°N 12.47504°E41.905108; 12.47504

Il porto in un'incisione del Piranesi

Il porto di Ripetta, o Porto Clementino, era uno scalo fluviale di Roma situato lungo il Tevere, nell'area antistante alla chiesa di San Girolamo dei Croati.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Nel XIV secolo, nell'area antistante alla chiesa di San Rocco all'Augusteo esisteva un piccolo porto rudimentale utilizzato per lo scarico di legname, carbone e vino. Solamente all'inizio del Settecento papa Clemente XI approvò il progetto per la realizzazione di un nuovo porto dall'aspetto monumentale, dotato di banchine, scalinate e piazzali. Il disegno fu affidato all'architetto Alessandro Specchi, che si avvalse della collaborazione di Carlo Fontana. L'opera, per la cui costruzione furono impiegati materiali di spoglio provenienti dal Colosseo, fu inaugurata il 16 agosto 1704.

La costruzione, significativo esempio di architettura tardobarocca, era caratterizzata da due ampie scalinate curve, che collegavano le banchine al livello del piano stradale; al centro si apriva un emiciclo, dove era collocata una fontana per abbeverare gli animali da soma impiegati nel trasporto delle mercanzie. Ai lati dell'emiciclo si innalzavano due colonne, le quali furono utilizzate per indicare il livello raggiunto dalle alluvioni del Tevere.

Nel tempo il porto subì un rapido degrado e, dopo l'annessione di Roma al Regno d'Italia, fu decretata la sua demolizione per permettere la costruzione dei muraglioni lungo il Tevere.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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