Leone Piccioni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Vinícius de Moraes e Leone Piccioni (1973)

Leone Piccioni (Torino, 9 maggio 1925Roma, 16 maggio 2018[1]) è stato un critico letterario, accademico e giornalista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Attilio e fratello di Piero, trascorse la giovinezza con la famiglia a Pistoia dove conseguì il diploma di maturità classica al liceo Forteguerri. Il rapporto con la città toscana si consoliderà quando lo scrittore sarà tra i fondatori del Premio Ceppo Pistoia. Studiò all'Università di Firenze con Giuseppe De Robertis e all'Università di Roma con Giuseppe Ungaretti.

La carriera in RAI[modifica | modifica wikitesto]

Assunto in RAI nel 1946, fu praticante giornalista al giornale radio, nel 1949 divenne redattore de L'Approdo letterario e curatore della omonima trasmissione radiofonica e televisiva[2].

Successivamente divenne capo servizi culturali unificati del Giornale Radio e del Telegiornale[3]. Nel 1965 fu nominato direttore dei programmi radiofonici e in tale veste reinventò la radio nell'era della televisione attraverso trasmissioni di successo come Bandiera gialla, Per voi giovani, Chiamate Roma 3131, Gran varietà e La corrida[2].

Nel 1955 Leone Piccioni è uno dei fondatori del premio letterario Il Ceppo[4].

Nel 1969 venne nominato vice direttore generale[5].

Critico letterario[modifica | modifica wikitesto]

Leone Piccioni insegnò successivamente a Roma e allo IULM di Milano letteratura italiana moderna e contemporanea.

Fu direttore de La Discussione. Come critico letterario, oltre a decine di edizioni e saggi su Ungaretti, di cui ha curato l'edizione di Tutte le poesie (Milano, Mondadori, 1969), ha curato edizioni e scritto saggi su autori come Federigo Tozzi, Carlo Emilio Gadda, Giacomo Leopardi. È stato una firma storica del quotidiano Il Tempo.

Leone Piccioni è stato presidente della sezione di narrativa del Premio Letterario Basilicata[6].

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Due saggi sulla poesia di Ungaretti, Roma, Novagrafica, 1948
  • Lettura leopardiana e altri saggi, Firenze, Vallecchi, 1952
  • Sui contemporanei, Milano, Fabbri, 1953
  • Tradizione letteraria e idee correnti, Milano, Fabbri, 1956
  • La narrativa italiana tra romanzo e racconti, Milano, Mondadori, 1959
  • Lavagna bianca: diario 1963, con agosto in URSS, Firenze, Vallecchi, 1964
  • Pazienza ed impazienza: studi e saggi: 1946-1966, Firenze, Sansoni, 1968
  • Maestri e amici, Milano, Rizzoli, 1969
  • Troppa morte, troppa vita: viaggi e pensieri intorno agli USA, Firenze, Vallecchi, 1969
  • Vita di un poeta : Giuseppe Ungaretti, Milano, Rizzoli, 1970
  • Ritratto fuori moda, Milano, Rizzoli, 1977
  • Maestri veri e maestri del nulla, Torino, Società editrice internazionale, 1979[7]
  • Ungarettiana, Firenze, Vallecchi, 1980
  • Proposte di lettura, Milano, Rusconi, 1985
  • Linea poetica dei canti leopardiani, Milano, Rusconi, 1988
  • Profili: Saba, Cardarelli, Ungaretti, Montale, Milano, Rizzoli, 1995

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN39390827 · ISNI (EN0000 0001 1567 505X · SBN IT\ICCU\CFIV\094943 · LCCN (ENn79124936 · GND (DE119490404 · BNF (FRcb120248888 (data) · NLA (EN35810917 · BAV ADV10006013