Leone Piccioni

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Vinícius de Moraes e Leone Piccioni (1973)

Leone Piccioni (Torino, 9 maggio 1925Roma, 16 maggio 2018[1]) è stato un critico letterario, accademico e giornalista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Attilio e fratello di Piero, trascorse la giovinezza con la famiglia a Pistoia dove conseguì il diploma di maturità classica al liceo Forteguerri. Il rapporto con la città toscana si consoliderà quando lo scrittore sarà tra i fondatori del Premio Ceppo Pistoia. Studiò all'Università di Firenze con Giuseppe De Robertis e all'Università di Roma con Giuseppe Ungaretti.

La carriera in RAI[modifica | modifica wikitesto]

Assunto in RAI nel 1946, fu praticante giornalista al giornale radio, nel 1949 divenne redattore de L'Approdo letterario e curatore della omonima trasmissione radiofonica e televisiva[2].

Successivamente divenne capo servizi culturali unificati del Giornale Radio e del Telegiornale[3]. Nel 1965 fu nominato direttore dei programmi radiofonici e in tale veste reinventò la radio nell'era della televisione attraverso trasmissioni di successo come Bandiera gialla, Per voi giovani, Chiamate Roma 3131, Gran varietà e La corrida[2].

Nel 1955 Leone Piccioni fu uno dei fondatori del premio letterario Il Ceppo[4].

Nel 1969 venne nominato vice direttore generale[5].

Critico letterario[modifica | modifica wikitesto]

Leone Piccioni insegnò successivamente a Roma e allo IULM di Milano letteratura italiana moderna e contemporanea.

Fu direttore de La Discussione. Come critico letterario, oltre a decine di edizioni e saggi su Ungaretti, di cui curò l'edizione di Tutte le poesie (Milano, Mondadori, 1969), scrisse saggi su autori come Federigo Tozzi, Carlo Emilio Gadda, Giacomo Leopardi. Firmò articoli sul quotidiano Il Tempo.

Leone Piccioni fu presidente della sezione di narrativa del Premio Letterario Basilicata[6].

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Due saggi sulla poesia di Ungaretti, Roma, Novagrafica, 1948
  • Lettura leopardiana e altri saggi, Firenze, Vallecchi, 1952
  • Sui contemporanei, Milano, Fabbri, 1953
  • Tradizione letteraria e idee correnti, Milano, Fabbri, 1956
  • La narrativa italiana tra romanzo e racconti, Milano, Mondadori, 1959
  • Lavagna bianca: diario 1963, con agosto in URSS, Firenze, Vallecchi, 1964
  • Pazienza ed impazienza: studi e saggi: 1946-1966, Firenze, Sansoni, 1968
  • Maestri e amici, Milano, Rizzoli, 1969
  • Troppa morte, troppa vita: viaggi e pensieri intorno agli USA, Firenze, Vallecchi, 1969
  • Vita di un poeta : Giuseppe Ungaretti, Milano, Rizzoli, 1970
  • Ritratto fuori moda, Milano, Rizzoli, 1977
  • Maestri veri e maestri del nulla, Torino, Società editrice internazionale, 1979[7]
  • Ungarettiana, Firenze, Vallecchi, 1980
  • Proposte di lettura, Milano, Rusconi, 1985
  • Linea poetica dei canti leopardiani, Milano, Rusconi, 1988
  • Profili: Saba, Cardarelli, Ungaretti, Montale, Milano, Rizzoli, 1995

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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