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Giuseppe Zamberletti

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Giuseppe Zamberletti

Ministro dei lavori pubblici
Durata mandato18 aprile 1987 
29 luglio 1987
Capo del governoAmintore Fanfani
PredecessoreFranco Nicolazzi
SuccessoreEmilio De Rose

Ministro per il coordinamento della protezione civile
Durata mandato28 giugno 1981 
1º dicembre 1982
Capo del governoGiovanni Spadolini
PredecessoreCarica creata
SuccessoreLoris Fortuna

Durata mandato26 marzo 1984 
18 aprile 1987
Capo del governoBettino Craxi
PredecessoreVincenzo Scotti
SuccessoreRemo Gaspari

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato5 giugno 1968 
22 aprile 1992
LegislaturaV, VI, VII, VIII, IX, X
Gruppo
parlamentare
Democrazia Cristiana
CircoscrizioneComo
Incarichi parlamentari
  • Componente della II Commissione (Interni) - V, VI, VII, VIII legislatura
  • Componente della VI Commissione (Finanze e Tesoro) - V legislatura
  • Componente della rappresentanza della Camera nell'assemblea consultiva del Consiglio d'Europa - V legislatura
  • Componente della III Commissione (Esteri) - VI, VIII, IX legislatura
  • Componente della Commissione speciale per l'esame del disegno di legge di conversione del decreto legge concernente modifiche e integrazioni in materia di riforma tributaria - VI legislatura
  • Componente della Commissione parlamentare per il parere al governo sui decreti delegati concernenti norme a favore dei dipendenti dello Stato ed enti pubblici ex combattenti ed assimilati - VI legislatura
  • Componente della rappresentanza italiana all'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa - VI legislatura
  • Componente della Commissione parlamentare per le questioni regionali - VI legislatura
  • Componente della VII Commissione (Difesa) - VII, VIII, IX legislatura
  • Componente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla strage di via Fani, sul sequestro e l'assassino di Aldo Moro e sul terrorismo in Italia - VIII legislatura
  • Componente della Commissione parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato - VIII legislatura
  • Segretario e componente della Commissione parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato - IX legislatura
  • Componente della IV Commissione (Difesa) - X legislatura
  • Componente della VIII Commissione (Lavori pubblici) - X legislatura
  • Componente della Commissione d'indagine ex articolo 58 (on. Gunnella) - X legislatura
  • Componente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi - X legislatura
  • Componente della delegazione parlamentare italiana all'Assemblea dell'Atlantico del Nord - X legislatura
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato23 aprile 1992 
14 aprile 1994
LegislaturaXI
Gruppo
parlamentare
Democratico Cristiano
CircoscrizioneLombardia
CollegioVarese
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politicoDemocrazia Cristiana
Titolo di studioLicenza media superiore
ProfessioneRagioniere

Giuseppe Zamberletti (Varese, 17 dicembre 1933Varese, 26 gennaio 2019[1]) è stato un politico italiano, considerato il fondatore della moderna protezione civile italiana[2].

A Zamberletti si devono la nascita del Dipartimento della protezione civile presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, l'introduzione del concetto di previsione e prevenzione distinto dalle attività di soccorso, l'organizzazione del servizio nazionale di protezione civile in tutte le sue componenti, la valorizzazione degli enti locali e del volontariato e anche l'avvio della riforma del settore, culminata con l'approvazione della legge 24 febbraio 1992, n. 225, che ha definitivamente normato il servizio nazionale della protezione civile.

Targa commemorativa posta sulla facciata dell'ex albergo Camponovo, casa natale di Giuseppe Zamberletti (Sacro Monte di Varese)

Nacque e trascorse la sua giovinezza a Santa Maria del Monte, frazione montana della città di Varese; era figlio dei gestori dell'albergo Camponovo, la più grande struttura ricettiva del borgo, a poca distanza dal Santuario mariano.[3] Ebbe un fratello minore, Domenico detto "Domenichino", prematuramente scomparso in fama di santità all'età di 13 anni.[4]

Impegno politico

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Militante della Democrazia Cristiana, il 18 maggio 1968 fu eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nella circoscrizione di Como; verrà poi riconfermato a Montecitorio per un totale di 6 legislature consecutive, fino al 1992.

Nel 1972 ebbe il primo incarico di governo come sottosegretario all'Interno negli esecutivi IV e V presieduti da Aldo Moro; nel III governo di Giulio Andreotti ebbe la delega per la pubblica sicurezza, per il corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e protezione civile. Sempre in questa veste, fu nominato commissario governativo alla gestione delle emergenze derivanti dai terremoti in Friuli nel 1976 e in Irpinia nel 1980; le lacune nelle operazioni di soccorso e ricostruzione per quest'ultimo evento (da cui scaturì l'inchiesta Mani sul terremoto, avviata nel 1990 da una commissione parlamentare incaricata di indagare sulle irregolarità e le speculazioni nell'uso del denaro pubblico)[5] e successivamente, nel giugno 1981, il clamore e le polemiche sorte attorno all'incidente di Vermicino (il mancato salvataggio, dovuto alla disorganizzazione dei soccorsi e al clamore mediatico, di un bambino caduto in un pozzo artesiano nell'hinterland romano), furono alla base della riflessione che sfociò dapprima nell'istituzione del Ministero per il coordinamento della protezione civile e quindi, con ordine di servizio del 29 aprile 1982, del Dipartimento della protezione civile presso la Presidenza del Consiglio. Primo titolare del nuovo dicastero fu proprio Zamberletti, che in precedenza era stato nominato alto commissario presso il Ministero dell'Interno per la predisposizione degli strumenti amministrativi e normativi necessari ad attuare il coordinamento dei servizi concernenti la protezione civile. Tali passi avvennero sotto il primo e secondo governo presieduti da Giovanni Spadolini.

La fama di Zamberletti come "gestore di emergenze" si era consolidata poco tempo prima, quando nell'estate del 1979 si occupò, su delega del primo ministro Giulio Andreotti, dell'operazione di salvataggio dei Boat people, profughi vietnamiti in fuga dal Vietnam del Sud caduto sotto il controllo del Vietnam del Nord[6]. L'operazione coinvolse le tre navi della Marina Militare Italiana: l'incrociatore Andrea Doria, l'incrociatore Vittorio Veneto e la nave d'appoggio Stromboli[6]. La spedizione, unica nel suo genere poiché si svolse senza scalo, si concluse con il salvataggio di circa 900 persone che verranno poi accolte in Italia come asilanti, alcune delle quali decidendo di rimanervi a vivere[6]. Nello stesso periodo, tra il 1979 e il 1980, Zamberletti fu sottosegretario agli Affari esteri nei governi I e II presieduti da Francesco Cossiga; in questa veste, condusse la trattativa per la collaborazione economica e la garanzia italiana della neutralità di Malta.[7]

Ancora nel 1982, Zamberletti si occupò della gestione commissariale dei soccorsi alle vittime dei terremoti verificatisi in Campania e in Basilicata.

Giuseppe Zamberletti (ultimo a destra) partecipa alla marcia della pace di Roma nel 1985: con lui Enzo Tortora, Adelaide Aglietta (dietro), Giovanni Negri, Loris Fortuna, Flaminio Piccoli.

Nel 1984, Bettino Craxi nominò nuovamente Zamberletti al Ministero per il coordinamento della protezione civile nel primo governo da lui presieduto; in questa veste, nel 1985, insediò una commissione ministeriale d’inchiesta sul disastro della Val di Stava. Successivamente, nel 1987, passò al dicastero dei lavori pubblici, nell'ultimo governo presieduto da Amintore Fanfani. Questa fu anche la sua ultima esperienza ministeriale; nell'ultima fase della sua carriera parlamentare fu anche membro, tra il 1988 e il 1994, della Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia.[8][8][9]

Alle elezioni politiche del 1992 Zamberletti fu eletto, per l'unica volta, al Senato della Repubblica nel collegio di Varese; a seguito della precoce fine dell'XI legislatura e dello scioglimento della Democrazia Cristiana, nel 1994 lasciò la politica attiva dopo 36 anni di ininterrotta presenza parlamentare.[10]

Altre attività e ultimi anni

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Zamberletti ebbe vari incarichi anche al di fuori del contesto istituzionale: dal 1989 al 1992 presiedette il comitato promotore del Premio Chiara, concorso letterario istituito a Varese alla memoria dello scrittore Piero Chiara.[11][12] Inoltre ricoprì dal 27 maggio 2002 fino alla prima metà del 2013 (quando venne liquidata) la carica di presidente del consiglio d'amministrazione della società Stretto di Messina, che si prevedeva dovesse assumere l'incarico di progettazione, realizzazione ed esercizio del cosiddetto ponte sullo Stretto.[13][14]

La tomba della famiglia Zamberletti

Da tempo malato, morì il 26 gennaio 2019 all'Ospedale di Circolo di Varese. I funerali di Stato vengono officiati il 29 gennaio dall'arcivescovo di Milano Mario Delpini nella basilica di San Vittore a Varese, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella[15], del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e di numerosi ministri. Al termine, ha ricevuto sepoltura nella tomba di famiglia, presso il cimitero di Santa Maria del Monte[16]. Pochi mesi dopo morì anche la moglie, Giovanna Bertazzoni.

  • La minaccia e la vendetta. Ustica e Bologna: un filo tra due stragi, Milano, Franco Angeli, 1995, ISBN 978-8820494803
  1. Morto Zamberletti, padre della protezione civile - Lombardia, su Agenzia ANSA, 27 gennaio 2019. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  2. Lorenzo Gherlinzoni, Zamberletti: «Il segreto dell’operazione Friuli? I sindaci», 5 maggio 2016. URL consultato il 24 agosto 2016 (archiviato dall'url originale il 6 maggio 2016).
  3. Addio a Giuseppe Zamberletti, uno dei più importanti varesini di sempre, su sacromontevarese.net. URL consultato il 28/01/19.
  4. Domenico Zamberletti, su santiebeati.it. URL consultato il 26/05/20.
  5. Le mani della politica su 58.000 miliardi di lire stanziati per la ricostruzione dopo il sisma dell'80, in Il Tempo.it, 08 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 24 aprile 2010).
  6. 1 2 3 Missione Vietnam: 40 anni fa il salvataggio dei «boat people» ilsole24ore.com
  7. Ustica e Bologna, Zamberletti: “Fu la vendetta di Gheddafi per l’aiuto italiano a Malta” lastampa.it
  8. 1 2 Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, su senato.it. URL consultato il 2 novembre 2025.
  9. Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, su storia.camera.it. URL consultato il 2 novembre 2025.
  10. Cinque varesini riportano Giuseppe Zamberletti in Senato, su varesenews.it, 15 maggio 2021. URL consultato il 2 novembre 2025.
  11. 30 ANNI FA, su facebook.com, Premio Chiara, 21 maggio 2019. URL consultato il 2 novembre 2025.
  12. Storia, su premiochiara.it. URL consultato il 2 novembre 2025.
  13. Ponte Stretto, Zamberletti nuovo presidente, su edilportale.com, 30 maggio 2002. URL consultato il 2 novembre 2025.
  14. Breve storia di un naufragio annunciato, su ilmanifesto.it, 9 luglio 2021. URL consultato il 2 novembre 2025.
  15. Filmato audio Mattarella ai Funerali di Stato dell'on. Giuseppe Zamberletti, su YouTube.
  16. Anche il Sacro Monte dà il suo ultimo saluto all'onorevole Giuseppe Zamberletti, su sacromontedivarese.it. URL consultato il 26/05/20.
  17. Sito web del Quirinale: dettaglio decorato., su quirinale.it.
  • Gianni Spartà, Lorenzo Alessandrini, La luna sulle ali. La Protezione Civile, il ritratto di un'epoca. Colloqui con Giuseppe Zamberletti, Varese, Pietro Macchione Editore, 2021. ISBN 978-8865706572

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Predecessore Ministro per il coordinamento della protezione civile Successore
ministero di nuova istituzione 28 giugno 1981 - 1º dicembre 1982 Loris Fortuna I
Vincenzo Scotti 26 marzo 1984 - 17 aprile 1987 Remo Gaspari II

Predecessore Ministro dei lavori pubblici Successore
Franco Nicolazzi 17 aprile 1987 - 28 luglio 1987 Emilio De Rose
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