Abdelmadjid Tebboune

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Abdelmadjid Tebboune
Абдельмаджид Теббун (06-11-2021).jpg

Presidente dell'Algeria
In carica
Inizio mandato19 dicembre 2019
Capo del governoSabri Boukadoum (ad interim)
Abdelaziz Djerad
Aymen Benabderrahmane
PredecessoreAbdelkader Bensalah (ad interim)

Primo ministro dell'Algeria
Durata mandato25 maggio 2017 –
15 agosto 2017
PresidenteAbdelaziz Bouteflika
PredecessoreAbdelmalek Sellal
SuccessoreAhmed Ouyahia

Dati generali
Partito politicoFronte di Liberazione Nazionale
UniversitàNational School of Administration (Algeria)

Abdelmadjid Tebboune (in arabo عبد المجيد تبون; Mécheria, 17 novembre 1945) è un politico algerino, Primo ministro dell'Algeria dal 25 maggio 2017 al 15 agosto 2017 e Presidente dell'Algeria dal 19 dicembre 2019.

Prima della sua elezione, Tebboune ha ricoperto numerosi incarichi governativi, tra cui primo ministro, ministro della politica di sviluppo e membro del Consiglio di Stato.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Proviene da una famiglia originaria di Boussemghoun nel Wilaya di El-Bayadh.

Si è laureato presso la Scuola Nazionale d'Amministrazione dell'Algeria, 2ª classe "Larbi Ben M'Hidi" nel 1969, sezione economica e finanziaria.

In carriera è stato ministro della Comunicazione e della Cultura, ministro delegato alle Comunità locali, ministro per la Pianificazione urbana, ministro ad interim per il Commercio. Il 24 maggio 2017 è stato nominato Primo Ministro dal presidente Abdelaziz Bouteflika, succedendo a Abdelmalek Sellal, in carica dal 2012. È stato considerato vicino al capo del personale, Ahmed Gaïd Salah. Il 25 maggio 2017 ha formato il governo, che tuttavia è rimasto in carica solo tre mesi, quando il 15 agosto 2017 è stato costretto alle dimissioni e sostituito dall'ex primo ministro Ahmed Ouyahia.

Nel dicembre 2019 ha vinto le elezioni presidenziali con il 58,15 per cento dei voti, che gli hanno consentito di essere presidente dell'Algeria al primo turno.[1] Nell'occasione l'affluenza alle urne è stata del 39,9 % a causa del boicottaggio delle elezioni deciso dalle opposizioni.[2] Un voto categoricamente respinto dalle opposizioni, visto come una manovra del “sistema” al potere per garantirsi la sopravvivenza. In diverse città si sono registrate marce anti-elettorali e scontri, non solo ad Algeri, ma anche nella regione della Cabilia, a Bejaia e Tizi Ouzou, dove i manifestanti si sono impadroniti delle urne.[3]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze algerine[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro e Gran Collare dell'Ordine del Merito Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Gran Collare dell'Ordine del Merito Nazionale
«Nella sua qualità di Presidente della Repubblica algerina»

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce decorato di gran cordone dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce decorato di gran cordone dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 3 novembre 2021[4]
Cavaliere di Gran Collare dell'Ordine dello Stato di Palestina - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Collare dell'Ordine dello Stato di Palestina
— 6 dicembre 2021[5]
Collare dell'Ordine Nazionale al Merito (Tunisia) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine Nazionale al Merito (Tunisia)
— 15 dicembre 2021[6]
Gran Cordone dell'Ordine Supremo del Rinascimento (Giordania) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine Supremo del Rinascimento (Giordania)
— 4 dicembre 2022[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cinzia Rizzi, Algeria: ex premier Abdelmadjid Tebboune eletto presidente al primo turno, su euronews, 13 dicembre 2019. URL consultato il 14 dicembre 2019.
  2. ^ Algeria, astensionismo record alle elezioni. Il neo-presidente già contestato da migliaia di persone in piazza, su Il Fatto Quotidiano, 13 dicembre 2019. URL consultato il 14 dicembre 2019.
  3. ^ La redazione, Elezioni Algeria: Abdelmadjid Tebboune è il nuovo Presidente, su Opinio Juris, 6 gennaio 2020. URL consultato il 28 febbraio 2020.
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  5. ^ Aps
  6. ^ Tebboune décoré du grand cordon du mérite national, su mosaiquefm.net. URL consultato il 15 dicembre 2021.
  7. ^ Facebook, https://www.facebook.com/RHCJO/posts/pfbid02Rh2GLGkau5Tw8vVVi2vcpNzLxz3aHcwpbhto2oPJ6FAbcrpSmTyL6dwQhwzfvfDal. URL consultato il 4 dicembre 2022.

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