Teodoro Obiang Nguema Mbasogo

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Teodoro Obiang Nguema Mbasogo
Teodoro Obiang.png

Presidente della Guinea Equatoriale
In carica
Inizio mandato 3 agosto 1979
Vice presidente Ignacio Milam Tang,
Teodoro Nguema Obiang Mangue
Primo ministro Cristino Seriche Bioko,
Silvestre Siale Bileka,
Ángel Serafín Seriche Dougan,
Cándido Muatetema Rivas,
Miguel Abia Biteo Boricó,
Ricardo Mangue Obama Nfubea,
Ignacio Milam Tang,
Vicente Ehate Tomi,
Francisco Pascual Obama Asue
Predecessore Francisco Macías Nguema

Presidente dell'Unione Africana
Durata mandato 31 gennaio 2011 –
29 gennaio 2012
Predecessore Bingu wa Mutharika
Successore Yayi Boni

Dati generali
Partito politico Partito Democratico di Guinea Equatoriale
Alma mater Accademia Militare di Saragozza

Teodoro Obiang Nguema Mbasogo (Acoacán, 5 giugno 1942) è un politico equatoguineano.

È presidente della Guinea Equatoriale dal 3 agosto 1979, quando abbatté il regime autoritario di suo zio Francisco Macías Nguema in un colpo di Stato militare. Il suo potere si è consolidato negli anni tramite la marginalizzazione dell'opposizione politica e lo sfruttamento di importanti giacimenti petroliferi dagli anni novanta. Attualmente è il capo di Stato più longevo in Africa e il presidente più longevo al mondo.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Inizi e formazione[modifica | modifica wikitesto]

Nacque all'interno del clan di Mongomo, nella città di Acoacám (Provincia Wele-Nzas). Terzo di dieci figli, compì i primi studi presso la scuola "Cardinal Cisneros" e il liceo amministrativo di Bata. In seguito si formò all'Accademia Militare di Saragozza dal 1963 al 1965 e divenne uno dei primi ufficiali africani nella Guardia Territoriale della Guinea Equatoriale, che al tempo era ancora una colonia spagnola, ma che godeva già dell'Autonomia Interna dal 1964.

Nel 1963 venne nominato tenente della Guardia Nazionale e in aggiunta alla carriera militare ottenne una laurea in giurisprudenza presso l'Universidad Nacional de Educación a Distancia (UNED) e un dottorato honoris causa dall'Università nazionale della Guinea Equatoriale. Il 12 ottobre 1968, giorno dell'indipendenza, assunse la carica di capo delle Forze Armate. Nel contempo suo zio Francisco Macías Nguema, vincitore delle prime elezioni presidenziali dopo l'indipendenza, instaurò una sanguinaria dittatura filosovietica nel paese equatoriale che spinse alla fuga oltre 100.000 profughi, equivalenti ad un terzo della popolazione di allora.

Il colpo di Stato[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 agosto 1979 guidò il colpo di Stato militare (ufficialmente definito "colpo della Libertà") che destituì Francisco Macías Nguema. Il tiranno fu arrestato, processato per genocidio e condannato a morte. Suo nipote, aiutato dal Gabon (dove si era già affermato un dittatore di lungo corso come Omar Bongo), lo sostituì nella carica e il 10 ottobre venne istituito il ''Consiglio Militare Supremo" da lui presieduto in qualità di capo delle Forze Armate.

Obiang si trovò di fronte un paese sull'orlo del collasso demografico e finanziario e tentò di migliorarne le condizioni, riuscendovi in parte. Aderì alla Comunità economica e monetaria dell'Africa centrale (CEMAC), adottando il Franco CFA come moneta e aprendo ai paesi occidentali. Il nuovo Presidente riuscì anche ad ottenere aiuti internazionali che si dimostrarono molto importanti, e instaurò buoni rapporti con la Spagna.

Il potere assoluto[modifica | modifica wikitesto]

Obiang assieme al presidente del Brasile Lula da Silva nel 2006

Il 15 agosto 1982 indisse il referendum costituzionale per l'approvazione della ''Legge fondamentale della Guinea Equatoriale"; la nuova costituzione, promulgata il 7 settembre, ha garantito al Capo dello Stato ampi poteri. Obiang è stato confermato Presidente nelle elezioni del 1989, 1996, 2002, 2009 e 2016, condannate come fraudolente dagli osservatori internazionali. Le prime elezioni legislative si svolsero invece il 21 novembre 1993: esse videro la vittoria della formazione di Obiang, il Partito Democratico di Guinea Equatoriale, che ottenne ben 68 seggi degli 80 da assegnare. Alle elezioni parteciparono tuttavia anche alcuni partiti di opposizione.

Il piccolo paese è ricco di idrocarburi. Dalla fine degli anni novanta, dopo la scoperta di enormi giacimenti di petrolio, è stata intensificata l'attività estrattiva: ciò ha comportato un rapido aumento delle performance economiche, facendo spiccare la Guinea Equatoriale tra i paesi con i più alti tassi di crescita del continente africano. Naturalmente il settore petrolifero contribuisce alla formazione della maggior parte del PIL del paese; ciò comporta una sostanziale dipendenza della sua economia dall'andamento del mercato degli idrocarburi e contribuisce a concentrare grandi quote del PIL in una ristretta cerchia di industriali.

Nel 2004 mercenari europei e sudafricani hanno tentato di destituire Obiang con un colpo di Stato, sventato dal dittatore con l'aiuto dello Zimbabwe. Il tentato golpe ha attirato l'attenzione dei media per il coinvolgimento di Sir Mark Thatcher, figlio di Margaret Thatcher, che avrebbe finanziato l'operazione. In quell'occasione Mbasogo ha accusato i governi occidentali e alcune multinazionali di aver orchestrato un complotto per ucciderlo. Nel 2011 ha annunciato la fondazione della nuova capitale del paese, Oyala, la quale si trova nella parte centrale della zona continentale del Paese. I lavori saranno ultimati entro il 2020.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il governo di Obiang, in un primo momento considerato meno brutale di quello di suo zio, è considerato uno dei più corrotti, etnocentrici e repressivi al mondo. Sebbene il presidente abbia firmato un decreto anti-tortura nel 2006 che ne vieta ogni forma di abuso e uso improprio e con il quale ha commissionato l'ammodernamento delle carceri per garantire il trattamento umano dei prigionieri,[2] la violazione dei diritti umani continua. Human Rights Watch, Amnesty International e altre organizzazioni non governative hanno documentato gravi abusi dei diritti umani nelle carceri, torture, pestaggi, morti inspiegabili e detenzioni illegali[3][4].

Si stima che il patrimonio di Obiang si aggiri intorno ai 600 milioni di dollari. Per questo motivo la rivista Forbes lo ha collocato all'ottavo posto nella classifica dei sovrani e dei dittatori più ricchi del mondo[5]. Suo nipote è il calciatore del West Ham Pedro Obiang.[6].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze della Guinea Equatoriale[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine Nazionale della Guinea Equatoriale - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Nazionale della Guinea Equatoriale
immagine del nastrino non ancora presente Gran Maestro dell'Ordine dell'Indipendenza

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
— 1979

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Equatorial Guinea: Palace in the jungle: Ordinary folk see none of their country’s riches, in The Economist, 12 marzo 2016. URL consultato il 12 marzo 2016.
  2. ^ mpri.com MPRI
  3. ^ Equatorial Guinea | Amnesty International
  4. ^ Equatorial Guinea | Human Rights Watch
  5. ^ (EN) Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, forbes.com. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  6. ^ Obiang, cuore a metà, ilsecoloxix.it, 21 luglio 2011. URL consultato il 14 febbraio 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente della Guinea Equatoriale Successore Coat of arms of Equatorial Guinea.svg
Francisco Macìas Nguema 1979 in carica
Predecessore Presidente dell'Unione Africana Successore
Bingu wa Mutharika 31 gennaio 2011 - 29 gennaio 2012 Yayi Boni
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