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Ahmed Ben Bella

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Ahmed Ben Bella
أحمد بن بلّة
Président Ahmed Ben Bella.jpg

Presidente dell'Algeria
Durata mandato 15 settembre 1963 –
19 giugno 1965
Predecessore Ferhat Abbas
Successore Houari Boumédienne (Presidente del Consiglio Rivoluzionario Algerino)

Primo ministro dell'Algeria
Durata mandato 27 settembre 1962 –
20 settembre 1963
Capo di Stato Ferhat Abbas
Predecessore Benyoucef Benkhedda (Presidente del Governo provvisorio della Repubblica algerina)
Successore Mohamed Ben Ahmed Abdelghani (A partire dal marzo 1979)

Presidente del Front de Libération Nationale
Durata mandato 27 settembre 1962 –
19 giugno 1965
Predecessore Ferhat Abbas
Successore Houari Boumédienne

Ministro degli Esteri (ad interim)
Durata mandato 11 aprile 1963 –
18 settembre 1963
Presidente se stesso
Predecessore Mohamed Khemisti
Successore Abdelaziz Bouteflika

Dati generali
Partito politico Front de Libération Nationale
Firma Firma di Ahmed Ben Bellaأحمد بن بلّة

Ahmed Ben Bella (in arabo: أحمد بن بلّة‎; Maghnia, 25 dicembre 1916Algeri, 11 aprile 2012[1]) è stato un politico e rivoluzionario algerino.

Esponente dell'ala più radicale del movimento di liberazione nazionale d'Algeria, è visto come il padre della patria algerina. È stato il Primo ministro e il primo Presidente dell'Algeria dal 1962 al 1965, quando fu deposto da un colpo di Stato.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Maghnia, nell'allora Algeria francese, il 25 dicembre del 1916 da genitori marocchini di origine berbera, nativi ambedue della regione di Marrakech. Il fratello maggiore morì combattendo nell'esercito francese durante la prima guerra mondiale e altri due fratelli morirono in giovane età.

Frequentò la scuola di Tlemcen, dove rimase colpito dalla discriminazione verso gli arabi del suo maestro europeo. Non riuscì a diplomarsi, e successivamente abbandonò la scuola.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Ben Bella si arruolò volontario nell'esercito francese nel 1936. L'esercito rappresentava infatti una delle poche vie di carriera per gli algerini sotto il dominio coloniale e l'arruolamento volontario era cosa comune. A Marsiglia giocò come calciatore in alcune partite per l'Olympique de Marseille, nella stagione 1939-40.[2]

Nel 1940, durante la seconda guerra mondiale, Ben Bella venne impiegato al fronte come sottufficiale e si vide assegnata la Croix de guerre 1939-1945. Venne smobilitato dopo la caduta della Francia, ma si unì a un reggimento di fucilieri marocchini con il quale prestò servizio al fianco degli Alleati durante tutta la campagna d'Italia. Promosso al grado di maresciallo, ricevette la Médaille militaire per il coraggio a Montecassino (dove fu ferito) da Charles de Gaulle.[3]

Guerra d'indipendenza[modifica | modifica wikitesto]

Nel dopoguerra aderì al movimento nazionalista fondato da Messali Hadj, che in seguito abbandonò, per dar vita ad un movimento rivoluzionario autonomo. Arrestato nel 1950 e condannato a otto anni di reclusione, riuscì a evadere nel 1952, rifugiandosi in Tunisia e poi in Egitto; e quindi, durante questo forzato esilio, diede vita al Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) ed all'esercito clandestino (1952) che nel 1954 iniziò le azioni militari in grande stile contro il governo coloniale.

I membri principali del FLN, qui tratti in arresto dall'esercito francese il 22 ottobre del 1956 (da sinistra): Mohamed Khider, Mostefa Lacheraf, Hocine Aït Ahmed, Mohamed Boudiaf e Ahmed Ben Bella

Allo scoppio della guerra d'indipendenza algerina nel 1954, Ben Bella si stabilì al Cairo, dove era diventato uno dei massimi dirigenti del FLN. Nel 1955 i francesi lo arrestarono, dopo che il suo aereo era stato intercettato e portato in Francia. Mentre era in prigione venne eletto vice primo ministro del Governo provvisorio della Repubblica algerina.

Come molti rivoluzionari arabi del tempo, Ben Bella descriveva se stesso come un "nasseriano", vale a dire ispirato dalle idee socialiste del Presidente egiziano Gamal Abd el-Nasser, il quale non fece mancare il proprio sostegno morale, politico e militare a movimento d'indipendenza algerino.

Dopo l'indipendenza[modifica | modifica wikitesto]

Liberato in seguito agli accordi di Évian (1962), che sancirono l'indipendenza dell'Algeria, venne eletto unilateralmente prima vicepresidente e poi presidente del Consiglio dei ministri del nuovo Stato, estromettendo via via dal potere i suoi avversari di destra e di sinistra (tra cui il premier Benyoucef Benkhedda).

Ben Bella e Nasser nel 1962.

Ben Bella assunse l'anno dopo anche le cariche di segretario del FLN e di presidente della Repubblica dopo la controversa Guerra della sabbia contro il Marocco.

Fu amato dal popolo algerino come pochi altri capi rivoluzionari; il suo nome scandito ritmicamente era il grido di guerra dell'Armata Popolare di Liberazione. Dopo la stabilizzazione del paese, Ben Bella intraprese in patria un ardito piano di riforme agrarie a beneficio dei contadini senza terra (modello autogestionario), e si orientò sempre di più verso una retorica socialista.

Ahmed Ben Bella a Cuba con Che Guevara e Fidel Castro

La sua popolarità venne però scossa dalla necessità di mantenere un difficile equilibrio fra nazionalisti e progressisti all'interno, fra Europa ed Unione Sovietica all'estero, il che lo condusse alla rottura con i comunisti filosovietici cercando una Via algerina al socialismo. Inoltre, il ritmo rapidissimo che volle imporre al processo di riforme sociali ed economiche gli inimicò anche le forze della borghesia.

Il suo stile di governo divenne sempre più autocratico. Il suo comportamento eccentrico e arrogante nei confronti dei colleghi gli alienò molti ex sostenitori, mentre al contempo promosse lo sviluppo del proprio culto della personalità. Inoltre, dal 1964 dedicò la maggior parte del tempo agli affari esteri anziché agli sviluppi politici locali.

Rovesciamento, prigionia ed esilio[modifica | modifica wikitesto]

Alle due del mattino del 19 giugno del 1965, la sua attività fu bruscamente troncata da un colpo di Stato militare guidato dall'antico compagno d'armi Houari Boumédiène, a seguito del quale Ben Bella fu imprigionato agli arresti domiciliari.

Dopo quasi 15 anni (luglio del 1979), poco dopo la morte di Boumédiène, Ben Bella venne liberato e nel 1980 venne esiliato in Francia, ma ne fu espulso nel 1983. Si trasferì a Losanna, in Svizzera, e soltanto nel settembre del 1990 gli fu concesso di tornare in patria.

Ritorno e morte[modifica | modifica wikitesto]

Ben Bella era nel frattempo diventato un musulmano osservante e fu eletto presidente della campagna internazionale che si opponeva all'invasione dell'Iraq del 2003. Nel 2007 venne nominato a capo della Commissione dei Saggi in seno all'Unione Africana.

Il 23 febbraio 2012, dopo che era stato ricoverato in ospedale per controlli medici, è stata diffusa la notizia della sua morte, poi smentita dalla figlia. È scomparso l'11 aprile 2012 all'età di 95 anni nella sua casa di Algeri.[4] Ha ricevuto un funerale di Stato cui hanno partecipato le massime autorità algerine e lo stesso presidente Abdelaziz Bouteflika.

Alla sua memoria è intitolato l'aeroporto di Orano.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ordine dei Compagni di O.R. Tambo in Oro (Sudafrica) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine dei Compagni di O.R. Tambo in Oro (Sudafrica)
«Per il suo contributo vitale alla lotta contro il colonialismo in Algeria e alla decolonizzazione del continente africano e per l'impegno costante per lo sviluppo dell'Africa e per la pace.»
— 16 giugno 2004[5]
Eroe dell'Unione Sovietica (URSS) - nastrino per uniforme ordinaria Eroe dell'Unione Sovietica (URSS)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Algeria, morto primo presidente Ahmed Ben Bella, lapresse.it. URL consultato l'11 aprile 2012.
  2. ^ Ben Bella profile on om-passion, unofficial Olympique de Marseille site, Om-passion.com, 24 ottobre 2011. URL consultato il 13 gennaio 2017.
  3. ^ Robert Merle, Ahmed Ben Bella, Edició de Materials, 1965
  4. ^ Morto a 93 anni Ben Bella guidò l'Algeria dopo l'indipendenza Repubblica.it
  5. ^ Sito web della Presidenza della Repubblica: dettaglio decorato.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera Predecessore Presidente della Repubblica Democratica Popolare di Algeria Successore Stemma
Ferhat Abbas 15 settembre 1963 – 19 giugno 1965 Houari Boumédienne
Presidenti della Repubblica Algerina
Farès (1962) | Abbas (1962-1963) | Bella (1963-1965) | Boumédienne (1965-1978) | Bitat (1978-1979) | Bendjedid (1979-1992)
Boudiaf (1992) | Kafi (1992-1994) | Zéroual (1994-1999) | Bouteflika (1999-in carica)
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