Socialismo arabo

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Il socialismo arabo (in arabo: الاشتراكية العربية‎, al-ishtirākiyya al-ʿarabiyya) fu l'ideologia politica alla base di diversi regimi che si costituirono nel corso del secondo Novecento, inizialmente formulata dal filosofo Michel 'Aflaq e da Salah al-Din al-Bitar, fondatori del Partito Ba'th assieme ad Akram al-Hawrani, e sviluppatasi poi negli anni successivi tramite figure come Gamal Abdel Nasser, presidente dell'Egitto e primo ad essere stato a capo di un governo di stampo islamo-socialista.

Fondamentale per il socialismo arabo fu l'idea di panarabismo: secondo tale dottrina, gli arabi avrebbero dovuto unirsi a livello politico tramite uno Stato unitario di tipo federale. Inizialmente, la collaborazione di tutti gli arabi avrebbe favorito l'indipendenza da ogni tipo di dominio coloniale - principalmente britannico e francese, per poi unirsi politicamente. Questa idea, tuttavia, non risentì di formulazioni specifiche e nonostante la presenza di numerosi regimi fondati sul socialismo arabo, solamente in pochi casi si riuscì a dar vita a governi federali (Repubblica Araba Unita), tutti discioltisi nel giro di pochi anni.

Lista di socialisti[modifica | modifica wikitesto]

Ba'thisti (Partito Ba'th irakeno), (Partito Ba'th siriano)

Nasseriani:

Socialisti algerini:

Socialisti marocchini:

Socialisti palestinesi:

Socialisti libanesi:

Socialisti siriani (Partito Ba'th siriano):

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maxime Rodinson, Marxism and the Muslim world, Zed Press, 1979, 229 pagine, ISBN 9780905762210 (trad. dell'originale Marxisme et monde musulman, Paris, Éditions du Seuil, 1972, 698 pagine)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]