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Gamal Abd el-Nasser

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Gamāl ʿAbd al-Nāṣir Ḥusayn

جمال عبد الناصر حسين

Nasser portrait2.jpg

Presidente dell'Egitto
Durata mandato 23 giugno 1956 –
28 settembre 1970
Vice presidente ʿAbd al-Ḥakīm ʿĀmer
Abd al-Latif Baghdadi
Hassan Ibrahim
Zakariyya Muhyi al-Din
Ali Sabri
Ḥusayn al-Shafiʿī
Anwar al-Sādāt
Capo del governo Ali Sabri
Zakariyya Muhyi al-Din
Mohammad Sidqi Sulayman
se stesso
Predecessore Muḥammad Negīb
Successore Anwar al-Sādāt

Primo ministro dell'Egitto
Durata mandato 19 giugno 1967 –
28 settembre 1970
Presidente se stesso
Predecessore Muhammad Sidqi Sulayman
Successore Mahmud Fawzi

Durata mandato 18 aprile 1954 –
29 settembre 1962
Presidente Muhammad Naguib
se stesso
Predecessore Muhammad Naguib
Successore Ali Sabri

Durata mandato 25 febbraio 1954 –
8 marzo 1954
Presidente Muhammad Naguib
Predecessore Muhammad Naguib
Successore Muhammad Naguib

Vice Primo ministro dell'Egitto
Durata mandato 8 marzo 1954 –
18 aprile 1954
Capo del governo Muhammad Naguib
Predecessore Gamal Salem
Successore Gamal Salem

Durata mandato 18 giugno 1953 –
25 febbraio 1954
Capo del governo Muhammad Naguib
Predecessore Sulayman Hafez
Successore Gamal Salem

Ministro dell'Interno
Durata mandato 18 giugno 1953 –
25 febbraio 1954
Capo del governo Muḥammad Negīb
Predecessore Sulayman Hafez
Successore Gamal Salem

Presidente del Consiglio del Comando della Rivoluzione
Durata mandato 14 novembre 1954 –
23 giugno 1956
Predecessore Muḥammad Negīb

Presidente della Repubblica Araba Unita
Durata mandato 1º febbraio 1958 –
28 settembre 1961
Predecessore carica creata
Successore carica abolita

Segretario generale del Movimento dei Paesi Non Allineati
Durata mandato 5 ottobre 1964 –
8 settembre 1970
Predecessore Josip Broz Tito
Successore Kenneth Kaunda

Presidente dell'Organizzazione dell'Unità Africana
Durata mandato 17 luglio 1964 –
21 ottobre 1965
Predecessore Hailé Selassié
Successore Kwame Nkrumah

Dati generali
Partito politico Unione Socialista Araba
Tendenza politica nasserismo
Università Università del Cairo
Accademia Militare Egiziana
Firma Firma di Gamāl ʿAbd al-Nāṣir Ḥusayn جمال عبد الناصر حسين
Gamāl ʿAbd al-Nāṣir
Nasser carrying the battalion flag - 10009.jpg
Un giovane Gamāl (al centro) che porta lo stendardo del battaglione.
15 gennaio 1918 – 28 settembre 1970
(52 anni)
Nato a Alessandria d'Egitto
Morto a Il Cairo
Cause della morte attacco cardiaco
Luogo di sepoltura Il Cairo
Dati militari
Paese servito Flag of Egypt (1922–1958).svg Egitto
Forza armata Esercito egiziano
Anni di servizio 1938-1952
Grado Colonnello
Guerre Guerra arabo-israeliana del 1948
"fonti nel corpo del testo"
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Gamāl ʿAbd al-Nāṣir Ḥusayn (IPA: /ɡæˈmæːl ʕæbdenˈnɑːsˤeɾ ħeˈseːn/) (in arabo: جمال عبد الناصر حسين‎; Alessandria d'Egitto, 15 gennaio 1918Il Cairo, 28 settembre 1970) è stato un politico e militare egiziano, secondo Presidente della Repubblica egiziana, dal 23 giugno 1956 al 28 settembre 1970.

Gamāl ʿAbd al-Nāṣer – o Jamāl ʿAbd al-Nāṣir, ma in Occidente semplicemente Nasser – guidò il colpo di Stato repubblicano (1952) che abbatté la monarchia di re Fārūq I. Venne nominato Primo ministro nel 1954. Tale momento segnò l'inizio di una lunga gestione del potere che lo vide diventare Presidente dell'Egitto dopo aver destituito il gen. Muḥammad Naǧīb.

È considerato una figura centrale nella storia moderna del Vicino Oriente nella seconda metà del XX secolo. Nazionalizzò il Canale di Suez e respinse le pretese di Francia e Regno Unito per continuare a controllare il Canale, guadagnando un'altissima popolarità presso le masse arabe. Grande sostenitore dell'anticolonialismo e del panarabismo, Gamāl ʿAbd al-Nāṣer fondò con Jawaharlal Nehru e Josip Broz Tito il Movimento dei paesi non allineati. Perse parte del proprio prestigio dopo la sconfitta nella Guerra dei sei giorni contro Israele, ma mantenne un ruolo chiave in tutti i futuri dialoghi tra le parti avverse.

In tema di politica interna, Gamāl ʿAbd al-Nāṣer fu propugnatore del cosiddetto socialismo arabo, di un forte interventismo statale nell'economia e grandi progetti industriali tra cui la diga di Aswān, terminata nel 1970. Nello stesso anno morì di crisi cardiaca.

Gamāl ʿAbd al-Nāṣer incarna ancora oggi un simbolo di dignità araba a causa dei suoi sforzi tesi al raggiungimento di una maggiore giustizia sociale, mentre i suoi detrattori ne criticano l'autoritarismo, il populismo, le violazioni dei diritti umani e l'incapacità di creare istituzioni civili durevoli.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nato ad Alessandria d'Egitto il 15 gennaio del 1918 da una modesta famiglia originaria di Beni Morr, un centro abitato poco distante da Asyūṭ (il padre ʿAbd al-Nāṣer[1] era funzionario delle poste), il giovane Gamāl studiò per i primi due anni ad Asyūṭ e per otto anni ad al-Khaṭāṭba (località sita a nord-ovest del Cairo, presso il confine libico). All'età di otto anni, rimasto orfano per la morte dell'amatissima madre, viene inviato al Cairo, presso lo zio materno, Khalīl Ḥusayn, ma già nel 1929 torna dal padre, trasferito ad Alessandria, che si era da poco risposato.

Nel corso dei suoi studi secondari superiori, come presidente del “Comitato dei liceali”, partecipò all'attività politica nei ranghi dei nazionalisti, che cercavano di ottenere l'indipendenza dal Regno Unito. Il 13 novembre 1935, nel corso di una manifestazione, viene leggermente ferito da un colpo d'arma da fuoco esploso da un gendarme britannico.

Nel 1937 entrò all'Accademia Militare Egiziana, dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza nell'Università del Cairo. Nel luglio 1938 ottiene i gradi di sottotenente. Partecipò come ufficiale dell'esercito alla Guerra arabo-israeliana del 1948.

La constatazione della manifesta impreparazione dell'esercito e del Paese rafforzarono i suoi sentimenti repubblicani. Prese parte così ai dibattiti all'interno dell'esercito, che sfociarono nella costituzione dell'organizzazione segreta dei “Liberi Ufficiali” (al-Ḍubbāṭ al-Aḥrār), divenuta poi il modello di riferimento di quasi tutti i movimenti clandestini filo-repubblicani del mondo arabo nel secondo dopoguerra (in Algeria, Siria, Iraq, Tunisia, Yemen, Sudan e Libia).

Si sposò nel 1944 con Taḥiya Kāẓem, ebbero cinque figli: Hodā, Mona, Khaled, ʿAbd al-Ḥamīd e ʿAbd al-Ḥakīm.

Il colpo di Stato repubblicano[modifica | modifica wikitesto]

Nella notte fra il 22 e il 23 luglio 1952 la monarchia fu abbattuta da un colpo di Stato promosso dal movimento Liberi ufficiali. Re Fārūq I fu detronizzato e costretto il sabato 26 all'esilio.[2] Fu formato un governo provvisorio; a guidarlo fu chiamato il generale Muḥammad Naǧīb, capo del Consiglio del Comando della Rivoluzione egiziano (CCR), organismo di cui Nasser era il vice. Nāṣer assunse nel governo l'incarico nevralgico di ministro dell'Interno.
Naǧīb il 18 giugno 1953, a seguito della dichiarazione della Repubblica, ne divenne il primo Presidente.

Nell'aprile 1954, Naǧīb fu però costretto a lasciare spazio all'"uomo forte" del regime, il colonnello Gamāl ʿAbd al-Nāṣer, nominato primo ministro, mentre un accordo firmato il 19 ottobre di quell'anno con il Regno Unito sullo sgombero entro 20 mesi delle forze militari britanniche, pur protraendo la presenza di tecnici nella zona del Canale di Suez, fu contestato dall'organizzazione islamica dei Fratelli Musulmani. Ad essa il governo rispose energicamente, cercando d'indurre l'organizzazione a destituire il proprio capo, Ḥasan al-Hudaybī.

Gamāl ʿAbd al-Nāṣer fu fatto oggetto il 26 ottobre di un attentato di cui furono incolpati i Fratelli Musulmani. Due giorni dopo l'organizzazione fu sciolta d'autorità; il 30 ottobre al-Ḥudaybī ed i maggiori dirigenti della Fratellanza furono arrestati. Il 14 novembre il presidente Naǧīb fu destituito e posto agli arresti domiciliari.[3] Sei dirigenti della Fratellanza furono condannati a morte, ma al-Ḥudaybī vide commutata la sua pena nell'ergastolo.

La nazionalizzazione della Compagnia del Canale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'adozione di una Costituzione repubblicana di ispirazione socialista con partito unico il 16 gennaio 1956, Gamāl ʿAbd al-Nāṣer, eletto il 23 giugno Presidente della Repubblica (Raʾīs), nazionalizzò il 26 luglio 1956 la Compagnia del Canale di Suez (di proprietà franco-britannica). Questo dette modo al Presidente egiziano di recuperare appieno l'indipendenza del paese ma fornì anche la giustificazione per Francia e Regno Unito di organizzare un'operazione militare congiunta contro l'Egitto, cui s'unì Israele che riuscì a condurre una brillante operazione militare, in risposta alla minaccia di Gamāl ʿAbd al-Nāṣer d'impedire allo Stato ebraico il transito attraverso il Canale di Suez, che si concluse con la rapida conquista dell'intero Sinai, da Rafah ad al-'Arīsh. il 31 ottobre truppe anglo-francesi bombardano Il Cairo, e il 5 novembre occupano Port Saʿīd.

Bisogna osservare che la crisi di Suez comportò che le potenze democratiche occidentali (prevalentemente Francia e Regno Unito) e gli USA, non reagissero significativamente alla sanguinosa invasione sovietica dell'Ungheria che raggiunse il culmine proprio nell'ottobre del 1956.

La guerra del 1956 fu interrotta dall'intervento congiunto sovietico-statunitense, si disse con la minaccia addirittura di un intervento nucleare su Londra e Parigi da parte dell'URSS, ma nulla fu fatto per impedire a Israele di realizzare il suo progetto malgrado il suo esercito, guidato dal genio tattico del generale Moshe Dayan, avesse proseguito nella sua rapida avanzata dopo l'ordine dell'ONU di cessate il fuoco fra le parti. Il "cessate-il-fuoco" entrò in vigore l'8 novembre, ed il 15 dello stesso mese, truppe di pace dell'ONU giunsero nella zona di guerra.

Il socialismo[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1961, Nāṣer lanciò un un vasto piano di nazionalizzazioni, che rispondeva a un ambizioso disegno di sviluppo di un originale modello di socialismo arabo. Rilevante fu il loro impatto sull'economia egiziana, che fu totalmente pianificata: imprese e banche furono nazionalizzate, la proprietà terriera ulteriormente frammentata e i grandi patrimoni privati espropriati. Vennero introdotte riforme per creare un sistema di assistenza sanitaria, rafforzare i diritti delle donne e introdurre un salario minimo, l'istruzione gratuita e una riduzione dell'orario di lavoro.

Tuttavia, Nāṣer non riuscì a tradurre queste sue intuizioni in successi concreti, la riforma agraria e il tentativo di industrializzazione dell'Egitto basato su una sorta di capitalismo di stato, produssero infatti nel paese soprattutto grossi scompensi.

Nāṣer tra la folla dopo l'annuncio della nazionalizzazione della Compagnia del Canale di Suez (1º agosto 1956).

La politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver partecipato alla Conferenza di Bandung del 1955, Gamāl ʿAbd al-Nāṣer si avvicinò alle posizioni neutraliste del Presidente jugoslavo Josip Broz Tito e del Primo ministro indiano Jawaharlal Nehru, e con essi fondò sei anni dopo il Movimento dei paesi non allineati, stabilendo forti legami tra i paesi del terzo mondo, nel tentativo di trovare una via alternativa alla logica "bipolare" prodotta dalla Guerra fredda.

Gamāl ʿAbd al-Nāṣer intraprese una politica regionale tesa a promuovere una vasta solidarietà tra tutti gli stati arabi: nel gennaio del 1958 la Siria pretese, per rafforzare la sua sicurezza, di avviare immediatamente un processo di fusione con l'Egitto, dando così origine alla Repubblica Araba Unita (RAU), alla quale presto si aggiunse quella parte dello Yemen che, ad opera del colonnello Sallāl, s'era ribellato all'Imam Yaḥyā e al suo successore Muhammad al-Badr per costituire una repubblica nella zona di territorio sotto il proprio controllo. L'Egitto intervenne militarmente al fianco delle forze golpiste, mentre l'Arabia Saudita appoggiava le forze monarchiche; l'intervento in Yemen si rivelò un grave errore politico per Nāṣer, poiché lo costrinse a impegnare l'esercito in un logorante conflitto quinquennale.

L'Egitto di Gamāl ʿAbd al-Nāṣer ebbe tuttavia un ruolo di primo piano in seno alla Lega araba, utilizzando il conflitto contro Israele per realizzare una maggiore unità economica e politica dei paesi arabi. La creazione dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) fu infatti ampiamente favorita dal Presidente egiziano.

Nel settembre 1961 la Siria pretese però di recuperare la sua piena indipendenza per l’eccessivo squilibrio di potere all'interno dell'unione e l'Egitto, per esplicita volontà di Gamāl ʿAbd al-Nāṣir, non prese alcuna misura per impedirlo; la Siria si ritirò dalla RAU, il cui nome rimase all'Egitto per altri dieci anni.

La Guerra dei sei giorni[modifica | modifica wikitesto]

Gamāl ʿAbd al-Nāṣer saluta la folla a Ḥamā nel 1960

La "Guerra dei sei giorni" del 1967 fu ancor più devastante per l'Egitto e per le sorti del nasserismo e della sua concezione panaraba. Alla testa di una coalizione militare che, oltre all'Egitto, comprendeva la Siria e la Giordania, ottenne il ritiro delle truppe interposte dell'ONU lungo il confine israelo-egiziano e decise di bloccare i passaggi marittimi verso Israele.

Gamāl ʿAbd al-Nāṣer (al centro) con ʿAbd al-Salām ʿĀrif e Re Husayn di Giordania al vertice della Lega araba di Alessandria, 1964.

Malgrado fosse stato ammonito da Tel Aviv che la chiusura alla navigazione degli Stretti di Tiran avrebbe rappresentato un casus belli, l'aviazione e l'esercito egiziani si fecero cogliere il 5 giugno 1967 del tutto impreparati nelle loro basi (con la distruzione in un solo attacco di 300 velivoli militari, tutt'altro che in stato di allerta e posizionati a terra) dalle forze armate israeliane guidate dal Capo di Stato Maggiore, generale Moshe Dayan.

Israele, che aveva con grande determinazione scatenato il suo attacco e conseguito i suoi obiettivi tattici e strategici, non ebbe alcuna difficoltà a inglobare quanto restava della Palestina (Cisgiordania sotto amministrazione giordana), le alture siriane del Golan e l'intera penisola del Sinai egiziana mediante una rapidissima azione di accerchiamento, come pure la palestinese Striscia di Gaza che l'Egitto amministrava con un suo Governatore militare dal 1948.

Riconosciuta la colossale sconfitta militare, Gamāl ʿAbd al-Nāṣer rassegnò le dimissioni, poi subito ritirate a seguito delle massicce pressioni dell'opinione pubblica egiziana: centinaia di migliaia di sostenitori si erano riversati nelle piazze arabe per manifestargli sostegno e rifiutare le sue dimissioni. Il Presidente continuò infatti ad avere l'appoggio delle grandi masse di popolazione egiziana, grazie al suo innegabile carisma.

Risale al 1967 la destituzione di ʿAbd al-Ḥakīm ʿĀmer, amico e compagno di Gamāl ʿAbd al-Nāṣer e primo responsabile dell'inadeguatezza della condotta militare egiziana, che si suicidò subito dopo.

L'allontanamento dagli Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Il Raʾīs alla cerimonia d'inaugurazione dell'Alta Diga di Aswān, tra il Primo Ministro sovietico Nikita Khruscev e il ministro della Guerra egiziano ʿAbd al-Ḥakīm ʿĀmer.

Malgrado un'iniziale simpatia di Gamāl ʿAbd al-Nāṣer nei confronti degli USA, specialmente dopo l'intervento di Eisenhower contro l'attacco militare anglo-francese nella zona del Canale, la politica egiziana prese sempre più le distanze da Washington a causa del rifiuto del Cairo di entrare a far parte di uno schieramento anti-sovietico incentrato sul Patto di Baghdad composto da Iraq, Turchia, Iran, USA e Gran Bretagna, cui gli USA replicarono creando gravi difficoltà per il necessario finanziamento da parte del Fondo Monetario Internazionale (FMI) al progetto esposto fin dal 1952 di costruire una diga (Alta Diga, "al-Sadd al-ʿĀlī") ad Aswān, sul fiume Nilo, che avrebbe garantito l'autosufficienza energetica ad un Paese povero di idrocarburi e che avrebbe permesso di bonificare le terre ad ovest del Nilo, dalla depressione di al-Qaṭṭāra (nord ovest egiziano) alle aree a sud di Aswān, per un totale di diverse centinaia di migliaia di chilometri quadrati. Per reazione l'Egitto si rivolse allora all'Unione Sovietica che, cogliendo la favorevole opportunità politica e strategica, finanziò la gigantesca operazione.

Il declino e la repressione del dissenso[modifica | modifica wikitesto]

Gamāl ʿAbd al-Nāṣer, Jaʿfar al-Nimeyrī e Muʾammar Gheddāfī a Tripoli, 1969.

Gamāl ʿAbd al-Nāṣer riuscì in qualche misura a raddrizzare la situazione grazie ad imponenti rifornimenti di armi sovietiche e all'avvio nel luglio del 1969 di una "guerra d'attrito" con Israele che mantenne vivo lo spirito patriottico e nazionalistico egiziano.

Ciò nondimeno l'esperienza nasseriana era ormai segnata dalla catastrofe militare e politica del 1967 ed anche il dibattito interno – che pure era inizialmente stato molto vivace – fu sempre più mal sopportato dal regime che, negli anni precedenti, aveva provveduto a soffocare qualsiasi tipo di opposizione, specie quella rappresentata dalla sinistra comunista (il socialismo nasseriano aveva un'anima profondamente anti-marxista) e dai Fratelli Musulmani, dei quali un esponente di spicco, Sayyid Quṭb, venne arrestato il 9 agosto 1965 e giustiziato al Cairo il 29 agosto 1966.

L'arresto di Quṭb rappresentò il momento culminante di una seconda ondata repressiva contro la Fratellanza a causa della sua implacabile ostilità al progetto nasseriano di cambiamento della società egiziana. Nāṣer fece arrestare, torturare e impiccare un numero imprecisato di militanti (secondo i Fratelli Musulmani alcune decine di migliaia), detenuti per anni in prigioni e in campi di concentramento costituiti appositamente nel deserto, tanto da indurre molti di loro a cercare rifugio in Arabia Saudita.

Intanto l'intensa attività politica e il fumo avevano profondamente minato la salute del Raʾīs: al diabete, diagnosticato nel 1960, si erano aggiunti l'arteriosclerosi, l'ipertensione e altri problemi cardiaci. Mentre si trovava a Mosca per cure mediche nel maggio del 1970, venne persuaso ad accettare la proposta di tregua statunitense per la guerra d'attrito.

Funerali di Gamāl ʿAbd al-Nāṣer.

Il 27 settembre 1970, Gamāl ʿAbd al-Nāṣer riunì urgentemente al Cairo i leader arabi per trovare una soluzione al conflitto noto come Settembre nero in Giordania. La conduzione dell'estenuante maratona negoziativa, complessivamente riuscita, fra Re Husayn di Giordania e il leader dell'OLP Yāsser ʿArafāt, fu la sua ultima fatica politica.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Gamāl ʿAbd al-Nāṣer morì improvvisamente il 28 settembre 1970 nella residenza presidenziale per un attacco cardiaco. La notizia venne accolta con estremo cordoglio in tutto il mondo arabo, dove la sua figura aveva raggiunto un valore emblematico, e al suo funerale al Cairo partecipò una folla commossa di cinque milioni di persone[4] nonché tutti i capi di Stato arabi (meno il re saudita Fayṣal). Durante il passaggio del carro funebre, issato su un affusto di cannone, non mancarono disordini ed eccessi: furono almeno una decina i morti tra la gente che voleva a tutti i costi toccare la bara per ingraziarsi la benedizione del defunto.[5]
Venne sepolto nella moschea al-Naṣr, da allora ribattezzata moschea ʿAbd al-Nāṣer.

Alla Presidenza della Repubblica salì il vicepresidente Anwar al-Sādāt, che con lui aveva fatto parte del movimento dei "Liberi ufficiali".

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze egiziane[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro e Gran Cordone dell'Ordine del Nilo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Gran Cordone dell'Ordine del Nilo
Gran Maestro dell'Ordine della Repubblica - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Repubblica
Gran Maestro dell'Ordine dell'Indipendenza - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine dell'Indipendenza
Gran Maestro dell'Ordine al Merito - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine al Merito
Gran Maestro dell'Ordine delle Virtù - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine delle Virtù

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Membro dell'Ordine della Corona del Reame (Malesia) - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine della Corona del Reame (Malesia)
— 1965[6]
Commendatore di Gran Croce dell'Ordine della Rosa Bianca (Finlandia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di Gran Croce dell'Ordine della Rosa Bianca (Finlandia)
Ordine dei Compagni di O.R. Tambo in Oro (Sudafrica) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine dei Compagni di O.R. Tambo in Oro (Sudafrica)
«Per il suo eccezionale contributo nella lotta contro il colonialismo e per una migliore e pacifica Africa nel mondo.»
— 29 dicembre 2004[7]
Eroe dell'Unione Sovietica (URSS) - nastrino per uniforme ordinaria Eroe dell'Unione Sovietica (URSS)
Ordine di Lenin (URSS) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Lenin (URSS)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In Egitto il nasab, o legame di filiazione, non è introdotto come altrove nel mondo arabo dal sostantivo "ibn", "ben" o "bin" (figlio [di]), ma è sottinteso, facendo sì che al nome proprio di persona dell'interessato segua immediatamente il nome proprio di persona del padre. Gamāl ʿAbd al-Nāṣer significa quindi semplicemente "Gamāl (figlio di) ʿAbd al-Nāṣer". La stessa cosa vale in altri Paesi arabi, come l'Iraq, dove il nome Ṣaddām Husayn significa "Ṣaddām (figlio di) Ḥusayn", o in Libia.
  2. ^ Da allora è la Festa nazionale egiziana, celebrata in quanto istitutiva della repubblica.
  3. ^ Naǧīb uscirà dagli arresti domiciliari solo nel 1972.
  4. ^ Funerale di Nasser
  5. ^ 1970: Mourners killed as Nasser is buried
  6. ^ Official page of this order rank (D.M.N.)
  7. ^ Sito web della Presidenza della Repubblica: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • J. Daumal e M. Leroy, Nasser, Firenze, Sansoni, 1971.
  • Paolo Minganti, L'Egitto moderno, Firenze, Sansoni, 1959.
  • Charles Issawi, Egypt in Revolution (an economic analysis), Londra, Oxford University Press, 1963.
  • Jacques Berque, L'Egypte, Parigi, Gallimard, 1967.
  • Jean Lacouture, Nasser, Parigi, Le Seuil, 1971.
  • Claudio Brillanti, "Nasser e il conflitto arabo-israeliano", in Africa, LXIV, giugno 2009, n. 1-2.

Gamāl ʿAbd al-Nāṣer ha scritto vari libri che espongono i suoi punti di vista sull'Egitto e sulla situazione internazionale che lo coinvolgeva:

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente dell'Egitto Successore Flag of Egypt.svg
Muḥammad Naǧīb 14 novembre 1954 - 28 settembre 1970 Anwar al-Sādāt
Predecessore Presidente dell'Organizzazione dell'Unità Africana Successore
Hailé Selassié I 17 luglio 1964 - 21 ottobre 1965 Kwame Nkrumah
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