Alture del Golan

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Le alture del Giaulán spesso chiamate anche alture del Golan (in ebraico: רמת הגולן, Ramat HaGolan, arabo: الجولان, al-Jawlān) sono un altopiano montuoso, dell'estensione di circa 1.800 km², con un'altitudine massima di 2.814 metri (Monte Hermon), all'interno, o sui confini, di Israele, Siria, Libano e Giordania, conosciute anche come Gaulanitide.

Dal 1967 il termine è utilizzato generalmente per riferirsi a quella porzione di territorio occupata da Israele ai danni della Siria durante la guerra dei sei giorni, dell'estensione di circa 1.200 km² dalle pendici meridionali del Monte Hermon alla riva meridionale del lago di Tiberiade fino al confine con la Giordania.

Il territorio è de iure appartenente alla Siria, mentre de facto è occupato militarmente e amministrato da Israele che ha proceduto alla sua annessione unilaterale e non riconosciuta dalle Nazioni Unite. Siria e Israele non hanno scontri militari dal 1974. Nel 2008 sono stati avviati dei contatti tra le amministrazioni siriana ed israeliana per portare a termine il contenzioso.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Le Alture del Giaulán sono una zona situata nell'angolo sud-occidentale della Siria: misurano una lunghezza da nord a sud di circa 65 chilometri e una larghezza da est a ovest che varia da 12 a 25 chilometri per circa 1800 chilometri quadrati di superficie. Topograficamente, l'altitudine varia dai 2.814 metri del monte Hermon ai 400 metri in prossimità del fiume Yarmuk.

L'altopiano è parte di un'area molto ampia formata da campi di basalto vulcanico che si estendono da nord a est e che sono nati in seguito a eruzioni vulcaniche iniziate di recente, in termini geologici, quasi 4 milioni di anni fa, e che continuano ancora oggi. Le alture del Giaulán hanno confini geografici ben distinti. A nord, la valle di Sa'ar divide generalmente il colore più chiaro della roccia calcarea delle montagne dal colore più scuro delle rocce vulcaniche dell'altopiano del Giaulán.

La zona confina con Israele, è collinare e permette l'osservazione del Mar di Galilea (anche conosciuto come Lago Tiberiade o Lago Kinneret) posto 200 metri sotto il livello del mare[1], il fiume Giordano e il Monte Hermon. Il confine occidentale della pianura è diviso strutturalmente dalla Valle del Giordano, che cade a strapiombo nel mar di Galilea. La zona a sud del fiume Yarmuk appartiene alla Giordania mentre la zona all'estremità orientale del fiume Raqqad è controllata dalla Siria.[2]. Il resto è sotto occupazione militare israeliana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le fonti antiche non rivelano molto sulla storia e sulla gente della regione. Le prime testimonianze di insediamenti umani risalgono al Paleolitico superiore. Nella Bibbia viene considerato parte del Bašan. La presenza araba nella regione è molto antica e risale ai primi secoli dell'era cristiana. Il Giaulán era il centro amministrativo degli arabi foederati (alleati militari) dell'Impero Romano, soprattutto della confederazione tribale dei Ghassanidi (Banu Ghassan), i quali erano cristiani monofisiti.

Vari stati hanno controllato la zona nel corso della storia. Nel 633-634 il Giaulán fu conquistato dai musulmani e da allora fa parte del mondo araboislamico e più precisamente della grande regione storico-geografica della Siria (bilad al-Sham). Nel 1516 venne conquistato dagli Ottomani, così come il resto della Siria. Fu nel tardo XIX secolo, verso il 1878 circa, che le autorità ottomane iniziarono a costruire aree per l'insediamento. La regione fece parte del Governorato di Damasco dell'impero ottomano fino al 1918 quando passò alla Francia con il Mandato francese della Siria al termine della prima guerra mondiale. Quando il mandato terminò nel 1944, le alture del Giaulán divennero parte della Repubblica Araba di Siria.

Due terzi della regione vennero occupate da Israele nel corso della Guerra dei Sei Giorni nel 1967. In seguito alla guerra dello Yom Kippur del 1973 Israele ha accettato di restituire circa il 5% del territorio alla Siria per il controllo internazionale e da allora il 95 % del territorio rimane sotto occupazione isareliana. Questo 5% del territorio è stato incorporato in una striscia demilitarizzata di terra che corre lungo la linea di cessate il fuoco nota come zona UNDOF. L'UNDOF è stato istituito nel 1974, per supervisionare l'attuazione dell'accordo di disimpegno e mantenere il cessate il fuoco. Attualmente ci sono oltre 1.000 membri delle forze di pace delle Nazioni Unite.

Israele iniziò la costruzione di insediamenti nella parte restante del territorio e governò l'area sotto amministrazione militare fino al 1981 quando approvò la Legge delle Alture delGiaulán , ponendo la regione sotto il diritto civile, l'amministrazione e la giurisdizione israeliana.[3] Questa scelta è stata condannata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite con la Risoluzione 497, che ha definito la decisione israeliana di imporre le sue leggi, la sua amministrazione e la sua giurisdizione sulle alture del Giaulán "nulla e priva di ogni rilevanza giuridica internazionale".[4] Israele afferma il suo diritto di trattenere la zona, citando il testo della Risoluzione 242, adottata dopo la Guerra dei Sei Giorni, che stabilisce il rispetto del diritto di ciascuno Stato "alla propria integrità territoriale, a confini sicuri e riconosciuti, liberi dalla minaccia o dall'uso della forza." La risoluzione dell'ONU non è stata però rispettata da Israele, il quale forte del sostegno incondizionato degli Stati Uniti e dei paesi occidentali, continua fino a oggi a violare il diritto internazionale.

Dal 1988 Israele ha permesso ai pellegrini drusi di attraversare la frontiera per visitare il santuario di Abele in Siria.

Nel 2005 le alture del Giaulán avevano una popolazione di circa 38.900 persone, di cui circa 19.300 drusi, 16.500 ebrei, e 2.100 musulmani.

Le fattorie di Sheb'a[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fattorie di Sheb'a.

Le cosiddette "fattorie di Shebʿā" sono un'area agricola di quattordici fattorie che si trovano a sud di Shebʿā, una parte di territorio libanese occupata illegalmente da Israele.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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