Kwame Nkrumah

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Kwame Nkrumah
Kwame Nkrumah (JFKWHP-AR6409-A).jpg

Presidente del Ghana
Durata mandato 1º luglio 1960 –
24 febbraio 1966
Predecessore -
Successore Joseph Arthur Ankrah

Presidente dell'Organizzazione dell'Unità Africana
Durata mandato 21 ottobre 1965 –
24 febbraio 1966
Predecessore Gamal Abdel Nasser
Successore Joseph Arthur Ankrah

Primo ministro del Ghana
Durata mandato 6 marzo 1957 –
1º luglio 1960
Capo di Stato Elisabetta II del Regno Unito
Predecessore -
Successore -

Dati generali
Partito politico Convention People's Party
Alma mater Lincoln University
Università della Pennsylvania
Professione Letterato
Kwame Nkrumah raffigurato in un francobollo sovietico del 1989

Francis Nwia-Kofi Ngonloma, meglio noto come Kwame Nkrumah (scritto anche Kwame N'Krumah) e talvolta indicato con lo pseudonimo di Osagyefo, "il redentore" (Nkroful-Costa d'Oro, 21 settembre 1909Romania, 27 aprile 1972), è stato un rivoluzionario e politico ghanese, figura di spicco nella storia della decolonizzazione e del panafricanismo.

Fu il primo presidente del Ghana indipendente e il primo leader dell'Africa nera a far ottenere al suo paese l'autogoverno. Ancora molto popolare tra i suoi connazionali e tra gli africani in genere per il suo impegno a favore di un'unione politica tra gli stati africani e la sua denuncia del neocolonialismo, è stato spesso oggetto di critiche negli Stati Uniti e in Europa per i suoi metodi autoritari di governo e il suo radicalismo.

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Nkrumah nacque a Nkroful, nell'allora Costa d'Oro da una famiglia di religione cristiana relativamente umile. Frequentò le scuole elementari nella località di Half Assini e si diplomò ad Accra al Government Training College,(che cambiò nome quello stesso anno in Achimota School). Nel 1935 lasciò il Ghana per gli Stati Uniti d'America. Qui lavorò e completò i suoi studi in una grande varietà di materie (insegnamento, economia, sociologia, scienze politiche, marxismo e teologia).

Cartina del Ghana

Nkrumah aveva vissuto l’esperienza della discriminazione razziale ed era rimasto colpito dal pensiero di alcuni attivisti afroamericani, come Marcus Garvey e W.E.B. Dubois. Dagli Stati Uniti si recò in Gran Bretagna con l’intenzione di continuare i suoi studi: ebbe un ruolo di primo piano nella WASU (West African Students’ Union) e collaborò come segretario all’organizzazione del V Congresso Panafricano a Manchester, istituito da W.E.B. Dubois.

Proprio qui era stato notato da Arko Adjei che aveva fatto il suo nome alla dirigenza dell’United Gold Coast Convention (UGCC), il primo partito politico del Ghana. Nel 1947 Nkrumah tornò in Ghana per partecipare alla lotta per il diritto del suo popolo all'autodeterminazione, ma tra lui e gli altri membri dell'UGCC i rapporti furono subito tesi. Nel 1948 Nkrumah e gli altri leader dell'UGCC furono arrestati con una scusa dal governo coloniale dopo una serie di tumulti e disordini che travolsero il paese: l'arresto non fece però che aumentare la sua popolarità e fu rilasciato poco dopo.

La rottura con l'UGCC[modifica | modifica sorgente]

L’11 giugno 1949 Nkrumah, che aveva già perso la carica di segretario, ruppe ufficialmente con l’UGCC e il giorno successivo diede vita al Convention People's Party (CPP), seguito dalla sezione giovanile e da molti esponenti di sinistra del partito. Il motto del CPP divenne “Self-Government NOW”, “Autogoverno ADESSO”. Nkrumah cercò di coinvolgere nel suo partito persone di ogni estrazione sociale, comprese le donne. Oltre a poter contare sul suo personale carisma, si circondò di abili propagandisti che seppero sfruttare tutti i mezzi a loro disposizione, in primo luogo i giornali. Vennero fondati nuovi quotidiani nazionalisti, l’Accra Evening News e il Cape Coast Daily Mail, che a differenza delle precedenti pubblicazioni politiche del paese erano scritti in modo semplice e comprensibile. Il governo provò a censurare i giornali, ma ancora una volta la scelta della repressione non fece che infiammare di più la popolazione.

Il 9 gennaio 1950 Nkrumah proclamò un grande sciopero con dimostrazioni, che coinvolse tutto il paese, detto “Positive Action” (azione concreta): l’idea era di seguire l’esempio di Gandhi in India. Alcuni tumulti che accompagnarono lo sciopero diedero al governo la scusa per arrestare nuovamente Nkrumah.

Il 1º gennaio 1951 venne promulgata la nuova costituzione del Ghana, che il CPP criticò sia perché esso chiedeva il pieno autogoverno, sia perché ancora una volta si privilegiava la rappresentanza attraverso le élite tradizionali. Nel febbraio 1951, comunque, il partito decise di partecipare alle elezioni e il nuovo governatore Sir Charles Alden permise a Nkrumah, che era ancora in carcere, di competere per un seggio all’Assemblea. L’esito delle votazioni fu un trionfo per Nkrumah. Davanti a questa schiacciante vittoria Alden decise di rilasciare Nkrumah insieme ad altri membri del CPP che erano stati arrestati e di nominarlo Leader of the government business e, l’anno dopo, Primo ministro. Una delle prime mosse di Nkrumah fu di modificare la Costituzione, trasformando l’Assemblea Legislativa in una camera interamente eletta a suffragio universale. Nel 1954 nuove elezioni diedero di nuovo una nettissima vittoria al CPP.

Così Nkrumah riuscì a guidare il suo paese, che ribattezzò Ghana in luogo del nome di Costa d'Oro dell'epoca coloniale, verso l'indipendenza, che fu ottenuta il 6 marzo 1957.

Fino al 1960 un rappresentante della Corona inglese aveva ancora il titolo di Capo di Stato onorifico. Nel 1960 il Ghana fu proclamato una repubblica e Nkrumah venne eletto presidente, battendo J.B. Danqua, candidato dell’opposizione.

Politica[modifica | modifica sorgente]

Uno dei primi obiettivi del governo Nkrumah fu quello di promuovere lo sviluppo del paese in modo che le sue risorse potessero essere usate per migliorare il benessere della popolazione e non solo per produrre beni da esportare nei paesi sviluppati. Dal punto di vista ideologico, Nkrumah era un sostenitore del socialismo africano. Venne quindi creato un sistema economico che combinava la libera iniziativa privata a un forte ruolo dello Stato nell'economia.

Diga di Akosombo

In un primo tempo la politica di Nkrumah ottenne discreti successi, soprattutto nel campo dell'istruzione e della costruzione di infrastrutture (la grande diga di Akosombo), ma i programmi di sviluppo imposero anche un peso alle finanze del paese che, unito agli sprechi che l’eccessiva ambizione del presidente generò e alla diffusione della corruzione, si rivelò a un certo punto insostenibile. Amareggiato dalle difficoltà che il Ghana incontrava nel suo tentativo di emanciparsi anche dal punto di vista sociale ed economico, Nkrumah divenne sempre più appassionato nel denunciare il neo-colonialismo. Per battere queste forze Nkrumah aveva in mente una soluzione già dai tempi della sua militanza nel movimento panafricano: l’unione di tutta l’Africa in una federazione.

Le ambizioni rivoluzionarie di Nkrumah lo portavano a considerarsi investito di una missione che trascendeva i confini del Ghana per estendersi all’intera Africa. Nkrumah vedeva nella federazione dell’Africa l’unico modo per il continente di emanciparsi realmente e di ritagliarsi uno spazio nell’epoca dei blocchi contrapposti. Coerentemente, era favorevole a una politica di “neutralismo attivo” rispetto alla guerra fredda.

In generale negli anni della decolonizzazione l’idea che dovesse sorgere una qualche forma di organizzazione tra i paesi africani riscuoteva un generale consenso. Ma Nkrumah insisteva per voler subito gettare le basi di un’unione politica tra gli Stati del continente e fu presto chiaro che questa posizione non era accettata dalla maggioranza dei leader politici. Perciò l’Organizzazione dell'Unità Africana (OAU) non era ciò che Nkrumah desiderava, ma solo un organismo intergovernativo.

Declino[modifica | modifica sorgente]

Nel 1965 Nkrumah non esitò a spendere 10 milioni di sterline per edificare un Palazzo dell'Unità Africana ad Accra in occasione della Conferenza dei capi di Stato e di governo dell’OUA, ma ormai il suo sogno federalista era tramontato e, in un momento in cui l’economia del paese si trovava in difficoltà, i costi che la sua ambiziosa politica estera imponeva gli alienarono ancora di più l’appoggio della popolazione.

La sua linea di intransigenza verso il neo-colonialismo e il suo rifiuto dell’idea di un’”Eurafrica” lo avevano portato a scontrarsi non solo con le potenze occidentali, ma anche con gli Stati africani ad esse legati. Il suo sostegno ai “combattenti per la libertà” nel resto del continente e il suo riavvicinamento negli ultimi anni all’Unione Sovietica e alla Cina contribuivano a creargli una fama di rivoluzionario scomodo e ad attirargli il biasimo dei “moderati”. Tutti questi fattori lo isoleranno sul piano internazionale e saranno perciò una delle cause della sua caduta. Un'altra causa sarà la piega sempre più autoritaria che il suo regime aveva preso dall’epoca dell’indipendenza.

Sebbene Nkrumah si dichiarasse per un regime democratico in cui fosse garantita la libertà di esprimere il proprio pensiero e di criticare il governo, nella pratica si dimostrava assai poco tollerante quando le opposizioni mettevano in pericolo la sua concezione di progresso e di unità della nazione e l’interpretazione che lui stesso dava della volontà popolare. Un’altra giustificazione alla repressione del dissenso derivava dall’identificazione del “governo del popolo” con la volontà del leader eletto, cioè nel caso specifico di Nkrumah stesso i primi provvedimenti che restringevano le libertà politiche nel paese furono una risposta alle agitazioni regionaliste e secessioniste che avevano accompagnato l’indipendenza: il Deportation Act, che permetteva di espellere dal paese i cittadini stranieri che sostenessero e finanziassero le opposizioni, e l’Avoidance of Discrimination Act, entrambi del 1957.

Questa ultima legge vietava i partiti su base regionale o tribale. Ma il vero colpo alla libertà di opposizione venne dal Preventive Detention Act del luglio 1958, che permetteva di incarcerare per un periodo non superiore a cinque anni, sulla base di semplici sospetti, chi fosse accusato di azioni contro la sicurezza del paese.

Gli atti terroristici contro il governo aumentarono anziché diminuire. È stato ipotizzato che il cancro che causò la morte di Nkrumah nel 1972 sia stato la conseguenza di un attentato che subì nel 1962. Le conseguenze degli attentati furono l’inasprimento delle politiche repressive.

Ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Kwame Nkruma Memorial ad Accra

Nel 1964 Nkrumah, tramite un referendum, fece proclamare il CPP, sul quale aveva assoluto controllo, partito unico del Ghana, e sé stesso presidente a vita. Proprio però queste esasperazioni avrebbero privato Nkrumah di quella che all’epoca dell’indipendenza era stata la fonte del suo successo: la capacità di interpretare i sentimenti e i bisogni delle masse popolari.

Il 24 febbraio 1966, mentre il presidente era impegnato in una missione di pace ad Hanoi, l’esercito e la polizia annunciarono la sua estromissione dal potere, la sospensione della Costituzione e la formazione di un governo militare provvisorio. Nkrumah trovò ospitalità in Guinea.

Il 27 aprile 1972 Kwame Nkrumah morì di cancro in Romania, dove si era recato per curarsi. Nkrumah è stato e resta un punto di riferimento per tutta l’Africa e una delle figure più importanti nella lotta contro il colonialismo e per l’emancipazione dei popoli del terzo mondo, tanto da essere stato votato dagli ascoltatori africani della BBC "Uomo del Millennio" nel 2000.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia)
— 25 settembre 1963[1]
Ordine dei Compagni di O.R. Tambo in Oro (Sudafrica) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine dei Compagni di O.R. Tambo in Oro (Sudafrica)
— 16 giugno 2004

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • L'Osagyefo è caduto, Nigrizia febbraio 2009

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Estratti di opere e discorsi di Kwame Nkrumah disponibili in rete:

Predecessore Presidente dell'Organizzazione dell'Unità Africana Successore
Gamal Abd el-Nasser 21 ottobre 1965 - 24 febbraio 1966 Joseph Arthur Ankrah

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