Ursula von der Leyen

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Ursula von der Leyen
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Presidente della Commissione europea
In carica
Inizio mandato 1º dicembre 2019
Predecessore Jean-Claude Juncker

Ministro della difesa della Germania
Durata mandato 17 dicembre 2013 –
17 luglio 2019
Capo del governo Angela Merkel
Predecessore Thomas de Maizière
Successore Annegret Kramp-Karrenbauer

Ministro del lavoro e degli affari sociali della Germania
Durata mandato 30 novembre 2009 –
17 dicembre 2013
Capo del governo Angela Merkel
Predecessore Franz La Perdchalo
Successore Andrea Nahles

Ministro della famiglia, degli anziani, delle donne e della gioventù della Germania
Durata mandato 22 novembre 2005 –
30 novembre 2009
Capo del governo Angela Merkel
Predecessore Renate Schmidt
Successore Kristina Schröder

Dati generali
Partito politico Unione Cristiano-Democratica di Germania
Titolo di studio Laurea in medicina e chirurgia
Università Università Georg-August di Gottinga
Professione politica, medico
Firma Firma di Ursula von der Leyen
Ursula von der Leyen durante il discorso di insediamento al Parlamento Europeo.

Ursula Gertrud von der Leyen, nata Albrecht (Ixelles, 8 ottobre 1958), è una politica tedesca, membro della CDU (Unione Cristiano Democratica) e Presidente della Commissione europea dal 1º dicembre 2019.

Dopo essere stata ministro per vari portafogli in tutti i governi presieduti da Angela Merkel, il 2 luglio 2019 è stata designata dal Consiglio europeo alla carica di presidente della Commissione europea[1][2]. Il Parlamento europeo ha dato seguito a tale nomina il 16 luglio, eleggendola con 383 voti favorevoli, 327 contrari, 22 astensioni e una scheda nulla[3][4].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di Ernst Albrecht, ex ministro-presidente della Bassa Sassonia, trascorre gran parte della sua infanzia in Belgio, dove frequenta la scuola europea di Bruxelles dal 1964 al 1971, imparando così la lingua francese[5]. Successivamente studia presso il liceo scientifico di Lehrte e, ottenuto il diploma, studia Archeologia dal 1976 al 1977. Nel 1977 cambia materia e fino al 1980 intraprende gli studi di Economia a Gottinga e Münster, con un periodo, nel 1978, presso la London School of Economics and Political Science. Nel 1980 cambia ancora ed inizia gli studi in Medicina presso la Scuola Superiore di Medicina di Hannover, dove si laurea nel 1987. Nel 1991 ottiene la laurea magistrale in Medicina, anche se in Germania viene accusata di plagio per la sua tesi.[6][7][8][9][10][11][12][13][14][15][16][17] Nel 1992 segue il marito, che aveva ricevuto un incarico presso l'Università di Stanford, in California, per poi rientrare in Germania quattro anni dopo.

Attività politica in Germania[modifica | modifica wikitesto]

von der Leyen nel 2010

Benché iscritta alla CDU fin dal 1990, la sua carriera politica inizia nel 2001, quando ottiene un mandato locale presso la regione di Hannover, che abbandonerà tre anni dopo. Il 2 febbraio 2003 è eletta deputata al Landtag della Bassa Sassonia. Il 4 marzo 2003, a seguito della vittoria di Christian Wulff, diventa Ministro degli Affari Sociali, delle Donne, della Famiglia e della Salute della Bassa Sassonia.

Due anni dopo, nel novembre del 2005, è scelta dalla Cancelliera Angela Merkel per diventare Ministro della Famiglia.[18] Molto vicina alla Cancelliera, lancia una politica familiare basata sullo sviluppo degli asili nido, per permettere alle donne tedesche di conciliare meglio la vita lavorativa ed il loro ruolo di madri.[18] Nel 2009 è confermata prima come Ministro della Famiglia, poi nominata Ministro del lavoro e degli affari sociali a seguito delle dimissioni di Franz Josef Jung.[18] Nel dicembre del 2013 diventa Ministro della difesa, diventando così la prima donna in Germania a occupare questo incarico.[18]

Nel 2019 promuove la politica del governo tedesco sulle esportazioni di armi in Arabia Saudita e Turchia.[19][20]

Presidente della Commissione europea[modifica | modifica wikitesto]

Insediamento e linee programmatiche[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Commissione von der Leyen.

Il 2 luglio 2019, dopo diverse riunioni e a seguito di un negoziato finale assai difficile, protrattosi per tre giorni, la von der Leyen è stata designata dal Consiglio europeo alla carica di presidente della Commissione europea[21][22]. Il Parlamento europeo ha dato seguito a tale nomina il 16 luglio, eleggendola con 383 voti favorevoli (appena 9 in più dei 374 necessari), 327 contrari, 22 astensioni e una scheda nulla[3][4][23], dopo aver presentato le sue linee guida con un discorso che ha convinto diversi europarlamentari indecisi, tra cui quelli italiani del Movimento Cinque Stelle e quelli polacchi dei conservatori del PiS[24]. Una vittoria comunque di misura, con appena nove voti di scarto rispetto a quelli necessari.[25] Una sessantina i franchi tiratori. Il giorno successivo si è dimessa dall'incarico di ministro della difesa, lasciando il posto ad Annegret Kramp-Karrenbauer, per dedicarsi alla formazione della sua commissione[26].

Presentando le priorità della sua Commissione, Ursula von der Leyen si è sotto diversi punti di vista differenziata dal predecessore Jean-Claude Juncker spostando la centralità dell'interesse politico dalle questioni finanziarie e migratorie ai temi della transizione energetica, della tutela dell'ambiente, dell'innovazione tecnologica e della sovranità economica[27]. In relazione ai primi due punti, la von der Leyen si è impegnata a guidare la realizzazione di un ampio piano denominato "Green New Deal", e in un documento presentato a dicembre 2019 ha indicato le sue priorità nell'obiettivo di "rendere l’Europa il primo continente neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050, stimolando l’economia, migliorando la salute e la qualità della vita delle persone, prendendosi cura della natura e migliorando l’ambiente".[28] Sul fronte tecnologico, invece, la Commissione von der Leyen, principalmente per mezzo del lavoro del Commissario alla Concorrenza Margrethe Vestager e del collega deputato all'Industria Thierry Breton si è impegnata a aumentare il grado di autonomia dell’Europa nel mondo digitale e nel settore dell’intelligenza artificiale, promuovendo investimenti e occupazione[29] e a creare uno spazio europeo per la gestione dei dati sottraendo quest'ultimi all'egemonia dei colossi tecnologici statunitensi.[30]

La risposta al COVID-19[modifica | modifica wikitesto]

Dopo lo scoppio della pandemia di COVID-19 la commissione di Ursula von der Leyen ha messo in atto diverse misure di matrice politica ed economica per tamponare gli effetti del contagio e aiutare i Paesi maggiormenti provati dal coronavirus, che dopo aver colpito Italia e Spagna si è diffuso in tutto il continente. Il 16 marzo 2020 ha proposto la chiusura delle frontiere di 26 Stati membri dell'Unione Europea per 30 giorni, ulteriormente prorogabili, qualora si rendesse necessario.[31] La proposta ha ricevuto l'approvazione del Consiglio d'Europa svoltosi il giorno successivo in videoconferenza[32], che ha lasciato ai singoli Stati la loro concreta implementazione.[33] Dopo che alcuni Stati membri dell'UE hanno annunciato la chiusura dei loro confini nazionali a cittadini stranieri a causa della pandemia del coronavirus 2019-2020, von der Leyen ha affermato che "alcuni controlli possono essere giustificati, ma i divieti di viaggio generali non sono visti come il più efficace dell'Organizzazione mondiale della sanità. Inoltre, hanno un forte impatto sociale ed economico, sconvolgono la vita e gli affari delle persone oltre i confini". Von der Leyen ha poi condannato la decisione degli Stati Uniti di limitare i viaggi dall'Europa colpita dal coronavirus agli Stati Uniti.

Nell'aprile 2020 la von der Leyden, dopo aver inviato una lettera a la Repubblica, ha ammesso in Parlamento che "non c'erano tutti i paesi nel momento del bisogno" e ha chiesto scusa all'Italia.[34]

Sul fronte economico, da più parti la pandemia di COVID-19 è stata definita una sfida decisiva per la tenuta dell'Unione Europea, già logorata dalle crisi degli anni precedenti[35] a causa delle minacce da essa poste alla stabilità dei Paesi membri[36].

Per ovviare a una situazione in graduale deterioramento il 21 marzo 2020 la Commissione ha sospeso per tutto l'anno solare la validità del Patto di stabilità e delle regole riguardanti indebitamento e rapporto tra deficit e Pil dei singoli Stati.[37] Dopo un'ampia e contrastata serie di riunioni tra i vertici della Commissione e i leader dei singoli Stati[38] nel corso della primavera la Commissione ha mobilitato le risorse del Meccanismo europeo di stabilità e della Banca Europea degli Investimenti contro la crisi, mettendo a disposizione degli Stati membri il fondo SURE (“Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency”) funzionale a contenere le conseguenze e gli esborsi dei programmi di contrasto alla disoccupazione e di pagamento della cassa integrazione.[39] Dopo un acceso confronto tra i leader dell'Unione Europea[40][41][42], che ha visto il premier italiano Giuseppe Conte[43], il premier spagnolo Pedro Sanchez[44][45] e il presidente francese Emmanuel Macron[46] farsi fautori dell'introduzione di più incisive misure di mutualizzazione del debito, il premier olandese Mark Rutte[47] guidare i Paesi fautori della linea di un maggior rigore e Angela Merkel porsi in una posizione intermedia, tra giugno e lugno Ursula von der Leyen ha promosso assieme al presidente del Consiglio Europeo Charles Michel la costituzione di un "fondo per la ripresa" capace di erogare prestiti e aiuti a fondo perduto ai Paesi in crisi. Il 21 luglio il Consiglio Europeo, dopo una serrata negoziazione di quattro giorni, ha dato il via libera al fondo "Next Generation Eu" da 750 miliardi di euro, 390 dei quali destinati ad aiuti a fondo perduto e 360 finalizzati ad erogare prestiti[48].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Sposata con il medico Heyko von der Leyen, discendente di una nota famiglia nobile tedesca e conosciuto ai tempi dell'università, ha sette figli (tra cui due gemelle), nati fra il 1988 e il 1999. Nel 1992 ha seguito in California, presso l'università di Stanford, il marito che aveva ottenuto un incarico accademico, per poi rientrare in Germania quattro anni più tardi.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Dama di Gran Croce dell'Ordine al merito della Lituania - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine al merito della Lituania
— 2 marzo 2017

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Barigazzi, Jacopo; Herszenhorn, David M .; Bayer, Lili, EU leaders pick Germany’s von der Leyen to lead Commission, su POLITICO, 2 luglio 2019. URL consultato il 2 luglio 2019.
  2. ^ Nomine Ue: Ursula Von der Leyen presidentessa della Commissione Ue, Lagarde alla Bce. Conte: "All'Italia vicepresidente e commissario economico", su Il Fatto Quotidiano, 2 luglio 2019. URL consultato il 2 luglio 2019.
  3. ^ a b (EN) Parliament elects Ursula von der Leyen as first female Commission President, su europarl.europa.eu, 16 luglio 2019. URL consultato il 16 lulgio 2019.
  4. ^ a b Sì del Parlamento Ue a von der Leyen, su ansa.it, 16 luglio 2019. URL consultato il 16 luglio 2019.
  5. ^ (DE) Christine Bach, Ursula von der Leyen, su kas.de. URL consultato il 16 giugno 2018.
  6. ^ Eine kritische Auseinandersetzung mit der Dissertation von Dr. Ursula Gertrud von der Leyen: C-reaktives Protein als diagnostischer Parameter zur Erfassung eines Amnioninfektionssysndroms [sic] bei vorzeitigem Blasensprung und therapeutischem Entspannungsbad in der Geburtsvorbereitung. VroniPlag Wiki, 22 novembre 2015.
  7. ^ Plagiat. Von der Leyen weist Plagiatsvorwürfe zurück. Die Zeit, 27 settembre 2015
  8. ^ Verteidigungsministerium. Plagiatsjäger beanstanden von der Leyens Doktorarbeit.Frankfurter Allgemeine Zeitung, 26 settembre 2015
  9. ^ Joachim Güntner: Plagiatsvorwürfe. Ursula von der Leyen als Exempel?, Neue Zürcher Zeitung, 6 ottobre 2015
  10. ^ Plagiatsaffäre: Vorteil von der Leyen, Melanie Amann, Spiegel Online, 2016-03-10
  11. ^ Von der Leyen darf Doktortitel behalten, Robert Roßmann, Die Zeit, 9 marzo 2016
  12. ^ Plagiatsvorwurf:Von der Leyen behält ihren Doktortitel, Süddeutsche Zeitung, 9 marzo 2016
  13. ^ Von der Leyen behält Doktortitel, Frankfurter Allgemeine Zeitung, 9 marzo 2016
  14. ^ Ursula von der Leyen darf Doktortitel behalten, Tilmann Warnecke, Amory Burchard, Der Tagesspiegel, 9 marzo 2016
  15. ^ Trotz Plagiaten: Darum darf von der Leyen ihren Doktor behalten, Lena Greiner, Matthias Gebauer, Verena Töpper, Spiegel online, 2016-03-09
  16. ^ Plagiatsjäger nehmen sich von der Leyens Doktorarbeit vor., Melanie Amann, Spiegel.de, 26 settembre 2015
  17. ^ Doktorspiele, Reinhard Müller, Frankfurter Allgemeine Zeitung, 10 marzo 2016
  18. ^ a b c d L’opzione von der Leyen, katercollective.com, 5 luglio 2019. URL consultato il 9 luglio 2019.
  19. ^ Surge in German arms sales to Saudi Arabia and Turkey, 10 gennaio 2019. URL consultato il 21 luglio 2019.
  20. ^ Germany's Angela Merkel makes arms export pact with France, 18 febbraio 2019. URL consultato il 21 luglio 2019.
  21. ^ (EN) Jacopo Barigazzi, David M. Herszenhorn, Lili Bayer, EU leaders pick Germany’s von der Leyen to lead Commission, su POLITICO, 2 luglio 2019. URL consultato il 16 luglio 2019.
  22. ^ Nomine Ue: Ursula Von der Leyen presidentessa della Commissione Ue, Lagarde alla Bce. Conte: "All'Italia vicepresidente e commissario economico", su Il Fatto Quotidiano, 2 luglio 2019. URL consultato il 16 luglio 2019.
  23. ^ (EN) Live blog: Ursula von der Leyen’s pitch to lead European Commission, su politico.eu, 16 luglio 2019. URL consultato il 16 luglio 2019.
  24. ^ (EN) Opening Statement in the European Parliament Plenary Session by Ursula von der Leyen, Candidate for President of the European Commission, su ec.europa.eu, 16 luglio 2019. URL consultato il 16 luglio 2019.
  25. ^ Von der Leyen eletta d'un soffio alla Commissione europea, su ansa.it, 16 luglio 2019. URL consultato il 18 luglio 2019.
  26. ^ Von der Leyen subito al lavoro per formare il nuovo team, su ansa.it, 17 luglio 2019. URL consultato il 17 luglio 2019.
  27. ^ Sergio Fabbrini, Ue, così von der Leyen ridisegna le priorità, Il Sole 24 Ore, 16 settembre 2019
  28. ^ Parte il Green New Deal europeo. Ma c’è il rischio palude, Valori.it, 12 dicembre 2019
  29. ^ Andrea Muratore, I piani della Commissione per la sovranità tecnologica europea, 20 febbraio 2020
  30. ^ Giuseppe Gagliano, Prove tecniche di sovranità tecnologica europea?, Osservatorio Globalizzazione, 22 luglio 2020
  31. ^ Von der Leyen: stop ai viaggi verso la Ue. La Francia sospende Schengen, in Avvenire, 16 maro 2020. URL consultato il 18 marzo 2020 (archiviato il 18 marzo 2020).
  32. ^ Il presidente del Consiglio d'Europa Charles Michel ha dichiarato oggi che i leader dei Paesi dell'Unione Europea hanno concordato la chiusura delle frontiere in ingresso per il contenimento della diffusione del coronavirus, su it.sputniknews.com (archiviato il 17 marzo 2020).
  33. ^ Coronavirus: European Union seals borders to most outsiders, su bbc.com. URL consultato il 18 marzo 2020 (archiviato il 17 marzo 2020).
  34. ^ Coronavirus, sentite scuse all'Italia, ora la Ue c'è, su repubblica.it, 16 aprile 2020. URL consultato il 16 aprile 2020.
  35. ^ Pierluigi Fagan, L'Europa è antiquata?, Osservatorio Globalizzazione, 16 agosto 2019
  36. ^ Gabriele Ciancitto, L'Europa alla prova della storia Archiviato il 23 aprile 2020 in Internet Archive., Osservatorio Globalizzazione, 22 aprile 2020
  37. ^ Andrea Muratore, La Commissione sospende le regole, Inside Over, 21 marzo 2020
  38. ^ Andrea Muratore, Il crocevia della globalizzazione, Osservatorio Globalizzazione, 13 giugno 2020
  39. ^ Tutta la verità sul Sure, Econopoly - Il Sole 24 Ore, 10 maggio 2020
  40. ^ Andrea Muratore, Europa e Italia nel vortice della crisi: parla Guido Salerno Aletta, Osservatorio Globalizzazione, 16 giugno 2020
  41. ^ Federico Ferraù, Un tutti contro tutti senza regole, Il Sussidiario, 21 luglio 2020
  42. ^ Recovery Fund, al Consiglio europeo muro contro muro tra “frugali” e fronte del Sud. Michel prova a mediare con l’Olanda ma Rutte non cede. E Kurz chiude: “No a 500 miliardi di aiuti a fondo perduto”, Il Fatto Quotidiano, 17 luglio 2020
  43. ^ Conte contro Rutte, Libero, 19 luglio 2020
  44. ^ Sanchez affronta Rutte, TgCom24, 17 luglio 2020
  45. ^ Sanchez propone la linea spagnola, Il Giornale, 20 aprile 2020
  46. ^ Il piano di Macron da 1.300 miliardi, Inside Over, 2 aprile 2020
  47. ^ Andrea Muratore, Alle radici del problema olandese, Inside Over, 20 luglio 2020
  48. ^ Accordo sul Recovery Fund, Unione Sarda, 21 luglio 2020
  49. ^ (DE) DNB, Katalog der Deutschen Nationalbibliothek. URL consultato il 1º dicembre 2011.

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