Ursula von der Leyen

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Ursula von der Leyen
(Ursula von der Leyen) 2019.07.16. Ursula von der Leyen presents her vision to MEPs 2 (cropped).jpg

Presidente della Commissione europea
eletta
Predecessore Jean-Claude Juncker

Ministra della difesa della Germania
Durata mandato 17 dicembre 2013 –
17 luglio 2019
Capo del governo Angela Merkel
Predecessore Thomas de Maizière
Successore Annegret Kramp-Karrenbauer

Ministra del lavoro e degli affari sociali della Germania
Durata mandato 30 novembre 2009 –
17 dicembre 2013
Capo del governo Angela Merkel
Predecessore Franz La Perdchalo
Successore Andrea Nahles

Ministra della Famiglia, Anziani, Donne e Gioventù della Germania
Durata mandato 22 novembre 2005 –
30 novembre 2009
Capo del governo Angela Merkel
Predecessore Renate Schmidt
Successore Kristina Schröder

Dati generali
Partito politico Unione Cristiano-Democratica di Germania
Tendenza politica Europeismo
Cristianesimo sociale
Titolo di studio Laurea in medicina e chirurgia
Università Università Georg-August di Gottinga
Professione politico, medico
Firma Firma di Ursula von der Leyen
Ursula von der Leyen durante il discorso di insediamento al Parlamento Europeo.

Ursula Gertrud von der Leyen, nata Albrecht (Ixelles, 8 ottobre 1958), è una politica tedesca, membro della CDU (Unione Cristiano Democratica) e Presidente della Commissione Europea eletta dal luglio 2019.

Dopo essere stata ministro per vari portafogli in tutti i governi presieduti da Angela Merkel, il 2 luglio 2019 è stata designata dal Consiglio europeo alla carica di presidente della Commissione europea[1][2]. Il Parlamento europeo ha dato seguito a tale nomina il 16 luglio, eleggendola con 383 voti favorevoli, 327 contrari, 22 astensioni e una scheda nulla[3][4].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di Ernst Albrecht, ex Ministro-Presidente della Bassa Sassonia, trascorre gran parte della sua infanzia in Belgio, frequentando la scuola europea di Bruxelles dal 1964 al 1971, imparando così la lingua francese[5]. Successivamente studia presso il liceo scientifico di Lehrte, ed ottenuto il diploma, studia Archeologia dal 1976 al 1977. Nel 1977 cambia materia, e fino al 1980, intraprende gli studi di Economia a Gottinga e Münster, con un periodo, nel 1978, presso la London School of Economics and Political Science. Nel 1980, cambia ancora, ed inizia gli studi in Medicina presso la Scuola Superiore di Medicina di Hannover, laureandosi nel 1987. Nel 1991 ottiene la laurea magistrale in Medicina, anche se in Germania viene accusata di plagio per la sua tesi.[6][7][8] [9][10][11][12][13][14][15][16][17] Nel 1992 segue il marito, che aveva ricevuto un incarico presso l'Università di Stanford, in California, per poi rientrare in Germania quattro anni dopo.

Attività politica in Germania[modifica | modifica wikitesto]

von der Leyen nel 2010

Benché iscritta alla CDU fin dal 1990, la sua carriera politica inizia nel 2001, quando ottiene un mandato locale presso la regione di Hannover, che abbandonerà tre anni dopo. Il 2 febbraio 2003 è eletta deputata al Landtag della Bassa Sassonia. Il 4 marzo 2003, a seguito della vittoria di Christian Wulff, diventa Ministro degli Affari Sociali, delle Donne, della Famiglia e della Salute della Bassa Sassonia.

Due anni dopo, nel novembre del 2005, è scelta dalla Cancelliera Angela Merkel per diventare Ministro della Famiglia.[18] Molto vicina alla Cancelliera, lancia una politica familiare basata sullo sviluppo degli asili nido, per permettere alle donne tedesche di conciliare meglio la vita lavorativa ed il loro ruolo di madri.[18] Nel 2009 è confermata prima come Ministro della Famiglia, poi nominata Ministro del lavoro e degli affari sociali a seguito delle dimissioni di Franz Josef Jung.[18] Nel dicembre del 2013 diventa Ministro della difesa, diventando così la prima donna in Germania a occupare questo incarico.[18]

Nel 2019 promuove la politica del governo tedesco sulle esportazioni di armi in Arabia Saudita e Turchia.[19][20]

Presidente della Commissione europea[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 luglio 2019, dopo diverse riunioni e a seguito di un negoziato finale assai difficile, protrattosi per tre giorni, la von der Leyen è stata designata dal Consiglio europeo alla carica di presidente della Commissione europea[21][22]. Il Parlamento europeo ha dato seguito a tale nomina il 16 luglio, eleggendola con 383 voti favorevoli (appena 9 in più dei 374 necessari), 327 contrari, 22 astensioni e una scheda nulla[3][4][23], dopo aver presentato le sue linee guida con un discorso che ha convinto diversi europarlamentari indecisi, tra cui quelli italiani del Movimento Cinque Stelle e quelli polacchi dei conservatori del PiS[24]. Una vittoria comunque di misura, con appena nove voti di scarto rispetto a quelli necessari.[25] Una sessantina i franchi tiratori. Il giorno successivo si è dimessa dall'incarico di ministro della difesa, lasciando il posto ad Annegret Kramp-Karrenbauer, per dedicarsi alla formazione della sua commissione[26].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Sposata con il medico Heyko von der Leyen, discendente di una nota famiglia nobile tedesca e conosciuto ai tempi dell'università, ha sette figli (tra cui due gemelle), nati fra il 1988 e il 1999. Nel 1992 ha seguito in California, presso l'università di Stanford, il marito che aveva ottenuto un incarico accademico, per poi rientrare in Germania quattro anni più tardi.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Dama di Gran Croce dell'Ordine al merito della Lituania - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine al merito della Lituania
— 2 marzo 2017

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Barigazzi, Jacopo; Herszenhorn, David M .; Bayer, Lili, EU leaders pick Germany’s von der Leyen to lead Commission, su POLITICO, 2 luglio 2019. URL consultato il 2 luglio 2019.
  2. ^ Nomine Ue: Ursula Von der Leyen presidentessa della Commissione Ue, Lagarde alla Bce. Conte: "All'Italia vicepresidente e commissario economico", su Il Fatto Quotidiano, 2 luglio 2019. URL consultato il 2 luglio 2019.
  3. ^ a b (EN) Parliament elects Ursula von der Leyen as first female Commission President, su europarl.europa.eu, 16 luglio 2019. URL consultato il 16 lulgio 2019.
  4. ^ a b Sì del Parlamento Ue a von der Leyen, su ansa.it, 16 lulgio 2019. URL consultato il 16 luglio 2019.
  5. ^ (DE) Christine Bach, Ursula von der Leyen, su kas.de. URL consultato il 16 giugno 2018.
  6. ^ Eine kritische Auseinandersetzung mit der Dissertation von Dr. Ursula Gertrud von der Leyen: C-reaktives Protein als diagnostischer Parameter zur Erfassung eines Amnioninfektionssysndroms [sic] bei vorzeitigem Blasensprung und therapeutischem Entspannungsbad in der Geburtsvorbereitung. VroniPlag Wiki, 22 novembre 2015.
  7. ^ Plagiat. Von der Leyen weist Plagiatsvorwürfe zurück. Die Zeit, 27 settembre 2015
  8. ^ Verteidigungsministerium. Plagiatsjäger beanstanden von der Leyens Doktorarbeit.Frankfurter Allgemeine Zeitung, 26 settembre 2015
  9. ^ Joachim Güntner: Plagiatsvorwürfe. Ursula von der Leyen als Exempel?, Neue Zürcher Zeitung, 6 ottobre 2015
  10. ^ Plagiatsaffäre: Vorteil von der Leyen, Melanie Amann, Spiegel Online, 2016-03-10
  11. ^ Von der Leyen darf Doktortitel behalten, Robert Roßmann, Die Zeit, 9 marzo 2016
  12. ^ Plagiatsvorwurf:Von der Leyen behält ihren Doktortitel, Süddeutsche Zeitung, 9 marzo 2016
  13. ^ Von der Leyen behält Doktortitel, Frankfurter Allgemeine Zeitung, 9 marzo 2016
  14. ^ Ursula von der Leyen darf Doktortitel behalten, Tilmann Warnecke, Amory Burchard, Der Tagesspiegel, 9 marzo 2016
  15. ^ Trotz Plagiaten: Darum darf von der Leyen ihren Doktor behalten, Lena Greiner, Matthias Gebauer, Verena Töpper, Spiegel online, 2016-03-09
  16. ^ Plagiatsjäger nehmen sich von der Leyens Doktorarbeit vor., Melanie Amann, Spiegel.de, 26 settembre 2015
  17. ^ Doktorspiele, Reinhard Müller, Frankfurter Allgemeine Zeitung, 10 marzo 2016
  18. ^ a b c d L’opzione von der Leyen, katercollective.com, 5 luglio 2019. URL consultato il 9 luglio 2019.
  19. ^ Surge in German arms sales to Saudi Arabia and Turkey, 10 gennaio 2019. URL consultato il 21 luglio 2019.
  20. ^ Germany's Angela Merkel makes arms export pact with France, 18 febbraio 2019. URL consultato il 21 luglio 2019.
  21. ^ (EN) Jacopo Barigazzi, David M. Herszenhorn, Lili Bayer, EU leaders pick Germany’s von der Leyen to lead Commission, su POLITICO, 2 luglio 2019. URL consultato il 16 luglio 2019.
  22. ^ Nomine Ue: Ursula Von der Leyen presidentessa della Commissione Ue, Lagarde alla Bce. Conte: "All'Italia vicepresidente e commissario economico", su Il Fatto Quotidiano, 2 luglio 2019. URL consultato il 16 luglio 2019.
  23. ^ (EN) Live blog: Ursula von der Leyen’s pitch to lead European Commission, su politico.eu, 16 luglio 2019. URL consultato il 16 luglio 2019.
  24. ^ (EN) Opening Statement in the European Parliament Plenary Session by Ursula von der Leyen, Candidate for President of the European Commission, su ec.europa.eu, 16 luglio 2019. URL consultato il 16 luglio 2019.
  25. ^ Von der Leyen eletta d'un soffio alla Commissione europea, su ansa.it, 16 luglio 2019. URL consultato il 18 luglio 2019.
  26. ^ Von der Leyen subito al lavoro per formare il nuovo team, su ansa.it, 17 luglio 2019. URL consultato il 17 luglio 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN85694073 · ISNI (EN0000 0000 7875 4102 · LCCN (ENno2007068708 · GND (DE130338303 · WorldCat Identities (ENno2007-068708