Charles Michel

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Charles Michel
Vladimir Putin and Charles Michel (2018-01-31) 01 (cropped).jpg
Charles Michel nel 2018

Primo ministro del Belgio
In carica
Inizio mandato 11 ottobre 2014
Monarca Filippo
Vice capo del governo Kris Peeters
Jan Jambon
Alexander De Croo
Didier Reynders
Predecessore Elio Di Rupo

Leader del Movimento Riformatore
Durata mandato 14 febbraio 2011 –
10 ottobre 2014
Predecessore Didier Reynders
Successore Olivier Chastel

Ministro della cooperazione allo sviluppo
Durata mandato 21 dicembre 2007 –
14 febbraio 2011
Capo del governo Guy Verhofstadt
Yves Leterme
Herman Van Rompuy
Yves Leterme
Predecessore Armand De Decker
Successore Olivier Chastel

Membro della
Camera dei rappresentanti del Belgio
In carica
Inizio mandato 1º luglio 1999
Legislature 50°, 51°, 52°, 53°, 54°
Circoscrizione 50ª legislatura Nivelles
51ª, 52ª, 53ª, 54ª legislatura Brabante Vallone
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Movimento Riformatore
Università Université Libre de Bruxelles
Università di Amsterdam
Professione Avvocato

Charles Yves Jean Ghislaine Michel (Namur, 21 dicembre 1975) è un politico belga, primo ministro del Belgio dall'11 ottobre 2014, divenendo il primo ministro di lingua francese a succedere a un altro primo ministro di lingua francese (Elio Di Rupo) in quasi 50 anni, quando a Pierre Harmel successe Paul Vanden Boeynants. È stato inoltre presidente del Movimento Riformatore dal 14 febbraio 2011 al 10 ottobre 2014.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Contesto familiare[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia Michel proviene da Hoegaarden (Fiandre).[1] Figlio di Martine e Louis Michel, ex presidente del Movimento Riformatore (proprio come il figlio), commissario europeo, membro del Parlamento europeo e ministro di Stato.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Ha studiato giurisprudenza all'Université Libre de Bruxelles e all'Università di Amsterdam.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Michel è stato eletto alla Camera federale dei rappresentanti nel 1999, in rappresentanza del Brabante Vallone, una roccaforte del Movimento Riformatore Liberale.

Nel 2000 diventa ministro degli affari interni nel governo vallone. A 25 anni diventa il più giovane ministro della storia del Belgio.[2]

A livello locale è stato eletto consigliere comunale a Wavre nel 2000. Nel 2006 è diventato sindaco della città.

Nel dicembre 2007 Michel è diventato ministro belga per la cooperazione allo sviluppo nel governo di Verhofstadt III e successivamente nei governi di Leterme I, Van Rompuy I e Leterme II.[3]

Nel 2009 si è dichiarato scioccato dalle dichiarazioni di Papa Benedetto XVI che affermavano che i preservativi promuovevano l'AIDS, definendo le dichiarazioni "stupefacenti, scandalose e persino irresponsabili".[4]

Dopo l'abbandono della leadership di Didier Reynders, suo rivale da tempo nel partito, il 14 febbraio 2011 è stato eletto presidente del Movimento Riformatore.

Nelle trattative per la formazione del nuovo governo federale belga a seguito delle elezioni del 2014, il 25 giugno viene nominato dal re come informateur. A seguito di un accordo di principio tra il suo partito e i partiti fiamminghi N-VA, CD&V e OpenVLD, il 22 luglio seguente è nominato formateur, insieme al fiammingo Kris Peeters (CD&V).

Primo ministro del Belgio[modifica | modifica wikitesto]

Charles Michel insieme al presidente del consiglio dei ministri italiano Matteo Renzi al Summit di Bratislava il 16 settembre 2016
Michel e il Presidente russo Vladimir Putin il 31 gennaio 2018

Dopo le elezioni parlamentari nel 2014 e l'impossibilità di Bart De Wever e del suo partito l'Alleanza Neo-Fiamminga da sola di formare un nuovo governo e dopo lunghi negoziati tra i partiti, il 7 ottobre è stato raggiunto l'accordo di coalizione che ha indicato Charles Michel come candidato primo ministro. L'11 ottobre successivo è stato così nominato primo ministro del Belgio da Re Filippo e ha giurato con il suo governo.

Michel è il primo ministro di lingua francese a succedere a un altro primo ministro di lingua francese (Elio Di Rupo) in quasi 50 anni, quando a Pierre Harmel successe Paul Vanden Boeynants.

Il 7 novembre si è svolta una protesta pacifica alla presenza di circa 100 mila persone nel centro di Bruxelles, inclusi metallurgisti e caricatori portuali, diventando quindi una delle più grandi in Belgio dopo la Seconda guerra mondiale. I manifestanti si sono opposti al regime di austerità e alle intenzioni del governo di innalzare l'età pensionabile, congelare i salari, ridurre i finanziamenti per le istituzioni pubbliche, i programmi sanitari e la sicurezza sociale, ma presto si sono trasformati in una protesta e in scontri con la polizia e in disordini. I manifestanti hanno dato fuoco a diverse macchine, hanno rovesciato le auto, lanciato pietre e razzi alla polizia, e 14 persone sono rimaste ferite. "Abbasso l'austerità" il 22 dicembre, durante un incontro di Charles Michel agli imprenditori nella città di Namur, quattro donne vestite con magliette nere e facce parzialmente coperte gli hanno gettato addosso il piatto nazionale - patatine fritte con maionese. Nonostante questo, Michel ha preso l'incidente con un sorriso, ha cambiato camicia e cravatta e ha continuato il suo discorso. Allo stesso tempo, Michel e la sua famiglia per alcuni giorni ricevettero lettere anonime con proiettili e minacce di morte e, di conseguenza, furono presi provvedimenti intensi per proteggere il primo ministro e i suoi aiutanti.

Dall'11 al 14 giugno 2015, Charles Michel ha preso parte ai lavori della conferenza Bilderberg, tenutasi a Telfs, in Austria.[5] Secondo il direttore del servizio del Primo ministro per le relazioni pubbliche Frederic Coderler, "per noi questo invito riflette l'interesse, tenendo conto dell'elenco dei partecipanti, molti investitori stranieri in Belgio".[6]

Il 18 giugno, rispondendo alle domande del deputato del partito Alleanza-Neo Fiamminga Pierre de Rover, in una riunione della Camera dei rappresentanti, Michel, a nome del governo belga, ha affermato che gli eventi del 1915 dovrebbero essere considerati come genocidio "commesso contro gli armeni".[7][8][9] In precedenza, il 21 maggio in un'intervista con la RTBF Michel ha riconosciuto il genocidio armeno.[10] Successivamente, de Robert, che aveva precedentemente redatto una risoluzione in occasione dell'anniversario del genocidio, ha osservato che nella persona di Michel ha ricevuto un grande sostegno per la sua iniziativa,[11] e il capo del Centro Democratico Umanista, Benoît Lutgen, ha dichiarato che "questo riconoscimento del governo del Belgio è un passo che dovrebbe portare al fatto che l'intero Belgio riconosca inequivocabilmente questo genocidio".[12]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Ha due figli (nati nel 2003 e nel 2016) da relazioni diverse. Era la prima volta che un primo ministro belga diventava padre durante il suo ufficio.[13]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze belghe[modifica | modifica wikitesto]

Grand'Ufficiale dell'Ordine di Leopoldo - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine di Leopoldo
— 21 maggio 2014[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Charles Michel, ce "Flamand de Hoegaarden", in 7s7, 9 ottobre 2014. URL consultato il 6 agosto 2017.
  2. ^ (FR) Charles Michel officiellement candidat à la présidence du MR, Le Vif, 13 dicembre 2010.
  3. ^ (NLFR) 20 March 2008 – Royal Orders. Government – Dismissals – Appointments (PDF), The Belgian official journal, 21 marzo 2008, 3–4. URL consultato il 30 marzo 2008.
  4. ^ (FR) Les déclarations du pape sur le préservatif sous le feu du parlement, 7sur7.be, 25 marzo 2009.
  5. ^ (EN) Participants. Bilderberg Meeting 2015, Birderberg Group. URL consultato il 19 giugno 2015.
  6. ^ (FR) Bilderberg 2015: "Replacer la Belgique sur la carte des investisseurs", RTBF, 9 giugno 2015. URL consultato il 19 giugno 2015.
  7. ^ (FR) Le Premier ministre Charles Michel reconnait le génocide arménien, au nom du gouvernement belge, RTBF. URL consultato il 19 giugno 2015.
  8. ^ (FR) Charles Michel reconnaît le génocide arménien à la Chambre, Le Soir, 18 giugno 2015. URL consultato il 19 giugno 2015.
  9. ^ (NL) Premier Michel erkent de Armeense genocide namens de Belgische regering, Alleanza Neo-Fiamminga, 18 giugno 2015. URL consultato il 19 giugno 2015.
  10. ^ (FR) Les "oublis" de Charles Michel dans "L'Interview", RTBF, 23 maggio 2015. URL consultato il 19 giugno 2015.
  11. ^ (NL) Regering erkent Armeense genocide, Nieuw-Vlaamse Alliantie, 18 giugno 2015. URL consultato il 19 giugno 2015.
  12. ^ (FR) Reconnaissance du génocide arménien, Centre démocrate humaniste, 18 giugno 2015. URL consultato il 19 giugno 2015.
  13. ^ (NL) deredactie.be - Premier Charles Michel is vader geworden
  14. ^ (FR) arrêtés royaux du 21 mai 2014

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN27309063 · ISNI (EN0000 0000 0314 2363 · GND (DE1105873587 · BNF (FRcb14567697c (data)