Kyriakos Mītsotakīs

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Kyriakos Mītsotakīs
Κυριάκος Μητσοτάκης
Kyriakos Mitsotakis - EPP Malta Congress 2017.jpg

Primo ministro della Grecia
In carica
Inizio mandato 8 luglio 2019
Presidente Prokopis Pavlopoulos
Predecessore Alexīs Tsipras

Presidente di Nuova Democrazia
In carica
Inizio mandato 11 gennaio 2016
Predecessore Iōannīs Plakiōtakīs

Membro del Parlamento Ellenico
In carica
Inizio mandato 7 marzo 2004

Leader dell'opposizione al Parlamento Ellenico
Durata mandato 11 gennaio 2016 –
8 luglio 2019
Presidente Prokopis Pavlopoulos
Capo del governo Alexīs Tsipras
Predecessore Iōannīs Plakiōtakīs
Successore Alexīs Tsipras

Ministro delle riforme amministrative e dell'e-Governance della Grecia
Durata mandato 24 giugno 2013 –
27 gennaio 2015
Capo del governo Antōnīs Samaras
Predecessore Antōnīs Manitakis
Successore Nikos Voutsis (come Ministro dell'Interno e della ricostruzione amministrativa)

Dati generali
Partito politico Nuova Democrazia
Tendenza politica Nazionalismo liberale
Liberalismo nazionale
Liberalismo conservatore
Liberismo di destra
Conservatorismo liberale
Conservatorismo fiscale
Europeismo
Università Università di Stanford
Università di Harvard
Firma Firma di Kyriakos Mītsotakīs Κυριάκος Μητσοτάκης

Kyriakos Mītsotakīs (in greco Κυριάκος Μητσοτάκης; Atene, 4 marzo 1968) è un politico greco, leader del partito conservatore Nuova Democrazia e Primo ministro della Grecia dall'8 luglio 2019.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni ed istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Mitsotakis proviene da una famiglia di politici: nel suo albero genealogico figura un insigne statista: Eleutherios Venizelos, un politico di formazione liberale che diresse il Paese, nei difficili anni delle Guerre balcaniche, Prima guerra mondiale e della Guerra greco-turca. Anche il bisnonno ed il nonno ricoprirono la carica di deputati al Parlamento ellenico.

Figlio di Konstantinos Mitsotakis, all'epoca della sua nascita il genitore venne dichiarato persona non grata dalla giunta militare greca, all'età di appena sei mesi il piccolo Kyriakos si trasferisce con la famiglia a Parigi e torna in Grecia nel 1974, dopo la restaurazione della democrazia. Il padre divenne Primo ministro dal 1990 al 1993. Nel 1986 frequenta l'Università della sua città natale. Dal 1986 al 1990 studia scienze sociali all'Università di Harvard, laureandosi con il massimo dei voti.

Carriera bancaria[modifica | modifica wikitesto]

Lavora come analista economico presso la Chase Bank di Londra agli inizi degli anni Novanta. In seguito ritorna in Grecia, dove va a lavorare alla Polemikí Aeroporía durante il servizio militare. Successivamente ritorna negli Stati Uniti, studiando presso l'Università di Stanford e ottenendo un MBA. Dal 1995 al 1997 è nuovamente a Londra presso la McKinsey & Company. Quindi ritorna di nuovo in Grecia, lavorando presso l'Alpha Bank.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Durante le elezioni greche del 2000, Mitsotakis fa campagna elettorale per il partito Nuova Democrazia, poi sconfitto di misura dal Movimento Socialista Panellenico. Alle elezioni successive si presenta per la circoscrizione B di Atene, dove viene eletto al Parlamento Ellenico.

Ministro del governo Samaras[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 giugno 2013 è nominato Ministro per la riforma dell'amministrazione pubblica nel governo presieduto da Antōnīs Samaras.

Durante questo periodo, ha perseguito il completamento di una riorganizzazione funzionale di istituzioni, strutture e processi dell'amministrazione pubblica greca. Ha sostenuto con fermezza il drastico ridimensionamento del settore pubblico e la riforma strutturale dell'amministrazione fiscale. Questo ha comportato anche il licenziamento di più di 10.000 dipendenti pubblici.[1]

Leader di Nuova Democrazia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015 viene nominato portavoce parlamentare del partito ed è uno dei primi ad annunciare la propria candidatura alle primarie per la leadership del partito in occasione delle elezioni anticipate, dopo che Samaras si era dimesso da presidente. Alle primarie però viene tallonato dall'ex Presidente del Parlamento greco Vangelīs Meimarakīs.

Il 10 gennaio 2016 si ricandida alle primarie dopo le dimissioni di Meimarakis riuscendo a vincerle e succedendo al presidente ad interim Iōannīs Plakiōtakīs. È entrato in carica il giorno dopo.

La sua leadership porta Nuova Democrazia verso posizioni più liberalconservatrici (in particolare in ambito fiscale) distinguendosi per essere uno degli esponenti più liberali del suo partito.[2] Nuova Democrazia, da sempre partito europeista, sotto la guida di Mitsotakis si è mostrato un partito attento a posizioni nazionalistiche ed intenzionato a rinegoziare gli accordi con la Troika, in particolare per quanto riguarda l'avanzo primario, al fine di sbloccare risorse per gli investimenti.

Mitsotakis è stato uno dei principali politici greci ad opporsi agli Accordi di Prespa fra Grecia e Macedonia, infatti il suo partito ha vinto con il 33% dei voti alle elezioni europee del maggio 2019 con una campagna su temi nazionalistici e criticando le politiche di accoglienza degli immigrati. In particolare, Nuova Democrazia è riuscito a riconquistare i voti del Alba Dorata.[3]

Primo ministro greco[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio 2019 Mitsotakis guida Nuova Democrazia alla vittoria, con il 39,85% dei voti, delle elezioni parlamentari, tenutesi pochi mesi prima della scadenza naturale della legislatura, con un programma politico incentrato sulla sicurezza[4] (negli ultimi anni si è visto un incremento della criminalità nella capitale[5][6]), sul rilancio degli investimenti economici e sull'abbassamento delle tasse.[7][8][9] Viene nominato all'indomani dei risultati Primo ministro.[10]

Uno dei primi atti del suo governo è stato il riconoscimento a livello internazionale di Juan Guaido come legittimo leader del Venezuela.[11][12][13]

Fin da subito il suo governo avvia una linea d'azione per l'abbassamento delle tasse[14], taglio delle pensioni più alte[15][16] ed il rilancio degli investimenti in Grecia[17] come ad un esempio le mosse del nuovo esecutivo riguardanti il cosiddetto Piano Hellinikon.[18][19][20][21] Vengono inoltre avviate nuove politiche in tema di sicurezza nelle università[22] e nelle località turistiche.[23]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Kyriakos è sposato con Mareva Grabowski e ha tre figli: Sofia, Konstantinos e Dafni. Oltre al greco, parla anche l'inglese, il francese e il tedesco.

Inoltre è fratello minore dell'ex ministro degli affari esteri, dal 2006 al 2009, Ntora Mpakogiannī, prima donna ad essere sindaco di Atene dal 2003 al 2006.

Nel maggio 2019 il nipote Kostas Bakogiannis, figlio di Ntora Mpakogiannī, viene eletto sindaco di Atene.[24]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EL) Μητσοτάκης: Επικυρώθηκαν οι 12.500 διαθεσιμότητες έως τέλη Σεπτεμβρίου, su Alfavita. URL consultato il 30 luglio 2019.
  2. ^ Chi è Mitsotakis, il rampollo liberale che vuole mettere fine alla rivoluzione Tsipras in Grecia, su www.ilfoglio.it. URL consultato il 30 luglio 2019.
  3. ^ https://www.humanite.fr/grece-syriza-devancee-par-la-droite-conservatrice-672771
  4. ^ The white knight 25 luglio 2019, La Grecia ha voltato pagina, su SettimanaNews, 24 luglio 2019. URL consultato il 30 luglio 2019.
  5. ^ Atene: capitale umano in fuga, palazzi cadenti, negozi chiusi e molti espedienti. Cosa resta dopo il passaggio della Troika, su Il Fatto Quotidiano, 8 luglio 2018. URL consultato il 30 luglio 2019.
  6. ^ Criminalità in Grecia, su it.numbeo.com. URL consultato il 30 luglio 2019.
  7. ^ Kyriakos Mitsotakis, liberismo vs liberismo, su www.ilpensieroforte.it. URL consultato il 30 luglio 2019.
  8. ^ redazione@ispionline.it, Grecia: le ragioni della vittoria di Mitsotakis, su ISPI, 8 luglio 2019. URL consultato il 30 luglio 2019.
  9. ^ (EN) Factbox: Main policies of Greece's July 7 election rivals, in Reuters, 4 luglio 2019. URL consultato il 30 luglio 2019.
  10. ^ (EN) Risultati elezioni politiche in Grecia, 7 luglio 2019, su ekloges.ypes.gr.
  11. ^ Ng, Grecia. Governo riconosce Guaidò come presidente del Venezuela | Notizie Geopolitiche, su notiziegeopolitiche.net. URL consultato il 30 luglio 2019.
  12. ^ La Grecia di Mītsotakīs ha riconosciuto Guaidó presidente del Venezuela, su Open, 12 luglio 2019. URL consultato il 30 luglio 2019.
  13. ^ Grecia: Paese riconosce presidente Venezuela Guaidó - Politica - Nuova Europa, su ANSA.it, 12 luglio 2019. URL consultato il 30 luglio 2019.
  14. ^ Francesco De Palo, Meno tasse sulle case dei greci: già dal 2019, su MondoGreco. URL consultato il 13 agosto 2019.
  15. ^ Grecia: il Governo blocca le pensioni d’oro, quelle fra 8.000 e 24.000 euro mensili, su www.firenzepost.it. URL consultato il 13 agosto 2019.
  16. ^ Francesco De Palo, Grecia, il governo blocca le pensioni d'oro da 24mila euro, su MondoGreco. URL consultato il 13 agosto 2019.
  17. ^ Il primo mese del nuovo governo, su Città Nuova, 12 agosto 2019. URL consultato il 13 agosto 2019.
  18. ^ Piano Hellinikon, 8 miliardi d’investimenti per rilanciare Atene, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 30 luglio 2019.
  19. ^ Piano Hellinikon, 8 miliardi d’investimenti per rilanciare Atene, su Piano Hellinikon, 8 miliardi d’investimenti per rilanciare Atene. URL consultato il 30 luglio 2019.
  20. ^ Alessio Crisantemi, Grecia: dal governo, basta ritardi su gara del casinò di Hellinikon, su Gioconews Casinò. URL consultato il 13 agosto 2019.
  21. ^ Francesco De Palo, Grecia, vicino il piano per la privatizzazione dell'Ellenikon, su MondoGreco. URL consultato il 13 agosto 2019.
  22. ^ Il nuovo governo della Grecia vuole cancellare il "diritto di asilo universitario", su Il Post, 24 luglio 2019. URL consultato il 30 luglio 2019.
  23. ^ (EL) ΑΠΟΚΛΕΙΣΤΙΚΟ: Γιατί ο Χρυσοχοΐδης στέλνει (επειγόντως) αστυνομικούς στη Μύκονο, su newsbreak.gr, 29 luglio 2019. URL consultato il 30 luglio 2019.
  24. ^ Grecia, amministrative. Tsipras perde ancora, Atene al centrodestra, su rainews.it, 2 giugno 2019. URL consultato il 23 giugno 2019.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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