Manuel Marín

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Manuel Marín
Immanuel Marín die 23 Novembris 2009.jpg

Presidente del Congresso dei Deputati della Spagna
Durata mandato 8 aprile 2004 –
31 marzo 2008
Predecessore Luisa Fernanda Rudi
Successore José Bono Martínez

Presidente della Commissione europea
Durata mandato 15 marzo 1999 –
16 settembre 1999
Predecessore Jacques Santer
Successore Romano Prodi

Commissario europeo per le Relazioni con i Paesi del Sud del Mediterraneo, dell'America Latina e del Medio Oriente
Durata mandato 23 gennaio 1995 –
16 settembre 1999
Presidente Jacques Santer
Manuel Marín
Predecessore Hans van den Broek (Relazioni Esterne)
Successore Chris Patten(Relazioni Esterne)

Commissario europeo per la Cooperazione e lo Sviluppo e gli Aiuti Umanitari
Durata mandato 1993 –
23 gennaio 1995
Presidente Jacques Delors
Predecessore Manuel Marín (Cooperazione e Sviluppo e Pesca)
Successore João de Deus Pinheiro (Relazioni con gli Stati ACP e il Sudafrica e Convenzione di Lomé)

Commissario europeo per la Cooperazione e lo Sviluppo e la Pesca
Durata mandato 1989 –
1992
Presidente Jacques Delors
Predecessore Lorenzo Natali (Cooperazione e Sviluppo e Allargamento)
Frans Andriessen (Agricoltura e Pesca)
Successore Manuel Marín (Cooperazione e Sviluppo e Aiuti Umanitari)
Ioannis Paleokrassas (Ambiente, Sicurezza Nucleare, Protezione Civile e Pesca)

Commissario europeo per gli Affari Sociali, l'Occupazione e l'Istruzione
Durata mandato 1º gennaio 1986 –
1989
Presidente Jacques Delors
Predecessore Ivor Richard (Occupazione e Affari Sociali)
Successore Vasso Papandreou (Occupazione, Relazioni Industriali e Affari Sociali)

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Operaio Spagnolo

Manuel Marín González (Ciudad Real, 21 ottobre 1949Madrid, 4 dicembre 2017) è stato un politico spagnolo.

È stato vicepresidente della Commissione Santer e contestualmente alla sua caduta ha assunto il ruolo di Presidente della Commissione Europea nel 1999; apparteneva al Partito Socialista Spagnolo (PSOE). Era conosciuto come il padre del Programma Erasmus, per essere il suo promotore.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un falangista che era presidente della Hermandad de Alféreces Provisionales,[2] si è laureato in giurisprudenza. Successivamente si è specializzato in diritto europeo presso l'Università di Nancy (Francia) e presso il College of Europe di Bruges (Belgio), quest'ultimo centro per il quale ha conseguito il certificato di studi europei superiori e di cui in seguito è stato professore.

Eletto deputato per la provincia di Ciudad Real alle prime elezioni democratiche del giugno 1977 sulle liste del PSOE, partito a cui si unì nel 1974, fu rieletto alle elezioni del 1979 e del 1982.

Dopo la vittoria del PSOE nelle elezioni del 28 ottobre 1982, è stato nominato nel dicembre 1982, Segretario di Stato per le relazioni con le Comunità europee, posizione dalla quale ha partecipato molto attivamente alla fase finale dei negoziati in Spagna con le Comunità europee che culminerà con la firma, il 12 giugno 1985, dell'atto di adesione della Spagna alle Comunità europee nel Palazzo reale di Madrid. Lasciò la carica nell'ottobre 1985, quando fu proposto come uno dei due commissari spagnoli dopo l'entrata in vigore del trattato di adesione.

Il 1º gennaio 1986 è diventato membro della Commissione europea, essendo vicepresidente della stessa per diversi periodi sotto le presidenze di Jacques Delors e Jacques Santer. Durante questo periodo ha ricoperto vari portafogli, dalla pesca, alla cooperazione allo sviluppo e alle relazioni con i paesi del Mediterraneo. Dopo le dimissioni di Jacques Santer come presidente nel 1999 e fino all'inaugurazione del suo successore Romano Prodi il 16 settembre 1999, è stato responsabile della presidenza di turno.

Torna alla politica spagnola, è stato eletto deputato per Ciudad Real negli elenchi del PSOE alle elezioni generali del 2000 e 2004. Nell'aprile 2004 è stato eletto presidente del Congresso dei Deputati di Spagna. Il 15 novembre 2007, ha annunciato il suo ritiro dalla vita politica a Ciudad Real, per dedicarsi alla lotta contro il cambiamento climatico.[3][4]

Il 22 luglio 2008 è stato nominato presidente della Fondazione Iberdrola, su proposta di Ignacio Sánchez Galán, presidente di tale società.[5]

È morto il 4 dicembre 2017, a Madrid, all'età di 68 anni dopo una lunga malattia[6].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Croce dell'Ordine Civile di Alfonso X il Saggio - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine Civile di Alfonso X il Saggio
— 2000
Gran Croce dell'Ordine di Carlo III - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine di Carlo III
— 14 aprile 2008[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (ES) Manuel Marín, artífice del Erasmus y del ingreso de España a la UE, in euronews, 5 dicembre 2017. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  2. ^ (ES) La Opinión de Zamora, Los abuelos del franquismo - La Opinión de Zamora, su laopiniondezamora.es. URL consultato il 4 dicembre 2017.
  3. ^ (ES) Marín: "Me he sentido muy solo", in El País, 16 novembre 2007. URL consultato il 4 dicembre 2017.
  4. ^ «Marín abandona la política para luchar contra el cambio climático.» Público.
  5. ^ (ES) Presidente de la Fundación Iberdrola, in ABC, 23 luglio 2008, 8. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  6. ^ Spagna: morto Manuel Marin, ex vicepresidente Commissione Ue, su tgcom24.mediaset.it, 5 dicembre 2017. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  7. ^ Bollettino Ufficiale di Stato

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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