Riforma delle pensioni Fornero

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L'art. 24 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 detto "Salva Italia" (definito come riforma delle pensioni Fornero dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali del governo Monti, Elsa Fornero che ne fu promotore) ha attuato la riforma Monti del sistema pensionistico pubblico italiano.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La riforma è stata votata dalla coalizione di partiti che sostenevano il governo Monti, composta da PD, PDL, Unione di Centro e Futuro e Libertà per l'Italia e altre liste minori; i partiti che si sono opposti alla riforma sono stati la Lega Nord e l'Italia dei Valori. La riforma è stata redatta in 20 giorni essendo il governo Monti iniziato il 16 novembre 2011,[senza fonte] e venne emanata ai sensi dell'art. 24 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 (detto "decreto salva Italia") - convertito successivamente in legge 22 dicembre 2011 n. 214. Fu denominato Decreto Salva Italia perché le misure introdotte, secondo lo stesso Monti, erano finalizzate al risparmio di spesa pubblica volta ad evitare il default finanziario dello Stato Italiano nell'ambito della crisi del debito sovrano europeo[1].

Il 20 gennaio 2015 la Corte costituzionale della Repubblica Italiana dichiara inammissibile il referendum abrogativo proposto dalla Lega Nord.[2][3]

Contenzioso costituzionale[modifica | modifica wikitesto]

Con sentenza depositata il 30 aprile 2015, la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale l'art. 24, comma 25 del D.L. 6 dicembre 2011[4], nella parte in cui negava la rivalutazione automatica - ad una fascia intermedia di pensioni - mediante l'indennità di contingenza.

Le critiche alla sentenza rientrano nel filone secondo cui i giudici sembrano non tener conto che prima di ogni articolo della Costituzione c'è un Articolo Zero da rispettare: “L'Italia non può vivere a spese degli italiani di domani”[5]; per converso, coloro che portarono la controversia in Corte (cioè tutti quelli che percepiscono un trattamento superiore a tre volte il minimo) dalla sentenza rivendicarono il diritto "a chiedere il rimborso della rivalutazione non corrisposta 2012-2013 e gli arretrati relativi a 2014 e 2015 che vanno rivalutati alla luce dei maggiori importi dei due anni precedenti".[6].

Il successivo intervento normativo del Governo, che ha prodotto una norma di legge[7] che dilaziona nel tempo e nello spazio dei beneficiari la restituzione dell'indennità di contingenza illegittimamente sospesa dalla legge Fornero, è stata oggetto di nuovi ricorsi[8], in primo luogo alla medesima Corte costituzionale per inottemperanza del precedente giudicato[9].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La norma modificò dei rapporti giuridici tra i soggetti di diritto, previsti dall'art. 38 della Costituzione Italiana ossia tra i cittadini lavoratori nella condizione di bisogno e gli enti previdenziali in qualità di pubbliche amministrazioni istituite per la gestione dei sistemi pensionistici pubblici obbligatori. Consistette nell'attuazione di un default dei sistemi pensionistici pubblici per ridurre la spesa pubblica legata alle prestazioni pensionistiche in un momento di crisi finanziaria in quanto, nel sistema pensionistico pubblico, detto anche previdenza di primo pilastro, le pensioni si pagano con le imposte. È quindi una riforma previdenziale del sistema pensionistico pubblico e delle assicurazioni sociali obbligatorie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ it.blastingnews.com/lavoro/2015/05/ultime-novia-su-riforma-pensioni-2015-monti-difende-legge-del-2011-doveva-esser-peggio-00377499.html
  2. ^ Ansa.it-Consulta"boccia"referendum legge Fornero
  3. ^ Comunicato stampa della Corte Costituzionale
  4. ^ Pensioni: bocciata la norma Fornero, vale sui 5 miliardi - Economia, ansa.it. URL consultato il 1° maggio 2015.
  5. ^ Piercamillo Falasca, La Costituzione più esosa del mondo. La Consulta blocca la spending review, ma così s’ipoteca il futuro, Il Foglio, 9 Giugno 2016
  6. ^ Antonio Signorini, Pensioni, caos rimborsi Sul tetto a 3mila euro pronti ricorsi a valanga, il Giornale, 14/05/2015.
  7. ^ Michele Carugi, Pensioni: come la Legge di Stabilità aggira la sentenza sulla perequazione, Fatto quotidiano, 28 ottobre 2015.
  8. ^ http://www.uilemiliaromagna.net/benazzi-uil-pensionati-er-al-via-campagna-di-ricorsi-a-strasburgo-per-mancato-rispetto-sentenza-corte-costituzionale/
  9. ^ http://www.ilgiornale.it/news/cronache/tribunale-milano-rinvia-corte-costituzionale-i-ricorsi-rival-1254152.html

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