Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication

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S.W.I.F.T. SCRL
Logo
StatoBelgio Belgio
Forma societariaCooperativa
Fondazione1973
Sede principaleLa Hulpe
Persone chiave
  • Javier Perez-Tasso (CEO)
  • Alan Raes
  • Rosemary Stone
SettoreTelecomunicazioni
Prodotti
  • servizi SWIFT
  • SWIFTNet
Dipendenti3000+
Sito webwww.swift.com/

La Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication (in italiano: Società per la Telecomunicazione Finanziaria Interbancaria Mondiale), in acronimo SWIFT, è una società cooperativa con sede legale a Bruxelles, in Belgio,[1] fondata nel 1973 dai principali azionisti di Clearstream e Euroclear che agisce come intermediario finanziario esecutore delle transazioni finanziarie, in moneta o di asset diversi, ad esempio titoli, digitali che si svolgono sulla rete SWIFT da lei gestita ed utilizzata dalla quasi totalità delle banche del mondo.

Lo scopo del sistema è permettere il pagamento diretto anche quando il debitore e il creditore non sono clienti della stessa banca e il pagamento avviene internazionalmente. Fornisce inoltre software e servizi alle istituzioni socie o clienti. I soci ovverosia i proprietari della cooperativa sono principalmente banche. Prima di SWIFT le conferme di trasferimento di fondi internazionali venivano fatte via telegramma con tutti gli errori umani conseguenti.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda l'attività di intermediazione, la società non trasferisce fondi né per nome né per conto terzi, non detiene fondi dei soci o clienti e non agisce come camera di compensazione o regolamento. Gestisce unicamente il flusso di ordini e ricevute, sotto forma di messaggi, inviati sulla sua rete. Attraverso questi messaggi viene effettuato il pagamento dei debiti tra banche previa compensazione attraverso le camere di compensazione, che sono i soggetti deputati a gestire il trasferimento dei fondi (in genere le banche centrali) che combinando le posizioni individuali, selezionano i soggetti che sono creditori netti e quelli che sono debitori netti e permettono il saldo di tutte le delle posizioni finanziarie, sino ad una certa ora, tramite il minor numero di trasferimenti di fondi possibili (per fare un esempio in scala estremamente semplificata: se la banca A deve avere 100 € dalla banca B, sempre la banca A deve dare 100 € alla banca C, mentre la banca B deve dare 200 € a C, la stanza di compensazione farà inviare da B 300 €, di cui 100 € per conto di A, a C, saldando tutte le posizioni relative). Nel 2021 gli oltre 11000 membri collegati a Swift hanno mandato una media giornaliera di 42000000 di messaggi con un incremento di oltre l'11,4% rispetto al 2020.

Standard[modifica | modifica wikitesto]

SWIFT è diventato uno standard di settore per la sintassi nei messaggi finanziari. I messaggi formattati con standard SWIFT possono essere letti, elaborati da molti sistemi di elaborazione finanziari ben conosciuti, sia che attraversino la rete SWIFT o no. SWIFT coopera con le organizzazioni internazionali per definire gli standard per il formato ed il contenuto dei messaggi. SWIFT è anche un'autorità di registrazione (RA) per i seguenti standard ISO:[2]

  • ISO 9362: 1994 codici identificatori bancari per messaggi di telecomunicazione Banca-Banca
  • ISO 10383: 2003 - Strumenti finanziari di sicurezza e correlati- Codici per la scambio e l'identificazione del mercato (MIC)
  • ISO 13616: 2003 Registro IBAN
  • ISO 15022: 1999 Schema di sicurezza per messaggi (Data Field Dictionary) (sostituisce ISO 7775)
  • ISO 20022-1: 2004 e ISO 20022-2:2007 Schema di messaggi del settore finanziario UNIversal

Nell'RFC 3615 urn:swift:fu definito come Uniform Resource Names (URNs) per SWIFT FIN.[3]

Rete SWIFTNet[modifica | modifica wikitesto]

SWIFT si trasferì alla sua attuale infrastruttura di rete IP, conosciuta come SWIFTNet, dal 2001 al 2005,[4] fornendo una sostituzione totale alla precedente infrastruttura X.25. Il processo coinvolge lo sviluppo di nuovi protocolli per facilitare una comunicazione efficiente, usando i nuovi standard esistenti. La tecnologia adottata per lo sviluppo dei protocolli è stata XML, la quale fornisce un involucro per tutti i messaggi.

I protocolli di comunicazione possono essere suddivisi in:

InterAct FileAct Browse

SWIFTNet Phase 2[modifica | modifica wikitesto]

Prodotti e servizi[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono 4 aree chiave in cui i servizi SWIFT ricadono nel mercato finanziario: Sicurezza, Tesoro & Derivati, Servizi commerciali e Pagamenti e Gestione di cassa.

Sicurezza

  • SWIFTNet FIX (obsoleto)
  • SWIFTNet Data Distribution
  • Fondi SWIFTNet
  • SWIFTNet Accord for Securities

Tesoro e Derivati

  • SWIFTNet Accord for Treasury
  • SWIFTNet Affirmations
  • SWIFTNet CLS Third Party Service

Gestione di cassa

  • SWIFTNet Bulk Payments
  • SWIFTNet Cash Reporting
  • SWIFTNet Exceptions and Investigations

Servizi commerciali

SWIFTNet Mail[modifica | modifica wikitesto]

SWIFT offre un servizio di messaggistica da persona a persona, SWIFTNet Mail, reso disponibile la prima volta il 16 maggio 2007.[5][6]

Casi rilevanti[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti: controllo sulle transazioni europee, coinvolgimento dell'NSA e il Terrorist Finance Tracking Program[modifica | modifica wikitesto]

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, a seguito degli attacchi dell'11 settembre 2001, ha sviluppato un accordo con la Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication al fine di controllare tutte le transazioni finanziarie mondiali. Le comunicazioni avvengono attraverso modelli di messaggi denominati "Fin message", contenenti tutte le informazioni sulle transazioni, tra cui dati dell'ordinante, del beneficiario, estremi dei conti. L'accordo è rimasto segreto fino al 2006, quando il New York Times ha pubblicato un articolo in cui segnalava l'acquisizione delle transazioni da parte del Dipartimento del Tesoro. A questo punto l'Unione europea ha intrapreso iniziative per disciplinare e limitare l'acquisizione dei dati di cittadini europei da parte degli USA, concretizzate con la Decisione 2010/412/EU, che ha dato vita al Terrorist Finance Tracking Program (TFTP).

Russia: sanzioni per l'invasione dell'Ucraina nel 2022[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate 2014 vi furono pressioni particolarmente da parte del Regno Unito per espellere la Russia dal circuito SWIFT come parte dell'invasione della Crimea[7], ma esso non intervenne.[8]

Con l'Invasione russa dell'Ucraina del 2022, dopo l'esitazione nel 2021, SWIFT ha infine deciso di intervenire e di scollegare la Russia dal circuito stesso.[9][10]

Iran: sanzioni dal 2012[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del 2012, un'organizzazione che si batte contro il nucleare iraniano (UANI - United Against Nuclear Iran) iniziò una campagna perché l'Iran fosse espulso dal circuito SWIFT per far rispettare completamente le sanzioni contro di esso.[11]

Dopo un iniziale tentennamento, SWIFT accordò all'espulsione dal circuito di alcune banche iraniane che stavano violando le sanzioni.[12]

Nel febbraio 2016 tutte le banche iraniane espulse si riconnessero allo SWIFT, come parte del JCPOA.[13]

Israele: operazione Protective Edge del 2014[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014, durante l'operazione Protective Edge condotta da Israele nella West Bank, alcune organizzazioni filo-palestinesi chiesero l'espulsione di alcune banche israeliane, ma SWIFT rigettò tali richieste.[14]

Concorrenza[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Come le banche ci consegnano agli americani, Effedieffe.com, Mirko Borghese, 13 novembre 2007
  2. ^ ISO Maintenance agencies and registration authorities], su iso.org.
  3. ^ RFC 3615 – A Uniform Resource Name (URN) Namespace for SWIFT Fin, su faqs.org.
  4. ^ SWIFT History, SWIFT.
  5. ^ SWIFTNet Mail now available, su swift.com.
  6. ^ SWIFTNet Mail pilot phase underway, su swift.com (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2008).
  7. ^ (EN) U.K. Wants EU to Block Russia From SWIFT Banking Network, in Bloomberg.com, 29 agosto 2014. URL consultato il 21 aprile 2022.
  8. ^ (EN) SWIFT news, su SWIFT - The global provider of secure financial messaging services. URL consultato il 21 aprile 2022.
  9. ^ (EN) Patricia Kowsmann and Ian Talley, What Is Swift and Why Is It Being Used to Sanction Russia?, in Wall Street Journal, 25 febbraio 2022. URL consultato il 21 aprile 2022.
  10. ^ (EN) Press corner, su European Commission - European Commission. URL consultato il 21 aprile 2022.
  11. ^ (EN) Rick Gladstone, Iran Praises Nuclear Talks With Team From U.N., in The New York Times, 1º febbraio 2012. URL consultato il 21 aprile 2022.
  12. ^ (EN) UPDATE 3-Banking's SWIFT says ready to block Iran transactions, in Reuters, 17 febbraio 2012. URL consultato il 21 aprile 2022.
  13. ^ (EN) Iranian banks reconnected to SWIFT network after four-year hiatus, in Reuters, 17 febbraio 2016. URL consultato il 21 aprile 2022.
  14. ^ (EN) International Banking Giant Refuses to Cut Off Israel, Despite Boycott Calls, in Haaretz. URL consultato il 21 aprile 2022.
  15. ^ (EN) Reuters, Factbox: What is China's onshore yuan clearing and settlement system CIPS?, in Reuters, 28 febbraio 2022. URL consultato il 21 aprile 2022.
  16. ^ (EN) What is China’s Swift equivalent and what are its origins?, su South China Morning Post, 28 febbraio 2022. URL consultato il 21 aprile 2022.
  17. ^ (EN) Natasha Turak, Russia's central bank governor touts Moscow alternative to SWIFT transfer system as protection from US sanctions, su CNBC, 23 maggio 2018. URL consultato il 21 aprile 2022.
  18. ^ (EN) Frances Coppola, Europe Circumvents U.S. Sanctions On Iran, su Forbes. URL consultato il 21 aprile 2022.
  19. ^ (EN) Iran blames EU on INSTEX ineffectiveness, su Tehran Times, 18 gennaio 2021. URL consultato il 21 aprile 2022.
  20. ^ (EN) INSTEX successfully concludes first transaction, su GOV.UK. URL consultato il 21 aprile 2022.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN141392923 · ISNI (EN0000 0001 1013 4596 · LCCN (ENn85257961 · GND (DE2074653-2 · WorldCat Identities (ENlccn-n85257961