Alternativa per la Germania

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Alternativa per la Germania
(DE) Alternative für Deutschland
AfD-Logo-2017.svg
LeaderJörg Meuthen
Tino Chrupalla
StatoGermania Germania
SedeSchillstraße 9, 10785 Berlino
AbbreviazioneAfD
Fondazione6 febbraio 2013; 8 anni fa
IdeologiaNazionalismo tedesco[1][2][3]
Conservatorismo nazionale[4][5]
Populismo di destra[6]
Euroscetticismo[7][8]
Nativismo[6][9]
Anticomunismo[10]
Fazioni:
Antislamismo[11][12]
Antisemitismo[13]
Xenofobia[12][14]
Neonazismo[15][16]
Identitarismo[17][18]
CollocazioneDestra[19]/Estrema destra[4][20]
Gruppo parl. europeoIdentità e Democrazia[21]
Seggi Bundestag
83 / 735
 (2021)
Seggi Bundesrat
0 / 69
 (2021)
Seggi Europarlamento
10 / 96
 (2021)
Seggi Parlamenti dei Länder
261 / 1 889
 (2021)
Organizzazione giovanileJunge Alternative für Deutschland (Giovane Alternativa per la Germania)
IscrittiDiminuzione 30 776[22] (maggio 2021)
Colori     Azzurro
     Rosso
Sito webwww.alternativefuer.de/

Alternativa per la Germania (in tedesco Alternative für Deutschland, abbreviato in AfD) è un partito politico tedesco di destra[19]/estrema destra.[1] Attualmente, l'AfD è considerato un partito nazionalista tedesco,[1][2][3] nazional-conservatore,[4][5] euroscettico[7][8] e anti-immigrazione.[6][9] Dal 2017, l'AfD si è mostrato sempre più disponibile a lavorare con gruppi di estrema destra come Pegida.[23]

Fondato nel febbraio 2013, l'AfD ha mancato di poco la soglia di sbarramento del 5% per sedere nel Bundestag durante le elezioni federali in Germania del 2013. Alle elezioni europee del 2014 in Germania il partito ha ottenuto sette europarlamentari, che hanno aderito al Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei. Successivamente si è assicurato la rappresentanza in 14 dei 16 parlamenti degli stati federati della Germania nell'ottobre 2017 e nelle elezioni federali dello stesso anno l'AfD è diventato il terzo partito più grande del paese, dopo aver vinto 94 seggi nel Bundestag, ottenendo per la prima volta rappresentanza al parlamento federale. Il partito è presieduto da Jörg Meuthen e Tino Chrupalla; i suoi principali candidati alle elezioni del 2017 erano il co-vicepresidente dell'AfD Alexander Gauland e Alice Weidel, che ora è il leader del gruppo del partito nel Bundestag.

Il partito si è presentato nei suoi primi anni come un movimento euroscettico moderato e conservatore di centro-destra. Ha poi ampliato le sue ideologie per includere l'opposizione all'immigrazione, all'Islam, all'Unione europea, e si è gradualmente spostato verso l'estrema destra.[24] Alcune fazioni interne dell'AfD hanno tendenze razziste,[14] islamofobe,[11][12] antisemite,[13] e xenofobe[12][14] con evidenti legami al neonazismo[15][16] e all'identitarismo.[17][18] Nonostante questo, i leader del partito hanno negato le accuse di razzismo.[24]

Nel marzo 2020, l'Ufficio federale per la protezione della Costituzione (BfV) ha classificato la fazione "Der Flügel", interna all'AfD, come «una organizzazione estremista di destra avversa all'ordine di base liberal democratico [...] perciò non compatibile con la legge fondamentale della Repubblica Federale di Germania» e quindi attualmente posta sotto sorveglianza dell'intelligence.[25]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Bernd Lucke, fondatore del partito
Alice Weidel, candidata cancelliera dell'AfD alle elezioni tedesche del 2017

L'AfD è stato fondato nel febbraio 2013 da Bernd Lucke, Alexander Gauland ed ex membri dell'Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU) per opporsi alle politiche della zona euro.

Alle elezioni federali del 2013 l'AfD ottiene 2 056 985 voti, pari al 4,70%, non riuscendo, quindi, per poco a superare la soglia di sbarramento del 5% al Bundestag.[7][26] Stessa sorte alle regionali in Assia, dove si ferma al 4%.

Alle successive elezioni europee del 2014 ottiene il 7,1% con sette eurodeputati, poi iscrittisi al Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei.[27][28] Sempre nel 2014 AfD ottiene il 9,7% alle regionali in Sassonia, il 10,6% in Turingia e il 12,2% nel Brandeburgo.

Il 4 luglio 2015 al congresso di Essen, Frauke Petry viene eletta a maggioranza assoluta leader del partito, ma l'8 luglio il fondatore Lucke lascia il partito dal momento che non condivide i toni populisti del nuovo segretario secondo lui troppo vicini al movimento antislamista Pegida. Il 19 luglio Lucke fonderà il partito Alternativa per il Progresso e Rinnovamento assieme a 5 europarlamentari dell'AfD. A seguito del cambio di rotta un deputato, Markus Pretzell, aderisce al nuovo gruppo europarlamentare Europa delle Nazioni e della Libertà, guidato dal Front National di Marine Le Pen, un altro deputato invece, Beatrix von Storch, aderisce al gruppo Europa della Libertà e della Democrazia Diretta.

Alle elezioni regionali del 2015 AfD ottiene il 6,1% ad Amburgo e il 5,5% a Brema. Nelle elezioni regionali del 2016 AfD ottiene buoni risultati in termini elettorali: nel Baden-Württemberg AfD diventa il terzo partito ottenendo il 15,1% dei consensi, nella Renania-Palatinato ottiene il 12,6% mentre nella Sassonia-Anhalt si colloca al secondo posto ottenendo il 24,2% dei suffragi.[29] Buoni risultati anche in Meclemburgo-Pomerania Anteriore con il 20,8%, dove è arrivato secondo dietro all'SPD, e nel Land di Berlino con il 14,1%.

Nel 2017 ottiene il 6,2% alle regionali nel Saarland (3 seggi), il 5,9% nello Schleswig-Holstein (5 seggi), il 7,4% nel Nordreno-Vestfalia (16 seggi) e il 6% in Bassa Sassonia (9 seggi). Alla conferenza nazionale di aprile l'assemblea boccia la svolta centrista proposta dalla leader Petry che, incinta del quinto figlio, annuncia quindi la sua indisponibilità a guidare il partito alle legislative di settembre.[30] Quindi il partito sceglie come candidato cancelliere Alice Weidel, eletta leader con il 67,7% dei voti, insieme al vicepresidente Alexander Gauland.[31][32]

Alle elezioni federali in Germania del 2017 AfD si colloca al terzo posto con il 12,64% e ben 94 deputati, e per la prima volta il partito entra in parlamento.[33] Nell'occasione la presidente del partito Frauke Petry annuncia che non sarebbe entrata nel gruppo parlamentare a causa dei contrasti con l'ala estremista formata da Alice Weidel e Alexander Gauland (i due capilista).[34][35] Pochi giorni dopo, il 29 settembre, Petry lascia il partito, per fondare il nuovo Die Blaue Partei, poi sciolto il 31 dicembre 2019.[36]

Nel 2018 AfD ottiene il 10,2% alle regionali in Baviera e il 13,1% in Assia. Durante l'Assemblea di partito nel gennaio 2019, Afd sceglie una linea più moderata per le imminenti elezioni europee, abbandonando l'originale idea di lasciare l'Unione europea e aprendo invece al dialogo per "cambiarla". Avviene quindi una scissione da parte dell'ala più estrema del partito che avente come leader André Poggenburg confluisce in Aufbruch deutscher Patrioten.[37]

Alle europee del 2019 il partito prende l'11%, ottenendo 11 seggi al Parlamento europeo e aderisce al nuovo gruppo parlamentare Identità e Democrazia.[38] Sempre nel 2019 AfD ottiene il 6,1% a Brema, il 23,5% in Brandeburgo, il 27,5% in Sassonia e il 23,4% in Turingia, registrando nei tre Länder orientali un notevole exploit rispetto alle elezioni precedenti.

A maggio 2020 erano 34 023 gli iscritti al partito.[39] Alle elezioni regionali del 2020 AfD ottiene il 5,3% ad Amburgo. Alle elezioni federali del 2021, il partito ha perso 11 seggi e ne ha ottenuti 83, divenendo il penultimo partito per numero di seggi nel Bundestag.[40]

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Vari dépliant informativi dell'AfD (agosto 2016).

Il movimento nazionalista viene fondato con lo scopo di raccogliere il crescente sentimento euroscettico tra l'elettorato tedesco in vista delle elezioni federali del 2013: il partito propone l'indizione di referendum popolari per approvare il recupero di sovranità in favore degli stati membri dell'Unione Europea, l'uscita dall'Euro della Germania e la possibilità di creare unioni monetarie alternative e parallele.[41][42][43]

Sui temi etici l'AfD è nettamente conservatore, disapprovando il matrimonio omosessuale così come le adozioni per coppie dello stesso sesso, si oppone all'aborto, è contro le politiche di gender mainstreaming, come ad esempio l'incentivazione delle quote rosa, l'equiparazione tra i sessi e le cattedre universitarie sugli studi di genere.

Dal maggio del 2015, a seguito dell'aggravamento della crisi europea dei migranti, l'AfD si è diviso in due fazioni: la prima, guidata dalla leader Frauke Petry, più favorevole alla revisione, in senso restrittivo, della legislazione in materia di diritto di asilo; la seconda, invece, guidata da Bernd Lucke, incentrata sulle tematiche economiche, è fuoriuscita dal partito ed ha fondato il nuovo movimento "Allianz für Fortschritt und Aufbruch" (Alleanza per il Progresso ed il Rinnovamento).[44] È contrario alla politica dei confini aperti promossi dal governo Merkel III. Riguardo all'ambiente, il partito nega l'esistenza del cambiamento climatico e del riscaldamento globale. In politica estera, l'AfD è a favore della NATO, degli Stati Uniti d'America e sostiene apertamente lo Stato d'Israele. Infine, sostiene la necessità di buoni rapporti con la Russia, e pertanto si è opposta alle sanzioni imposte alla Russia dall'Unione europea.

Il partito è stato accusato di antisemitismo, di razzismo e di ridurre le responsabilità della Germania nazista negando l'Olocausto.[45][46][47][48][49]

Risultati delle elezioni[modifica | modifica wikitesto]

Parlamento federale (Bundestag)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Bundestag.
Anno # voti
nei collegi uninominali
# voti
nella lista di partito
% voti
della lista di partito
# dei seggi complessivi vinti +/− Note
2013 810 915 2 056 985 4,7 0 / 630 / Soglia di sbarramento non superata
2017 5 317 499 5 878 115 12,6 94 / 709 Aumento 94
2021 4 694 017 4 802 097 10,3 83 / 735 Diminuzione 11

Parlamento europeo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Parlamento europeo.
Anno # dei voti complessivi % di voti complessiva # dei seggi vinti +/− Note
2014 2 070 014 7,1 7 / 96 Aumento 7
2019 4 104 453 11 11 / 96 Aumento 4

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Germania dopo il voto: i partiti e l'ascesa dell'estrema destra, su Ispionline.it, 22 settembre 2017. URL consultato il 23 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2017).
  2. ^ a b (EN) Germany’s Extreme Right Challenges Guilt Over Nazi Past, su The New York Times, 18 gennaio 2017. URL consultato il 26 gennaio 2021.
  3. ^ a b (EN) Understanding the “Alternative for Germany”: Origins, Aims and Consequences (PDF), su Università di Denver, 16 novembre 2016. URL consultato il 26 gennaio 2021 (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2017).
  4. ^ a b c (EN) Gabriele D'Ottavio e Thomas Saalfeld, Germany After the 2013 Elections: Breaking the Mould of Post-Unification Politics?, Ashgate Publishing, Ltd., 2015, p. 3, ISBN 978-1-4724-4439-4.
  5. ^ a b (EN) Hans-Georg Betz, Fabian Habersack, Regional Nativism in East Germany: the case of the AfD, in The People and the Nation: Populism and Ethno-Territorial Politics in Europe, Taylor & Francis, 2020, pp. 115–116, ISBN 978-1-351-26554-6.
  6. ^ a b c (EN) Germany's populist AfD: from anti-euro to anti-migrant, su france24.com, France 24. URL consultato il 13 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2016).
  7. ^ a b c (EN) Wolfram Nordsieck, Germany, su Parties and Elections in Europe, 2013. URL consultato il 28 maggio 2014.
  8. ^ a b (EN) Rüdiger Schmitt-Beck, The 'Alternative für Deutschland in the Electorate': Between Single-Issue and Right-Wing Populist Party", in German Politics, 2016, pp. 124–148, DOI:10.1080/09644008.2016.1184650.
  9. ^ a b (EN) Kai Arzheimer, Carl C. Berning, How the Alternative for Germany (AfD) and their voters veered to the radical right, 2013–2017, su Electoral Studies, 2019, DOI:10.1016/j.electstud.2019.04.004.
  10. ^ Germany's far-right AfD: Victim or victor?, in BBC News, 2 settembre 2019.
    «The AfD ran a politically savvy campaign. It tapped into historical grievances in former communist eastern Germany, by co-opting phrases from the dissident movement that brought down the Berlin Wall 30 years ago. The AfD posters demanded a "Wende 2.0", using the German word for the peaceful revolution that brought down East German communism, and the AfD leaders compared Mrs Merkel's government to the Stasi secret police.».
  11. ^ a b (EN) Alternative for Germany: Who Are They, and What Do They Want?, su The New York Times, 25 settembre 2017. URL consultato il 26 gennaio 2021.
  12. ^ a b c d (EN) The Voters Who Want Islam Out of Germany, su The Atlantic, 27 maggio 2016. URL consultato il 26 gennaio 2021.
    «The AfD's founder Bernd Lucke, an economics professor, left the party last summer, condemning rising xenophobia».
  13. ^ a b (EN) Anti-Semitism row splits Germany's AfD populist party, su BBC, 6 luglio 2016. URL consultato il 26 gennaio 2021.
  14. ^ a b c (EN) Meet the far-right party that's bringing racism and xenophobia back to Germany, su Vox, 26 settembre 2017. URL consultato il 26 gennaio 2020.
  15. ^ a b (EN) In German Election, Neo-Nazi Fringe Rises—And Here's Why, su Newsweek, 25 settembre 2017. URL consultato il 26 gennaio 2021.
  16. ^ a b (EN) 'Nazis in the Reichstag': All Eyes on Far-right AfD Party as Germans Vote in National Election, su Haaretz, 24 settembre 2017. URL consultato il 26 gennaio 2021.
  17. ^ a b (EN) Identitarian movement - Germany's 'new right' hipsters, su Deutsche Welle, 23 giugno 2017. URL consultato il 26 gennaio 2021.
  18. ^ a b (EN) German right-wing Identitarians 'becoming radicalized', su Deutsche Welle, 27 marzo 2017. URL consultato il 26 gennaio 2021.
  19. ^ a b (DE) Daniel Dackers, Rechts? Rechtspopulistisch? Rechtsradikal? Rechtsextrem?, in Frankfurter Allgemeine Zeitung, 15 settembre 2017. URL consultato il 30 settembre 2017.
  20. ^ (EN) Matthias Dilling, The emergence of Germany’s new right wing, su Politics in Spires. URL consultato il 2 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 23 dicembre 2014).
  21. ^ (EN) Far-right parties form new group in European Parliament, su Deutsche Welle, 14 giugno 2019. URL consultato il 26 gennaio 2021.
  22. ^ (DE) Dieser Sieg markiert eine radikale Richtungsentscheidung, su Die Zeit. URL consultato il 27 settembre 2021.
  23. ^ (EN) AfD embraces Pegida ahead of German election, su The Irish Times, 19 settembre 2017. URL consultato il 26 gennaio 2021.
  24. ^ a b (EN) Germany's AfD: How right-wing is nationalist Alternative for Germany?, su BBC, 11 febbraio 2020. URL consultato il 26 gennaio 2021.
  25. ^ (DE) Bundesamt für Verfassungsschutz stuft AfD-Teilorganisation „Der Flügel“ als gesichert rechtsextremistische Bestrebung ein, su Ufficio federale per la protezione della Costituzione, 12 marzo 2020. URL consultato il 26 gennaio 2021.
  26. ^ (EN) Bundestag election 2013, su Bundeswahlleiter.de, 2013. URL consultato il 27 settembre 2021.
  27. ^ (EN) Anna Nicolaou e Luke Barker, Anti-euro German AfD joins Cameron's EU parliament group, Reuters, 12 giugno 2014. URL consultato il 12 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 12 giugno 2014).
  28. ^ (EN) European Parliament election 2014, su Bundeswahlleiter.de, 2014. URL consultato il 27 settembre 2021.
  29. ^ Danilo Taino, Un terremoto politico in Germania: crolla Merkel, gli xenofobi sfondano, 14 marzo 2016. URL consultato il 14 marzo 2016.
  30. ^ Germania, l'AfD va sempre più a destra, su Rai News, 27 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 27 aprile 2017).
  31. ^ Germania, l’ascesa della candidata gay al congresso dell’ultradestra omofoba, in La Stampa, 23 aprile 2017. URL consultato il 26 gennaio 2021.
  32. ^ (DE) Frankfurter Allgemeine Zeitung GmbH, Weidel und Gauland: Ungleiches Spitzenduo führt AfD in den Bundestagswahlkampf, su FAZ.NET, 23 aprile 2017. URL consultato il 30 settembre 2017.
  33. ^ (EN) Bundestag election 2017, su Bundeswahlleiter.de, 2017. URL consultato il 27 settembre 2021.
  34. ^ Germania, l'estrema destra dell'AfD entra al Bundestag ma perde un pezzo, su TGcom24, 25 settembre 2017. URL consultato il 25 settembre 2017.
  35. ^ Germania: l'AfD vince ma si spacca subito, la Petry lascia il partito, su Rai News. URL consultato il 25 settembre 2017.
  36. ^ (DE) Frauke Petry vollzieht Austritt aus der AfD., in Die Welt, 29 settembre 2017. URL consultato il 26 gennaio 2021.
  37. ^ Scissione dell’ultradestra tedesca, nasce un partito con il simbolo nazista, su Globalist.it, 11 gennaio 2019. URL consultato il 26 gennaio 2021.
  38. ^ (EN) European Parliament election 2019, su Bundeswahlleiter.de, 2019. URL consultato il 27 settembre 2021.
  39. ^ (DE) CDU und SPD verlieren Mitglieder - Grüne legen deutlich zu, su Die Zeit. URL consultato il 26 gennaio 2021.
  40. ^ (EN) Bundestag election 2021, su Bundeswahlleiter.de, 2021. URL consultato il 29 gennaio 2021.
  41. ^ Wayne, p. 283
  42. ^ (EN) Lee McGowan e David Phinnemore, A Dictionary of the European Union, Taylor & Francis, 2015, pp. 23–24, ISBN 978-1-317-44515-9.
  43. ^ Wayne, p. 246
  44. ^ (EN) AfD chief Lucke denies plans to split the party, su Deutsche Welle, 19 maggio 2015. URL consultato il 27 maggio 2015.
  45. ^ Una legione di xenofobi e negazionisti, così l’AfD sconvolge il Bundestag, in La Stampa. URL consultato il 26 settembre 2017.
  46. ^ L'Afd terzo partito in Germania: tra nostalgici e xenofobi, ecco chi sono i suoi membri, in Repubblica.it, 24 settembre 2017. URL consultato il 26 settembre 2017.
  47. ^ Germania, Afd prende il 20% nell'ex Ddr: tra i dimenticati d'oltre Cortina risorge la cupa identità dei "tedeschi più tedeschi", in il Fatto Quotidiano, 26 settembre 2017. URL consultato il 26 settembre 2017.
  48. ^ Negazionisti, razzisti e hooligan. Chi sono gli impresentabili del nuovo Bundestag, su Agenzia Giornalistica Italia. URL consultato il 26 settembre 2017.
  49. ^ Alternative für Deutschland, il volto negazionista dell’estrema destra tedesca, in LineaPress.it, 25 settembre 2017. URL consultato il 26 settembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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