Lega dei Ticinesi

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Lega dei Ticinesi
Logo Lega dei Ticinesi.png
LeaderAntonella Bignasca, Boris Bignasca (de facto)
StatoSvizzera Svizzera
SedeVia Monte Boglia, 3 - CH-6900 Lugano
Fondazione17 gennaio 1991
IdeologiaRegionalismo,[1]
Sovranismo,
Anti-Immigrazione,
Populismo di destra,[1][2][3]
Euroscetticismo[3]
CollocazioneDestra
CoalizioneGruppo dell'Unione democratica di Centro
Seggi Consiglio nazionale
1 / 8
[4]
Seggi Consiglio degli Stati
0 / 2
[4]
Seggi Consiglio Federale
0 / 7
Seggi Parlamenti cantonali
18 / 90
[5]
TestataIl Mattino della Domenica
Organizzazione giovanileMovimento Giovani Leghisti
Iscritti1.500[6] (2011[6])
Colorirosso e blu
SloganPadroni in casa nostra
Sito weblega-dei-ticinesi.ch/

La Lega dei Ticinesi è un partito politico svizzero fondato dall'imprenditore luganese Giuliano Bignasca e attivo in Cantone Ticino.

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento non si definisce né di destra né di sinistra, ma viene comunemente classificato all'interno del populismo di destra.[1][2]

La Lega ha un'ideologia regionalista, euroscettica, antiecologista e antistatalista;[1][3] sostiene una minore fiscalità, una maggiore attenzione alle fasce più deboli (in particolare gli anziani), e la lotta all'immigrazione.[3]

Stante la formidabile crescita elettorale del movimento, la Lega dei Ticinesi poggia al momento su un numero esiguo di rappresentanti "storici": Attilio Bignasca, fratello di Giuliano Bignasca, presidente del movimento fino al marzo 2013, rappresenta la Lega nel Parlamento cantonale a Berna; Boris Bignasca, figlio del presidente, è stato eletto - insieme con altri 14 deputati - al Gran Consiglio del Canton Ticino prima di rassegnare le dimissioni per motivi di studio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nelle elezioni cantonali del 1991 la Lega elesse tre deputati e nel 1995 ottenne anche l'elezione di un componente del consiglio di stato, l'avvocato Marco Borradori. Alle elezioni federali del 2003 la Lega si è presentata in alleanza con l'Unione Democratica di Centro, ma ha eletto un solo deputato federale.

Nelle elezioni cantonali del 1º aprile 2007 la Lega dei Ticinesi ottiene un successo per il Consiglio di Stato incrementando i propri consensi dal 16% al 25%, divenendo la seconda formazione politica del Ticino dietro al Partito Liberale Radicale (con uno scarto di voti inferiore all'1%). Marco Borradori risulta il candidato più votato di tutto il Cantone. Nel Gran Consiglio vengono eletti 16 deputati (su un totale di 90).

La campagna elettorale è stata incentrata su temi forti e tradizionali come la precedenza ai residenti per l'ingresso nel mercato del lavoro rispetto anche alla manodopera di confine italiana (i cosiddetti "frontalieri"), un no deciso all'immigrazione massiccia, soprattutto ma non soltanto di matrice islamica, una difesa delle tradizioni locali e delle peculiarità ticinesi e uno stop alla criminalità, in particolar modo di quella straniera.

Nelle elezioni federali del 21 ottobre 2007 la Lega dei Ticinesi riesce a rieleggere Attilio Bignasca a Berna con una percentuale di voti del 12,6%, accrescendo i propri consensi, rispetto alle precedenti consultazioni di ambito federale, di circa il 5% dei voti. Manca per pochi voti l'elezione di un secondo rappresentante nell'assise di Berna.

Il 5 gennaio 2008 Bignasca incontra il leader della Lega Nord Umberto Bossi per un colloquio sui temi politici dell'area insubre [senza fonte]. All'incontro partecipano anche il Consigliere di Stato Marco Borradori e il deputato Norman Gobbi. Per la Lega Nord sono presenti il Presidente della Provincia di Como Leonardo Carioni e il Segretario nazionale della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti. La dirigenza della Lega decide di aderire con una propria delegazione alla manifestazione federale indetta dal Carroccio per il 17 febbraio contro l'eventuale declassamento dello scalo aereo di Milano-Malpensa a seguito della probabile vendita di Alitalia alla compagnia di bandiera francese Air France.

Il 2 febbraio 2010 si incontra di nuovo con Bossi a Lugano per parlare dello scudo fiscale, dei "fiscovelox" della Guardia di Finanza e per parlare del segreto bancario nell'economia ticinese e dell'Insubria[7].

Alle elezioni cantonali del 10 aprile 2011 per la prima volta il Partito Liberale Radicale - I Liberali Radicali viene superato e con il 29,78% dei consensi la Lega ottiene un secondo seggio al Consiglio di Stato, diventando quindi il primo partito in seno al governo. Al Gran Consiglio ottiene 21 seggi con il 22,84% delle preferenze, confermandosi seconda forza politica cantonale, subito dietro ai liberali che ottengono 23 seggi.

Nel 2013, alla morte del fondatore Giuliano Bignasca, la guida del partito passa de facto al fratello Attilio (che viene nominato coordinatore, carica che mantiene fino al 2016[8], per poi mancare nel 2020) e ai nipoti Antonella e Boris[9]. Nello stesso anno la Lega fa sua anche la poltrona di sindaco di Lugano, cui viene eletto Marco Borradori.

Seggi[modifica | modifica wikitesto]

Consiglio degli Stati

  • 1991-1995: Giorgio Morniroli
  • 1995-1999: -
  • 1999-2003: -
  • 2003-2007: -
  • 2007-2011: -
  • 2011-2015: -
  • 2015-2019: -
  • 2019-2023: -

Consiglio Nazionale

Consiglio di Stato (Cantonale)

Gran Consiglio

  • 1991-1995: 12 deputati
  • 1995-1999: 16 deputati
  • 1999-2003: 16 deputati
  • 2003-2007: 11 deputati
  • 2007-2011: 15 deputati
  • 2011-2015: 21 deputati
  • 2015-2019: 22 deputati
  • 2019-2023: 18 deputati

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni federali[modifica | modifica wikitesto]

Voti % Seggi
Federali 1991 28 290 1,4
2 / 200
Federali 1995 17 940 0,9
1 / 200
Federali 1999 17 118 0,9
2 / 200
Federali 2003 7 304 0,3
1 / 200
Federali 2007 13 031 0,57
1 / 200
Federali 2011 34 235 0,60
2 / 200
Federali 2015 24 713 0,99
2 / 200
Federali 2019 18 187 0,75
1 / 200

Elezioni cantonali[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Critiche e controversie[modifica | modifica wikitesto]

Logo campagna elettorale[modifica | modifica wikitesto]

Durante la campagna elettorale del 2020 sorgono alcune critiche per un utilizzo inappropriato dell stemma della città di Lugano a fini elettorali, quando il movimento inizia a marchiare i suoi manifesti con uno scudo rossocrociato simile al logo della città ticinese (sostituendo la lettera U con la E nello scudo comunale)[10][11]. La contestazione prosegue anche le elezioni comunali del 2021[12]. Il 9 aprile 2021 il Comune decide di avviare un'azione legale contro il movimento leghista[13][14].

Permessi di soggiorno[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 settembre 2020 la trasmissione Falò manda in onda un servizio in cui alcuni testimoni raccontano come, dopo anni di attività e lavoro in Ticino, si sono visti rifiutare il rinnovo del permesso B o del G. Il caso approda alla Commissione della gestione del Gran consiglio e continua il suo percorso di ‘alta vigilanza’ che interpella il direttore del Dipartimento delle istituzioni, e rappresentante della Lega, Norman Gobbi, oltre ai funzionari della sezione della popolazione[15]. La Lega dei Ticinesi sostiene la linea di Gobbi contestando l'operato della RSI[16]. Il caso approda anche al Parlamento italiano[17].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Parties and elections - Switzerland, su parties-and-elections.eu. URL consultato il 4 ottobre 2012.
  2. ^ a b Taguieff, p. 72.
  3. ^ a b c d Ghiringhelli
  4. ^ a b Il partito, essendo attivo solo a livello regionalista, opera solo in Canton Ticino, dunque il rapporto dei seggi è: seggi detenuti/seggi spettanti al Canton Ticino a livello nazionale
  5. ^ Il partito, essendo attivo solo a livello regionalista, opera solo in Canton Ticino, dunque il rapporto dei seggi è: seggi detenuti/seggi totali del Gran Consiglio del Ticino
  6. ^ a b (DE) Der Bund kurz erklärt, Swiss Confederation, 2011, p. 21 (archiviato dall'url originale il 10 febbraio 2012).
  7. ^ Incontro a Lugano tra Bossi e Bignasca, su www3.varesenews.it. URL consultato il 12 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2010).
  8. ^ Attilio Bignasca lascia la guida della Lega - ticinotoday.ch, 5 apr 2016
  9. ^ Una Lega delusa ma più che altro deludente - ticino-oggi.ch, 23 ott 2019
  10. ^ Stemma di Lugano nei manifesti, Lega avvisata..., su laRegione, 12 giugno 2020. URL consultato il 14 aprile 2021.
  11. ^ Stemma della Città di Lugano: 'La Lega sembra non comprendere', su laRegione, 12 giugno 2020. URL consultato il 14 aprile 2021.
  12. ^ Stemma di Lugano, 'si eviti un uso improprio', su laRegione, 22 gennaio 2021. URL consultato il 14 aprile 2021.
  13. ^ Lugano, lo stemma cittadino della Lega davanti al giudice, su laRegione, 15 aprile 2021. URL consultato il 15 aprile 2021.
  14. ^ (IT) In causa per lo stemma: Municipio contro Lega, su ticinonews.ch, 16 aprile 2021. URL consultato il 16 aprile 2021.
  15. ^ Team N. Gobbi, Sui permessi: ‘Nulla d’illegale’ – Norman Gobbi, Consigliere di Stato, su normangobbi.ch. URL consultato il 19 aprile 2021.
  16. ^ (IT) “Servizio pubblico fazioso”, su ticinonews.ch, 9 settembre 2020. URL consultato il 19 aprile 2021.
  17. ^ Italiani espulsi dalla Svizzera, le reazioni al nostro articolo: il ministero degli Esteri vuole vederci chiaro, su Business Insider Italia, 24 settembre 2020. URL consultato il 19 aprile 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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