Liberalismo conservatore

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Il liberalismo conservatore[1][2] è una variante del liberalismo che incorpora alcuni valori propri del conservatorismo. Più semplicemente si tratta del centro-destra del movimento liberale.[3] Le radici del liberalismo conservatore possono essere rintracciate nell'Ottocento: prima delle guerre mondiali, infatti, nella stragrande maggioranza dei Paesi europei, Italia inclusa, la classe politica dominante era formata da liberali conservatori.

In ambito europeo, il liberalismo conservatore non va confuso con il conservatorismo liberale[4], essendo quest'ultimo una variante del conservatorismo che abbraccia politiche liberali in economia e, talvolta, in relazione alle questioni etico-sociali.[2]

In generale, i partiti conservatori liberali si sono sviluppati in quei paesi dove non vi era un grande partito conservatore dal profilo laico e dove la separazione fra Stato e Chiesa era un fatto scontato. In questi Paesi, dove i partiti conservatori erano spesso di matrice democristiana, tale varietà del liberalismo fiorì e si sviluppo fino a durare fino ad oggi.[1][3] Esempi di partiti liberali conservatori includono il Partito Liberale Italiano, ma soprattutto il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD) nei Paesi Bassi[5] e il Partito Liberale Danese (Venstre).[6] In Italia, dopo lo scioglimento del PLI, gran parte dei liberali conservatori ha trovato spazio in Forza Italia e Alleanza Nazionale prima e ne Il Popolo della Libertà e Futuro e Libertà dopo.

Il liberalismo conservatore rappresenta una versione meno radicale del liberalismo classico[7], che sconfinava spesso nel libertarianismo. Eventi quali la seconda guerra mondiale condussero molti liberali di impostazione classica a una forma più conservatrice e moderata del liberalismo.[8] Tuttavia, al giorno d'oggi, si può dire che i concetti di liberalismo conservatore e liberalismo classico si sovrappongono.[senza fonte]

I partiti liberali conservatori sono portatori di una visione liberale della società, ma spesso sono inclini ad abbracciare una posizione più tradizionale nel campo etico-sociale[2], anche se nei Paesi Bassi il VVD non ha mancato di dare il suo sostegno all'eutanasia e al matrimonio omosessuale. In primo luogo essi pongono il loro accento sui temi economici, identificandosi come massimi assertori del liberalismo economico e dei concetti a esso legati: libertà di scambio, capacità imprenditoriali, talento capitalistico, diritto contrattuale, ecc. Similmente ai partiti puramente conservatori, mantengono spesso una posizione più dura nei confronti del terrorismo, del crimine e dell'immigrazione, anche a scapito dei diritti civili. In particolare nei Paesi Bassi, i liberali conservatori, che hanno subito la scissione dell'ala più intransigente del Partito per la Libertà di Geert Wilders, si sono mostrati meno inclini a difendere il concetto di multiculturalismo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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