Liberalismo conservatore

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Il liberalismo conservatore è una corrente culturale e politica derivante da un'evoluzione su posizioni "di destra" del liberalismo classico, le cui radici risalgono alla fine dell'Ottocento.

Esso ritiene innanzitutto imprescindibile la funzione di uno Stato costantemente garante dei diritti del singolo[1][2] e similmente al Conservatorismo, mantiene una posizione intransigente nei confronti del terrorismo, del crimine e dell'immigrazione. Attualmente predilige un efficiente modello di libero mercato, propugna la necessità del taglio delle tasse, la diminuzione della spesa pubblica, il pareggio di bilancio, privatizzazioni, l'alleggerimento dello Stato sociale per quanto concerne le spese assistenziali e improduttive, l'eliminazione di barriere protezioniste, scelte di deregolamentazione. Nel rispetto dell’uguaglianza dei diritti e dei punti di partenza, difende inoltre le differenze del merito, delle competenze, delle capacità e delle conoscenze. È coerentemente a favore di una visione non appiattita su un "europeismo" sterile, che si batta con decisione per gli Stati Uniti d’Europa sul modello degli Stati Uniti d’America[3].

I partiti che si riconoscono in quest'area sono nati e si sono sviluppati in alcuni Paesi privi di un riconoscibile soggetto conservatore dal profilo apertamente laico, in quanto di matrice democristiana, dove la separazione fra Stato e Chiesa, quest'ultima considerata pauperista e terzomondista, era scontata. Prima delle guerre mondiali nella maggioranza dei Paesi europei, Italia inclusa, la classe politica dominante era formata da suoi esponenti[4][5][6][7][5].

Citiamo a tal proposito il Partito Liberale Italiano, il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD) nei Paesi Bassi[8] e il Partito Liberale Danese (Venstre).[9] In Italia, dopo lo scioglimento del PLI, numerosi suoi appartenenti hanno trovato spazio in Forza Italia, Alleanza Nazionale prima e ne Il Popolo della Libertà dopo. Anche la Lega Nord accolse nei suoi quadri una parte della destra liberale classica, tra cui gli ex parlamentari Sergio Divina, Giancarlo Pagliarini e l'ex europarlamentare Francesco Speroni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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