Nazionalbolscevismo

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Il nazionalbolscevismo (o bolscevismo nazionale) è una ideologia politica sincretica fra il bolscevismo e il nazionalismo. Talvolta è detto nazionalcomunismo o rossobrunismo.[1][2][3]

Nacque in Germania negli anni '20 per opera di Ernst Niekisch, ma fu ripreso in Russia negli anni '90 come sintesi tra patriottismo socialista sovietico e post-fascismo, con richiami anche all'estetica del nazionalsocialismo, antico nemico dal 1941, quando Eduard Limonov e Alexander Dugin fondarono il Partito Nazional Bolscevico in opposizione al governo di Boris Eltsin.

Storia e diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Logo del Partito Nazional Bolscevico

Il movimento, nato negli anni venti in Germania a opera di comunisti "eretici" e rivoluzionari conservatori (Ernst Niekisch), è risorto ed è stato attivo principalmente in Russia, a cavallo tra la fine del XX secolo e l'inizio del XXI secolo, con il Partito Nazional Bolscevico di Aleksandr Gel'evič Dugin e Eduard Limonov. Peculiare la bandiera del partito, simile a quella della Germania nazista, ma con una falce e martello al posto della svastica.

In Belgio le istanze nazionalbolsceviche sono sostenute dal Parti Communautaire National-Européen, discendente del Parti Communautaire Européen di Jean-François Thiriart. In Italia dal progetto Fronte Patriottico e dalla rivista Patria - Bollettino socialista.

Comunitarismo previano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Costanzo Preve.

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

È accompagnato da una visione complessiva che ne accentua il realismo e quindi concepisce la politica all'interno del "continente" Eurasia, che comprende l'intera Europa, la Russia e parte dell'Asia. Il nazionalbolscevismo è programmaticamente nazionalrivoluzionario, tradizionalista, antistatunitense, anticapitalista nell'ambito della terza via; concilia le concezioni rivoluzionarie materialiste e spirituali.

Basi teoriche[modifica | modifica wikitesto]

Le figure di riferimento sono prese dai rivoluzionari politici del Novecento, dai teorici comunisti e socialisti, a molti teorici nazionalrivoluzionari come Ernst Niekisch e Georges Sorel. I riferimenti idealisti trovano ispirazione in Hegel, Julius Evola e altri filosofi, mentre economicamente i nazionalbolscevichi appoggiano una commistione tra le riforme economiche del comunismo e varie teorie sindacaliste di natura socializzatrice e antifiscale, ma sempre mettendo l'accento sulla spiritualità dell'azione.

Da parte dei suoi fautori il nazionalbolscevismo sembra non essere altro che una chiave per rinnovare completamente le logiche politiche che considerano ormai obsolete, superando quelli che chiamano "opposti estremismi" utili, a loro avviso, solo a dividere le tematiche popolari e rivoluzionarie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Milanesi, Ribelli e borghesi, Nazionalbolscevismo e rivoluzione conservatrice. 1914-1933, Aracne, Roma, 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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