Circoscrizione Sicilia (Senato della Repubblica)

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Sicilia
circoscrizione elettorale
StatoItalia Italia
CapoluogoPalermo
Elezioni perSenato della Repubblica
ElettiSenatori
Periodo 1948-1993
Tipologiadi lista
Periodo 1993-2005
Tipologiaa collegi uninominali
Periodo 2005-2017
Tipologiadi lista
Periodo 2017-
Tipologiaa collegi uninominali e plurinominali
Territorio
Sicily in Italy.svg
Circoscrizione Sicilia

La circoscrizione Sicilia è una circoscrizione elettorale italiana per l'elezione del Senato della Repubblica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La circoscrizione elettorale venne istituita, con altre 19, per le prime elezioni del Senato della Repubblica, tramite Legge del 6 febbraio 1948, n. 29[1] in ottemperanza alla Costituzione della Repubblica Italiana che prescrive, all'art. 57, che «il Senato della Repubblica è eletto a base regionale». Fu suddivisa in 22 collegi di lista, in base al D.P.R. del 6 febbraio 1948, n. 30.[2]

In rispetto del suddetto articolo, la circoscrizione venne riconfermata in seguito in tutte le leggi elettorali inerenti il Senato della Repubblica.

La Legge 4 agosto 1993, n. 276[3] modificò il territorio suddividendolo in 20 collegi uninominali, in base al D.Lgs. del 20 dicembre 1993 n. 535. I suddetti collegi vennero aboliti dalla Legge del 21 dicembre 2005, n. 270.[4]

L'attuale Legge 3 novembre 2017, n. 165, ha ricreato nel territorio della circoscrizione collegi uninominali e collegi plurinominali che devono essere determinati dal governo tramite decreto legislativo.[5]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio della circoscrizione corrisponde, fin dalla sua istituzione, a quello della regione Sicilia.

Seggi[modifica | modifica wikitesto]

Per l'attribuzione dei seggi spettanti ad ogni regione, bisogna ottemperare anche in questo caso alla Costituzione della Repubblica Italiana la quale prescriveva, alla data di promulgazione del 1948, che «Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sei. La Valle d’Aosta ha un solo senatore», modificata poi con la Legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2 che recita «Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiori a sette; il Molise ne ha due, la Valle d’Aosta uno.»

Partendo da un minimo costituzionale di sei seggi per regione, divenuti poi sette, la ripartizione dei seggi spettanti alla circoscrizione viene effettuata in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

Collegi elettorali[modifica | modifica wikitesto]

1948-1993[modifica | modifica wikitesto]

1993-2005[modifica | modifica wikitesto]

2005-2017[modifica | modifica wikitesto]

Abolizione dei collegi.

2017[modifica | modifica wikitesto]

Da definire.

Eletti[modifica | modifica wikitesto]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

1948-1994[modifica | modifica wikitesto]

In base alla legge in vigore dal 1948, essenzialmente proporzionale, i partiti presentavano in ogni circoscrizione un candidato per ogni collegio. All'interno di ciascun collegio, veniva eletto senatore il candidato che avesse raggiunto il quorum del 65% delle preferenze. Qualora nessun candidato avesse conseguito l'elezione, i voti di tutti i candidati venivano raggruppati nelle liste di partito a livello regionale, dove i seggi venivano allocati utilizzando il metodo D'Hondt delle maggiori medie statistiche e quindi, all'interno di ciascuna lista, venivano dichiarati eletti senatori i candidati con le migliori percentuali di preferenza.

I Legislatura[modifica | modifica wikitesto]

II Legislatura[modifica | modifica wikitesto]

III Legislatura[modifica | modifica wikitesto]

IV Legislatura[modifica | modifica wikitesto]

V Legislatura[modifica | modifica wikitesto]

VI Legislatura[modifica | modifica wikitesto]

VII Legislatura[modifica | modifica wikitesto]

VIII Legislatura[modifica | modifica wikitesto]

IX Legislatura[modifica | modifica wikitesto]

X Legislatura[modifica | modifica wikitesto]

XI Legislatura[modifica | modifica wikitesto]

1994-2006[modifica | modifica wikitesto]

Con la riforma elettorale maggioritaria del 1993, in prima istanza veniva eletto senatore il candidato che avesse riportato la maggioranza relativa dei suffragi in ciascun collegio. Nessun candidato poteva presentarsi in più di un collegio. I rimanenti seggi regionali erano invece assegnati assommando i voti di tutti i candidati uninominali perdenti che si fossero collegati in un gruppo regionale, utilizzando il metodo D'Hondt delle migliori medie: gli scranni così ottenuti da ciascun gruppo venivano assegnati, all'interno di essa, ai candidati perdenti che avessero ottenuto le migliori percentuali elettorali.

XII Legislatura[modifica | modifica wikitesto]

XIII Legislatura[modifica | modifica wikitesto]

XIV Legislatura[modifica | modifica wikitesto]

2006-2018[modifica | modifica wikitesto]

Con l'entrata in vigore della legge Calderoli, per l'elezione del Senato viene adottato un sistema elettorale proporzionale con liste bloccate, soglia di sbarramento e premio di maggioranza su base regionale. Alla ripartizione dei seggi, che avviene secondo il metodo Hare dei quozienti interi e dei più alti resti, concorrono le liste che nell'ambito della circoscrizione regionale abbiano ottenuto almeno l'8% dei voti validi, oppure almeno il 3% se esse sono parte di una coalizione che abbia ottenuto almeno il 20%. In ogni caso, alla coalizione o lista singola più votata è attribuito almeno il 55% dei seggi: se tale soglia non è raggiunta, viene assegnato un premio di maggioranza, in forma di seggi supplementari, che riduce quelli attribuiti alle altre forze politiche.

XV Legislatura[modifica | modifica wikitesto]

XVI Legislatura[modifica | modifica wikitesto]

XVII Legislatura[modifica | modifica wikitesto]

XVIII Legislatura[modifica | modifica wikitesto]

Eletti[modifica | modifica wikitesto]

2006 2008 2013
Fabio Giambrone (IdV) Fabio Giambrone (IdV) Pamela Orrù (PD)
Giovanni Russo Spena (PRC) Anna Maria Serafini (PD) Venera Padua (PD)
Santo Liotta (PRC) Vladimiro Crisafulli (PD) Amedeo Bianco (PD)
Enzo Bianco (DL) Enzo Bianco (PD) Corradino Mineo (PD)
Bartolo Fazio (DL) Giuseppe Lumia (PD) Giuseppe Lumia (Il Megafono)
Antonino Papania (DL) Antonino Papania (PD) Francesco Campanella (M5S)
Benedetto Adragna (DL) Benedetto Adragna (PD) Mario Michele Giarrusso (M5S)
Costantino Garraffa (DS) Costantino Garraffa (PD) Fabrizio Bocchino (M5S)
Giovanni Battaglia (DS) Gianpiero D'Alia (UDC) Vincenzo Santangelo (M5S)
Accursio Montalbano (DS) Antonello Antinoro (UDC) Nunzia Catalfo (M5S)
Anna Finocchiaro (DS) Salvatore Cuffaro (UDC) Ornella Bertorotta (M5S)
Renato Schifani (FI) Renato Schifani (PdL) Renato Schifani (PdL)
Antonio D'Alì (FI) Antonio D'Alì (PdL) Antonio D'Alì (PdL)
Mario Ferrara (FI) Mario Ferrara (PdL) Mario Ferrara (PdL)
Giuseppe Firrarello (FI) Giuseppe Firrarello (PdL) Giuseppe Marinello (PdL)
Carlo Vizzini (FI) Carlo Vizzini (PdL) Vincenzo Gibiino (PdL)
Roberto Centaro (FI) Roberto Centaro (PdL) Francesco Scoma (PdL)
Guido Ziccone (FI) Salvo Fleres (PdL) Salvatore Torrisi (PdL)
Giovanni Mauro (FI) Raffaele Stancanelli (PdL) Giuseppe Pagano (PdL)
Domenico Nania (AN) Domenico Nania (PdL) Marcello Gualdani (PdL)
Antonino Strano (AN) Bruno Alicata (PdL) Bruno Alicata (PdL)
Antonio Battaglia (AN) Antonio Battaglia (PdL) Bruno Mancuso (PdL)
Salvatore Cuffaro (UDC) Vincenzo Galioto (PdL) Giuseppe Ruvolo (PdL)
Calogero Mannino (UDC) Simona Vicari (PdL) Simona Vicari (PdL)
Giuseppe Naro (UDC) Vincenzo Oliva (MpA) Antonio Scavone (PdL)
Giovanni Pistorio (LN-MpA) Giovanni Pistorio (MpA) NON PREVISTO

2018-presente[modifica | modifica wikitesto]

Eletti[modifica | modifica wikitesto]

Eletti maggioritario[modifica | modifica wikitesto]

Collegio uninominale 2018
1. Palermo-Resuttana Stanislao Di Piazza (M5S)
2. Palermo-Bagheria Loredana Russo (M5S)
3. Marsala Francesco Mollame (M5S)
4. Agrigento Gaspare Marinello (M5S)
5. Gela Pietro Lorefice (M5S)
6. Messina Grazia D'Angelo (M5S)
7. Acireale Tiziana Drago (M5S)
8. Catania Nunzia Catalfo (M5S)
9. Siracusa Giuseppe Pisani (M5S)

Eletti proporzionale[modifica | modifica wikitesto]

Collegio plurinominale 2018
1. Sicilia - 01 Pietro Grasso (LeU)
Davide Faraone (PD)
Antonella Campagna (M5S)
Vincenzo Santangelo (M5S)
Cinzia Leone (M5S)
Fabrizio Trentacoste (M5S)
Renato Schifani (FI)
Urania Papatheu (FI)
Giulia Bongiorno (Lega)
2. Sicilia - 02 Valeria Sudano (PD)
Mario Michele Giarrusso (M5S)
Cristiano Anastasi (M5S)
Barbara Floridia (M5S)
SEGGIO VACANTE (M5S)[6][7][8]
Gabriella Giammanco (FI)
Raffaele Stancanelli (FdI)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Legge del 6 febbraio 1948, n. 29
  2. ^ DPR del 6 febbraio 1948, n. 30
  3. ^ Legge 4 agosto 1993, n. 276
  4. ^ Legge del 21 dicembre 2005, n. 270
  5. ^ Articolo 3, legge 3 novembre 2017, n. 165.
  6. ^ Elezioni politiche, ecco a chi vanno i deputati "di troppo" ottenuti da M5S in Sicilia e Campania, palermo.repubblica.it, 19 marzo 2018. URL consultato l'8 aprile 2018. L'Ufficio elettorale centrale presso la Corte di Cassazione è intervenuto per definire il quadro giuridico determinatosi in Campania e soprattutto in Sicilia, dove il Movimento 5 Stelle ha fatto il pieno di voti, ma aveva meno vincitori di quanti ne servivano per coprire tutti i seggi vinti.
  7. ^ Il Movimento 5 Stelle ha eletto tutti i candidati in Sicilia e quindi non vi è nessun candidato subentrabile. A differenza che alla Camera dei deputati infatti, l'assegnazione del seggio non può avvenire in altre regioni per l'articolo 57, comma 1 della Costituzione. L'assegnazione del seggio sarà decisa dall'Ufficio elettorale centrale presso la Cassazione e dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari.
  8. ^ Sicilia, gli eletti "di troppo" del M5S: giallo sull'assegnazione del seggio al Senato, la Repubblica. URL consultato il 20 marzo 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]