Era mio padre

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Era mio padre
Eramiopadre.png
Paul Newman e Tom Hanks in una scena del film
Titolo originaleRoad to Perdition
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2002
Durata117 min
Generedrammatico, gangster
RegiaSam Mendes
SoggettoMax Allan Collins
Richard Piers Rayner
SceneggiaturaDavid Self
FotografiaConrad L. Hall
MontaggioJill Bilcock
MusicheThomas Newman
ScenografiaDennis Gassner
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Era mio padre (Road to Perdition) è un film del 2002 diretto da Sam Mendes, basato sull'opera a fumetti di Max Allan Collins. È l'ultima apparizione cinematografica di Paul Newman.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Illinois, 1931. Michael "Mike" Sullivan, marito e padre amorevole sposato con Annie dalla quale ha avuto due figli, Michael Jr. e Peter, lavora come gangster per il boss irlandese John Rooney, che l'ha cresciuto come un figlio. Una sera Mike accompagna Connor, il figlio di Rooney, a una riunione con Finn McGovern che dopo la dipartita del fratello, che era sospettato di aver rubato denaro a Rooney, ha iniziato a creare dei fastidi, e benché la riunione dovesse essere pacifica, gli animi si scaldano e Connor uccide Finn. Purtroppo all'insaputa di Mike e Connor, il giovane Michael, era entrato di nascosto nell'auto del padre, e ha visto l'esecuzione di Finn.

Ormai Michael, visibilmente scosso e turbato, ha capito la vera natura del lavoro di suo padre, e benché Mike assicuri sia a Connor e a Rooney che suo figlio non aprirà bocca, Connor decide di eliminare Mike e tutta la sua famiglia per sicurezza, benché sia probabile che la vera ragione fosse legata all'odio che provava nei riguardi di Mike, che ha sempre goduto della stima che il padre non ha mai mostrato a Connor. Quest'ultimo tende una trappola a Mike lasciando a un suo debitore il compito di ucciderlo, ma fallisce, poi Mike va a casa sua e trova Annie e Peter morti, uccisi da Connor, l'unico sopravvissuto è Michael, che per sua fortuna non era in casa quando Connor era andato lì per uccidere la famiglia di Mike.

Il dado ormai è tratto, Mike non può perdonare Connor per quello che ha fatto, benché questo significhi farsi nemico anche Rooney, il quale pur essendo furibondo per quello che ha fatto il figlio non ha altra scelta che proteggerlo, e Mike dopo aver ucciso Jack Kelly, uno degli uomini di Rooney, gli dichiara apertamente guerra, scappando via insieme a Michael.

Mike va a Chicago per chiedere intercessione a Frank Nitti, ma quest'ultimo non è intenzionato a dare il suo sostegno all'uomo, al contrario decide di aiutare Rooney, e malvolentieri darà protezione a Connor, inoltre Frank e Rooney assoldano Maguire, un killer psicopatico il cui lavoro ufficiale è quello di fotografare i morti per omicidio che lui stesso ferisce mortalmente lasciandoli morire lentamente, infatti proprio a Maguire danno l'incarico di uccidere Mike, sebbene Rooney metta in chiaro che il piccolo Michael dovrà essere risparmiato.

Mike inizia a fare delle ricerche sulla contabilità di Connor, e la sua strada incrocia quella di Maguire, e tra i due nasce un conflitto a fuoco dove Mike ne esce ferito alla spalla, ma Michael lo porta in salvo mettendosi al volante dell'auto. Padre e figlio trovano assistenza in una fattoria gestita da una gentile e anziana coppia sposata, dove Mike viene guarito. L'unico risvolto positivo di questa tragica storia sembra essere la vicinanza che si sta creando tra Mike e il figlio dato che prima il loro era sempre stato un rapporto freddo.

Mike raggiunge Rooney in chiesa e lo informa che tenendo traccia dei resoconti contabili di Connor ha scoperto che lui rubava denaro a suo padre aprendo conti a nomi di persone decedute, il fratello di Finn era innocente e Connor aveva ucciso Finn per evitare che scoprisse la verità. Purtroppo l'ultimo tentativo di Mike di far sì che Rooney voltasse le spalle al figlio permettendo quindi a Mike di consumare indisturbato la sua vendetta fallisce, infatti Rooney gli rivela che già sapeva che Connor gli rubava denaro, ma nel bene e nel male è sempre suo figlio e farà di tutto per proteggerlo.

Mike avendo preso atto di essere arrivato al punto di non ritorno, spara e uccide prima tutte le guardie del corpo di Rooney, e con suo dispiacere spara pure quest'ultimo, e Rooney con rassegnazione accetta la sua morte. Ora che Rooney è morto, Nitti non ha più motivo per dover garantire protezione a Connor dato che era solo per suo padre che lo teneva al sicuro, dunque Nitti permette a Mike di entrare nella camera d'albergo di Connor dove lui si nascondeva e gli spara uccidendolo, vendicando così la moglie e il figlio.

Ormai sembra che la faccenda sia finita nel migliore dei modi, quindi Mike e il figlio vanno nella casa sul lago Michigan a Perdition (città immaginaria) dove pare che abbiano trovato il loro lieto fine potendo ora vivere una vita tranquilla, ma il bel momento dura poco infatti Maguire si introduce furtivamente nella casa e spara alla schiena a Mike, poi rispettando il suo solito modus operandi si prepara a scattare una foto guardando Mike soffrire per il dolore, ma poi arriva Michael che gli punta contro una pistola anche se non trova il coraggio di sparare. Maguire si avvicina a Michael per sottrargli l'arma facendo l'errore di voltare le spalle a Mike che con le sue ultime forze spara a Maguire uccidendolo. Michael accorre al padre gravemente ferito che esprime al figlio il suo dispiacere per quello che è successo, e ora Mike può morire fra le sue braccia.

Il ragazzino continuerà la propria vita nella fattoria dei due contadini che prima avevano aiutato lui e il padre, e crescerà ricordando quelle sei settimane durante le quali, insieme al padre, aveva visto tutto ciò di cui l'animo umano può essere capace. Forse anche grazie a questa incredibile esperienza riesce a perdonare quell'uomo che per lui non era né buono né cattivo, ma solo suo padre.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

L'autore Max Allan Collins, dal cui fumetto è tratto il film ha dichiarato: "Avevo immaginato il racconto come una storia di John Woo, ma ne hanno fatto Il padrino e va bene lo stesso!". La storia alla base del film prende spunto da eventi reali riguardanti il boss criminale John Looney. Quando Max Allan Collins realizzò il fumetto, il suo agente ne individuò il potenziale come soggetto cinematografico e lo sottopose all'attenzione di Dean Zanuck, figlio del produttore Richard D. Zanuck. Quest'ultimo approvò il progetto e lo inviò a Steven Spielberg nella speranza che potesse interessarlo. Spielberg non poté assumerne la regia perché già impegnato, ma si mostrò entusiasta e volle che il film venisse realizzato attraverso la sua casa di produzione, la DreamWorks.

Il regista Sam Mendes spostò l'ambientazione del film dall'Irlanda agli Stati Uniti affermando: "Nel Regno unito non puoi mettere due persone in un'auto e suggerire l'idea che si siano perse, dopo mezz'ora comunque arrivi al mare!".

Il direttore della fotografia Conrad L. Hall chiuse la carriera vincendo un Oscar alla migliore fotografia.

Cameo[modifica | modifica wikitesto]

Il regista Sam Mendes appare nei panni di uno dei "gorilla" del boss John Rooney (Paul Newman).

Il doppiaggio italiano[modifica | modifica wikitesto]

L'edizione italiana è diretta da Fiamma Izzo (anche dialoghista) per Pumaisdue.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]