Aci Trezza

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Aci Trezza
frazione
Aci Trezza – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Catania-Stemma.svg Catania
ComuneAci Castello-Stemma.png Aci Castello
Territorio
Coordinate37°33′49″N 15°09′41″E / 37.563611°N 15.161389°E37.563611; 15.161389 (Aci Trezza)Coordinate: 37°33′49″N 15°09′41″E / 37.563611°N 15.161389°E37.563611; 15.161389 (Aci Trezza)
Altitudine12 m s.l.m.
Abitanti5 000
Altre informazioni
Cod. postale95021
Prefisso095
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantitrezzoti (in siciliano trizzoti)
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Aci Trezza
Aci Trezza

Aci Trezza (Trizza in siciliano) è una frazione del comune di Aci Castello, nella città metropolitana di Catania. Centro peschereccio di antica e notevole tradizione, è famoso per il suo paesaggio dominato dalle Isole dei Ciclopi e per essere il paese dove è ambientato il romanzo "I Malavoglia" dello scrittore verista Giovanni Verga.

Si affaccia sul mar Ionio e dista circa 9 chilometri da Catania.

È il paese dove è stato inventato il gelato, grazie al lavoro del cuoco Francesco Procopio dei Coltelli. [1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La zona dove oggi sorge Aci Trezza era il cuore dell'antica città siceliota di Xiphonia; a nord della stessa, al confine con l'attuale paese di Capo Mulini sfociava il fiume Aci.

Il paese fu fondato ufficialmente alla fine del XVII secolo da Stefano Riggio. La scelta non fu casuale, essendo questi proprietario dal 1651 della città di Aci Sant'Antonio e San Filippo (comprendente gli odierni centri di Aci Sant'Antonio, Aci San Filippo, Aci Catena e Valverde).

Aci Trezza inizialmente nacque come scalo marittimo del principato dei Riggio, ma ben presto divenne centro pulsante della vita commerciale locale con numerosi magazzini atti a contenere olio, ferro, salumi e formaggi. Il carricatore della Trizza era uno dei porti commerciali più attivi di Sicilia.

Venne gestita da Stefano Riggio fino al 1678, quindi dal figlio Luigi Riggio Giuffrè fino al 1680, da Stefano Riggio Saladino fino al 1704, quindi da Luigi Riggio Branciforte fino al 1757. Quest'ultimo però risiedette in Spagna dove, agli ordini del re Filippo V, ricoprì cariche altissime (Capitano Generale delle Galere, Governatore delle province di Guizpucoa e di Ceuta, Viceré di Valenza, ambasciatore a Venezia, a Roma, a Napoli e Ministro Plenipotenziario in Francia); lasciò quindi l'amministrazione del feudo allo zio Gioacchino Riggio. Nonostante ciò, fece erigere sulla marina di Aci Trezza un sontuoso palazzo, le cui rovine erano visibili fino agli inizi del XX secolo. Infine il feudo passò a Stefano Riggio Gravina fino al 1790 e a Giuseppe Riggio Grugno fino al 1792, quando divenne libero. Giuseppe Riggio Grugno morì poi a Palermo decapitato dalla folla in rivolta nel 1820, estinguendo la famiglia dei principi di Aci. In ogni caso il feudalesimo era già stato abrogato in Sicilia nel 1812.

Agli inizi del XVIII secolo contava circa 150 abitanti. Dopo l'abolizione del feudalesimo, Trezza fu separata, con Ficarazzi, da Aci Sant'Antonio e Filippo per essere accorpata ad Aci Castello il 15 settembre 1828, mantenendo però una certa autonomia, espressa dall'Ufficio dell'eletto particolare che aveva sede nel centro storico di Aci Trezza; l'ufficio venne abrogato dal neonato Regno d'Italia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Giovanni Battista.
  • Chiesa di San Giovanni Battista:
chiesa principale del paese, è stata ricostruita dopo il terremoto del 1693. A cavallo dei secoli XIX e XX vi operò l'Arciprete don Salvatore De Maria, che la ristrutturò e la fece diventare parrocchia indipendente dalla chiesa madre di Aci San Filippo. La facciata è in stile barocco con portale classico. Il finestrone centrale è sormontato da una seconda finestra superiore con la statua del Santo. In cima al centro vi è un piccolo campanile a vela con una campana. Il secondo campanile turrito è laterale. L'interno è a doppia navata, con abside semicircolare nella navata maggiore, splendidamente decorato da stucchi che circondano le quattro cappelle laterali. Al suo interno, oltre alla statua lignea settecentesca di San Giovanni Battista, vi sono conservati i simulacri della Madonna della Buona Nuova e di San Giuseppe; quest'ultimo, con ogni probabilità è l'originale statua conservata nella vecchia chiesa, distrutta dal terremoto del 1693.
  • Torre dei Faraglioni:
unica torre superstite del sistema difensivo fatto erigere dai Principi di Aci a difesa della città di Acitrezza, serviva alla difesa del porto e dello spazio acqueo tra lo stesso ed i faraglioni. Costruita su due piani non comunicanti tra di loro è stata eretta su una precedente costruzione, la cui base poggia su ruderi di epoca romana o bizantina. Il piano inferiore è in buono stato di conservazione, mentre il primo piano è un rudere di cui sono visibili le mensole per la difesa e la terrazza sulla quale erano posizionati i cannoni. Nel pieno d'utilizzo era presidiata da un caporale e due soldati, ventiquattrore al giorno. Insieme alla più grande Torre della Trizza ed alla terrazza fortificata dela palazzo del Principe Riggio difendeva l'intero territorio di Acitrezza. È visibile in un celeberrimo dipinto di Filipp Hackert, conservato alla Reggia di Caserta. [2]
  • Museo Casa del Nespolo:
piccola abitazione vicino alla chiesa di San Giovanni, risalente al XIX secolo, che si ispira a Giovanni Verga per la storia dei Malavoglia. Il museo della casa all'interno possiede due camere, una dedicata al film La terra trema di Luchino Visconti, che girò la pellicola con abitanti del luogo, e la seconda stanza dedicata all'attività peschereccia del borgo. Fuori la casa c'è un cortile con un nespolo [3].
Aci Trezza con l'Etna sullo sfondo.
  • Centro Studi Acitrezza:
inserita nel cuore del centro storico di Acitrezza, la sede dell'associazione culturale Centro Studi Acitrezza è ospitata in un antico edificio. Ospita al suo interno un archivio di storia locale, una biblioteca ed una mostra permanente con scatti inediti raffiguranti scorci e personaggi di Acitrezza degli inizi del Novecento. Inoltre è possibile leggere le relazioni pubblicate su svariati argomenti di storia locale, molte delle quali portate avanti dai soci dell'associazione. [4]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Area marina protetta Isole Ciclopi.
AMP Isole Ciclopi zona A.

Il panorama di Aci Trezza è dominato dai faraglioni dei Ciclopi: otto pittoreschi scogli basaltici che, secondo la leggenda, furono lanciati da Polifemo ad Ulisse durante la sua fuga. Poco distante dalla costa (a circa 400 m di distanza), è presente l'isola Lachea, identificata con l'omerica isola delle Capre e che attualmente ospita la sede di una stazione di studi di biologia dell'Università degli Studi di Catania, oggi adibita a museo naturalistico ed archeologico, a testimonianza della frequentazione umana sull'isola già in epoca precedente alla colonizzazione greca della Sicilia. Tutta l'area è riserva marina dal 1989 ed area marina protetta dal 2004 [5], mentre le Isole Ciclopi sono riserva naturale integrale della Regione siciliana dal 1998, in gestione al Centro Universitario per la Tutela e la Gestione degli Ambienti Naturali e degli Agroecosistemi [6]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Arte e letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Aci Trezza 1891.

È il paese in cui Giovanni Verga ambientò il famoso romanzo I Malavoglia (1881) e nel quale, nel 1948, venne girato il film ad esso ispirato La terra trema di Luchino Visconti e Antonio Pietrangeli, capolavoro del neorealismo realizzato con attori non professionisti abitanti del luogo.

Non distante dalla Chiesa del Patrono, in base ad alcuni elementi descrittivi forniti dal Verga nei Malavoglia, è stato allestito il museo "casa del nespolo" (l'abitazione di Padron 'Ntoni e della famiglia Toscano) nella quale è stata organizzata una piccola mostra contenente oggetti della tradizione marinara ed una sezione fotografica dedicata al film di Luchino Visconti.

Lungo la via Dietro Chiesa è presente una cappella dedicata alla Madonna della Provvidenza, descritta dal Verga ne "I Malavoglia". A pochi metri da essa si trova la sede del Centro Studi Acitrezza al cui interno è conservato un archivio storico sulla storia locale, una piccola biblioteca e una mostra fotografica con decine di scatti inediti raffiguranti scorci e personaggi di Acitrezza degli inizi del Novecento. [7].

Tipiche barche in legno trezzote.

Durante i festeggiamenti del Patrono San Giovanni Battista, il 24 giugno, viene organizzata nelle acque del porto storico la pantomima "U Pisci a Mari", antica rappresentazione della pesca del pesce spada, ma anche sinonimo dell'infinita lotta dei pescatori per guadagnarsi da vivere, rischiando la vita in mare. La pantomima, che si svolge nella stessa maniera dal 1750 circa è inserita nel Registro delle Eredità Immateriali della Regione siciliana [8].

Ad Acitrezza operano ancora i mastri d'ascia della famiglia Rodolico, che realizzano barche in legno a vela latina alla maniera tradizionale. L'arte delle "Barche in legno Trezzote" è inserita nel libro dei saperi della Regione siciliana. [9].

Cantiere Rodolico e basalti colonnari.

Il cantiere navale "Rodolico" si trova adiacente i basalti colonnari di Acitrezza, testimonianza delle prime eruzioni dell'Etna. Il sito è stato oggetto di una lunga battaglia per la riqualificazione, portata avanti dall'associazione culturale Centro Studi Acitrezza, che si è conclusa positivamente nel 2010 con l'inaugurazione dei lavori, portati avanti dalla Soprintendenza dei beni culturali ed ambientali di Catania, dell'antico scalo dei Malavoglia e del geosito dei Basalti colonnari di Acitrezza. [10]

Nel centro storico di Acitrezza viene organizzato, annualmente, il premio internazionale di poesia "Acitrezza, Terra dei Ciclopi". [11]

Acitrezza è stata sede di un premio di pittura internazionale [12] che ha avuto tra i giurati, fra gli altri, il pittore palermitano Roberto Rimini che ha vissuto la maggior parte della sua vita ad Acitrezza, rappresentandola in innumerevoli dipinti. [13]

Nel settembre 1997, allo scalo d'alaggio del porto trezzoto, venne organizzato un simposio di sculture in pietra lavica intitolato "Vulcanica" al quale vi prese parte anche l'artista giapponese di fama mondiale Toshiko Minamoto. Delle quattro sculture realizzate, tre è possibile ammirarle nelle piazze del Lungomare dei Ciclopi di Acitrezza. [14]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Vecchia stazione di Aci Trezza.

Dal 1915 al 1934 la località era servita dalla tranvia Catania-Acireale. Aveva anche una propria stazione ferroviaria sulla ferrovia Messina-Siracusa che fu soppressa alla fine degli anni ottanta in seguito all'attivazione del tracciato in variante sotterranea a doppio binario.

La località è collegata a Catania tramite la linea bus 534 AMT, della quale è capolinea. [15]

Porto e mercato ittico[modifica | modifica wikitesto]

Il porto è attrezzato con impianti di rifornimento per carburante ed acqua, cantieri navali e gru di alaggio. Vi hanno sede diversi Club nautici.

Mercato ittico Aci Trezza.

All'interno del porto di Aci Trezza si trova la struttura del Consorzio mercato ittico di Aci Trezza, uno dei più importanti mercati all'ingrosso del pesce dell'intera Sicilia. Ogni notte i pescherecci ed i camion muniti di cella frigorifera raggiungono piazza Marina per dar vita ad un pittoresco, ma anche fiorente mercato che rifornisce soprattutto le case del pesce ed i ristoranti di Aci Trezza ed il suo hinterland. Non mancano i turisti che visitano il mercato per sentire e vedere le peculiari caratteristiche dello stesso. [16]

Aci Trezza ha un'antica tradizione di vendita del pesce, come testimoniato da una famosa canzone popolare composta dal poeta Turi Tropea (nato a Riposto nel 1907) e musicata dal maestro catanese Luciano Maglia, che è intitolata "Lu pisciaru di la Trizza". [17]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'avventura del siciliano Procopio che a Parigi inventò il sorbetto, su ricerca.repubblica.it.
  2. ^ Relazione sui bastioni di Acitrezza (PDF), su centrostudiacitrezza.it.
  3. ^ Museo Casa del Nespolo Mibact, su beniculturali.it.
  4. ^ Ricerche e Studi Centro Studi Acitrezza, su centrostudiacitrezza.it.
  5. ^ AMP Isole Ciclopi, su isoleciclopi.it.
  6. ^ UniCT, su cutgana.unict.it.
  7. ^ Centro Studi Acitrezza, su centrostudiacitrezza.it.
  8. ^ Regione siicliana, su pti.regione.sicilia.it.
  9. ^ Regione siciliana, su pti.regione.sicilia.it.
  10. ^ basalti colonnari Acitrezza, su archivio.blogsicilia.it.
  11. ^ Acitrezza, Terra dei Ciclopi, su terradeiciclopi.info.
  12. ^ Premio di pittura Acitrezza nei video dell'Istituto Luce., su youtube.com.
  13. ^ Sito ufficiale sul pittore Roberto Rimini, su robertorimini.it.
  14. ^ Vulcanica: simposio di sculture in pietra lavica., su acitrezzaonline.it.
  15. ^ Percorso e orari linea AMT 534 Catania - Aci Trezza., su amt.ct.it.
  16. ^ Mercato ittico di Aci Trezza., su acitrezzaonline.it.
  17. ^ Testo "Lu pisciaru di la Trizza", su tradizionipopolariaulos.com.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pompeo Interlandi, Sopra i terreni di Lognina Aci Trezza e Castello. Memoria prima del socio corrispondente Pompeo Interlandi e Sirugo letta nella seduta ordinaria del 14 febbraio 1839, Catania, Pietro Giuntini, 1839.
  • Salvatore Raccuglia, Trezza. Storia-critica-archeologia, Acireale, Tipografia Umberto I, 1904.
  • Gaetano Platania, L'erosione marina all'isola di Aci Trezza, in Memorie della Classe di scienze della R. Accademia degli Zelanti, III s., vol. 5, Acireale, Tip. dell'orario delle ferrovie, 1909.
  • Salvatore Demaria, Il culto di S. Giovanni Battista in Acitrezza (Catania), Acireale, Galatea Sardella, 1912.
  • Concettina Casalaina, Acitrezza. Breve studio monografico, Catania, Tip. Ingrassia, 1929.
  • Paolo Muscarà, Il castello d'Aci nella leggenda e nella storia, Camene, Catania 1957.
  • Francesco Pavone, Profilo storico-folcloristico di Acitrezza, in Memorie e rendiconti, dell'Accademia di scienze lettere e belle arti di Acireale, ser. 1. vol. 6, Acireale, Stab. tip. Galatea, 1964.
  • Carmelo Sturiale et alii, Risultati preliminari delle ricerche eseguite sulle formazioni eruttive di Aci Trezza, Aci Castello, Paterno e Biancavilla (Etna), in Relazione sulla Attività scientifica svolta dalla sezione magmatologica di Catania, s.l., s.n., 1968.
  • Arcipretura parrocchiale di Acitrezza, Acitrezza e il suo parroco tra Ottocento e Novecento, Acireale, A & B, 1996.
  • Carmelo Nicosia, Sulle onde del tempo. U pisci a mari ad Acitrezza, Catania, Le Nove Muse, 1997.
  • Alfio Coco, Cinquant'anni ad Acitrezza. Ricordi e riflessioni, Acireale, A & B, 1998.
  • Salvatore Coco, La nascita della parrocchia di Acitrezza, Acireale, A & B, 1999.
  • Salvatore Coco, con Giovanni Mammino (a cura di), A te venni Acitrezza. Vita e opere di mons. Alfio Coco, Acireale, A & B, 2007.
  • Maria Grazia Sineri Vasta, Trezza gentile. Ricordo di Concetto Vasta, Catania, Maimone, 2007.
  • Antonio Castorina, Graziano D'Urso, Giovanni Grasso, Antonio Guarnera, "Relazione sui bastioni di Acitrezza: la Torre dei Faraglioni e la Torre de la Trizza". Acitrezza, Centro Studi Acitrezza.it, 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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