Piccole donne
| Piccole donne | |
|---|---|
| Titolo originale | Little Women |
| Autore | Louisa May Alcott |
| 1ª ed. originale | 1868-1869 |
| 1ª ed. italiana | 1908 |
| Genere | romanzo |
| Sottogenere | drammatico, familiare, di formazione, sentimentale |
| Lingua originale | inglese |
| Serie | saga |
| Seguito da | Piccoli uomini |
Piccole donne (Little Women) è il più famoso romanzo di Louisa May Alcott, pubblicato inizialmente negli Stati Uniti in due volumi, il primo nel 1868 e il secondo nel 1869. Il romanzo è considerato un classico della letteratura americana e dell'infanzia.[1][2] L’opera, liberamente ispirata alla vita dell’autrice e delle sue tre sorelle,[3][4] è generalmente classificata come un romanzo autobiografico o semi-autobiografico.[5][6] In Italia, i due volumi vengono generalmente pubblicati come due romanzi separati, Piccole donne e Piccole donne crescono.
Contenuto
[modifica | modifica wikitesto]Il primo volume racconta la storia delle quattro sorelle March – Meg, Jo, Beth e Amy, chiamate regolarmente con i loro diminutivi – che rispecchiano quelle della stessa famiglia Alcott. Il loro padre è partito per il fronte durante la guerra civile americana, lasciando a casa le figlie e la moglie. Le ragazze, con i loro pregi e i loro difetti, pur essendo povere e con i problemi tipici dell’adolescenza, imparano a crescere e a diventare giovani responsabili, pronte ad affrontare le difficoltà della vita.
Il libro copre l’arco narrativo di un anno: inizia a Natale e finisce a Natale dell’anno successivo. In questo periodo vengono messi in luce i singoli caratteri, i sogni e il percorso di maturazione di ciascuna delle quattro sorelle, che vivono questa fase quasi come una sfida con sé stesse, sostenute dalla madre nel tentativo di migliorare il proprio carattere e combattere i propri “nemici interiori”. Grande importanza è attribuita a questo aspetto: l’intero romanzo si ispira infatti a Il pellegrinaggio del cristiano di John Bunyan, che interpreta la crescita personale come un percorso allegorico, dal peso dei propri limiti alla conquista di una piena maturità morale. Questa chiave di lettura, spesso trascurata nelle trasposizioni teatrali e cinematografiche, riflette il pensiero trascendentalista e le idee educative di Amos Bronson Alcott, padre della scrittrice.
Il secondo volume prosegue la narrazione alcuni anni dopo, ampliando l’arco temporale per mostrare i cambiamenti dei personaggi e il loro ingresso nell’età adulta. Il racconto mantiene lo stesso spirito e tono, ma si concentra maggiormente sulle scelte di vita, sull’indipendenza e sulle relazioni affettive, segnando un passaggio fondamentale nello sviluppo della serie.
Le sorelle intraprendono percorsi differenti: la vita familiare e coniugale, la ricerca artistica, l’impegno morale, la vocazione educativa e il confronto con la perdita e la malattia diventano elementi centrali. Le esperienze sentimentali e professionali contribuiscono alla loro crescita, mentre il nucleo dei valori trasmessi da Marmee — lavoro, responsabilità, altruismo e formazione del carattere — rimane il punto di riferimento costante.
Storia editoriale
[modifica | modifica wikitesto]Il primo volume fu un immediato successo commerciale e di critica, e i lettori erano ansiosi di saperne di più sui personaggi. Alcott completò rapidamente un secondo volume (intitolato Good Wives o Little Women Married[7] nel Regno Unito, sebbene il titolo fosse stato scelto dall'editore e non da Alcott). Anche questo fu un successo. Nel 1880 i due volumi furono riuniti in uno solo, Little Women, che continua a essere quello letto in America. L'edizione del 1880 presenta anche alcune modifiche, soprattutto nel linguaggio, l'American Idiom, che rispecchiava pienamente il parlato dei personaggi, ma poco conveniente in una prosa letteraria.
Il libro è oggi considerato un classico della letteratura per l'infanzia, consigliato dagli insegnanti e amato dai bambini. Viene molto preso in considerazione anche dalla pedagogia, in quanto il tema principale del romanzo non è solo la famiglia e come gli insegnamenti dei genitori si riflettano sui figli, bensì la crescita e la trasformazione interiore da adolescenti ad adulti ed è pervaso da un sentimentalismo generalmente americano che tuttavia rende il romanzo molto interessante.
Edizioni italiane
[modifica | modifica wikitesto]In Italia si preferì, come del resto in molti altri paesi, come la Francia e l'Inghilterra, dividere il romanzo in due parti, dato il pubblico di ragazzi a cui era destinato. La traduzione del primo volume risale al 1908, con il sottotitolo Da un Natale all'altro, mentre il secondo volume fu pubblicato nel 1911 con il sottotitolo Tre anni dopo. Successivamente i due volumi vennero ripubblicati numerose volte con quelli che diventeranno i due titoli ancora oggi utilizzati: Piccole donne e Piccole donne crescono.
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Prima parte
[modifica | modifica wikitesto]Meg, Jo, Beth e Amy, insieme alla madre, che chiamano Marmee, vivono in un nuovo quartiere del Massachusetts (ispirato liberamente a Concord) in una condizione di povertà dignitosa. Dopo aver perso tutto il suo denaro, il padre presta servizio lontano da casa, come cappellano dell’Esercito dell’Unione, durante la Guerra di Secessione Americana. Madre e figlie affrontano il loro primo Natale senza di lui. Quando Marmee chiede loro di donare la colazione natalizia a una famiglia indigente, le ragazze e la madre si recano a casa degli Hummel con ceste colme di cibo, nutrono i bambini affamati, aiutano a riparare ciò che è rotto e forniscono legna da ardere. Al ritorno scoprono che il loro anziano e ricco vicino, il signor Laurence, ha inviato una cena sontuosa per compensare il loro gesto. Da questi atti di gentilezza nasce l’amicizia tra le due famiglie.
Meg e Jo lavorano per contribuire al sostentamento familiare: Meg fa da istitutrice ai quattro figli di una famiglia vicina; Jo assiste la prozia March, ricca vedova che vive sola in una grande casa. Beth, troppo timida per la scuola, resta volentieri a casa ad aiutare nelle faccende domestiche; Amy invece frequenta ancora la scuola. Meg è bella e tradizionalista, Jo è un maschiaccio che scrive, Beth è pacificatrice e pianista, Amy è un’artista che aspira all’eleganza e alla buona società. Le sorelle cercano di migliorare il proprio carattere: Meg è vanitosa, Jo impulsiva, Beth eccessivamente timida e Amy materialista. Laurie, nipote orfano del signor Laurence, diventa loro grande amico, in particolare di Jo.
Mentre la guerra continua, le ragazze restano attive. Jo scrive un romanzo che viene pubblicato, ma si sente frustrata per i tagli richiesti e per le critiche contrastanti. Meg trascorre due settimane con amici ricchi, tra feste e balli. Laurie partecipa a una di queste serate e gli amici di Meg credono erroneamente che lei sia innamorata di lui; in realtà Meg è interessata a John Brooke, giovane precettore di Laurie.
Giunge notizia che il signor March è malato di polmonite e Marmee parte per Washington per assisterlo. Il signor Laurence si offre di accompagnarla, ma lei rifiuta per non affaticarlo; egli manda invece John Brooke ad aiutare la famiglia. A Washington, Brooke dichiara il suo amore per Meg ai genitori di lei: sono favorevoli, ma la considerano troppo giovane per sposarsi, così Brooke accetta di attendere.
Durante l’assenza di Marmee, Beth contrae la scarlattina dopo aver aiutato una famiglia povera in cui muoiono tre bambini. Amy viene mandata dalla zia March per precauzione, sostituendo Jo come sua assistente. Jo, già immune alla malattia, assiste Beth. La ragazza si riprende, ma non riacquista mai del tutto la salute.
Brooke si arruola nell’esercito; dopo essere stato ferito, torna e trova lavoro per potersi sposare con Meg. Laurie va al college. Un anno dopo l’inizio della storia, il padre torna a casa per Natale.
Seconda parte
[modifica | modifica wikitesto]Tre anni dopo, Meg e John si sposano e cercano di adattarsi alla vita matrimoniale. Quando nascono i gemelli, Meg è una madre devota, ma John comincia a sentirsi trascurato. Meg chiede consiglio a Marmee, che la aiuta a trovare un equilibrio, invitandola a dedicare più tempo anche al ruolo di moglie e incoraggiando John a partecipare maggiormente alla cura dei figli.
Laurie si laurea al college, ottenendo buoni risultati nell’ultimo anno grazie anche agli incoraggiamenti di Jo. Amy viene scelta al posto di Jo per accompagnare la zia in un viaggio in Europa. La salute di Beth è fragile a causa delle conseguenze della scarlattina, e ciò influisce anche sul suo umore. Cercando di comprendere la tristezza della sorella, Jo si accorge che Laurie si è innamorato. In un primo momento crede che l’oggetto dei suoi sentimenti sia Beth, ma presto capisce che si tratta di lei stessa. Jo si confida con Marmee, spiegandole di voler bene a Laurie come a un fratello, ma di non amarlo in senso romantico.
Jo desidera un po’ di avventura e vuole prendere le distanze da Laurie, sperando che col tempo egli superi i suoi sentimenti. Trascorre sei mesi a New York presso un’amica di sua madre che gestisce una pensione, lavorando come governante per i suoi due figli. Qui Jo prende lezioni di tedesco da un altro ospite della pensione, il professor Friedrich Bhaer, giunto da Berlino per occuparsi dei figli orfani della sorella. Per guadagnare denaro extra, Jo scrive anonimamente racconti romantici sensazionalistici per giornali popolari. Friedrich, sospettando la sua attività, osserva che quel tipo di scrittura è privo di principi e moralmente discutibile; ciò convince Jo ad abbandonare quel genere letterario. Alla fine del suo soggiorno a New York, Jo ignora che Friedrich si sia innamorato di lei. Tornata in Massachusetts, riceve una proposta di matrimonio da Laurie, che però rifiuta.
Laurie parte per l’Europa con il nonno per superare la delusione amorosa. A casa, la scarlattina ha lasciato Beth permanentemente indebolita, e Jo si dedica con grande cura alla sorella malata. In Europa, Laurie incontra Amy e gradualmente se ne innamora, vedendola sotto una nuova luce. Amy, tuttavia, non è colpita dal suo atteggiamento ozioso, inconcludente e malinconico dopo il rifiuto di Jo; lo sprona invece a trovare uno scopo nella vita e a fare qualcosa di utile. La notizia della morte di Beth li avvicina ulteriormente e tra loro nasce presto un sentimento. La zia di Amy non permette che la ragazza torni in America senza accompagnamento con Laurie e il nonno; così Amy e Laurie si sposano prima di lasciare l’Europa.
Friedrich, trovandosi in Massachusetts per affari, fa visita ai March ogni giorno per due settimane. L’ultimo giorno chiede Jo in matrimonio; lei comprende di amarlo e i due si fidanzano. Poiché Friedrich è povero, deve prima assicurarsi un reddito stabile e si reca a ovest per insegnare. Passa un anno senza grandi successi. In seguito muore zia March, che lascia a Jo la grande proprietà di Plumfield. Jo sposa Friedrich e trasforma la casa in una scuola per ragazzi. Hanno due figli, mentre Amy e Laurie hanno una figlia. Durante la stagione della raccolta delle mele, Marmee festeggia il suo sessantesimo compleanno a Plumfield, circondata dal marito, dalle sue tre figlie superstiti, dai loro mariti e da cinque nipoti.

Personaggi
[modifica | modifica wikitesto]Famiglia March
[modifica | modifica wikitesto]Robert March
- È il capofamiglia. Nel primo libro è cappellano presso l’esercito degli Stati Uniti e quindi pressoché assente dalla narrazione. Solo nella seconda parte, verrà lasciato buono spazio al suo modo di pensare e alla sua linea educativa, piuttosto atipiche e innovative per l’epoca.
- Nonostante sia legato a ciascuna delle sue figlie, è chiaro che la sua preferita sia Beth, poiché delle quattro è la più schiva e fragile. Si occuperà personalmente anche dell’educazione di Demi e Daisy, i gemelli di Meg e John, prima che vadano a studiare a Plumfield.
- Margaret "Marmee" Curtis in March
- È la figura di riferimento più importante per le sorelle March, perché compie sia il ruolo di madre che quello di capofamiglia, in assenza del marito. Come lui anche la signora March prevede per le sue figlie una linea educativa diversa rispetto a quella prevista dalla società, lasciando che le figlie crescano libere e imparino fin da subito a nutrire grandi aspettative e a guadagnare la propria indipendenza, finanziaria e morale, anche a costo di grandi sacrifici.
- Saggia e pratica, solo grazie al suo aiuto e ai suoi consigli le sorelle riescono ad affrontare situazioni particolarmente serie e difficili e, da buona moglie di un pastore, non manca mai di invitare le figlie a meditare sulle proprie azioni e sulla loro condotta, riportandole sempre alla morale religiosa. Nutre grandi aspettative in loro, e nonostante speri di vederle ben sistemate e al sicuro dalla povertà, non interviene sulle loro scelte, lasciando che si sposino per amore, come ha fatto lei.
- Anche se la loro situazione economica è piuttosto fragile a causa dei pensieri del marito, riesce sempre a mostrarsi serena e tranquilla per il benessere delle figlie. Tuttavia, nasconde un lato più inquieto e impetuoso, simile a quello della figlia Jo, dovuto ai continui sacrifici che sono costretti a fare per vivere; ma troverà grande conforto dai successi vitalizi delle loro figlie.
- Margaret "Meg" March
- Meg porta il nome della madre ed è la maggiore delle quattro sorelle; all'inizio del primo volume ha 16 anni, e per aiutare la famiglia lavora come bambinaia presso la famiglia King. Essendo la maggiore, Meg viene presentata come la più matura e giudiziosa delle sorelle, pur essendo ogni tanto un po' vanitosa e superficiale; l'età di Meg, infatti, rientra nella fascia d'età in cui le ragazze fanno il loro debutto in società, nella speranza di trovare un buon partito.
- Ha un carattere molto socievole e maturo ed è dolce e materna nei confronti delle sorelle minori, ma la sua preferita è Amy. Le piace andare in giro per la città, soprattutto per fare compere, partecipare alle feste da ballo e stare in società, anche se spesso deve rinunciare a oggetti e divertimenti costosi che la sua famiglia non può permettersi. E questo le pesa molto, essendo comunque nata nel periodo in cui la famiglia era benestante. Il ricordo della bella vita che conduceva, e le amicizie con ragazze dell'alta società sono il suo più grande fardello, che tuttavia riuscirà a depositare in nome della famiglia.
- Nel secondo volume Meg si sposa per amore con John Brooke, rinunciando ai suoi sogni di ricchezza e di sfarzo, non senza ancora qualche rimpianto per la bella vita che ha sempre immaginato di avere. Nonostante i primi anni della sua vita da sposata viaggino tra alti e bassi, il suo lato materno e mite e la pazienza di John prevarranno su tutto, tanto che con la nascita di due gemelli, e poi di un'altra bambina, Meg impara a diventare una brava moglie e madre.
- Josephine "Jo" March
- Jo è la secondogenita, ha 15 anni e viene considerata la protagonista indiscussa del romanzo, e anche di tutta la serie in generale, sia perché troverà grande spazio nei due libri che seguono il primo volume di Piccole donne, sia perché è il personaggio che corrisponde di più alla scrittrice.[8] Viene descritta come una ragazza schietta, coraggiosa, determinata, ribelle e irrequieta: il suo carattere scontroso e il suo temperamento impulsivo sono il suo grande fardello, e la portano ad arrabbiarsi spesso, specie con la sorellina Amy, completamente opposta al suo carattere, ma anche con Laurie, con il quale condivide un’indole indipendente. È il maschiaccio della famiglia e spesso lei stessa ammette di sentirsi a disagio a comportarsi come una signorina, come invece vorrebbe Meg. Tuttavia, Jo ha sempre buone intenzioni e cerca sempre di migliorarsi, dimostrando grande tenacia e trovando grande stimolo ed esempio nella figura materna.
- Appassionata di letteratura, coltiva il sogno di diventare scrittrice; la sua fervida immaginazione spesso diletta tutta la famiglia. È legata a Beth più che alle altre sorelle e la morte di quest’ultima segna un grande vuoto nel suo cuore e comporterà in lei un grande cambiamento di prospettive: rinuncia al sogno di diventare scrittrice - ma questo è dovuto anche a una breve parentesi deludente a New York - e, con la casa lasciatale dalla zia March a Plumfield, aprirà quella scuola sperimentale che era nei progetti, mai portati a compimento, di suo padre.
- È molto gelosa di Meg, e all'inizio era molto contraria al suo matrimonio come al romanticismo in generale. Quando si accorge che Laurie si è innamorato perdutamente di lei, cerca in tutti i modi di allontanarlo, e litigherà con lui quando questi si dichiara, venendo respinto. Fugge quindi a New York in cerca della sua strada, e lì incontrerà Friedrich Bhaer, un professore tedesco molto più vecchio di lei, che diventerà alla fine suo marito e insegnante presso Plumfield. È l’ultima, dunque, delle sorelle a sposarsi e a realizzarsi, ma l’unica ad applicare il pensiero trascendentalista e le idee dei genitori, portatrice della morale e del pensiero della Alcott[9].
- Elizabeth "Beth" March
- Ha 13 anni ed è una ragazzina dolce, sensibile e altruista, ma anche molto timida e schiva, e per questo fatica a socializzare con chiunque al di fuori della famiglia e ha difficoltà a stare in mezzo alla gente. Tuttavia, con la sua spontaneità e bontà d'animo diventa la favorita del signor Laurence. Adora anche i suoi gattini e le sue bambole, ed è molto legata a Jo malgrado i loro caratteri siano molto diversi: sono le due facce della stessa medaglia, per questo la loro separazione sarà difficile. Ha una grande passione per la musica, ma non può permettersi di avere lezioni e un pianoforte decente: soffre molto per questo, ma per non far turbare la famiglia, non lo dà a vedere, ed è la prima a sacrificarsi per i suoi familiari, dimostrando di avere una forza interiore che nessuna delle sorelle possiede.
- Contrae la scarlattina in maniera acuta dopo aver aiutato una famiglia povera, ma una volta guarita le sue condizioni sembrano migliorate, nonostante non abbia più il colorito di un tempo. Nella seconda parte la si vede spesso sola, inquieta e triste, e la famiglia non si avvede che la sua salute si sta lentamente indebolendo. Invece Beth percepisce la gravità delle proprie condizioni di salute ed è consapevole che i suoi giorni stanno per venire al termine: solo dopo una lunga battaglia, fatta di pianti silenziosi e sospiri, lo confessa alla famiglia, generando la disperazione. Muore a 19 anni circondata dai suoi cari, tranne Amy che era ancora in Europa. La sua morte avrà un grande impatto su ciascuna delle sorelle, anche se riusciranno tutte a lenire il dolore e a conservare vivo il ricordo di Beth.
- Amy Curtis March
- Amy è la più piccola delle quattro sorelle, una ragazzina tutto pepe. Inizialmente ha 12 anni e viene presentata come una bambina egoista, viziata, vanitosa e pigra, che cerca sempre di comportarsi come una "signorina" elegante e aggraziata. Uno dei suoi difetti è cercare di impressionare gli altri con parole difficili ed estrose, finendo così di apparire altezzosa e spocchiosa, e commettendo un sacco di strafalcioni. Risulta in questo l'esatto opposto di Jo, e visti i loro caratteri suscettibili e incompatibili, le due non vanno molto d'accordo e spesso si scontrano per motivi futili.
- La vera passione di Amy è l’arte, perciò spesso la chiamano tutti “Piccolo Raffaello” e nel secondo libro vengono descritti i suoi tentativi, anche bizzarri, di sperimentare le tecniche artistiche per conto proprio, commettendo qualche disastro. A causa della scarlattina di Beth, per evitare il contagio viene mandata dalla zia March, e diventa pian piano la sua pupilla, sostituendo il ruolo di Jo e imparando a vivere come una signora dell’alta società. Diventa così una ragazza bellissima e raffinata, ammirata da tutti: bionda, snella, occhi azzurri, quasi più bella di Meg; con l’unico difetto di un naso un po’ schiacciato che lei pizzica di continuo nella speranza di trasformarlo in un naso greco. Ma durante la convivenza forzata con la zia March, migliora anche il suo carattere, diventando più matura e responsabile, meno egoista e viziata, conscia delle sue qualità e delle sue aspirazioni di vita.
- Sarà lei, invece che Jo, ad accompagnare la zia March e la zia Carrol in Europa, per migliorare le sue qualità artistiche e fare esperienza, interessandosi sia all'arte che a Fred Vaughn, un amico del college di Laurie. Ma il ruolo di Amy nel secondo volume è tutt'altro: sarà lei, con il suo esempio, risultato degli insegnamenti dei genitori, a far rigare dritto Laurie, che, fuggito in Europa per dimenticare Jo, si stava dando a una vita sregolata e frivola. Innamoratasi nel frattempo di lui, lo sposerà, e realizzerà il suo sogno di vivere nell'alta società, pur disprezzandone i costumi mondani in onore all'educazione dei suoi genitori.
Famiglia Laurence
[modifica | modifica wikitesto]- James Laurence
- È il patriarca della famiglia Laurence. Ha un carattere molto burbero, serio e severo, e ha grandi aspirazioni per il nipote, costringendolo in casa a studiare privatamente affinché entri nel college e si occupi, in futuro, dei suoi affari. Si viene a scoprire che diseredò suo figlio, il padre di Laurie, quando questi decise di sposare una pianista italiana; ma quando sia la nuora che il figlio morirono, decise di prendersi carico dell’educazione del nipote.
- Incontrando per caso Jo, rimane piacevolmente colpito e affascinato da lei, e arriva presto a simpatizzare per tutta la famiglia March, rendendosi conto del piacevole effetto che la loro compagnia suscita in Laurie. E si prodiga a essere un buon vicino e quasi un nonno per le ragazze, arrivando a proteggerle e a preoccuparsi di loro durante l’assenza della signora March. Ha una predilezione particolare per Beth, nella quale rivede il carattere e le sembianze della sua adorata nipotina, che come lei amava la musica e il pianoforte.

- Theodore "Laurie" Laurence
- Ha quindici anni, è il nipote del signor Laurence e vicino di casa della famiglia March. Orfano di entrambi i genitori, viene descritto come un ragazzo timido, triste e solo, intento a spiare dalla finestra l’allegro quadretto della famiglia March, invidiando la loro felicità. Ma dopo aver stretto amicizia con Jo e con le sorelle March si trasforma in un ragazzo socievole, divertente, simpatico e un po’ burlone, affezionandosi alle ragazze come un fratello, facendosi in quattro per loro e diventando quasi come un figlio per la signora March.
- Nonostante cerchi di seguire gli esempi delle vicine, vive le tentazioni del tipico ragazzo di buona famiglia; non ha grandi ambizioni, nonostante ami la musica, passione che il nonno vuole proibirgli nella speranza di una più alta educazione, non sopporta lo studio e spesso sperpera le sue ricchezze, venendo costantemente messo in riga da Jo e, infine, da Amy stessa. In onore di Jo accetta l’idea di andare al college e di realizzarsi come uomo, nella speranza che la ragazza ricambi i suoi sentimenti; ma quando ha il coraggio di dichiararsi, questa lo respinge, e per dimenticarla fa un lungo viaggio di distrazione in Europa, interessato solo a divertirsi. Qua incontra Amy, e la ragazza lo rimprovera aspramente, e la loro vicinanza, soprattutto dopo la morte di Beth, li fa avvicinare arrivando a innamorarsi a vicenda. Tornano a casa già sposati e avranno una bambina fragile e delicata, che chiameranno Elizabeth (Bess) in ricordo di Beth
Altri personaggi
[modifica | modifica wikitesto]- Hannah Mullett
- È l’anziana e fedele domestica della famiglia March, a loro servizio già quando la famiglia viveva bene. Ma Hannah è molto più che una domestica per la famiglia March: anche se si rivolge con deferenza ai padroni, è molto affezionata alle sorelle March, avendole viste crescere e vivendo in casa con loro. È fedele, a volte un po’ bisbetica, brava e precisa nelle faccende. È analfabeta, ma munita di quel buonsenso, esperienza e praticità sufficienti ad aiutare la famiglia nei momenti di difficoltà e sconforto. Quando la signora March, infatti, va a Washington a curare il marito, e quando Beth prende la scarlattina, diventa la figura di riferimento più importante per le ragazze.
- Nella seconda parte assume un ruolo sempre più marginale, senza venir esclusa dalle vicende della famiglia March: la sua fine non è specificata nel racconto, ma è chiaro che sia rimasta tanto triste per la morte di Beth quanto felice per la felicità delle altre sorelle.
- Zia March
- È una zia delle sorelle March, anche se più correttamente sarebbe una loro prozia. È una vecchia bisbetica e solitaria, che non esita mai di rimproverare le nipoti e la signora March per la loro educazione stramba e per gli ideali educativi anomali del signor March. Quando quest’ultimo era caduto in disgrazia, si era offerta di adottare una o due delle loro figlie, ma offesa dal suo rifiuto, decise di togliere la famiglia March dal suo testamento. Ma quando conosce a casa della cugina Carroll la piccola Jo, per un'attrazione degli opposti, la vorrà come dama di compagnia, ritenendo suo dovere rimproverarla spesso nella speranza che migliori i suoi modi e grezzi, maschili e impulsivi.
- Più volte la zia March disse chiaramente che, qualora le nipoti sposassero dei partiti non idonei, le avrebbe escluse dal testamento: infatti, quando Meg decide di sposare John, cercherà invano di farle cambiare idea. Ma alla fine viene sempre alla luce il suo lato gentile, affettivo e amorevole verso la famiglia March, come dimostrato quando dà i soldi alla signora March per andare a Washington o quando acconsente di ospitare Amy. Anche se questa rimane la sua prediletta a ragion dei suoi modi fini, eleganti e aristocratici, lascerà una parte dell’eredità anche a Meg, mentre a Jo lascerà Plumfield, la sua casa, che la ragazza trasformerà in una scuola all'avanguardia.
- John Brooke
- Marito di Meg nel secondo volume, prima di sposarsi era l’istitutore privato di Laurie, rivelando già, anche se marginalmente, il suo carattere severo ma giusto, e disponibile. Privo di parenti stretti, prova molto interesse per Meg, anche se questa inizialmente non se ne accorge, e quando il signor March si ammala, si offre di scortare la signora March a Washington per starle vicino.
- Rivela presto il suo interesse per Meg, chiedendo ai genitori di lei il consenso prima di dichiararsi alla ragazza, destando la loro ammirazione per la sua gentilezza e onestà, nonostante i coniugi March siano preoccupati per il fatto che l’uomo non ha una posizione né una casa da offrire a Meg. Tuttavia, ricambiato da Meg stessa, acconsente a un fidanzamento di tre anni durante il quale serve nell'esercito fino alla fine della guerra, tornando poi a casa per trovare un modesto impiego come ragioniere. Ama tantissimo la moglie, e farebbe di tutto per lei: agli inizi la convivenza non è facile, soprattutto perché Meg ha spesso rimpianti dei suoi sogni di agiatezza, ma la caparbietà e la pazienza di John non fanno mancare nulla alla famiglia.
- John "Demi" e Margaret "Daisy" Brooke
- Sono i figli gemelli di Meg e John, e anche se marginale, rientrano nella narrazione della seconda parte. Il primo è molto sveglio e intelligente, impara a leggere e a giocare di logica dal padre e soprattutto dal nonno, anche se appena nato era molto capriccioso. Daisy invece è molto più tranquilla, e adora giocare con le bambole e stare a casa come la zia Beth. I loro caratteri verranno approfonditi in Piccoli uomini, in quanto, per aiutare la famiglia, andranno a vivere e studiare dalla zia Jo a Plumfield.
- Sallie Gardiner
- È sicuramente la più grande amica di Meg, anche se la profondità del loro rapporto non è specificata nei due romanzi. Quel che è certo è che l'amicizia continua anche dopo il matrimonio di Meg, in cui la stessa Sallie è stata invitata, e non sembra aver mai giudicato l'amica per la sua povertà. Anzi, nel secondo volume, dopo aver convinto Meg a prendere una seta piuttosto costosa, ignare delle sue difficoltà economiche, riparerà all'errore senza rimorsi. Si sposa con Ned Moffat, anche lui inizialmente attratto da Meg.
- Friedrich "Fritz" Bhaer
- Marito di Jo, padre di Teddy e Rob (Robert), buono e intelligente, è tedesco. Fa il professore e insieme a Jo aprirà un collegio, è molto povero ed è molto più anziano di Jo. Col passare del tempo Fritz diventa un po' più ricco. La casa della famiglia Bhaer sarà la casa di zia March, Plumfield, che Jo riceve in eredità alla morte di zia March, per volere della stessa e i Bhaer, Jo e Fritz, la utilizzano sia come abitazione sia come scuola.
- Minna
- Sorella del professor Friedrich Bhaer, marito di Jo March.
- Franz ed Emil
- Nipoti del professor Friedrich Bhaer e figli della sorella del professor Friedrich Bhaer, Minna.
Adattamenti
[modifica | modifica wikitesto]L'opera ha goduto nel corso degli anni di numerose trasposizioni cinematografiche e televisive. Il cinema si era interessato al romanzo già all'epoca del cinema muto.
- 1917: Little Women – un film muto, oggi considerato perduto.
- 1918: Little Women – film muto diretto da Harley Knoles e interpretato da Dorothy Bernard (Jo) e Conrad Nagel (Laurie).
- 1933: Piccole donne (Little Women) – film diretto da George Cukor, con Katharine Hepburn (Jo), Joan Bennett (Amy) e Douglass Montgomery (Laurie). Si tratta del primo adattamento sonoro del romanzo della Alcott.
- 1949: Piccole donne (Little Women) – remake a colori del film di Cukor, questa volta diretto da Mervyn LeRoy e interpretato da June Allyson (Jo), Elizabeth Taylor (Amy), Janet Leigh (Meg), Margaret O'Brien (Beth, che in questa versione è la sorella minore) e Peter Lawford (Laurie), con la partecipazione di Rossano Brazzi nel ruolo del professor Bhaer.
- 1950: Little Women - miniserie TV della BBC trasmessa dal vivo e della quale, di conseguenza, non esistono registrazioni.
- 1955: Piccole donne – sceneggiato TV diretto da Anton Giulio Majano, con Lea Padovani nel ruolo di Jo, trasmesso in 4 puntate dalla Rai.
- 1958: Little Women – miniserie TV della BBC. A differenza di molti altri adattamenti della BBC filmati in questo periodo, la miniserie è sopravvissuta intatta negli archivi.
- 1970: Piccole donne – miniserie TV della BBC diretta da Paddy Russell e interpretata da Angela Down, Jo Rowbottom, Janina Faye, Sarah Craze e Stephen Turner
- 1978: Piccole donne (Little Women) – film TV di 2 puntate, trasmesso dalla NBC il 2 e il 3 Ottobre 1978 negli Stati Uniti e diretto da David Lowell Rich. È interpretato da Susan Dey (Jo), Eve Plumb (Beth), Ann Dusenberry (Amy), Meredith Baxter Birney (Meg) e Richard Gilliland (Laurie), con Dorothy McGuire (Marmee), Greer Garson (zia March) e William Shatner (professor Bhaer). Il film ebbe anche un seguito in una serie televisiva l'anno seguente, nel quale però gran parte del cast era stata sostituita.
- 1994: Piccole donne (Little Women) – film diretto da Gillian Armstrong e interpretato da Winona Ryder (Jo), Susan Sarandon (signora March), Christian Bale (Laurie), Gabriel Byrne (professor Baher), Trini Alvarado (Meg), Claire Danes (Beth), Samantha Mathis (Amy) e Kirsten Dunst (Amy da piccola). Nel film vengono inclusi particolari presi dalla biografia dell'autrice del romanzo, si suppone per rendere maggiore veridicità.[10]
- 2017: Piccole donne – miniserie televisiva trasmessa da BBC One, adattata da Heidi Thomas con Emily Watson (Marmee), Michael Gambon (James Laurence), Angela Lansbury (zia March) e Maya Hawke (Jo). La miniserie è stata diretta da Vanessa Caswill.[11]
- 2019: Piccole donne (Little Women) – film del 2019 diretto da Greta Gerwig, interpretato da Saoirse Ronan (Jo), Emma Watson (Meg), Timothée Chalamet (Laurie), Laura Dern (Marmee), Florence Pugh (Amy), Eliza Scanlen (Beth) e Meryl Streep (zia March), Chris Cooper (sig. Laurence), Louis Garrel (Friedrich Bhaer), Tracy Letts (sig. Dashwood), James Norton (John Brooke) e Bob Odenkirk (sig. March). Il film ha ricevuto 6 candidature ai premi Oscar 2020,[1] vincendo quella per i migliori costumi a Jacqueline Durran.
Esistono anche diverse versioni animate del romanzo. Ricordiamo, in particolare:
- 1977: Piccole donne – episodio 53 della serie anime di produzione giapponese Le più belle favole del mondo.
- 1980: Piccole donne – film anime di produzione giapponese.
- 1981: Piccole donne – serie anime di produzione giapponese.
- 1987: Una per tutte, tutte per una – serie anime di produzione giapponese.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Louisa May Alcott, Piccole donne, Lulu.com, 2012, ISBN 978-1-291-08235-7. URL consultato il 17 settembre 2021.
- ↑ Patrizia Violi, Breve storia della letteratura rosa, Graphe.it Edizioni, 26 maggio 2020, ISBN 978-88-9372-103-5. URL consultato il 17 settembre 2021.
- ↑ (EN) Janice M. Alberghene e Beverly Lyon Clark, Little Women and the Feminist Imagination: Criticism, Controversy, Personal Essays, Psychology Press, 1999, ISBN 978-0-8153-2049-4. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Susan Cheever, Louisa May Alcott: A Personal Biography, Simon and Schuster, 8 novembre 2011, ISBN 978-1-4165-6992-3. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Lyde Cullen Sizer, The Political Work of Northern Women Writers and the Civil War, 1850-1872, Univ of North Carolina Press, 2000, ISBN 978-0-8078-4885-2. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Harriet Reisen, Louisa May Alcott: The Woman Behind Little Women, Macmillan, 26 ottobre 2010, ISBN 978-0-312-65887-8. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Louisa May Alcott, Little Women: Little women married, G. Routledge & Sons, 1873. URL consultato il 13 febbraio 2026.
- ↑ Alcott, Louisa May in "Enciclopedia dei ragazzi", su treccani.it. URL consultato il 17 settembre 2021.
- ↑ Daniela Danieli, Piccole donne,o del travestimento, in I quattro libri delle piccole donne, Einaudi, 2006, p. IX, ISBN 978-88-06-18491-9.
- ↑ MYmovies.it, Piccole donne [3], su MYmovies.it. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Little Women, su Masterpiece | Official Site | PBS. URL consultato il 29 gennaio 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Luisa Alcott, Piccole donne: libro per la gioventù. Da un Natale all'altro, traduzione di Ciro e Michelina Trabalza, Lanciano, R Carabba, 1908, SBN LO10321482.
- Luisa Alcott, Piccole donne: libro per la gioventù. Tre anni dopo, traduzione di Ciro e Michelina Trabalza, Lanciano, R. Carabba, 1911, SBN CUB0009173.
- Louisa May Alcott, Piccole donne, Edizioni Mursia, pagine 226, ISBN 978-88-425-2293-5.
- Louisa May Alcott, I quattro libri delle piccole donne, Einaudi, 2006, ISBN 978-88-06-18491-9.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Little Women, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Edizioni e traduzioni di Piccole donne, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Piccole donne, su Goodreads.
- (EN) Little Women, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- Piccole donne, riduzione radiofonica di Radio 3 Rai (Il Terzo Anello - Ad alta voce): 30 puntate, formato.ram
- "Piccole donne" Audiolibro - Lettura integrale MP3 Creative Commons - a cura di Liber Liber, progetto Libro parlato.
- "Little Women" Lettura integrale del testo originale inglese MP3 Pubblico Dominio
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 174058143 · LCCN (EN) no2007155436 · GND (DE) 4368763-5 · BNF (FR) cb133277918 (data) · J9U (EN, HE) 987007583403405171 |
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