Piccole donne (film 1933)

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Piccole donne
Little Women 1933 trailer.JPG
Katharine Hepburn e Joan Bennett
Titolo originaleLittle Women
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti
Anno1933
Durata115 min
Dati tecniciB/N
Generecommedia, drammatico
RegiaGeorge Cukor

Edward Killy e Mortimer Offner aiuto registi (non accreditati)

John Lodge: regista associato (non accreditato)
SoggettoLouise May Alcott
SceneggiaturaSarah Y. Mason, Victor Heerman
ProduttoreMerian C. Cooper
Produttore esecutivoDavid O. Selznick
Casa di produzioneRKO Radio Pictures
FotografiaHenry W. Gerrard
MontaggioJack Kitchin
MusicheMax Steiner
ScenografiaVan Nest Polglase
CostumiWalter Plunkett
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Ridoppiaggio TV (RaiTre 1990)

Piccole donne (Little Women) è un film del 1933 diretto da George Cukor, tratto dal romanzo omonimo di Louise May Alcott.

Si tratta di una delle numerose versioni cinematografiche che ha avuto il libro della Alcott, la storia di una famiglia del New England al tempo della Guerra di Secessione: attraverso un libro per "signorine" dai toni vittoriani, si affrontano temi importanti come l'emancipazione della donna.

Nel 1933 è stato indicato tra i migliori dieci film dell'anno dal National Board of Review of Motion Pictures.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La storia è quella quasi autobiografica della famiglia Alcott, diventata March nel libro: le quattro sorelle, Margaret, Josephine, Elizabeth e Amy sono le protagoniste della storia, che si snoda intorno agli avvenimenti domestici accaduti nell'anno in cui il padre è lontano da casa perché nell'esercito durante la Guerra Civile.

Il film inizia a Natale, quando le ragazze, essendo povere, come regalo ricevono una lettera del padre dal fronte, il quale con amorevoli parole esorta le figlie a sopportare la sua assenza e tutte le privazioni per diventare delle autentiche piccole donne a guerra ultimata.

Le sorelle, infatti, hanno ognuna un carattere diverso. Meg, la maggiore, è la più responsabile e matura delle sorelle, e cerca di essere un buon esempio, nonostante il peso della sua povertà la faccia sentire a disagio rispetto alle amiche. Jo, invece, è un autentico maschiaccio, dal carattere ribelle e anticonformista, e nutre il sogno di diventare una grande scrittrice. Beth è la più timida di tutte, e la sua paura della gente è tale che non esce mai di casa; ma anche lei ha un punto debole: non ha i soldi per possedere un bel pianoforte da poter suonare, amando molto la musica. La più piccola, Amy, è parecchio viziata e crede di attirare le attenzioni della gente dandosi delle arie da gran signora. Tutte e quattro, dopo quella lettera, si ripromettono di migliorare.

Un giorno Jo, spalando la neve, decide di rompere il ghiaccio con il giovane Laurie , il nipote del loro vicino di casa, James Laurence, che spesso viene beccato dalle ragazze a sbirciare dalla finestra. La causa di questo suo atteggiamento è la solitudine del ragazzo, orfano di entrambi i genitori e costretto dal nonno a studiare di malavoglia; inoltre, essendo timido e avendo vissuto in Europa, non ha amici. Jo decide quindi di stringere amicizia con il ragazzo e invita le sorelle a fare altrettanto, guadagnandosi anche le simpatie del vecchio Laurence, il quale invita Jo e le sorelle ad una festa privata a casa sua. Beth è l'unica a tentennare alla vista del burbero signore, ma alla fine il vecchio Laurence, notando l'interesse per Beth verso il grande pianoforte della casa, le concede il permesso di suonarlo promettendole che nessuno verrà a importunarla.

Beth, estasiata, accetta volentieri, e per ripagare tale gentilezza decide di regalargli un paio di pantofole fatte a mano. Jo, invece, riesce a scrivere un suo racconto ed esce furtivamente di casa per consegnarlo a un editore. Solo Laurie viene a conoscenza del suo segreto, avendola seguita di nascosto, e in cambio della sua confessione, rivela alla ragazza un altro segreto: John Brooke, il suo istitutore, ha preso alla festa il guanto che Meg credeva di aver perduto. Jo rimane turbata da quella rivelazione, perché non riesce ad accettare il fatto che, prima o poi, tutte le sorella cresceranno. Ma in casa avviene una grande sorpresa: il signor Laurence ha regalato a Beth un signor pianoforte appartenuto a suo nipote; la ragazza vince così la sua timidezza e corre ad abbracciare il vecchio signore.

Tutto sembra procedere per il meglio, ma l'equilibrio familiare viene rotto da un telegramma da Washington: il signor March è ricoverato in un ospedale militare, e la signora March deve partire con il primo treno. Tuttavia, non ha i soldi per il biglietto: per questo motivo, visto lo scarso contributo della zia March, Jo guadagna altri dollari vendendo i suoi capelli, l'unico suo vanto femminile. La mamma rimane profondamente commossa da questo gesto, e chiede alle figlie di essere ancora più vigili e coraggiose durante la sua assenza.

Ma ecco che, pochi giorni dopo, Beth si ammala di scarlattina, contratta mentre aiutava una famiglia povera. Amy, suo malgrado, viene subito spedita dalla zia March affinché eviti il contagio, essendo l'unica a non averla fatta, mentre il dottore, visitando Beth a lungo, si accorge che le condizioni sono gravi e la ragazza rischia di morire. Laurie spedisce un telegramma aWashington prima del tempo, così la signora March torna a casa in tempo per vedere la figlia scampare alla morte.

Beth si rimette giusto in tempo per Natale, e anche il signor March, ripresosi alla svelta, torna a casa dalle figlie come regalo di Natale. Nel frattempo, Meg continua a interrogarsi sui suoi sentimenti nei confronti di John, e spinta dalle insistenze di Jo, quando questi si dichiara cerca di respingerlo. Ma quando la zia March, giunta per caso a trovare le nipoti, li scopre insieme, fraintende tutto e cerca di convincere la nipote a rinunciare a quell'uomo, arrivando quasi ad insultarlo. Meg si infuria e affronta la zia, dichiarando di essere innamorata di John e di preferire sposarsi per amore, anche se dovrà condurre una vita povera.

Così, i due innamorati si sposano, con grande cordoglio di Jo che vede la sua famiglia iniziare a sgretolarsi. Laurie decide di consolare l'amica e cerca, intanto, di dichiararle il suo amore; ma questa lo rifiuta dicendo che non ha intenzione di sposarsi; Laurie allora si arrabbia e se ne va via, dicendo a Jo che invece un giorno anche lei si innamorerà, ma di un altro uomo. Per dimenticare tutto questo, Jo chiede alla mamma il permesso di andare a New York, per poter così cercare la sua strada.

Mentre cerca di scrivere novelle sul giornale per guadagnare soldi, Jo lavora come baby-sitter presso le figlie della signora Kirke, un'amica della madre, proprietaria di una pensione presso cui la ragazza alloggia. Qui Jo incontra un vecchio professore tedesco, Fritz Bhaer, con il quale stringe amicizia e presso cui si rivolge per dei consigli letterari. Il professore, un giorno, critica duramente le novelle scritte da Jo, perché secondo lui sono troppo fantasiose e carenti di sentimento. La giovane donna ci rimane molto male, perché i racconti servivano per aiutare economicamente la sua famiglia, ma anche perché ha scoperto che la zia March ha portato Amy con sé in Europa come dama di compagnia, quando la vecchia signora l'aveva promesso a lei. Per farsi perdonare, Fritz la porta a teatro a vedere un'opera, sperando così che Jo si distragga. Infatti, al suo ritorno Jo sembra felice, ma quando torna alla pensione diventa triste leggendo una lettera della mamma che la invita a tornare subito a casa.

Infatti Beth sta per morire, e confessa apertamente alla sorella di averlo sempre saputo, e che ormai i giorni sono contati. Jo le promette di badare alla famiglia, ben consapevole che, una volta morta, Beth lascerà un vuoto incolmabile. E per riempire questo vuoto, Jo si decide a scrivere un romanzo sulla sua vita, dedicandolo alla sorella. Nel frattempo, Meg ha avuto due gemelli con John, e Amy si è fidanzata con Laurie in Europa.

E mesi dopo arriva il tanto sospirato lieto fine. Amy e Laurie ritornano a casa dal loro viaggio di nozze, e come sorpresa per tutti, il professor Bhaer consegna ad Hannah un regalo per Jo: il suo libro pubblicato. Nonostante la pioggia, Jo corre dietro al professore, che non volendo disturbare se ne stava tornando a casa, e lo invita a fermarsi da loro, facendoci intuire che i due si sposeranno presto.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il film venne proiettato per la prima volta il 16 novembre 1933 e riscosse subito un grande successo di pubblico, tanto da indurre i gestori della sala cinematografica a venir meno ad una regola rigorosa: quella di togliere i film dopo la prima settimana di programmazione. Piccole donne, infatti, restò in cartellone per tre settimane di seguito.
  • Il successo indusse i produttori ad affidare subito al regista Cukor la versione cinematografica di un altro classico della letteratura: il David Copperfield di Charles Dickens. L'episodio portò Cukor ad autodefinirsi un «regista letterario» («I became typed as a leterary director»).
  • Il film venne presentato in concorso alla 2ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia del 1934, dove Katharine Hepburn vinse il premio per la migliore attrice.

Altre versioni[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alvin H. Marill, Katharine Hepburn - Storia illustrata del cinema, Milano Libri Edizioni, giugno 1976 (versione italiana di Katharine Hepburn, Pyramid Communications Inc., 1973)
  • (EN) Richard B. Jewell, Vernon Harbin: The RKO Story, Arlington House, 1982 Octopus Books Limited - ISBN 0-517-546566

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