Marcellino pane e vino

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Marcellino pane e vino
Titolo originale Marcelino pan y vino
Paese di produzione Spagna
Anno 1955
Durata 90 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Ladislao Vajda
Soggetto José María Sánchez Silva
Sceneggiatura José María Sánchez Silva, Ladislao Vajda
Casa di produzione Chamartin Falco Film
Fotografia Enrique Guerner
Montaggio Julio Peña
Musiche Pablo Sarozábal
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi
2º premio al V festival del cinema di Berlino
Menzione speciale per il piccolo Pablito Calvo al festival di Cannes
Menzione della giuria dell'O.C.I.C. del festival di Cannes
Medaglia d'oro C.I.D.A.C. per il miglior film

Marcellino pane e vino (Marcelino pan y vino) è un film spagnolo del 1955 diretto da Ladislao Vajda, presentato in concorso all'8º Festival di Cannes.

Il protagonista del film, Pablito Calvo, all'epoca aveva solo sei anni.

Nel 1958 il protagonista del film Pablito Calvo recitò in un film con Totò che sin dal titolo richiamava al film spagnolo (Totò e Marcellino, diretto da Antonio Musu).

Il film è tratto dal romanzo di José María Sánchez Silva "Marcelino Pan Y Vino" il cui autore si è ispirato ad una storia realmente accaduta in quegli anni.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel giorno di San Marcellino, in Spagna, un frate francescano si reca in paese per andare a visitare una bambina gravemente malata, mentre tutto il paese sta salendo la collina per andare al convento sulla tomba di san Marcellino; il frate inizia a raccontare la storia del convento e di Marcellino. Finita la sanguinosa guerra combattuta tra francesi e spagnoli, tre frati francescani chiedono al sindaco, don Emilio, di poter riassestare il vecchio castello per riadattarlo a convento; il sindaco dà il consenso e tutta la popolazione aiuta i tre frati nell'intento. Dopo poco tempo il convento è costruito ed inaugurato.

Una mattina però, il frate portinaio trova alla porta un cestino con dentro un neonato che piange, poiché ha fame e sete; i frati lo battezzano e gli danno il nome di "Marcellino", poiché è il giorno di san Marcellino. I frati vorrebbero affidarlo a qualche famiglia, ma nessuno è in grado di mantenere un altro figlio, viste le condizioni di miseria in cui viveva la popolazione spagnola. Passano gli anni e Marcellino è un bambino di sei anni robusto e forte e tratta tutti e dodici i frati come dodici padri, ma sente molto la mancanza di una figura materna, infatti fa ai frati molte domande sulle mamme.

Portato da un fraticello alla fiera paesana, distrugge la fiera; così il nuovo sindaco, da sempre contrario all'opera di bene fatta da don Emilio, emette uno sfratto ai danni dei frati. Un giorno Marcellino, disubbidendo a frate Tommaso (chiamato da Marcellino "fra Pappina"), trova nella vecchia soffitta un crocifisso. Vedendo il Cristo della Croce molto magro, immagina che abbia fame e decide di portargli soavemente da mangiare e da bere. Avviene il miracolo: il corpo del Cristo crocifisso si anima per ricevere il pasto offerto, rivolgendo anche la parola a Marcellino che, avendo trovato, nella fretta, solo pane e vino, lo dà comunque a Gesù, che lo soprannomina giocosamente ”Marcellino Pane e Vino“.

Pochi giorni prima dello sfratto, Marcellino va a parlare con Gesù delle mamme, esprimendogli il desiderio di vedere la sua mamma e dopo anche la Madonna, al che Gesù fa candidamente morire Marcellino nel sorriso innocente e sereno di un bambino, mandandolo quindi in cielo a conoscere i genitori. Frate Tommaso, che aveva assistito di nascosto al miracolo, rattristato chiama tutti i frati al cospetto del Signore, a vedere Gesù scendere dalla Croce per far morire beatamente il piccolo Marcellino.

Tutta la gente del paese accorre al miracolo, e così, ogni anno, la popolazione si reca sulla tomba di ”Marcellino Pane e Vino“, in segno di devoto rispetto.

Altre opere ispirate al romanzo[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]