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Little Miss Sunshine

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Little Miss Sunshine
Una scena del film
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2006
Durata101 min
Rapporto2,35:1
Generecommedia, drammatico
RegiaJonathan Dayton e Valerie Faris
SceneggiaturaMichael Arndt
ProduttoreDavid T. Friendly, Albert Berger, Peter Saraf, Marc Turtletaub, Ron Yerxa
Produttore esecutivoJed Brody, Michael Beugg
Casa di produzioneFox Searchlight Pictures, Big Beach Films, Third Gear Productions LLC, Deep River Productions, Bona Fide Productions
Distribuzione in italiano20th Century Fox
FotografiaTim Suhrstedt
MontaggioPamela Martin
Effetti specialiIan Eyre
MusicheMychael Danna, DeVotchka
ScenografiaKalina Ivanov, Alan E. Muraoka, Melissa M. Levander
CostumiNancy Steiner
TruccoTorsten Witte
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Little Miss Sunshine è un film del 2006 diretto da Jonathan Dayton e Valerie Faris, al loro debutto alla regia.

Con una sceneggiatura scritta anch'essa da un esordiente, Michael Arndt, la pellicola fu prodotta dalla Big Beach Films con un budget di 8 milioni di dollari.[1] Le riprese si svolsero in Arizona e California e iniziarono il 6 giugno 2005, durando per 30 giorni.

Il film fu presentato al Sundance Film Festival il 20 gennaio 2006, dove i diritti di distribuzione vennero acquisiti dalla Fox Searchlight Pictures, dando vita a uno degli accordi più significativi nella storia del festival.[2] La distribuzione nelle sale statunitensi iniziò il 26 luglio 2006.[2]

Little Miss Sunshine fu accolto molto positivamente dalla critica e incassò complessivamente 100,5 milioni di dollari, conseguendo quattro candidature agli Oscar e vincendone due, ovvero la miglior sceneggiatura originale (Michael Arndt) e il miglior attore non protagonista (Alan Arkin). Il film si aggiudicò inoltre il premio come miglior film agli Independent Spirit Awards.

I protagonisti di questa commedia appartengono tutti alla strana famiglia Hoover, residente ad Albuquerque, nel Nuovo Messico.

Il padre Richard tiene conferenze pressoché deserte sui cosiddetti nove passi per raggiungere il successo e spera di pubblicare un saggio grazie all'aiuto di un amico editore che ha promesso di occuparsene. Richard è particolarmente attento alle tematiche della volontà e del successo e si pone come leader motivazionale per tutta la famiglia.

La madre Sheryl è una donna indaffarata e molto disponibile che spera nella carriera del marito per dare una svolta alla situazione economica. Accoglie in casa anche il fratello omosessuale Frank, docente universitario tra i massimi conoscitori dello scrittore francese Marcel Proust; dopo essere stato rifiutato da un altro uomo, aver perso il posto all'università e aver visto premiare da una fondazione il proprio rivale in amore, Frank ha tentato il suicidio e ora necessita di essere sorvegliato a vista. Frank dovrà condividere la camera del nipote quindicenne Dwayne, avido lettore di Friedrich Nietzsche. Dwayne ha fatto il voto del silenzio finché non accederà all'accademia aeronautica.

Sua sorella Olive è una bambina di sette anni il cui sogno è partecipare a un concorso di bellezza per aspiranti Miss America. Per questo motivo si allena ad un numero con il nonno paterno Edwin, un anziano con problemi di droga e nostalgico della sregolatezza passata che sniffa eroina e per questo è stato cacciato dalla casa di riposo Villa Tramonto.

Olive è arrivata seconda alle regionali di Little Miss Sunshine,[3] ma dopo il ritiro della prima classificata viene ammessa alle finali nazionali che si terranno in California. La bambina deve essere accompagnata dai genitori e allo stesso tempo suo nonno non vuole rinunciare per alcun motivo all'esibizione preparata con tanta fatica. Rimane il problema della sorveglianza dello zio Frank, così Dwayne accetta controvoglia di seguire la comitiva. L'aereo non viene preso in considerazione perché troppo caro e si decide di affrontare il viaggio con un vecchio pulmino Volkswagen T2 che ha posto per tutti.

Dopo una sosta la frizione del veicolo si rompe ma il meccanico suggerisce che quel modello di cambio permette di viaggiare senza essere riparato: basterà ogni volta spingere a mano. Durante una delle soste, Richard contatta l'editore da una cabina telefonica e gli viene comunicato che il suo progetto è andato completamente a monte.

Un Volkswagen T2 simile a quello utilizzato nel film

La mattina successiva Olive scopre che suo nonno non si sveglia. La corsa all'ospedale non ha risultato: Edwin è morto nel sonno dopo aver assunto l'ultima dose di eroina. I familiari sono sul punto di tornare a casa, quando Richard decide di andare comunque in California per il concorso, come avrebbe desiderato il nonno. Pertanto rubano la salma dall'ospedale (le pratiche burocratiche si sarebbero dilungate troppo), la caricano sul proprio furgone e fuggono.

Immediatamente il clacson del pulmino si incanta e continua a suonare, suscitando l'ira di un poliziotto in motocicletta. La tensione è alta, ma il poliziotto non nota la salma nascosta nel bagagliaio e si limita a requisire alcune riviste pornografiche che Edwin aveva acquistato in un autogrill.

Sempre durante il viaggio, mentre Dwayne si fa sottoporre ad un test della vista dalla sorella, si accorge di essere discromatopsico, e pertanto, non potrà accedere all'accademia aeronautica. Di lì a poco farà sentire la sua voce sbraitando ferocemente.

Dopo ulteriori vicissitudini, gli Hoover arrivano all'albergo dove si tiene il concorso proprio allo scadere del tempo e riescono ad iscrivere Olive. Una ad una le altre bambine si esibiscono; Richard e Dwayne capiscono che Olive è completamente fuori contesto ma lei, in completo frac, è comunque decisa a partecipare. L'esibizione che aveva preparato con il nonno è in pratica uno striptease e desta lo scandalo della giuria e del pubblico. Gli Hoover lasciano esibire Olive, anzi uno ad uno salgono sul palco e iniziano una danza disordinata e felice. Dopo essere stati rilasciati dalla polizia, a patto che la bambina non partecipi più a un concorso di bellezza in California, fanno ritorno a casa soddisfatti.

Sceneggiatura

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La sceneggiatura fu scritta da Michael Arndt e in origine raccontava di un viaggio lungo la East Coast, dal Maryland alla Florida; per ragioni di budget, il percorso fu però modificato, spostandolo dal Nuovo Messico alla California.[4] Arndt iniziò a scrivere il copione il 23 maggio 2000 e completò la prima versione tre giorni dopo.[5] Inizialmente lo scrittore aveva pensato di realizzare il film da sé con una videocamera,[6] ma decise poi di consegnare la sceneggiatura ai produttori Ron Yerxa e Albert Berger, che si affidarono alla Deep River Production per trovare un potenziale regista.[7]

Yerxa e Berger incontrarono Jonathan Dayton e Valerie Faris durante la lavorazione di Election e passarono loro il copione, chiedendo di leggerlo entro il 2001. I due registi dichiararono in seguito: «Il film rispecchia pienamente la nostra visione. Sembra fosse stato scritto apposta per noi».[8] La sceneggiatura venne acquistata il 21 dicembre 2001 da Marc Turtletaub, uno dei produttori, per 250.000 dollari.[9]

Il progetto fu proposto a diversi studi cinematografici, ma l'unico a mostrare interesse fu la Focus Features, che intendeva girarlo in Canada.[8] Lo studio suggerì di concentrare maggiormente la trama sul personaggio di Richard Hoover; al rifiuto di Arndt, lo sceneggiatore venne licenziato e sostituito con un altro autore,[10] che introdusse varie modifiche, tra cui una scena in cui Richard si confronta con un uomo che abbandona la sua tecnica motivazionale.[11] Arndt fu tuttavia reintegrato quando la direzione dello studio cambiò a seguito di un rinnovamento interno.[12] Dopo due anni di pre-produzione, Turtletaub riacquistò dal Focus Features i diritti del film e i costi di sviluppo per 400.000 dollari,[8] finanziando inoltre con 8 milioni di dollari la produzione della pellicola.[13]

Abigail Breslin, interprete della piccola Olive Hoover

Per il casting, i registi Jonathan Dayton e Valerie Faris furono affiancati dai direttori del casting Kim Davis e Justine Baddeley, con cui avevano già collaborato in passato per la realizzazione di videoclip musicali.[14] Greg Kinnear venne scelto sin dall’inizio per il ruolo di Richard Hoover,[15] mentre per la parte della moglie Sheryl furono prese in considerazione diverse attrici, prima di optare per l'australiana Toni Collette.[15] Davis e Baddeley viaggiarono «in ogni Paese di lingua inglese»[14] alla ricerca dell'interprete ideale per Olive, selezionando infine la giovane Abigail Breslin dopo un provino. Paul Dano fu coinvolto due anni prima dell’inizio delle riprese, in modo da prepararsi al meglio al personaggio: per immedesimarsi, trascorse diversi giorni senza parlare.[15][16] Alan Arkin, interprete del nonno Edwin, inizialmente era stato giudicato troppo giovane per il ruolo.[15]

Per la parte di Frank, lo studioso di Proust con tendenze suicide, erano stati originariamente presi in considerazione Bill Murray e Robin Williams;[8] la scelta ricadde infine su Steve Carell, pochi mesi prima dell’avvio delle riprese. A proposito della decisione, i registi dichiararono: «Quando incontrammo Steve Carell, non eravamo sicuri che fosse adatto sulla base delle sue interpretazioni precedenti. Ma quando parlammo con lui del personaggio, del tono del film e del nostro approccio, capimmo subito che era perfettamente in sintonia con noi».[14]

Le riprese ebbero inizio il 6 giugno 2005[17] e si svolsero in Arizona e in California nell'arco di 30 giorni. Le scene furono girate seguendo l'ordine cronologico della trama.[14][16][18] Arndt riscrisse il finale sei settimane prima della presentazione al Sundance Film Festival, che venne girato nel dicembre 2005.[19] La post-produzione si concluse appena quattro giorni prima dell'anteprima.[20] La pellicola fu dedicata a Rebecca Annitto, nipote del produttore Peter Saraf, morta tragicamente in un incidente stradale il 14 settembre 2005.[21]

Volkswagen T2 Microbus

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Michael Arndt, sceneggiatore del film

Nella sceneggiatura Arndt scelse come mezzo di trasporto dei protagonisti un Volkswagen T2 Microbus, ispirandosi alla propria esperienza personale con questo modello: «Mi ricordo che è un viaggio su strada e mi chiedo: quale veicolo sarebbe più opportuno adottare? Il VW bus sembra una scelta logica, proprio perché possiede un soffitto alto e una linea di ripresa pulita per posizionare la telecamera».[10] Per le riprese furono utilizzati cinque diversi esemplari del veicolo, alcuni dei quali modificati per agevolare il lavoro della troupe.[22] Durante la pre-produzione, il direttore della fotografia installò telecamere amatoriali in ciascun angolo del van per individuare i punti di ripresa più adatti agli interni.[16] Molti dei problemi meccanici mostrati nel film - come il clacson guasto, la frizione difettosa e la portiera malfunzionante - si basano su inconvenienti che Arndt aveva realmente vissuto durante l’infanzia, viaggiando a bordo dello stesso modello di pulmino.[12]

A proposito delle scene di guida, Greg Kinnear raccontò ironicamente: «Andavo a 50 miglia orarie in questo VW van del 1971 che non aveva airbag laterali. In pratica, bisognava aspettare che un enorme camion con la cinepresa ci superasse e ci desse il segnale per partire. Voglio dire, era una follia; è stato sicuramente il film più pericoloso a cui abbia mai preso parte».[23] Durante le riprese, gli attori trascorrevano nel van anche tre o quattro ore consecutive al giorno.[23][24] Il 25 luglio 2006 la Fox Searchlight Pictures invitò i proprietari dei pulmini a una proiezione speciale della pellicola presso il Vineland Drive-In Theater di Industry: per l'occasione si radunarono oltre sessanta esemplari di VW van.[25]

Concorso di bellezza

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Prima di scrivere il copione, Michael Arndt lesse su un quotidiano che Arnold Schwarzenegger, parlando a un gruppo di studentesse delle scuole superiori, aveva dichiarato: «Se c'è una cosa che odio a questo mondo, sono i perdenti. Li disprezzo». Da questa affermazione lo sceneggiatore trasse ispirazione per sviluppare una storia che ne mettesse in ridicolo la logica: «Pensai che ci fosse qualcosa di profondamente sbagliato in questo atteggiamento [...] Volevo criticare l’idea che nella vita si sale o si scende [...] Un concorso di bellezza per bambine mi sembrava l'emblema delle competizioni più insensate e ridicole che si possano immaginare».[10] Il regista Jonathan Dayton sottolineò a sua volta l’importanza del concorso all’interno della pellicola: «Per noi era fondamentale trasmettere che il tema del film non fossero questi spettacoli in sé, ma il sentirsi fuori posto e l’incertezza sul proprio futuro».[15] Tutte le bambine che interpretarono le concorrenti, ad eccezione di Abigail Breslin, erano vere partecipanti a concorsi di bellezza.[26] Per coglierne l'atmosfera autentica, Dayton e Faris presero parte ad alcune competizioni in California e incontrarono un organizzatore per approfondire i criteri di selezione.[27]

Quando la Focus Features propose di girare in Canada, i registi si opposero, sostenendo che i costi di viaggio per le partecipanti e le loro famiglie sarebbero stati troppo alti.[8] La scelta di restare negli Stati Uniti permise invece di realizzare le scene del concorso in un hotel di Ventura, nell’arco di due settimane, utilizzando costumi già appartenenti alle bambine stesse.[27] Per rendere Olive più "paffuta", la Breslin indossò un abito imbottito durante le riprese.[28] In vista della scena finale della danza, l'attrice si preparò per due settimane con l'aiuto di un coreografo.[23]

Colonna sonora

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Little Miss Sunshine: Original Motion Picture Soundtrack
colonna sonora
ArtistaAA.VV.
Pubblicazione11 luglio 2006
Durata46:25
Dischi1
Tracce14
GenereColonna sonora
EtichettaLakeshore Records
ProduttoreMychael Danna

I brani della colonna sonora di Little Miss Sunshine furono scritti dai DeVotchKa e arrangiati da Mychael Danna.[16] Molti di essi sono adattamenti di composizioni già esistenti, come The Winner Is, derivata da How It Ends, o La Llorona, tratta da Una Volta.

I registi scoprirono la musica dei DeVotchKa dopo aver ascoltato You Love Me alla radio[29] e rimasero così colpiti dal brano da scaricare tutti i loro album su iPod per farli ascoltare al cast.[30] Mychael Danna fu coinvolto per rielaborare il materiale preesistente e collaborare con la band alle nuove composizioni. La colonna sonora non fu tuttavia ammessa alla candidatura agli Oscar, in quanto composta in gran parte da adattamenti di canzoni già edite.[31] Il brano Til the End of Time ottenne comunque una candidatura ai Satellite Awards 2006,[32] mentre sia i DeVotchKa che Danna ricevettero una candidatura ai Grammy Awards 2007.[30]

L'album raggiunse la posizione numero 42 della classifica Top Independent Albums e la numero 24 della Top Soundtracks nel 2006.[33] Contiene inoltre due brani di Sufjan Stevens (No Man's Land e Chicago), uno di Tony Tisdale (Catwalkin') e uno di Rick James (Super Freak).[16][33] Nel film sono presenti anche due canzoni aggiuntive di Gordon Pogoda (Let It Go e You've Got Me Dancing).[34]

  1. DeVotchKaThe Winner Is – 3:04 (musica: Mychael Danna)
  2. DeVotchKa – Til the End of Time – 3:56 (musica: Nick Urata)
  3. DeVotchKa – You Love Me – 4:02
  4. DeVotchKa – First Push – 1:05 (musica: Mychael Danna)
  5. Sufjan StevensNo Man's Land – 4:47 (Sufjan Stevens)
  6. DeVotchKa – Let's Go – 3:21 (musica: Mychael Danna)
  7. DeVotchKa – No One Gets Left Behind – 1:14 (musica: Mychael Danna)
  8. Sufjan Stevens – Chicago – 6:07 (Sufjan Stevens)
  9. DeVotchKa – We're Gonna Make It – 2:32
  10. DeVotchKa – Do You Think There's a Heaven – 1:23 (musica: Mychael Danna)
  11. Tony TisdaleCatwalkin' – 1:38
  12. Rick JamesSuper Freak (Rocasound Revamp) – 4:13 (Rick James / Alonzo Miller; edizioni musicali Universal Music Enterprises) – Remix di Rocasound
  13. DeVotchKa – La Llorona – 3:24 (musica: Luís Martz)
  14. DeVotchKa – How It Ends – 5:39

Durata totale: 46:25

Distribuzione

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Il film debuttò al Sundance Film Festival nel 2006

Dopo l'anteprima al Sundance Film Festival, avvenuta il 20 gennaio, molti studi si offrirono di acquisire i diritti del lungometraggio. Ad aggiudicarseli fu la Fox Searchlight Pictures, che mise sul piatto 10,5 milioni di dollari più il 10% degli utili.[8] L'accordo fu formalizzato meno di una settimana dopo l'anteprima, diventando uno dei più rilevanti nella storia del festival.[35][36] L'anno precedente, Hustle & Flow - Il colore della musica era stato acquistato dalla Paramount Classics per 9 milioni di dollari, mentre nel 1999 Happy, Texas era stato ceduto alla Miramax Films per 10 milioni.[37][38]

Date di uscita

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Le date di uscita internazionali sono state:[39]

Edizione italiana

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La direzione del doppiaggio italiano è a cura di Roberto Chevalier, su dialoghi di Mauro Trentini, per conto della SEFIT-CDC.[40]

Edizioni home video

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Il DVD del lungometraggio venne pubblicato il 19 dicembre 2006. Al suo interno vi erano, oltre al film, quattro finali alternativi, il commento dei due registi e un video musicale della colonna sonora. Nella sua prima settimana di distribuzione, le vendite del DVD fruttarono un incasso di 19 614 299 $[41] per raggiungere un totale di circa 55 milioni di dollari.[41] Il film venne pubblicato in formato Blu-ray il 10 febbraio 2009.[42] Nel 2010 il film fu distribuito in un cofanetto DVD contenente anche Juno.[43]

Nella sua prima settimana di programmazione, Little Miss Sunshine fu distribuito in sette sale cinematografiche, incassando circa 500.000 dollari.[44] Il 29 luglio 2006, primo sabato successivo all’uscita in distribuzione limitata, il film registrò una media di 20.000 dollari per sala,[45] mantenendo per 21 giorni consecutivi il primato di incasso medio più alto, fino al 15 agosto, quando fu superato dal documentario Deep Sea: Il mondo sommerso.[46] Alla terza settimana di programmazione, la pellicola entrò nella top 10 del botteghino statunitense, dove rimase per 11 settimane consecutive.[44] In totale fu distribuita in 1.602 sale negli Stati Uniti.[44]

All'estero incassò oltre 5 milioni di dollari in Australia, 3 milioni in Germania, 4 milioni in Spagna e 6 milioni complessivamente tra Regno Unito, Irlanda e Malta,[47] per un totale di circa 60 milioni di dollari negli Stati Uniti e 40 milioni a livello internazionale.[1]

Alan Arkin ha vinto l'Oscar come miglior attore non protagonista per la sua interpretazione

Il film ricevette numerose critiche positive, in particolare per l'interpretazione di Abigail Breslin. Sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes ha un indice di gradimento del 91% basato su 217 recensioni, con una valutazione media di 7,7 su 10; il consenso critico afferma: «Little Miss Sunshine ha successo grazie a un forte cast corale che include Greg Kinnear, Steve Carell, Toni Collette, Alan Arkin e Abigail Breslin, oltre a una sceneggiatura deliziosamente divertente».[48] Su Metacritic ottiene un punteggio di 80 su 100 basato su 36 recensioni.[49]

Michael Medved assegnò al film quattro stelle su quattro, definendolo «una sorprendente e irresistibile commedia, da considerarsi uno dei migliori film dell'anno».[50] Joel Siegel lo valutò con una 'A', affermando che «Orson Welles dovrebbe tornare in vita perché questo film non entri nella mia lista dei dieci migliori dell'anno».[51] Stella Papamichael di BBC News lo descrisse come «un mix vincente di raffinatezza e demenzialità».[52] Claudia Puig di USA Today commentò così la performance di Abigail Breslin: «Se Olive fosse stata interpretata da qualsiasi altra bambina, non mi avrebbe colpito così profondamente come ha fatto lei».[53] Paste Magazine lo incluse tra i 50 migliori film del decennio 2000-2009, collocandolo al trentaquattresimo posto.[54]

Non mancarono tuttavia le critiche negative. Jim Ridley di The Village Voice definì il film «un traballante veicolo che viaggia perlopiù in discesa».[55] Anna Nimouse di National Review scrisse che la pellicola «è lodata come un film 'buonista', forse per gli spettatori a cui piace infilarsi il bambù sotto le unghie. Se sei avvilito, allora Little Miss Sunshine è ciò che fa per te».[56]

Jim Emerson, redattore per RogerEbert.com, si soffermò sui temi affrontati dal film, osservando: «Little Miss Sunshine ci mostra un mondo in cui esistono una figura, un volantino, una procedura, un titolo di lavoro, un regime, un programma passo per passo, un percorso di carriera, un prezzo, una comunità di pensionamento per quantificare, ordinare e categorizzare ogni emozione o desiderio umano. Non esiste nulla che non possa essere suddiviso in comparti o trasformato in un mantra di auto-miglioramento sul tema dei 'vincitori e perdenti'».[57] Brian Tallerico di UGO.com sottolineò anch’egli i temi trattati, scrivendo: «Little Miss Sunshine insegna ad abbracciare il compromesso, riconoscendo che la vita può essere un concorso di bellezza, in cui siamo spesso superati da qualcuno più bello, più intelligente o semplicemente più fortunato; ma se ci distacchiamo da questa concezione e ci comportiamo come noi stessi, ogni cosa andrà per il meglio».[58]

Riconoscimenti

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Lo stesso argomento in dettaglio: Riconoscimenti ottenuti da Little Miss Sunshine.

Little Miss Sunshine ricevette numerosi premi e candidature in diverse cerimonie. Ottenne quattro candidature agli Oscar, aggiudicandosi due statuette: miglior sceneggiatura originale a Michael Arndt e miglior attore non protagonista ad Alan Arkin.[59] Entrambi furono premiati anche ai British Academy Film Awards.[60] Ai Critics' Choice Awards, oltre agli interpreti, venne premiato l'intero cast.[61]

Al Festival del cinema americano di Deauville il film conquistò il Grand Special Prize,[62] mentre al Palm Springs International Film Festival ricevette il Chairman’s Vanguard Award.[63] Agli Independent Spirit Awards vinse quattro premi su cinque candidature, tra cui miglior film e migliore regia.[64] La colonna sonora ottenne una candidatura ai Grammy Awards, venendo però superata da quella di Quando l'amore brucia l'anima - Walk the Line.[65] Il film ricevette inoltre candidature agli MTV Movie Awards,[66] ai Satellite Awards,[67] ai Chicago Film Critics Association Awards[68] e ai Golden Globe.[69]

Controversie sui premi Oscar

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Vi furono polemiche riguardo al numero dei produttori che avrebbero potuto ricevere il premio in caso di vittoria nella categoria miglior film. Dal 1999 l'Academy of Motion Picture Arts and Sciences stabilì infatti che i candidati potessero essere al massimo tre,[70] al fine di evitare che sul palco salisse un numero eccessivo di persone.[71] La Producers Guild of America (PGA), al contrario, non aveva mai imposto un limite.[72]

Per Little Miss Sunshine i produttori erano cinque (Marc Turtletaub, Peter Saraf, Albert Berger, Ron Yerxa e David Friendly). L’Academy, non potendo includere tutti, escluse Berger e Yerxa, sebbene avessero avuto un ruolo rilevante nello sviluppo del progetto, avendo individuato lo sceneggiatore, scelto il direttore della fotografia e sostenuto la partecipazione al Sundance Film Festival.[15][18][73] Pur riconoscendo il loro contributo, l'Academy li considerò produttori "collettivi" e non individuali, e quindi non candidabili.[70]

La decisione suscitò critiche. David Hoberman affermò: «Se ci sono cinque persone effettivamente coinvolte nella produzione di un film, non c’è ragione per cui chi ha contribuito a realizzarlo venga escluso dal riconoscimento».[70] Lynda Obst, membro del comitato dell’Academy, replicò: «In generale, cinque persone non producono un film. Se questo caso costituisce un'anomalia, si crea una situazione sgradevole. Ma non si elimina una regola per una sola eccezione».[70]

La PGA, in precedenza, aveva riconosciuto tutti e cinque i produttori.[74] In risposta alla decisione dell’Academy, Albert Berger dichiarò: «Non importa cosa sia stato deciso, noi tutti abbiamo prodotto questo film».[18]

Un musical basato sul film, con musiche e testi di William Finn e libretto e regia di James Lapine, è stato sviluppato durante un laboratorio teatrale del Sundance Institute presso il White Oak in Yulee, Florida, dal 25 ottobre al 7 novembre 2009.[75] Ha poi debuttato al La Jolla Playhouse dal 15 febbraio al 27 marzo 2011.[76] Nel cast figuravano Hunter Foster, Malcolm Gets, Georgi James, Dick Latessa, Jennifer Laura Thompson e Taylor Trensch.[77][78]

L'11 marzo 2011, Gets ha lasciato lo spettacolo. Il membro dell'ensemble Andrew Samonsky ha preso il suo posto nel ruolo di zio Frank, mentre la parte di Joshua Rose è stata interpretata dalla riserva Ryan Wagner fino alla chiusura dello spettacolo, avvenuta il 27 marzo 2011. Il musical è poi andato in scena al Second Stage Theatre, con anteprime a partire dal 15 ottobre 2013 e debutto ufficiale il 14 novembre 2013. La produzione si è conclusa il 15 dicembre 2013.[79] Nel cast: Hannah Rose Nordberg nel ruolo di Olive Hoover, Stephanie J. Block in quello di Sheryl Hoover, Rory O'Malley come Frank Hoover, Wesley Taylor nel ruolo di Joshua Rose, Josh Lamon come Buddy, David Rasche nel ruolo del nonno Hoover, Jennifer Sanchez nei panni di Miss California e Logan Rowland come Dwayne Hoover.[80]

  1. 1 2 (EN) Little Miss Sunshine, su boxofficemojo.com. URL consultato il 9 settembre 2014.
  2. 1 2 (EN) Senh Duong, SUNDANCE: Searchlight Spends Big For Little Miss Sunshine, su rottentomatoes.com, 21 gennaio 2006. URL consultato l'8 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 5 novembre 2012).
  3. "Piccola Miss California", nel doppiaggio italiano.
  4. (EN) Roger Moore, Directors keep their 'Sunshine' out of the Sunshine State, su orlandosentinel.com, 16 agosto 2006. URL consultato l'8 settembre 2014 (archiviato il 6 gennaio 2011).
  5. (EN) Michael Arndt, Little Miss Sunshine: The Shooting Script, New York, Newmarket Press, 2007, ISBN 1-55704-770-7.
  6. Filmato audio (EN) Jonathan Dayton, Valerie Faris and Michael Arndt, Little Miss Sunshine, 20th Century Fox, 19 dicembre 2006, a 11:33.
  7. (EN) Sherry B. Ortner, Little Miss Sunshine finds its way, in Antropology News, n. 48, 10 ottobre 2007, pp. 22-23.
  8. 1 2 3 4 5 6 (EN) Sharon Waxman, A Small Film Nearly Left for Dead Has Its Day in the Sundance Rays, su nytimes.com, 23 gennaio 2006. URL consultato l'8 settembre 2014.
  9. (EN) Skip Press, The Complete Idiot's Guide to Screenwriting, 3ª ed., New York, Penguin Group, 2008, p. 252, ISBN 1-59257-755-5.
  10. 1 2 3 Filmato audio (EN) Little Miss Sunshine: The Shooting Script. URL consultato il 26 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 27 novembre 2014).
  11. Filmato audio (EN) Jonathan Dayton, Valerie Faris e Michael Arndt, Little Miss Sunshine, 20th Century Fox, 19 dicembre 2006, a 46:30.
  12. 1 2 (EN) Michael Guillén, Michael Arndt, Little Mr. Sunshine, su sf360.org, 23 febbraio 2007. URL consultato il 22 settembre 2014 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2007).
  13. (EN) Scott Bowless, 'Sunshine,' out of the shadows, su usatoday30.usatoday.com, 28 agosto 2006. URL consultato il 22 settembre 2014 (archiviato il 6 gennaio 2011).
  14. 1 2 3 4 (EN) Michael Guillén, Little Miss Sunshine — Interview With Valerie Faris and Jonathan Dayton, su twitchfilm.com, 20 luglio 2006. URL consultato l'8 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2011).
  15. 1 2 3 4 5 6 (EN) Bradley Balfour, Directors of New Surprise Hit 'Little Miss Sunshine' Under the Spotlight, su theepochtimes.com, 20 febbraio 2007. URL consultato l'8 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 19 agosto 2012).
  16. 1 2 3 4 5 (EN) About the Production (PDF), su www2.terrassa.cat, Fox Searchlight Pictures. URL consultato l'8 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 6 gennaio 2011).
  17. (EN) Michael Fleming, Trio going on road trip, su variety.com, 12 dicembre 2005. URL consultato il 22 settembre 2014 (archiviato il 6 gennaio 2011).
  18. 1 2 3 (EN) Patrick Goldstein, The unkindest cut, su articles.latimes.com, Los Angeles Times, 20 febbraio 2007. URL consultato il 22 settembre 2014.
  19. Filmato audio (EN) Jonathan Dayton, Valerie Faris e Michael Arndt, Little Miss Sunshine, 20th Century Fox, 19 dicembre 2006, a 1:35:41.
  20. (EN) Michael J. Bandler, "Little Miss Sunshine", Sundance Festival Film, Shows Its Glorious Colors, su newsblaze.com, 29 gennaio 2006. URL consultato il 22 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 6 gennaio 2011).
  21. (EN) Family sues in death of girl who inspired 'Little Miss Sunshine', su myCentralJersey.com, 3 aprile 2007. URL consultato il 22 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2014).
  22. Filmato audio (EN) Jonathan Dayton, Valerie Faris and Michael Arndt, Little Miss Sunshine, 20th Century Fox, 19 dicembre 2006, a 23:10.
  23. 1 2 3 (EN) Riding In The Little Yellow Van With 'Little Miss Sunshine', su movieweb.com, 26 luglio 2006. URL consultato il 26 settembre 2014 (archiviato il 6 gennaio 2011).
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