Frac

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Il frac o marsina è un abito maschile formale. Va indossato preferibilmente di sera, ma senza l'obbligo pressante previsto per lo smoking, quando l'occasione lo richiede e sull'invito si trovi scritto "cravatta bianca" (contrapposta alla "cravatta nera" che identifica invece lo smoking).

Il Principe Filippo e George W. Bush in frac, in compagnia di Laura Bush e della Regina Elisabetta II.

Una delle occasioni mondane più note nella quale viene indossato è la cerimonia di consegna dei premi Nobel. Altre possibili occasioni includono udienze presso il Santo Padre, i ricevimenti in ambasciate, cene di Stato, incoronazioni di regnanti, prime teatrali e balli di un certo livello. Non è assolutamente indicato per i matrimoni (per i quali è indicato il tight), a meno che questi non si svolgano di sera ad esempio il matrimonio di Vittoria di Svezia con Daniel Westling.

Il frac è anche l'abito d'uso dei direttori d'orchestra; questi lo indossano per spettacoli come opere liriche, balletti e concerti che si svolgono esclusivamente la sera ed in teatro, poiché non è d'uso portare il frac per esibizioni all'aperto. Saltuariamente può essere indossato anche dai professori d'orchestra per spettacoli di particolare importanza, anche se per questi è più indicato lo smoking.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il Frac nacque alla fine del Settecento in Inghilterra come comodo abito da campagna. Pertanto era in panno di lana colorato, o in pelle, corto davanti e con due falde dietro, e mostrava il gilet in tinta diversa. Caratteristica iniziale fu il collo montante, poi trasformatosi in collo a revers molto alti e divisi in due. Questa moda continuò per tutto il periodo napoleonico, fino a circa il 1822. Il frac fu perfezionato nei primi anni dell'Ottocento da Lord Brummell, arbiter elegantiae del secolo, che lo preferiva blu e a doppio petto, corredato da calzoni beige, dal gilet sempre in vista, e da una camicia bianca a collo alto, fasciata da un'enorme cravatta. Iniziata la Restaurazione, il frac, come tutti gli abiti maschili dell'Ottocento rimase scuro, mentre il punto di vita si stringeva, aiutato da fasce nascoste. L'uomo assunse quindi una particolare linea a clessidra. Le falde intanto arretravano sensibilmente e si accorciavano. Restò abito comune fino alla metà del secolo, ma lentamente si trasformò in veste di gala, completamente nero e illuminato solo dalla camicia che doveva essere rigorosamente bianca, e il cui collo, ormai rimpicciolitosi, era fasciato da una stretta cravatta nera. Solo in alcune occasioni di particolare importanza i diplomatici arricchivano il davanti con ricami a fogliami in oro filato. Grazie a numerose innovazioni sartoriali nel taglio cominciò ad aderire a pennello sulla figura maschile. Un tenace innovatore della moda maschile, Edoardo VII del Galles, figlio della Regina Vittoria, cercò invano di abolire il doppio petto, introducendo comunque la moda in vigore anche oggi di lasciarlo aperto, forse per mimetizzare la sua incipiente pinguedine. Nel Novecento il frac si trasformò definitivamente in indumento da sera, surclassato per il giorno dal tight e affiancato per la sera dallo smoking. Dopo la Seconda guerra mondiale il frac si affermò sempre più come indumento tipico dei dignitari di corte e dei partecipanti a ricevimenti o spettacoli serali di gran classe ed oggi ha il ruolo di abito da sera maschile di più alto livello.

Componenti essenziali[modifica | modifica sorgente]

Giacca[modifica | modifica sorgente]

È nera a doppio petto, con i risvolti di seta ed è dotata delle caratteristiche "code di rondine", da cui deriva il nome in uso nei paesi anglosassoni "tailcoat" ("giubba a code") o "tails".Il modello che vede le code più lunghe rispetto alla sua origine, è rimasto più o meno inalterato fino ai giorni nostri. Il segreto dell'eleganza del frac dipende al cinquanta per cento dal taglio ma altrettanto dalla realizzazione sartoriale. La linea segue molto da vicino le forme anatomiche del corpo. La vita è molto aderente e ben modellata, dato che la giacca non si porta abbottonata, occorre impostarla in modo che, adattandosi perfettamente al busto, resti al suo posto anche durante i movimenti della persona. Compito non facile che si ottiene con una buona impostazione di spalla e di appiombo e con un giro manica aderente (a questo proposito è anche prevista un'imbottitura al torace). Nei revers, sotto la seta, a volte si pone uno strato di ovattina per rendere l'effetto lucido più morbido, essi non devono essere né stretti né lunghi, ma devono avere la linea un poco curva. Si richiede un'esecuzione artigianale a mano, senza economie nei tempi di lavorazione. Come in tutte le giacche tagliate a vita con falde, si notino le speciali caratteristiche del dietro, il quale dai due bottoni situati all'altezza della vita, possiede due pieghe fisse dette "infaldature", scendenti fino in fondo. Al centro invece vi è un'apertura con sormonto per tutta la lunghezza, tipica la presenza di una tasca nella coda. La vita della giacca è invece piuttosto corta e ha la caratteristica di non doversi mai abbottonare, essa presenta all'esterno due file di tre bottoni per lato, che possono essere di osso nero o ricoperti di seta. Sulla manica ci sono di regola quattro bottoni.

Pantaloni[modifica | modifica sorgente]

Detti anche brachette, sono neri, senza piega né risvolti, e si distinguono da quelli da smoking per la presenza di due galloni anziché uno, benché in Italia sia tollerata la presenza di un unico gallone. I galloni sono strisce di raso larghe qualche millimetro che corrono lungo l'esterno della gamba del pantalone per tutta la sua lunghezza.

I pantaloni da frac sono di regola privi di passanti per la cintura, in quanto il frac è sostenuto da un paio di bretelle sottili. Queste devono essere possibilmente di colori non sgargianti e restare assolutamente invisibili. Qualora non si disponga di pantaloni privi di passanti, in Italia si tollera l'uso di pantaloni da frac con piccola cintura, a patto che questa resti rigorosamente invisibile.

Panciotto[modifica | modifica sorgente]

Assolutamente obbligatorio, è di piqué rigorosamente bianco, tranne per i ricevimenti che si svolgono al Vaticano, durante i quali è richiesto il gilet nero. Il panciotto può essere monopetto a tre/quattro bottoni ovvero doppiopetto a tre per due ed ha un taglio piuttosto svasato. Il panciotto dovrebbe essere nascosto ai fianchi dalle falde della giacca e non dovrebbe debordare di alcuni centimetri come oggi si vede spesso. Questo avviene perché oggi i pantaloni sono a vita bassa e di consaguenza i gilet sono più lunghi di quelli di una volta.

Camicia[modifica | modifica sorgente]

È bianca e solitamente con lo sparato rigidamente inamidato e il colletto diplomatico, ovvero ribattuto in alto con le punte piegate verso l'esterno. I polsini sono semplici (ma sono tollerati i doppi purché non troppo ingombranti) e fermati da gemelli.

Farfallino[modifica | modifica sorgente]

È di piquet bianco, come il gilet, ed è una delle caratteristiche principali del frac. Il colore bianco del papillon viene mantenuto anche in Vaticano. Solo i camerieri di un certo livello (maestri di sala, maggiordomi) possono portare il papillon nero. Il papillon dev'essere annodato a mano e giammai preconfezionato.

Scarpe[modifica | modifica sorgente]

Solitamente di vernice nera, sono diffuse le "pump", scarpe da ballo con fiocco risalenti al XVI secolo. In assenza di queste sono tollerate le oxford lisce, perfette e senza disegni.

Componenti accessorie[modifica | modifica sorgente]

Per completare l'abbigliamento si suole indossare:

Cappello[modifica | modifica sorgente]

Il cappello adatto al frac è il cappello duro, preferibilmente di seta nera da sera, a cilindro.

Mantello o soprabito[modifica | modifica sorgente]

La cappa è nera, di lana, cashmere, o anche seta e può essere del tipo a pipistrello o a ruota. Tuttavia nel rigore invernale è ammesso anche un cappotto da sera di tipo chesterfield.

Fazzoletto da taschino e fiore all'occhiello[modifica | modifica sorgente]

Si usa un fazzoletto bianco di seta perfetto, preferibilmente piegato a sbuffo o a tre punte.

Si può portare all'occhiello una gardenia bianca.

Calze[modifica | modifica sorgente]

Le calze da frac sono nere di seta e lunghe al ginocchio. Nei paesi anglosassoni la calza bianca è rigidamente proibita e si opta sempre, in ogni caso, per la calza nera al ginocchio, o retta da giarrettiere maschili o anche autoreggente, preferibilmente di seta. Ammesso in certi casi anche il filo di Scozia finissimo. Tuttavia nel rigore invernale è sempre tollerata una calza più pesante, nera, lunga e non cascante. Si può all'uopo adoperare la giarrettiera.

Sciarpa[modifica | modifica sorgente]

La sciarpa è bianca di seta o, nel rigore invernale, di cashmere o lana pettinata.

Guanti[modifica | modifica sorgente]

Al polso. Tradizionalmente dovrebbero essere di capretto bianco ma si può altresì optare per il cotone. Nei luoghi chiusi il destro si sfila sempre reggendolo con la mano sinistra guantata. si possono utilizzare per le uscite i guanti neri da indossare sotto il tabarro o cappotto

Orologio[modifica | modifica sorgente]

L'orologio adatto al frac è esclusivamente da taschino, piatto e non grande.

Bastone da passeggio[modifica | modifica sorgente]

Adatto al frac è altresì un bastone da passeggio di un certo pregio, solitamente nero, preferibilmente del tipo a pomolo prezioso.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Vittoria de Buzzaccarini, Giacche da uomo, Zanfi editore - Modena 1994
  • Rosita Levi Pizetsky, Storia del costume in Italia, Volume V, Istituto editoriale italiano - Milano, 1966

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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