Michael Arndt

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Michael Arndt (McLean, 22 novembre 1970) è uno sceneggiatore statunitense, talvolta accreditato anche come Michael deBruyn e Rick Curb.

Noto principalmente per aver scritto i film Little Miss Sunshine (2006), Toy Story 3 - La grande fuga (2010) e Star Wars: Il risveglio della Forza (2015).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Arndt è nato a McLean, in Virginia. Suo padre, membro del Servizio Esteri e di conseguenza ha vissuto in vari paesi, tra cui Sri Lanka e India[1]. Arndt si è laureato alla Langley High School di McLean e ha frequentato anche la Potomac School. Si è laureato alla Tisch School of the Arts della New York University.[2] Arndt è stato assistente personale dell'attore Matthew Broderick fino alla fine del 1999,[3] quando ha scelto la carriera di sceneggiatore a tempo pieno.[2][3][4]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Arndt scrisse la sceneggiatura di Little Miss Sunshine nel 2000[5]. Con l'intenzione di dirigerlo, si mise alla ricerca di un produttore. Dopo varie trattative con la regia venne affidata a Jonathan Dayton e Valerie Faris. Questi ultimi furono ingaggiati dal produttore Marc Turtletaub, che acquistò la sceneggiatura da Arndt per 250000 $, il 21 dicembre 2001[4][5]. Il film, uscito nel 2006, ricevette quattro candidature ai Premi Oscar 2007, vincendone due (miglior sceneggiatura originale e miglior attore non protagonista ad Alan Arkin)[6]. In seguito a ciò, Arndt venne invitato ad unirsi all'AMPAS.[6]

Sempre nel 2006 si unì al team creativo dei Pixar Animation Studios del film Toy Story 3 - La grande fuga (2010) diretto da Lee Unkrich, dove rimaneggiò una bozza del film scritta precedentemente da Andrew Stanton[7]. Con questo film, Arndt guadagnò una nomination agli Oscar 2011 per la miglior sceneggiatura non originale (ciò lo rese il primo sceneggiatore a essere candidato in entrambe le categorie con due film di seguito).

Arndt ha scritto la sceneggiatura di Hunger Games: La ragazza di fuoco (2013), accreditato come Michael DeBruyn, basato sul romanzo omonimo di Suzanne Collins[8]. Dopodiché collabora alla scrittura di Oblivion (2013).

Nel novembre 2012, Arndt è stato annunciato come sceneggiatore di Star Wars: Il risveglio della Forza (2015). Nell'ottobre 2013, è stato annunciato che Lawrence Kasdan e il regista J. J. Abrams stavano riscrivendo la sua versione. Arndt rimase comunque accreditato come autore del film.[9]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Accreditato come Michael DeBruyn o Rick Curb[modifica | modifica wikitesto]

Materiale aggiuntivo[modifica | modifica wikitesto]

Senior Team Creativo[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Premio Oscar
BAFTA

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Writing for an Oscar - USATODAY.com, su usatoday30.usatoday.com. URL consultato il 12 marzo 2021.
  2. ^ a b Writing for an Oscar - USATODAY.com, su usatoday30.usatoday.com. URL consultato il 12 marzo 2021.
  3. ^ a b http://www.moviemaker.com/archives/moviemaking/screenwriting/articles-screenwriting/family-values/, su moviemaker.com. URL consultato il 12 marzo 2021 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
  4. ^ a b (EN) Sharon Waxman, A Small Film Nearly Left for Dead Has Its Day in the Sundance Rays (Published 2006), in The New York Times, 23 gennaio 2006. URL consultato il 12 marzo 2021.
  5. ^ a b Michael D. Arndt, Little Miss Sunshine : the shooting script, New York : Newmarket Press, 2007, ISBN 978-1-55704-770-0. URL consultato il 12 marzo 2021.
  6. ^ a b Academy Invites 115 to Become Members, su web.archive.org, 24 dicembre 2007. URL consultato il 12 marzo 2021 (archiviato dall'url originale il 24 dicembre 2007).
  7. ^ (EN) A happy ending for Toy Story 3?, su EW.com. URL consultato il 12 marzo 2021.
  8. ^ (EN) Michael Arndt in Talks to Re-Write 'Hunger Games' Sequel 'Catching Fire' (Exclusive), su The Hollywood Reporter, 4 maggio 2012. URL consultato il 12 marzo 2021.
  9. ^ (EN) Peter Holslin, Peter Holslin, Decoding the 'Star Wars' Writers' Drama, su Rolling Stone, 25 ottobre 2013. URL consultato il 12 marzo 2021.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN74163877 · ISNI (EN0000 0001 1770 5558 · Europeana agent/base/93493 · LCCN (ENn2007001787 · GND (DE1042670587 · BNF (FRcb15540913c (data) · NDL (ENJA01219454 · WorldCat Identities (ENlccn-n2007001787