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Ruth Orkin

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Ruth Orkin (Boston, 3 settembre 1921New York, 16 gennaio 1985) è stata una fotoreporter, fotografa e regista statunitense.

È conosciuta per aver fotografato molti personaggi famosi, la città di New York e musicisti classici come pure molti altri soggetti. Fra le celebrità da lei fotografate figurano fra gli altri Lauren Bacall, Doris Day, Ava Gardner, Tennessee Williams, Marlon Brando e Alfred Hitchcock.[1] È stata anche una regista realizzando fra gli altri il film vincitore di premi Little Fugitive, nel 1952 con suo marito, Morris Engel.

Figlia unica di Mary Ruby, attrice del cinema muto, e di Samuel Orkin, produttore di barche giocattolo chiamate Orkin Craft, crebbe a Hollywood nel periodo d'oro degli anni '20 e '30. All'età di 10 anni ricevette la sua prima macchina fotografica, una Univex da 39 centesimi. Iniziò fotografando i suoi amici e insegnanti a scuola. A 17 anni intraprese un monumentale viaggio in bicicletta attraverso gli Stati Uniti, da Los Angeles a New York City, per visitare l'Esposizione Universale del 1939, e durante il tragitto fotografò.[2]

Orkin si trasferì a New York nel 1943, dove lavorò come fotografa nei night club e di giorno scattava foto di neonati per acquistare la sua prima macchina fotografica professionale. Negli anni '40 lavorò per tutte le principali riviste e durante l'estate si recò a Tanglewood per le prove. Finì per collaborare con molti dei più grandi musicisti dell'epoca, tra cui Leonard Bernstein, Isaac Stern, Aaron Copland, Jascha Heifitz, Serge Koussevitzky e molti altri.[2]

Nel 1951, la rivista Life la mandò in Israele con la Filarmonica Israeliana. Orkin si recò poi in Italia e a Firenze incontrò Nina Lee Craig, una studentessa d'arte e connazionale americana, che divenne il soggetto di "American Girl in Italy". La fotografia faceva parte di una serie originariamente intitolata "Don't Be Afraid to Travel Alone" (Non avere paura di viaggiare da sole), che raccontava le esperienze vissute da donne in viaggio da sole in Europa dopo la guerra.[2]

Al suo ritorno a New York, Orkin sposò il fotografo e regista Morris Engel. Insieme produssero due lungometraggi, tra cui il classico "Little Fugitive", candidato all'Oscar nel 1953. Dal loro appartamento newyorkese con vista su Central Park, Orkin fotografò maratone, sfilate, concerti, manifestazioni e la bellezza del cambio delle stagioni. Queste fotografie furono oggetto di due libri di grande successo, "A World Through My Window" (Un mondo attraverso la mia finestra) e "More Pictures From My Window" (Altre immagini dalla mia finestra). Dopo una lunga lotta contro il cancro, Orkin si è spenta nel suo appartamento, circondata dalla sua meravigliosa eredità di fotografie e con la vista di Central Park fuori dalla finestra[2]

Nel 1940, per un breve periodo, frequentò il Los Angeles City College per studiare come fotoreporter.[3]

Nel 1943, Orkin si trasferì a New York cercando di intraprendere la carriera freelance. Iniziato lavorando come fotografa di nightclub, in seguito riceve il suo primo incarico di rilievo nel 1945 da parte del The New York Times per fotografare Leonard Bernstein.[1] Nel 1947 diviene membro della Photo League. La Photo League è stata una cooperativa di fotografi a New York che si sono uniti in una serie di cause sociali e creative comuni, è stata attiva dal 1936 al 1951.

Nel 1952 la Orkin si è sposata con il fotografo e regista Morris Engel, già membro della Photo League.

American Girl in Italy

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La fotografia più famosa di Ruth Orkin è American Girl in Italy.
Il soggetto della fotografia ormai iconica era la 23enne Ninalee Craig (nota a quel tempo come Jinx Allen).[4] La fotografia faceva parte di una serie originaria intitolata "Don't Be Afraid to Travel Alone". L'immagine raffigura la Craig come una ragazza che camminando per una strada di Firenze passa davanti ad un gruppo di giovani uomini italiani intenti ad occhieggiarla. In alcuni articoli scritti la Craig sostiene che la foto non è preparata e che è solo una delle tante scattate per tutto il giorno, con lo scopo di mostrare il divertimento di viaggiare da soli.[5][6]

Riconoscimenti

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  • 3rd Prize Winner, LIFE Magazine's Young Photographer's Contest, 1951
  • One of Top Ten Women Photographers in the U.S., Professional Photographers of America, 1959
  • 1st Annual Manhattan Cultural Award, Photography, 1980
  • Certificate of Merit, Municipal Art Society of New York, 1984

La lista dei riconoscimenti è ricavata dal sito ufficiale.[7]

[modifica | modifica wikitesto]
  1. 1 2 (EN) Career-Ruth Orkin Photo Archive, su orkinphoto.com. URL consultato il 18 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).
  2. 1 2 3 4 (EN) Ruth Orkin Photo Archive | The Work of Photojournalist Ruth Orkin, su Ruth Orkin Photo Archive. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  3. (EN) Lisabeth G. Svendsgaard, Ruth Orkin, su anb.org, American National Biography Online. URL consultato il 18 ottobre 2017.
  4. Morta a 90 anni la ragazza della foto American girl in Italy: 'Non c'era sessismo in quegli sguardi', su repubblica.it, 4 maggio 2018. URL consultato il 5 maggio 2018.
  5. (EN) LT Coffey, At 83, subject of 'American Girl in Italy' photo speaks out, su today.msnbc.msn.com, New York, MSNBC, 18 agosto 2011. URL consultato il 19 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 26 settembre 2011).
  6. (EN) M. Krumboltz, American girl in Italy: 60 years later, su news.yahoo.com, 19 agosto 2011. URL consultato il 19 agosto 2011.
  7. (EN) Ruth Orkin Photo Archive Career, su orkinphoto.com. URL consultato il 12 giugno 2023 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2011).

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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