Che fine ha fatto Baby Jane?

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Che fine ha fatto Baby Jane?
Bette Davis and Joan Crawford in Whatever Happened to Baby Jane trailer.jpg
Le protagoniste Bette Davis e Joan Crawford in una scena del trailer del film
Titolo originale What Ever Happened to Baby Jane?
Paese di produzione USA
Anno 1962
Durata 134 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere thriller, orrore
Regia Robert Aldrich
Soggetto Henry Farrell (romanzo)
Sceneggiatura Lukas Heller
Fotografia Ernest Haller
Montaggio Michael Luciano
Musiche Jack Solomon
Scenografia William Glasgow
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Che fine ha fatto Baby Jane? (What Ever Happened to Baby Jane?) è un thriller psicologico del 1962 diretto e prodotto da Robert Aldrich, basato sull'omonimo romanzo di Henry Farrell. Accolto con successo sia dalla critica che al botteghino, è stato presentato in concorso al Festival di Cannes 1963, ricevendo ben cinque candidature e vincendo il premio miglior costume nella categoria "bianco e nero".[1] Nel 2003, il personaggio di "Baby Jane Hudson" diventa il #44 miglior cattivo della lista AFI's 100 Years... 100 Heroes and Villains, istituita dall'American Film Institute.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

1917: Jane Hudson è una bambina prodigio che, grazie alle precoci doti canore e alla bellezza, gira per i teatri di vaudeville degli Stati Uniti insieme al padre, che l'accompagna nei suoi numeri di canto e ballo. Il successo è tale che Baby Jane assume ben presto atteggiamenti da diva viziata e capricciosa, trattando tutti, e in particolare la timida sorella Blanche, in modo altezzoso e sprezzante.

Lo scenario cambia radicalmente quando le due sorelline crescono. Con l'adolescenza, Baby Jane perde la freschezza che aveva prima; il suo modo di recitare non incontra più il favore dei produttori e per lei iniziano gli insuccessi e i fiaschi, che la portano a darsi all'alcol. L'attrice si presenta spesso ubriaca sui set cinematografici, provocando molti disagi ai membri della troupe, e il suo atteggiamento le preclude ogni possibilità di proseguire con successo la propria carriera artistica. Per contro, Blanche intraprende con successo la via dello spettacolo e del cinema, diventando una delle dive più famose, belle e pagate dello star system hollywoodiano della prima metà degli anni trenta. Memore di una promessa fatta alla madre, Blanche cerca comunque in tutti i modi di risollevare la carriera della sorella, arrivando a imporre ai propri produttori di garantire un certo numero di film anche a lei.

Una sera del 1935, un incidente automobilistico avvenuto davanti casa Hudson provoca a Blanche la frattura della spina dorsale, costringendola per il resto dei suoi giorni su una sedia a rotelle, e interrompendole tragicamente la carriera. L'incidente ha tuttavia dei contorni poco chiari, ma pare che Blanche sia stata investita da Jane nel momento in cui era scesa di macchina per andare ad aprire il cancello di casa.

L'azione si sposta al 1962. Jane, ultracinquantenne ormai alcolizzata e mentalmente disturbata, sottopone l'invalida e indifesa Blanche alle più macabre angherie, quasi per vendicarsi del successo e della popolarità che - nella sua mente contorta - quest'ultima le avrebbe rubato. In un folle delirio, una Jane ormai sfatta decide addirittura di rimettere in scena il numero migliore che era solita portare in palcoscenico quando era ancora la bellissima ed acclamata Baby Jane, coinvolgendo tra l'altro un giovane pianista sbandato e fallito di nome Edwin Flagg. Il progetto fallisce miseramente ancor prima di realizzarsi, e questo fa precipitare la già instabile Jane in una progressiva spirale di sconforto e di pazzia.

Joan Crawford interpreta Blanche Hudson.

Blanche, nel frattempo, tenta in tutti i modi di persuadere la sorella ad acconsentire alla vendita della casa in cui vivono e ad accettare di farsi curare in una clinica psichiatrica, ma Jane non ne vuol sapere tanto che, quando trova Blanche al telefono con un dottore dopo aver raggiunto il piano inferiore trascinandosi per la balaustra delle scale, la picchia senza pietà e la segrega legata in camera sua.

Quando Jane arriva a uccidere con una martellata Elvira, la domestica che aveva constatato il terribile stato di prigionia in cui era tenuta Blanche, la situazione peggiora notevolmente e Jane, impaurita, sembra cercare affetto e protezione in Blanche. In un momento di regressione infantile, Jane decide di portare la sorella ormai esanime in spiaggia, dove crede di essere tornata ai tempi in cui da piccola cantava sulla riva del mare destando l'attenzione e l'ammirazione dei bagnanti.

Blanche, ormai in fin di vita, confessa la verità: al contrario di quanto sempre sostenuto, nel 1935 era stata lei a tentare d'investire Jane con la macchina per ucciderla, a causa di una forte umiliazione che aveva da lei subito davanti a molte persone ad una festa da cui erano di ritorno. Jane, accortasi di ciò che voleva farle la sorella, si era spostata in tempo e l'urto contro il cancello aveva provocato a Blanche la frattura della spina dorsale. Uscita a stento dalla macchina dopo che Jane era scappata sconvolta, Blanche si era trascinata davanti al cofano per far finta di essere stata investita, sostenendo questa versione davanti ai poliziotti accorsi dopo l'accaduto.

Jane, più tardi era stata rinvenuta ubriaca e spaesata in un albergo. Successivamente Blanche aveva accusato la sorella di averla investita, approfittando del fatto che il completo stato di shock aveva cancellato dalla mente di Jane le reali dinamiche dell'incidente. Jane era vissuta da quel momento con un forte senso di colpa e di rammarico, ritrovandosi sola contro tutti e decidendo così di cessare una carriera cinematografica già precaria per dedicarsi ad assistere l'invalida Blanche.

Jane, ormai mentalmente regredita, invece che accanirsi contro di lei per averle rovinato la vita, le si rivolge con tenerezza dicendole "allora in tutti questi anni avremmo potuto essere amiche" e correndo ad un chiosco a pochi passi per comprarle un gelato. Lì verrà notata da alcuni poliziotti, che le chiedono di mostrarle dove sia la sorella; circondata da una piccola folla incuriosita, che Jane, nella sua follia, pensa sia lì per vedere Baby Jane esibirsi di nuovo, la donna invece di rispondere comincia a prodursi in un balletto. Gli agenti vedono anche dove si trova Blanche, avvolta in una coperta sotto il sole cocente, e le si avvicinano per vedere se è viva o morta.

Analisi[modifica | modifica wikitesto]

Il film si presenta come un misto tra melodramma gotico e grand guignol. Il regista scava nelle menti dei suoi personaggi, descrivendone e compatendone complessi e manie, ma, nel raccontare il macabro rapporto tra due sorelle ex-dive, non manca anche di deridere il mondo dello spettacolo.

Da ricordare a proposito l'eccezionale suspense che si crea quando Jane, servendo la colazione a Blanche, l'avvisa che ci sono i topi in cantina, e quest'ultima affamata crede, a torto, che sia impossibile che la sorella sia arrivata a metterle un topo sul vassoio.

Il film rappresenta inoltre una grande innovazione nella tecnica di montaggio ed è celebre per aver unito due delle più grandi star della vecchia Hollywood, nonché due acerrime rivali dello schermo: Bette Davis e Joan Crawford.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Per la scena in cui Jane picchia Blanche, la Crawford era preoccupata che la Davis le potesse far male per davvero, così chiese di essere sostituita dalla controfigura. Tuttavia, in una scena molto ravvicinata, fu costretta ad essere presente personalmente, e la Davis la colpì talmente forte in testa che furono necessari alcuni punti. La scena fu interrotta. Per ripicca, nella scena in cui Jane deve trascinare Blanche fuori dal letto e per tutta la stanza, la Crawford si rese il più pesante possibile, perché sapeva che la Davis soffriva di un grave mal di schiena.[3]
  • Per la canzone I've Written a Letter to Daddy, cantata da Baby Jane all'inizio del film, si prese spunto da una canzone cantata in Facciamo l'amore (1960) da Marilyn Monroe (che nel 1950 recitò insieme a Bette Davis in Eva contro Eva).
  • La curiosa teenager che abita nella casa accanto alle sorelle Hudson, ossia la figlia della signora Bates, era in realtà la vera figlia di Bette Davis, Barbara Davis Hyman. Proprio nel salotto di casa Bates si può vedere la riproduzione di un quadro raffigurante un orfano dai grandi occhi, quadro attribuibile a Margaret Keane mentre all'epoca il marito Walter Keane li vendeva come propri.
  • Aldrich ha inserito nel film spezzoni di altre pellicole che le due attrici hanno interpretato veramente negli anni trenta, vale a dire Tormento (1934) con la Crawford e Uomini nello spazio (1933) con la Davis.
  • Esiste una parodia di Totò di questo film, intitolata Che fine ha fatto Totò Baby?, diretta da Ottavio Alessi e uscita nel 1964, dove il protagonista, che ha un rapporto di amore-odio col fratellastro in carrozzina, diventa un serial killer dopo un'indigestione di marijuana; egli arriverà a murare la sua ultima vittima, un giovane portalettere, lasciandone visibili solo le braccia, trasformate in macabri applique, per poi trascinare con sé il fratellastro sulla spiaggia di Ostia.
  • Nell'episodio Intelligente & super intelligente, della quindicesima stagione de I Simpson, Lisa si immagina in un ipotetico futuro in bianco e nero nei panni di un'anziana donna molto truccata a rinfacciare i suoi risentimenti alla sorella Maggie, costretta su una sedia a rotelle.
  • Nel film horror La maschera di cera, del 2005, il cinema abbandonato nella cittadina fantasma di Ambrose ha in cartellone proprio Che fine ha fatto Baby Jane?. Nel film è presente anche la scena in cui Jane canta I've Written a Letter to Daddy.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Official Selection 1963, festival-cannes.fr. URL consultato l'11 giugno 2011.
  2. ^ (EN) 100 Migliori Cattivi della Storia Del Cinema Americano, American Film Institute. URL consultato il 14 febbraio 2017.
  3. ^ ACCADEVA A HOLLYWOOD: STELLE RIVALI - BETTE DAVIS E JOAN CRAWFORD, blogfrivolopergenteseria.blogspot.it. URL consultato il 14 febbraio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Gene Ringgold, The Films of Bette Davis, The Citadel Press - Secaucus, New Jersey 1966 - ISBN 0-8065-0000-X
  • (EN) Lawrence J. Quirk, The Films of Joan Crawford, The Citadel Press, Secaucus, New Jersey, 1968 ISBN 0-8065-0008-5

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