Diana Serra Cary

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Baby Peggy

Diana Serra Cary, meglio conosciuta come Baby Peggy (San Diego, 29 ottobre 1918), è un'attrice statunitense, una delle tre principali star bambine di Hollywood nell'era del muto, con Jackie Coogan e Baby Marie. Nel suo periodo d'oro, tra il 1920 e il 1924, fu famosa quanto le maggiori star adulte. Benché avesse guadagnato milioni di dollari, come Coogan vide la sua fortuna dilapidata dai genitori e soffrì di gravi crisi depressive da adulta. Riuscì a costruirsi una carriera come pubblicista, biografa e storica di Hollywood col nome di Diana Serra Cary.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a San Diego con il nome di Peggy-Jean Montgomery, era la secondogenita di Marian e Jack Montgomery. Alcune fonti riportano come nome di battesimo quello di Margaret, ma lei stessa, nella sua autobiografia, annota di essere stata chiamata Peggy-Jean[1].

Baby Peggy fu "scoperta" all'età di 19 mesi, durante una sua visita ai Century Studios su Sunset Boulevard a Hollywood con la madre. La famiglia di Montgomery era già in qualche modo coinvolto nel settore del cinema. Il padre, Jack, lavorava infatti come stuntman. Colpito dai modi educati di Peggy e dalla sua prontezza nel seguire le indicazioni del padre, il regista Fred Hibbard decide di assumere la bambina per una serie di cortometraggi con stella canina della Century, Brownie the Dog. Il primo filmato, Playmates nel 1921, fu un successo, e a Peggy fu offerto un contratto pluriennale con la Century. Tra il 1921 e il 1923, Baby Peggy apparve in numerosi cortometraggi e nei suoi primi lungometraggi. Dal 1923 comincio' a lavorare per gli Universal Studios, il che le diede l'opportunita' di lavorare in molti più lungometraggi, tra cui Captain January (1924) considerato il suo film più riuscito.

Baby Peggy fu coinvolto in una frenetica attivita' promozionale della sua immagine e dei suoi film, con una presenza continua e costante sulla stampa e in manifestazioni pubbliche. Nel 1924 fu la mascotte della Convenzione democratica accanto a Franklin Delano Roosevelt.

La realta' era molto diversa dalle apparenze. Le condizioni di lavoro era dure: otto ore al giorno, sei giorni alla settimana. Sul set poi, niente le era risparmiato, neppure le situazioni più pericolose. Degli enormi guadagni della bambina niente fu messo da parte per la sua educazione o per il suo futuro.

Nel 1925 la carriera cinematografica di Peggy si interruppe bruscamente, in seguito ad un litigio tra sua padre (che le faceva da agente) e il produttore. Per lei si aprirono comunque tra il 1925 e il 1929 le porte non meno lucrative del vaudeville, anche se questo significava condizioni di vita e di lavoro ancora più stressanti, continuamente "on the road" da una città all'altra, da un teatro all'altro. La salute di Peggy ne soffri' gravemente. Il crollo della Borsa nel 1929 produsse il tracollo economico della famiglia, che dopo anni di lussi e spese eccessive si ritrovo' completamente rovinata. Peggy dovette trovare un lavoro anche solo per pagarsi gli studi. Sotto pressione della famiglia, per tutti gli anni Trenta Peggy cerco' con tutte le forze, e senza alcun successo, di riprendere a Hollywood una carriera attoriale che ormai era giunta a disprezzare. Alla fine non le rimase altra alternativa che scappare di casa, sposarsi con l'attore Gordon Ayres e lasciare le scene. Il matrimonio fini in divorzio nel 1948. Nel 1954 Peggy si risposo' con l'artista Robert "Bob" Cary e per perseguire con più tranquillita' la sua vocazione di scrittrice, distanziandosi dal passato, da questo momento comincio' a presentarsi sotto il nome di Diana Serra Cary. Ha inizio cosi' una nuova fase nella vita di Peggy, che seppe reinventarsi come autrice di libri di successo sul cinema di Hollywood e come avvocato dei diritti degli attori bambini. I suoi libri e la sua autobiografia sono i primi, fin dagli anni Settanta, ad offrire una sguardo dall'interno sui meccanismi di sfruttamento degli attori bambini e sulle difficili condizioni psicologici del loro lavoro.

Nel 1982, collabora alla realizzazione del documentario Hollywood's Children che e' basato su suoi scritti. Da allora compare in diversi documentari dedicati all'esperienza degli attori bambini, a cominciare da When We Were Young...: Growing Up on the Silver Screen del 1989. Nel 2012 un intero programma è dedicato alla sua personale esperienza: Baby Peggy: The Elephant in the Room, diretto da Vera Iwerebor.

Nel 2015, a 97 anni torna a recitare nel cortometraggio Broncho Billy and the Bandit's Secret, diretto da David Kiehn.

Scritti di Diana Serra Cary[modifica | modifica wikitesto]

  • The Hollywood Posse: The Story of a Gallant Band of Horsemen Who Made Movie History (Boston : Houghton Mifflin, 1975).
  • Hollywood's Children: An Inside Account of the Child Star Era (Boston : Houghton Mifflin, 1978).
  • Whatever Happened to Baby Peggy?: The Autobiography of Hollywood's Pioneer Child Star (New York : St. Martin's Press, 1996).
  • Jackie Coogan, the World's Boy King: A Biography of Hollywood's Legendary Child Star (Lanham, MD: Scarecrow Press, 2003).

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Attrice bambina, cinema muto (1921-26)[modifica | modifica wikitesto]

Attrice, cinema sonoro (1932-38; 2015)[modifica | modifica wikitesto]

Filmati d'epoca dove Baby Peggy interpreta se stessa (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Documentari in cui Diana Serra Cary offre la propria testimonianza[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Diana Serra Cary - What Ever Happened to Baby Peggy: The Autobiography of Hollywood's Pioneer Child Star, St. Martins Press, 1996, (ISBN 0-312-14760-0)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Diana Serra Cary, What Ever Happened to Baby Peggy: The Autobiography of Hollywood's Pioneer Child Star (St. Martins Press, 1996).
  • Tom e Jim Goldrup, Growing Up on the Set: Interviews with 39 Former Child Actors of Classic Film and Television (Jefferson, NC: McFarland & Co., 2002), pp. 20-29.
  • (EN) Norman J. Zierold, "Where Are They Now?", The Child Stars, New York: Coward-McCann, 1965, pp. 237-238.

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