Incompreso (film 1966)

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Incompreso - Vita col figlio
Stefano Colagrande.jpg
Stefano Colagrande (Andrea) in una scena del film
Titolo originale Incompreso - Vita col figlio
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1966
Durata 105 min
Genere drammatico
Regia Luigi Comencini
Soggetto Florence Montgomery (romanzo)
Sceneggiatura Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Giuseppe Mangione, Lucia Drudi Demby
Produttore Angelo Rizzoli
Casa di produzione Rizzoli Film, Istituto Luce
Distribuzione (Italia) Cineriz
Fotografia Armando Nannuzzi
Montaggio Nino Baragli
Musiche Fiorenzo Carpi
Scenografia Ranieri Cochetti
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Premi

Incompreso - Vita col figlio è un film del 1966 diretto da Luigi Comencini, tratto dal romanzo omonimo di Florence Montgomery, presentato in concorso al Festival di Cannes 1967.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mister Duncombe è un diplomatico britannico che lavora nel consolato a Firenze. L'uomo si ritrova vedovo con due figli: Andrea di 8 anni e Milo di 4. Egli cerca in qualche modo di far fronte a questa situazione: assume un'austera governante, tratta da persona adulta il figlio maggiore e vezzeggia il più piccolo, malato.

Andrea, che vorrebbe più di ogni cosa l'affetto e la vicinanza del padre, viene indotto da tale atteggiamento a rinchiudersi in sé stesso, mentre sente vivissimo il dolore per la morte della mamma e ne coltiva l'affetto con mille nascoste manifestazioni. Si abbandona alle monellerie tipiche della sua età, guadagnandosi una serie di rimproveri – tra cui quello per aver reagito con insensibilità alla morte della madre – che lo feriscono ancor di più; al contrario, il vivace Milo appare sempre come la vittima del fratello.

Dell'errato atteggiamento del console si accorge soltanto suo fratello Will (un giorno trova persino Andrea ubriaco), che lo invita a trattare con maggiore benevolenza il figlio maggiore. Duncombe lo conduce così al proprio luogo di lavoro e lo responsabilizza dettandogli alcune lettere importanti, promettendogli di condurlo con sé a Roma. Andrea è felice, tanto che la mattina della partenza si alza prima del padre per lavare l'automobile e fargli una sorpresa. Milo, però, è geloso, e dopo avere aiutato il fratello compie un'ennesima bravata inzuppandosi i vestiti d'acqua di proposito. Andrea raccomanda al fratellino di raccontare la verità sull'accaduto, ma al ritorno da scuola il suo entusiasmo si tramuta in delusione quando scopre che il padre gli ha addossato tutta la responsabilità ed è partito da solo.

Ammalatosi di tonsillite, Milo viene ricoverato in clinica ed operato. Nonostante Andrea cerchi di spiegare quanto accaduto al padre, questi testardamente continua a non credergli, ignorandolo. Questa ennesima incomprensione avvilisce ulteriormente Andrea: sempre più rinchiuso in sé stesso, torna a sfidare il pericolo, salendo su di un tronco d'albero sopra un corso d'acqua. Il tronco si spezza in due, anche per l'arrivo di Milo, e così Andrea cade rovinosamente in acqua. La caduta gli causa una lesione alla colonna vertebrale.

Questi, disteso su un divano e molto pallido in volto, rivela al padre tutta la sua angoscia per la morte della mamma, e afferma di aver creduto che il padre non gli volesse bene. Solo allora il console capisce di aver sbagliato tutto: Duncombe, affranto, dimostra finalmente al figlio tutto il proprio affetto, ed Andrea, confortato dalle tanto attese parole, muore tra le sue braccia, fissando il ritratto della mamma appeso alla parete.

Remake[modifica | modifica wikitesto]

Sono stati girati due remake: il film Incompreso - L'ultimo sole d'estate (1984) e il film per la televisione in due puntate Incompreso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Official Selection 1967, festival-cannes.fr. URL consultato il 14 giugno 2011.

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