Angelo Rizzoli (1889-1970)

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Angelo Rizzoli, Milano 15 novembre 1932, foto di Emilio Sommariva

Angelo Rizzoli (Milano, 31 ottobre 1889Milano, 24 settembre 1970) è stato un imprenditore, editore e produttore cinematografico italiano, fondatore della Rizzoli Editore, capostipite della famiglia Rizzoli.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cresciuto nel Collegio dei Martinitt, figlio di un ciabattino analfabeta che morì prima che lui nascesse, conobbe l'angoscia della povertà e della miseria. Imparò il mestiere di tipografo proprio in orfanotrofio. A vent'anni decise di mettersi in proprio: insieme a un altro operaio aprì una tipografia a Milano in via Cerva. La ditta, registrata nel 1911, prese il nome di «A. Rizzoli & C.».

Nel 1912 si sposò con Anna Marzorati, figlia di un tipografo. Dal 1915 al 1917 fu sotto le armi a causa dell'ingresso dell'Italia nella Prima guerra mondiale. Congedato dall'esercito nel 1917, tornò a Milano. Qui Rizzoli conobbe l'editore Calogero Tumminelli: fu l'incontro che doveva cambiare il suo destino[1]. Tumminelli, titolare della casa editrice d'arte «Bestetti e Tumminelli», lo introdusse nell'editoria, suggerendogli di rilevare alcune riviste della Mondadori dai bilanci in rosso. Si trattava di quattro riviste: «Il Secolo Illustrato», settimanale illustrato del quotidiano «Il Secolo», «La Donna», primo periodico femminile nella storia editoriale italiana, «Comoedia» e «Novella». Erano quattro "nobili decadute", cioè riviste di un certo prestigio («Novella», ad esempio, pubblicava racconti di D'Annunzio e Luigi Pirandello) su cui però l'editore non puntava più. Tumminelli, che ricopriva anche la carica di direttore editoriale dell'Istituto Giovanni Treccani, fece da mediatore nella trattativa tra Rizzoli e Mondadori. Nel 1927 Rizzoli si aggiudicò le quattro testate per 40.000 lire[2]

Nel 1929 l'azienda viene trasformata in società di capitali con la denominazione «Rizzoli & C. anonima per l'arte della stampa»; viene aperta una nuova sede in piazza Carlo Erba (dove resterà fino al 1960). Nel 1930 Novella divenne un periodico femminile, raggiungendo la tiratura di 130.000 copie. A Novella seguirono Annabella, Bertoldo, Candido, Omnibus, Oggi e L'Europeo.

Del 1929 è la pubblicazione del primo libro, Storia del Risorgimento di C. Spellanzon. Gli fu commissionata tra l'altro la stampa dell'Enciclopedia Italiana (1929-37). Diverse le collane di libri: I classici Rizzoli (dal 1934), Il sofà delle muse (ideata con Longanesi), La Scala e altre. In collaborazione con Larousse pubblicò l'Enciclopedia Universale in 15 volumi. Grande successo ebbero i libri della collana BUR (Biblioteca Universale Rizzoli), classici a prezzi popolari.[3].

Nel 1954 portò a compimento l'acquisto della Cartiera di Lama di Reno, presso Marzabotto, destinata a diventare la fornitrice di carta per tutto l'impero editoriale. Nel 1960 l'editore si trasferì in un grande complesso in via Civitavecchia, poi divenuta l'odierna via Angelo Rizzoli.

Sposò Anna Marzorati (1890-1976), dalla quale ebbe tre figli: Andrea (1914-1983) - che l'ha reso nonno di Angelo Rizzoli jr., detto Angelone (1943-2013), Alberto (1945) e Anna Grazia, detta Annina (1956) - Giuseppina, detta Pinuccia, (1916-2005) e Giuditta, detta Rinella (1918-1930)[4].

Il cumenda, così veniva chiamato Angelo Rizzoli, iniziò anche, con la Cineriz, l'attività cinematografica: con tale casa di produzione furono infatti girati La dolce vita e di Federico Fellini. L'impegno nel mondo del cinema contribuì ad allargare l'impero editoriale ed economico della casa editrice.

Angelo Rizzoli morì nel 1970, non ancora 81enne.

In vita, in riconoscimento dei suoi meriti imprenditoriali, ottenne il titolo di Cavaliere del lavoro e, il 6 aprile 1967, il titolo di Conte dall'ex re d'Italia Umberto di Savoia [1], in esilio a Cascais.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 27 dicembre 1965[5]
Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 30 dicembre 1952
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
— 11 novembre 1931
Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
— 14 maggio 1936[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enciclopedia del Cinema Treccani Accesso il 2/11/2015.
  2. ^ Franco Bechis e Sergio Rizzo, In nome della rosa. La storia gloriosa e tormentata, quasi una dynasty all'italiana, della casa editrice fondata da Arnoldo Mondadori, Roma, Newton Compton, 1991, p. 33.
  3. ^ Enciclopedia Treccani
  4. ^ Nicola Carraro, Alberto Rizzoli, Rizzoli - La vera storia di una grande famiglia italiana, Mondadori, 2015, p. 11
  5. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  6. ^ Sito Federazione nazionale Cavalieri del lavoro: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Mazzuca, La erre verde. Ascesa e declino dell'impero Rizzoli, Longanesi, 1991.
  • Daniele Morgera, Il Commenda. Angelo Rizzoli, l'uomo che «inventò» un'isola, La Città del Sole, 2002.
  • Giorgio Balestriere, Angelo Rizzoli. Zio d'America d'Ischia, Imagaenaria, 2005.
  • Nicola Carraro, Alberto Rizzoli, Rizzoli - La vera storia di una grande famiglia italiana, Mondadori, 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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\\\ 1927 - Andrea Rizzoli
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