A cavallo della tigre (film 1961)

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A cavallo della tigre
Adorf Manfredi.jpg
Mario Adorf, Nino Manfredi e Raymond Bussieres
Titolo originale A cavallo della tigre
Paese di produzione Italia
Anno 1961
Durata 116 minuti
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Luigi Comencini
Soggetto Luigi Comencini, Age & Scarpelli, Mario Monicelli
Sceneggiatura Luigi Comencini, Age & Scarpelli, Mario Monicelli
Produttore Alfredo Bini
Distribuzione (Italia) Titanus
Fotografia Aldo Scavarda
Montaggio Nino Baragli
Musiche Pugliese, Piero Umiliani, Boris Vian
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

A cavallo della tigre è un film del 1961, diretto da Luigi Comencini.

Del film è stato girato un remake nel 2002, intitolato sempre A cavallo della tigre.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Roma, Italia, Anni'60. Giacinto Rossi (Nino Manfredi), un povero infermiere indebitato fino al collo, viene imprigionato per simulazione di reato. 3 anni dopo, si ritrova in una cella con Tagliabue (Mario Adorf), un assassino senza scrupoli, Sorcio (Raymond Bussières), un anziano ladro, e Papaleo (Gian Maria Volonté), un colto ossessionato dall'onore che ha ucciso l'amante della compagna Olga (Luciana Buzzanca). Giacinto viene costretto dai tre ad aiutarli ad evadere rocambolescamente dal carcere, e, rifugiatisi in un bunker abbandonato, pianificano di ripararsi all'estero. Tuttavia, il Sorcio viene mandato a recuperare del denaro ma non fa ritorno, e così Giacinto, Tagliabue e Papaleo sono costretti, con mille peripezie a fuggire da soli. Ma le cose vanno male: durante la fuga dall'appartamento di Olga, Papaleo cade dal tetto e muore, mentre Tagliabue e Giacinto fuggono verso Civitavecchia per imbarcarsi clandestinamente su una nave diretta a Port Said.. Giacinto viene quindi mandato dalla moglie Ileana (Valeria Moriconi) per ottenere da lei qualche soldo e pagarsi il passaggio, ma questa nel frattempo si è impoverita, vive in una topaia in periferia ed ha un nuovo compagno, Coppola (Ferruccio De Ceresa). I due convincono Giacinto a dire dove si nasconde Tagliabue così che possano denunciarli ed ottenere una ricompensa, da destinare ad investimenti per i suoi figli. Giacinto si sente un traditore, visto che nel frattempo si è affezionato al suo co-evasore, ma spinto dall'amore filiale accetta. I due vengono quindi arrestati e rispediti in carcere.

Recensioni[modifica | modifica wikitesto]

«In bilico tra ironia e patetismo, è un apologo grottesco e dolceamaro sul malessere sociale nell'Italia del miracolo economico. Manfredi esordisce bene nel registro drammatico in un personaggio diviso tra un sistema che non gli appartiene (il carcere) e un altro (la società, la famiglia) che non gli è mai appartenuto. Prodotto in cooperativa da Age, Scarpelli, Alfredo Bini, Mario Monicelli e lo stesso Comencini, fu un fiasco: troppo sgradevole e provocatorio» (Morando Morandini)[1]

«Comencini riesce ad illustrare il meno possibile con sequenze di taglio 'morbido' e con 'montaggio' predisposto. Un merito notevole dove il lavoro artigianale premia una 'genialità' avvolgente di questo tipi di cinema (fare un film non è solo 'piazzare' una cinepresa..!). Un fare arte con 'leggerezza' e 'vitalità'; con immagini dolenti e sarcastiche, l'Italia rappresentava se stessa e il suo contraltare. Il cinema irrideva la storia minuta e sapeva la 'Storia' e i suoi vizi antichi. Il boom economico e il suo miracolo già molto malaticci e per niente attenti alle magagne imminenti. Il Comencini chiude il cerchio in modo acido e sagace con "L'ingorgo" (1979) passando per "Lo scopone scientifico (1972): oramai la chiusa 'commedia' diventava musica-stonata... Fotografia con un b/n di grande resa (di Aldo Scacarda che aveva lavorato l'anno prima con Antonioni ne "L'avventura").»[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Film A cavallo della tigre (1961) - Trama - Trovacinema
  2. ^ Opinione di lorenzodg su A cavallo della tigre (1961) | FilmTv.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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