La guerra dei mondi (film 2005)

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La guerra dei mondi
La guerra dei mondi.PNG
La prima apparizione dei tripodi
Titolo originaleWar of the Worlds
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2005
Durata116 min
RapportoWidescreen
Generefantascienza, azione, thriller
RegiaSteven Spielberg
SoggettoHerbert George Wells (romanzo)
SceneggiaturaJosh Friedman, David Koepp
ProduttoreKathleen Kennedy, Colin Wilson
Produttore esecutivoPaula Wagner
Casa di produzioneAmblin Entertainment, Cruise/Wagner Productions
Distribuzione in italianoUniversal Pictures
FotografiaJanusz Kaminski
MontaggioMichael Kahn
Effetti specialiDennis Muren, Pablo Helman
MusicheJohn Williams
ScenografiaRick Carter
CostumiJoanna Johnston
TruccoLeo Corey Castellano, Tina Harrelson
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

La guerra dei mondi (War of the Worlds) è un film del 2005 diretto da Steven Spielberg e scritto da Josh Friedman e David Koepp. Tra gli interpreti figurano Tom Cruise, Dakota Fanning, Justin Chatwin, Miranda Otto e Tim Robbins.

Prodotto e distribuito dalla Paramount Pictures e Dreamworks Pictures, è il remake del omonimo film di Byron Haskin del 1953, basato sull'omonimo romanzo del 1897 di H. G. Wells e sull'adattamento radiofonico del 1938 di Orson Welles.

Fu girato in 73 giorni in California, Connecticut, New Jersey, New York e Virginia. Durante la realizzazione, ogni informazione a riguardo fu mantenuta segreta per limitare il rischio di diffusione di dettagli prima della pubblicazione. Inoltre vennero stabiliti diversi accordi con varie aziende, inclusa Hitachi.

Accolto positivamente dalla critica e dal pubblico, fu il quarto film di maggior successo dell'anno con 591 milioni di dollari d'incasso. L'anno seguente fu candidato a tre Premi Oscar: miglior effetti speciali, miglior sonoro e montaggio sonoro.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

«Nei primi anni del XXI secolo, nessuno avrebbe creduto che il nostro mondo fosse osservato da intelligenze più evolute della nostra, che mentre gli uomini erano impegnati nella vita di tutti i giorni, qualcuno li studiasse, li analizzasse - con la stessa precisione con la quale l'uomo scruta al microscopio le creature effimere che brulicano e si moltiplicano in una goccia d'acqua. Con infinito compiacimento, l'uomo percorreva il globo in lungo e in largo, fiducioso del proprio dominio su questo mondo. Eppure, attraverso la volta dello spazio, intelletti vasti e freddi e ostili guardavano al nostro pianeta con occhi invidiosi. E lentamente e indisturbati ordivano i loro piani contro di noi»

(Narratore/Morgan Freeman)

Ray Ferrier è un portuale residente in un piccolo borgo del New Jersey. Divorziato dalla moglie Mary Ann, riceve i figli Rachel e Robbie in custodia per il fine settimana, che la donna trascorrerà a Boston, con il nuovo fidanzato Tim e i suoi genitori. Lo stesso giorno Ray vede formarsi in cielo una strana nube a muro che inizia a scagliare a terra dei potenti fulmini disattivando tutti gli apparecchi elettronici ed elettromeccanici della zona, inclusi orologi e autovetture.

Si reca nel centro città per capire cosa sta succedendo, e si unisce alla folla che ha circondato un cratere scavato dai fulmini caduti durante la strana tempesta precedente. All'improvviso il terreno inizia a tremare, si formano grandi crepe che danneggiano le abitazioni vicine. Subito dopo dal sottosuolo fuoriesce una gigantesca macchina aliena tripode che inizia a sparare con un raggio laser, incenerendo le persone e distruggendo ogni cosa incontri sul proprio cammino. Ray torna incolume a casa, atterrito e imbrattato di cenere umana. Superato il momento di panico, mette assieme delle provviste, prende la sua pistola e scappa con i figli al volante di una macchina che è stata appena riparata. I tre riescono a sfuggire all'attacco del tripode che rade al suolo tutto il New Jersey.

Ray finalmente raggiunge l'abitazione della ex moglie; ma sul posto non trova nessuno, le reti telefoniche sono fuori uso e decide così di passare la notte in cantina con i due ragazzi, durante la quale si susseguono numerose esplosioni. Al mattino Ray trova i resti di un Boeing 747 precipitato nei pressi dell'abitazione; un gruppo di giornalisti in fuga raccoglie le provviste rimaste intatte tra i rottami dell'aereo. Una reporter informa Ray che altri tripodi alieni sono usciti dal sottosuolo e hanno assediato anche altre grandi città americane ed europee. La donna mostra a Ray un filmato al rallentatore dove si vede una capsula scendere sottoterra attraverso i fulmini, ipotizzando che al suo interno si trovino i piloti dei tripodi e che le macchine siano state sotterrate millenni prima in attesa di una pianificata invasione aliena.

Ray si rende conto che la situazione è catastrofica e che lui e i suoi figli si devono affrettare a raggiungere Boston. Durante il tragitto, si imbattono in una strada affollata da molta altra gente che atterita cerca un passaggio a bordo dell'auto: la folla disperata assale i tre per impadronirsi della loro vettura ed essi, dopo essere stati circondati, sono costretti ad abbandonare l'auto.

Ray e i suoi figli proseguono così a piedi; arrivano ad un porticciolo sul fiume Hudson che i tre devono attraversare a bordo di un traghetto per raggiungere l'altra sponda. La situazione, apparentemente sotto controllo, cambia completamente con un improvviso attacco dei tripodi che spuntano da dietro una foresta: la gente si fa prendere dal panico e inizia a riversarsi sull'imbarcazione. Il capitano procede a piena potenza, ma viene sorpreso da un improvviso attacco dei tripodi che questa volta addirittura spuntano dalle profondità del fiume. La nave viene ribaltata e gli alieni ripescano dal fiume e fanno prigionieri i passeggeri tramite dei tentacoli. I tre, però, riescono a fuggire a nuoto e giungere sulla terraferma. Più tardi, Ray e i due ragazzi assistono a un combattimento tra l'esercito americano e i tripodi. Robbie capisce che è la sua occasione per rendersi utile e vuole perciò unirsi ai soldati e combattere, come già aveva provato a fare in precedenza, ma Ray cerca in tutti i modi di fermarlo e fargli capire che la famiglia ha bisogno di lui. Preoccupato, però, per l'incolumità della figlia Rachel, Ray si trova costretto a lasciar andare Robbie, che corre in aiuto dei soldati. Subito dopo, i tripodi, protetti da uno scudo deflettore, sgominano completamente le forze terrestri, bruciando tutto e uccidendo presumibilmente anche Robbie. Mentre i tripodi cercano di fare più vittime possibili tra la folla, Ray e Rachel si salvano trovando rifugio nella cantina di Harlan Ogilvy, un ex guidatore di ambulanze sconvolto dall'invasione che è deciso a vendicarsi dei Tripodi i quali hanno sterminato la sua famiglia.

Dal rifugio di Ogilvy, Ray vede una strana pianta rampicante rossastra attecchire ovunque, certamente portata sulla Terra dagli invasori al fine di rendere adatto il pianeta alla loro natura biologica. Per ispezionare la casa diroccata dov'è il rifugio di Ogilvy, gli alieni inviano, in un primo tempo, un cavo ottico serpentiforme. In un secondo momento, però, gli alieni, insospettiti dalle anomalie verificatesi all'interno, scendono personalmente a perlustrare lo scantinato, ma ancora una volta i fuggitivi riescono a non farsi vedere. In entrambi i momenti Ogilvy rischia di farsi scoprire stupidamente cercando più volte di attaccare prima la loro sonda e poi gli alieni, ma viene sempre fermato da Ray che non apprezza certo il suo modo di ragionare. La notte seguente, Ogilvy è colto da un crollo psicotico alla vista di un malcapitato che fuori di casa viene afferrato da un tripode che lo trafigge con un tentacolo, svuotandolo dei liquidi corporei, che gli alieni usano probabilmente come nutrimento per la pianta rossa. Col timore che il rumore provocato da Ogilvy attiri i tripodi, e vedendo come l'uomo ormai abbia perso completamente la ragione, Ray è costretto a sopprimerlo.

Ray rimane solo con Rachel, ma la loro presenza viene scoperta da un'altra sonda, che l'uomo colpisce ripetutamente. Rachel intanto è uscita dalla cantina in preda al panico e il protagonista, nel tentativo di ritrovarla, si ritrova a essere inseguito dai tentacoli di un tripode. Scappando riesce a rifugiarsi a bordo di un pick up e da lì si accorge che il tripode all'improvviso distoglie l'attenzione su di lui per andare a catturare Rachel, che nel frattempo è riapparsa e continua ad urlare. Ray non può permettersi di perdere la figlia che intanto viene catturata. Il protagonista pensa velocemente ad un modo per attirare l'attenzione del tripode e dunque farsi catturare a sua volta. Nei paraggi raccoglie delle granate e ne scaglia una sullo scudo difensivo del tripode per attirare la sua attenzione. Il tripode allora cattura anche Ray e lo solleva gettandolo in una gabbia appesa alla macchina, dove vengono raccolti gli esseri umani per essere divorati dagli alieni. Ray ritrova Rachel, riesce a far risucchiare le granate nel boccaporto facendo così esplodere dall'interno il tripode, che impatta al suolo in fiamme, liberando Ray, Rachel e il resto dei prigionieri.

I due riescono a raggiungere Boston, dove assistono a strani fenomeni: la pianta rossa sembra sbiancarsi e sgretolarsi, come fosse disseccata, e diversi tripodi sono collassati. Alcuni corvi volteggiano intorno a un tripode dall'andatura scoordinata e Ray capisce che lo scudo deflettore non è più attivo; ciò permette ai soldati di colpire più volte il Tripode e di abbatterlo. Dalla capsula di pilotaggio esce poi un alieno stremato; gli astanti assistono increduli alla sua morte per improvviso soffocamento. Gli invasori vengono così facilmente sconfitti dai soldati. Ray e Rachel raggiungono la casa dei nonni a Boston e qui ritrovano Robbie, sorprendentemente ancora vivo, e Mary Ann.

«Quando gli invasori arrivarono e cominciarono a respirare e a nutrirsi, quegli organismi infinitesimali, che Dio nella sua saggezza aveva messo sulla Terra, iniziarono a condannarli, annientarli, distruggerli, dopo che tutte le armi e gli stratagemmi umani avevano fallito. Mediante il sacrificio di miliardi di vittime, l'uomo ha acquisito la sua immunità, il suo diritto alla sopravvivenza tra le infinite creature di questo pianeta. E quel diritto è suo contro ogni sfida, poiché gli uomini non vivono e non muoiono invano.»

(Discorso finale del narratore)

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Tom Cruise interpreta il protagonista Ray Ferrier
  • Ray Ferrier interpretato da Tom Cruise: un operaio divorziato che riceve in custodia i figli Rachel e Robbie, mentre la sua ex-moglie e il suo nuovo compagno trascorrono il fine settimana dai genitori a Boston.
  • Rachel Ferrier interpretata da Dakota Fanning: la figlia minore di Ray e sorellina di Robbie. È molto legato con quest'ultimo che in momenti difficili si appresta ad aiutarla e calmarla quando viene colpita dagli attacchi di panico.
  • Robbie Ferrier interpretato da Justin Chatwin: il figlio maggiore di Ray e fratello di Rachel. Non ha un buon rapporto con il padre al quale è sempre disobbediente. Nel corso del film cercherà sempre di cogliere delle occasioni per allontanarsi dal trio, anche perché preso dal desiderio di collaborare con i militari dell'esercito per annientare i tripodi.
  • Harlan Ogilvy interpretato da Tim Robbins: un ex guidatore di ambulanze, che dà riparo a Ray e Rachel. Rammaricato dallo sterminio, vuole combattere gli alieni per vendicare i suoi cari, sbucando da sotto terra, proprio come hanno fatto gli invasori. Sarà ripetutamente bloccato da Ray che al contrario, vuole continuare a nascondersi e a non essere scoperto per colpa sua.
  • Mary Ann Ferrier interpretata da Miranda Otto: l'ex moglie di Ray, al quale affida i figli per trascorrere il fine settimana col suo nuovo compagno Tim.
  • Julio interpretato da Yul Vazquez: un amico di Ray, secondo il quale la tempesta di lampi sarebbe dovuta a un'eruzione solare.
  • Vincent interpretato da Rick Gonzalez: un altro amico di Ray, che smentisce ogni commento del coetaneo Julio.
  • Manny il meccanico interpretato da Lenny Venito: il meccanico, al quale Ray ruba l'auto per scappare dalle catastrofi.
  • La reporter interpretata da Camillia Sanes: una giornalista che informa Ray che l'invasione è mondiale e gli mostra un filmato in cui ipotizza cosa ci possa essere all'interno delle capsule trasportate dal lampo.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Steven Spielberg chiamò attorno a sé Tom Cruise, con il quale aveva collaborato in Minority Report (2002). Spielberg, a proposito di Cruise dichiarò: "È un collega molto intelligente, creativo e propone delle idee sul set così belle che ci intendiamo al volo. Mi piace lavorare con Tom." Cruise incontrò il regista durante le riprese di Prova a prendermi (2002) e propose tre film alternativi da realizzare insieme, uno dei quali un adattamento del romanzo La guerra dei mondi. Spielberg scelse quest'ultimo e affermò: "Ci siamo guardati l'un l'altro e le luci si sono accese. Non appena l'ho sentito, ho detto: 'Oh mio Dio! La guerra dei mondi - assolutamente.' E così fu."[2]

È il terzo film di Spielberg sul tema delle visite aliene, insieme a Incontri ravvicinati del terzo tipo e E.T. l'extra-terrestre. La produttrice e collaboratrice di lunga data Kathleen Kennedy nota che con La guerra dei mondi, Spielberg ha avuto l'opportunità di esplorare l'antitesi dei personaggi riportati in vita in E.T. e Incontri ravvicinati del terzo tipo. "Quando abbiamo iniziato a sviluppare E.T., stavamo raccontando una storia molto più spigolosa e tetra, ma in realtà si è evoluta in qualcosa di più benigno, penso che un'esposizione oscura sia sempre stata da qualche parte dentro di lui." Spielberg sostenne di aver pensato che sarebbe stato divertente creare un "film davvero spaventoso con alieni altrettanto spaventosi", qualcosa che non aveva mai fatto prima.[3] L'intenzione di Spielberg era quella di raccontare una storia contemporanea; nonostante l'idea fosse nata a partire da una fantasia – dichiarò Kennedy – la storia è stata raccontata in modo iper-realistico.[2]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

"Per la prima volta nella mia vita sto realizzando un ritratto alieno dove non esiste amore e nessun tentativo di comunicazione."
– Steven Spielberg[4]

J. J. Abrams fu scritturato da Spielberg e Cruise per scrivere la sceneggiatura, ma dovette rifiutare mentre stava lavorando alla trama della sua serie televisiva Lost.[5] Josh Friedman consegnò una sceneggiatura, che venne poi riscritta da David Koepp.[6] Dopo aver riletto il romanzo, Koepp decise di scrivere la sceneggiatura del film affidandosi alla voce di un singolo narratore esterno, "un punto di vista molto limitato, da parte di qualcuno completamente estraneo agli eventi piuttosto che di una persona coinvolta al loro interno", ed escludendo dalla storia una serie di elementi ritenuti troppo cliché, come la distruzione di monumenti storici da parte degli alieni. Alcuni avvenimenti del romanzo sono stati largamente adattati e condensati: il personaggio di Tim Robbins è nato dalla fusione di due personaggi originali del libro, mentre il nome è preso da un terzo personaggio. Nonostante l'ambientazione del film sia stata cambiata dal XIX secolo ai giorni nostri, Koepp ha anche cercato di "riportare il mondo moderno nel 1800", mostrando personaggi sprovvisti di energia elettrica e dei moderni sistemi di comunicazione.[7]

Spielberg accettò la sceneggiatura dopo aver scoperto che essa presentava molte somiglianze con la sua vita personale, incluso il divorzio dei suoi genitori (divorzio di Ray e Mary Ann), e anche perché le difficoltà affrontate da quei personaggi immaginari che sono sopravvissuti all'attacco degli alieni riflettevano molto le stesse insicurezze che lo avevano tormentato in seguito agli attentati dell'11 settembre 2001. Per Spielberg, le storie di sopravvivenza dei personaggi dovevano essere l'obiettivo principale, in quanto rappresentavano la mentalità americana di non arrendersi mai. Spielberg descriveva La guerra dei mondi come "un opposto polare" agli Incontri ravvicinati, nel quale raccontava un uomo che lasciava la famiglia per viaggiare con gli alieni, mentre ne La guerra dei mondi si concentra sull'unione della famiglia.[3] Allo stesso tempo, il film non avrebbe esplorato molto la natura degli alieni e le motivazioni che li avevano spinti ad invadere la Terra, facendoci "assistere soltanto al risultato di questi abominevoli piani con cui intendevano sostituire la loro razza alla nostra".[8]

Pur accettando la sceneggiatura, Spielberg chiese diverse modifiche. Egli era contrario all'idea che gli alieni arrivassero in astronavi, visto che ogni film di invasione aliena utilizzava un tale veicolo. I cilindri marziani originali furono scartati e al loro posto Spielberg sostituì dei Tripodi affermando che vennero sepolti sottoterra sul pianeta molto tempo prima.[6]

Miranda Otto venne scelta dal regista in persona che scrisse la parte apposta per lei dopo averla vista ne Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re di Peter Jackson. L'attrice rifiutò la parte perché incinta: Spielberg cambiò allora la sceneggiatura pur di averla nel cast finale.

Lawrence Brown ha scritto: "La decisione di Spielberg di presentare le macchine da combattimento degli invasori come se fossero sempre stati lì, sepolte sotto la Terra, solleva questioni che non esistevano nel libro originale di Wells. Nella versione di Spielberg, questi invasori erano già stati qui, molto tempo prima, in epoca preistorica; avevano messo le loro macchine in profondità nel sottosuolo e se ne erano andate. Perché? Perché non conquistare la Terra proprio a quell'epoca? Spielberg non fornisce una risposta e i personaggi sono troppo impegnati a cercare di sopravvivere per porsi questa domanda. Una possibile risposta, che fa venire i brividi, sorge spontanea. Gli alieni erano interessati agli umani come animali di cui cibarsi. Quando giunsero qua in precedenza, essi erano molto limitati in numero. Gli alieni lasciarono nascoste le loro macchine e se ne andarono, osservando pazientemente la Terra mentre gli umani si moltiplicano fino al numero desiderato – e poi sono ritornati, per conquistarci. Sotto questa interpretazione, tutti noi – tutti gli umani nel corso della storia – non siamo stati altro che bestiame allevato in una fattoria aliena, destinati ad essere raccolti come grano maturo".[9]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Il rottame del Boeing 747 utilizzato come set in una scena. Attualmente i visitatori posso vedere l'ambiente demolito durante lo Studio Tour dell'Universal Studios Hollywood.

Le riprese si svolsero in Virginia, Connecticut, New Jersey, California e New York e durarono circa 72 giorni.[10] Spielberg aveva originariamente intenzione di girare La guerra dei mondi dopo Munich, ma a Tom Cruise piacque così tanto la sceneggiatura di David Koepp che suggerì al regista di posticiparlo, mentre lui avrebbe fatto lo stesso con Mission: Impossible III. La maggior parte della crew di Munich venne portata a lavorare anche su La guerra dei mondi.[4] Nel 2004, le troupe di produzione furono velocemente disposte su tutte e due le coste per prepararsi all'inizio delle riprese, a cercare ambientazioni lungo la costa est e a preparare i set e le scenografie da utilizzare una volta che la produzione sarebbe tornata a Los Angeles dopo le vacanze invernali. La pre-produzione avvenne in soli tre mesi, essenzialmente la metà del tempo normalmente assegnato per un film di dimensioni e portata simili. Spielberg però disse: "Non si trattò di una corsa contro il tempo per La guerra dei mondi. È stata la mia programmazione più lunga in 12 anni circa. Ci siamo presi tutto il tempo necessario."[2] Spielberg collaborò con la crew all'inizio della pre-produzione attraverso l'uso della pre-visualizzazione, considerando le scadenze stringenti.[10]

La scena che mostra la prima apparizione dei Tripodi fu girata all'incrocio tra Ferry Street, Merchart Street e Wilson Avenue, a Newark, nel New Jersey.[11]

La scena del traghetto venne girata nella città newyorkese di Athens e la casa dei genitori di Mary Ann si trovava a Brooklyn (ma è stata descritta nel film a Boston).[2] La scena fuori della casa di Washington venne realizzata usando un vero rottame di Boeing 747, in un immenso set realizzato negli Universal.[12] La casa di Ray venne filmata a Bayonne, nel New Jersey (con un teatro di posa che raddoppia l'interno); nel frattempo, la sequenza di combattimento nella valle fu girata a Lexington, in Virginia, e a Mystery Mesa, in California. La scena in cui il tripode viene abbattuto e si schianta in una fabbrica venne girata a Naugatuck, nel Connecticut, da quando è stata smantellata la Naugatuck Chemical.[non chiaro] Vari problemi creò invece la scena dei cadaveri nel fiume: la sequenza fu girata nel fiume Connecticut, nella contea di Windsor, usando manichini molto realistici. Due di essi però fuggirono al recupero e provocarono alcune ore di panico tra gli abitanti del luogo.[13] Alcune riprese furono girate sulla Korean War Veterans Parkway a Staten Island, NY. Per il film furono utilizzati sei teatri di posa, distribuiti su tre studi cinematografici.[2]

La lavorazione iniziò l'8 novembre 2004 e si concluse il 7 marzo 2005.

Design ed effetti visivi[modifica | modifica wikitesto]

La Industrial Light & Magic fu la compagnia principale per gli effetti speciali del film.[14] Spielberg, che in precedenza aveva utilizzato i computer per facilitare la visualizzazione delle sequenze durante la pre-produzione, disse: "Questo è il primo film che ho affrontato utilizzando il computer per animare tutte le storyboard." Spielberg decise di impiegare ampiamente la tecnica dopo una visita al suo amico George Lucas.[2][14] Per poter mantenere il realismo, l'uso delle immagini generate al computer e del bluescreen venne limitato, miscelando molti degli effetti digitali con miniature e scene riprese dal vivo.[15]

I Tripodi furono ideati in un modo che fu descritto da Spielberg come "elegante", visto che l'artista Doug Chiang si era ispirato alle forme di vita acquatiche.[15] Il regista desiderava un aspetto che fosse allo stesso tempo iconico e minaccioso, rendendo tributo anche ai Tripodi originali, cosicché gli spettatori si sarebbero interessati più al mezzo meccanico in sé, che agli alieni all'interno. Gli addetti agli effetti speciali cercarono di unire insieme elementi organici e meccanici nella rappresentazione dei Tripodi e fecero degli studi approfonditi affinché i movimenti dei mezzi meccanici fossero realistici, considerando la "contraddizione" di un essere con una grande testa tozza, mossa da gambe sottili e flessibili.[16] L'animatore Randal M. Dutra voleva che i movimenti dessero l'idea di un "galleggiamento terrestre", visto che camminavano sulla terra ma avevano un andamento acquatico e Spielberg descrisse i Tripodi muoversi come dei "ballerini classici spaventosi". Molti elementi degli alieni ruotavano intorno al numero tre – i Tripodi avevano tre occhi e sia il mezzo meccanico che gli alieni avevano tre arti principali con tre dita ciascuno.[8]

Il direttore degli effetti speciali Pablo Helman decise che i Tripodi avessero un aspetto imponente, considerando che "Steven voleva assicurarsi che queste creature fossero alte 45 metri",.[15] così come Wells descrisse la loro altezza nel romanzo..[8] Gli alieni stessi basavano il loro aspetto sulle meduse, con movimenti che richiamavano le raganelle dagli occhi rossi,[16] e una fisionomia da anfibio in particolare sulla pelle bagnata. Un alieno in polistirolo fu utilizzato come surrogato per guidare gli attori nella scena del sotterraneo..[8] Spielberg non voleva sangue e frattaglie durante le morti dovute ai Raggi inceneritori; come detto da Helman, "questo doveva essere un film horror per bambini". Quindi gli addetti agli effetti speciali decisero di vaporizzare i corpi e, considerando che questo non si sarebbe potuto realizzare in modo del tutto digitale, vista la complessità degli effetti e le scadenze stringenti, fu utilizzata della cenere vera insieme ai raggi e alle particelle creati in computer grafica.[15] Degli uccelli digitali seguivano i Tripodi in molte scene a simboleggiare la presenza della morte, che Chiang paragonò agli avvoltoi e aggiunse che "non si sa se questi uccelli vanno verso il pericolo o fuggono da esso, se seguirli o fuggire."[8]

Durante la scena in cui il minivan di Ray viene attaccato dalla folla, Janusz Kaminiski e Spielberg vollero un mucchio di luci interattive, così aggiunsero diversi tipi di lampade, come le lampade Coleman, le lanterne ad olio, le torce elettriche e la Maglite.[2] Gli addetti della IL&M ammisero che la distruzione del ponte di Bayonne fu la scena più difficile da realizzare, visto l'uso esteso degli effetti in computer grafica, degli elementi ripresi dal vivo,[17] e la scadenza ravvicinata di quattro settimane, così che la scena potesse essere inserita nel trailer del Super Bowl. La scena originariamente comprendeva solo l'esplosione della stazione di rifornimento, ma poi Spielberg suggerì di far saltare in aria anche il ponte.[15] La scena in cui si vedevano i Tripodi sparare dei raggi inceneritori verso il minivan, mentre il minivan li schivava, ha richiesto molti interventi in computer grafica. Oltre 500 effetti speciali in computer grafica furono utilizzati nel film.[18]

La costumista Joanna Johnston creò 60 versioni diverse del giubbotto di pelle di Ray, per mostrare il suo logoramento dall'inizio alla fine del viaggio. "All'inizio ha il giubbotto, una felpa con cappuccio e due magliette", spiega Johnston. Un articolo dell'abito di scena di Dakota Fanning di speciale importanza è il suo giubbetto con pelliccia color lavanda: "Volevo qualcosa che la facesse sentire al sicuro, qualcosa con cui potesse dormire e mettersi in testa", dice Johnston. "Era il giubbetto con pelliccia color lavanda. Lo legammo con un nastro e Dakota lo indossò, così l'aveva sempre con sé". Johnston vestì Robbie in modo inconsciamente emulativo del padre, "Sono molto più simili di quanto pensino, con una grande tensione in superficie", dice Johnston.[2]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

John Williams

Il collaboratore di lunga data di Spielberg John Williams compose la colonna sonora. Fu la prima volta in cui dovette comporre per un film incompleto di Spielberg, dal momento che solo i primi sei rulli, in totale sessanta minuti, erano pronti per essere utilizzati.[19] Considerò la colonna sonora "una musica molto seria", che doveva combinare "un'atmosfera necessariamente spaventosa", con un "ritmo in crescendo per le scene d'azione" – [20] la musica doveva "spingere" simbolicamente le macchine nelle scene di inseguimento, come quando Ray guidava per allontanarsi dal ponte di Bayonne o quando il Tripode attaccava il traghetto sull'Hudson.

Williams aggiunse piccoli riferimenti alle classiche colonne sonore dei film sui mostri, facendo sì che l'orchestra eseguisse un "ampio movimento" nelle scene in cui comparivano i Tripodi. Per aumentare la tensione aggiunse un coro femminile con un crescendo che assomigliava ad un urlo – che avrebbe "umanizzato" la musica, rappresentando "le vittime che soccombevano senza neanche dire un 'ah' – erano sparite prima di riuscire a dirlo" – per gli attacchi dei Tripodi e un coro maschile appena udibile – che Williams comparò ai "monaci tibetani, il tono più basso conosciuto che il nostro corpo è in grado di fare" – nella scena in cui gli alieni esploravano il sotterraneo. Le uniche occasioni in cui non venne utilizzata l'orchestra fu per le narrazioni di inizio e fine film, in cui vennero utilizzati dei suoni elettronici.[19]

L'album della colonna sonora fu pubblicato dalla Decca Records, e comprendeva la musica del film e la narrazione di Morgan Freeman di inizio e fine film.[21][22]

Album[modifica | modifica wikitesto]

War of the Worlds: Music from the Motion Picture
ArtistaJohn Williams
Tipo albumColonna sonora
Pubblicazione13 giugno 2005
Durata61:01
Tracce15
GenereColonna sonora
EtichettaDecca Records
John Williams - cronologia
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic[23] 3/5 stelle
Filmtracks 3/5 stelle
ScoreNotes C+
SoundtrackNet 3.5/5 stelle

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Musiche di John Williams.

  1. Prologue – 2:52
  2. The Ferry Scene – 5:49
  3. Reaching the Country – 3:24
  4. The Intersection Scene – 4:13
  5. Ray and Rachel – 2:41
  6. Escape from the City – 3:49
  7. Probing the Basement – 4:12
  8. Refugee Status – 3:50
  9. The Attack on the Car – 2:44
  10. The Separation of the Family – 2:36
  11. The Confrontation with Ogilvy – 4:34
  12. The Return to Boston – 4:29
  13. Escape from the Basket – 9:21
  14. The Reunion – 3:16
  15. Epilogue – 3:11

Durata totale: 61:01

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

La Paramount Picture Interactive Marketing fece debuttare il gioco human survival online sul suo sito ufficiale, waroftheworlds.com, il 14 aprile.[24] La Hitachi collaborò con la Paramount Pictures per una campagna promozionale mondiale, dal titolo "The Ultimate Visual Experience". L'accordo fu annunciato da Kazuhiro Tachibana, general manager della Hitachi Consumer Business Group. Kazuhiro affermò: "La nostra campagna 'The Ultimate Visual Experience' si associa perfettamente all'obiettivo di Spielberg e Cruise di essere i migliori al mondo nell'industria cinematografica, per cui l'Hitachi garantisce la massima qualità visiva dei suoi prodotti elettronici digitali per i consumatori".[25]

In Italia, il 29 aprile 2005, l'ospite d'onore Tom Cruise presentò la pellicola in occasione della cerimonia di premiazione della 50ª edizione dei David di Donatello.[26]

Segretezza[modifica | modifica wikitesto]

Spielberg mantenne la segretezza su molte parti durante la lavorazione del film, lasciando il cast e gli addetti ai lavori confusi riguardo l'aspetto degli alieni. Quando gli veniva chiesto della segretezza sulla sceneggiatura, David Koepp rispose, "[Spielberg] non darebbe [la sceneggiatura] a nessuno". Koepp spiegò che lui gliel'avrebbe mandata via e-mail e gli avrebbe dato una parte della sceneggiatura che riguardava qualsiasi cosa qualcuno stesse facendo.[27] Miranda Otto pensò di non parlare della storia né con la famiglia né con gli amici. Otto disse: Conosco delle persone che dicono sempre, "Oh, è tutto così segreto." Io ritengo che sia giusto. Ai vecchi tempi le persone non riuscivano a sapere molto dei film prima della loro uscita e oggi come oggi c'è troppa informazione. Io penso che un po' di mistero sia sempre una cosa positiva. Non conviene scoprire tutte le carte prima del tempo."[28]

Spielberg ammise, dopo aver tenuto le cose segrete per così tanto tempo, che alla fine c'era stata la tentazione di rivelare troppo a danno della storia, durante la conferenza stampa di La guerra dei mondi. Quindi Spielberg rivelò solo la scena della collina, dove Ray cerca di impedire al figlio di andarsene, affermando che "dire di più avrebbe svelato troppo."[29] La segretezza fece sì che The Sun sostenne che il film avrebbe superato il budget di 200 milioni di dollari del Titanic, che al tempo deteneva il record del film più costoso mai prodotto.[30] Il budget effettivo del film fu di 132 milioni di dollari.[31] Secondo Vanity Fair, fra Spielberg e Cruise non correva buon "sangue" all'uscita del film, perché Spielberg riteneva che le "battute" di Cruise in quell'occasione (come un'apparizione bizzarra all'Oprah Winfrey Show) avessero danneggiato il film.[32]

Il logo del film

Slogan promozionali[modifica | modifica wikitesto]

  • «They're already here»[33]
    • «Sono già qui»;
  • «This Summer, the last war on Earth won't be started by humans»[33]
    • «Quest'estate, l'ultima guerra sulla Terra non sarà iniziata dagli uomini».

Trailer[modifica | modifica wikitesto]

Non vi sono date certe sull'uscita dei trailer, tuttavia se ne possono trovare alcuni su YouTube diffusi molti anni dopo (proprio dalla Paramount Pictures) e in tempi diversi.[34][35]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Dakota Fanning all'anteprima di Londra nel giugno 2005

L'anteprima de La guerra dei mondi si tenne il 23 giugno 2005 al Ziegfeld Theatre, New York. Nell'evento, Tom Cruise rivelò la sua relazione con l'attrice Katie Holmes.[36] Sei giorni dopo, il 29 giugno, la pellicola venne distribuita in gran parte del mondo, Italia compresa, e in America in oltre 3 910 sale.[31]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Le date di uscita internazionali nel corso del 2005 furono:[37]

Divieti[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti la visione fu consigliata con la presenza di un adulto ai minori di 13 anni per i seguenti motivi: "Sequenze terrificanti di violenza fantascientifica e immagini disturbanti". In Italia fu resa libera a tutti.

I restanti divieti internazionali furono:[38]

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

Il film uscì in VHS e DVD il 22 novembre 2005, sia nell'edizione a disco singolo che nell'edizione speciale a doppio disco che comprendeva filmati dietro le quinte sulla produzione, documentari e vari trailer.[39] Il film incassò 113 000 000 di dollari nelle vendite dei DVD, portando gli incassi totali a 704 745 540 $, classificandolo al decimo posto della classifica dei DVD del 2005.[40] La Paramount fece uscire il film in Blu-ray il 1° giugno 2010.

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante nel film Cruise avesse la voce di Riccardo Rossi, Roberto Chevalier lo doppiò comunque nel trailer italiano

Nei primi mesi del 2005, la produzione americana richiese i provini per tutti i ruoli principali, tra cui quello di Ray Ferrier (Tom Cruise). Per questo ruolo furono convocati Fabio Boccanera, Niseem Onorato, Riccardo Rossi e Roberto Chevalier (quest'ultimo normalmente lo doppiava). Pochi giorni dopo, arrivarono le risposte per tutti i personaggi escluso Ray: Tom Cruise volle scegliere personalmente le voci dei suoi doppiatori. Verso la fine di marzo, la scelta cadde su Riccardo Rossi che trovò il suo timbro non solo più giovane rispetto a quella di Chavelier, ma anche commovente e combaciante al personaggio.[41]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film, uscito nelle sale in contemporanea mondiale il 29 giugno 2005 (ad eccezione di alcuni paesi asiatici, la Francia e il Belgio), riscontrò un buon successo, incassando internazionalmente 591 745 540 $[42] a fronte di un budget di 132 milioni[31] e classificandosi al quarto posto tra i film più visti dell'anno.[43] Negli Stati Uniti d'America il film incassò 234 280 354 $, mentre nelle sale italiane 17 295 956 .[44]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

«Un'avventura da far tremare la terra che "sorprende e inchioda allo schermo"»

(Chicago Tribune)

La guerra dei mondi, nel suo adattamento radiofonico del 1938 e nella sua versione cinematografica del 2005, costituisce un'efficace metafora di due momenti cruciali della storia: l'imminente aggressione nazista, con la seconda guerra mondiale, il terrorismo globale di matrice islamica. Non è un caso se, all'inizio del film, Rachel, figlia di Ray, chiede al padre con ansia se sono sotto un attacco terroristico. La stessa emersione delle astronavi aliene dal sottosuolo e lo sgomento e il terrore che suscita può essere letta come metafora della scoperta di un terrorismo insabbiato e incistato nel sottofondo delle società occidentali, che si risveglia.[45]

Venne accolto positivamente dalla critica cinematografica. Sul sito Rotten Tomatoes, il film ha una percentuale di gradimento del 75% basato su 256 critiche con un voto medio di 7/10, il consenso critico dichiara: L'adattamento de "La guerra dei mondi" di Steven Spielberg trasmette il brivido e la paranoia del romanzo classico di H. G. Wells mentre attualizza l'azione e gli effetti per il pubblico moderno.[46] Su Metacritic ha un punteggio del 73 su 100 che indica come "recensioni generalmente favorevoli", sulla base di 40 recensioni.[47]

Secondo quanto riportato nel volume Story of Science Fiction curato da James Cameron, Steven Spielberg non fu per niente soddisfatto della maniera in cui finisce il film. Egli stesso condivise il malcontento di spettatori e critici e raccontò di "non aver mai capito come terminare quel dannato affare", concludendo con un epilogo deludente. Cameron comunque lo difese sottolineando che nemmeno H. G. Wells, autore del romanzo da cui è tratto la pellicola, riuscì a ideare un finale differente.[48]

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Nel film di David Zucker Scary Movie 4 sono presenti varie citazioni de La guerra dei mondi, tra cui l'apparizione del tripode come un IPod, derivante dal gioco di parole in inglese tripod/tr-IPod.[49]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) War of the Worlds, su awardsdatabase.oscars.org. URL consultato il 15 maggio 2019.
  2. ^ a b c d e f g h (EN) War of the Worlds - Production Notes, su waroftheworlds.com. URL consultato il 29 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 27 luglio 2011).
  3. ^ a b (EN) Anthony Breznican, Spielberg's family values, in USA Today, 23 giugno 2005. URL consultato il 29 aprile 2019.
  4. ^ a b (EN) Steven Spielberg Goes To War, su empireonline.com. URL consultato il 29 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2015).
  5. ^ (EN) Jeff Jensen, 'Lost': The 'M:I 3' Connection, in Entertainment Weekly, 29 dicembre 2009. URL consultato il 29 aprile 2019.
  6. ^ a b (EN) War Of The Worlds: Script by David Koepp & Josh Friedman (2005), su war-ofthe-worlds.co.uk. URL consultato il 29 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2009).
  7. ^ (EN) Ian Freer, David Koepp on War of the Worlds, in Empire. URL consultato il 29 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2012).
  8. ^ a b c d e IL NEMICO: Realizzazione di tripodi e alieni. La guerra dei mondi DVD: Paramount Home Entertainment. 2005
  9. ^ Lawrence C. Brown, "H.G.Wells' Enduring Influence" in Mark Smythe (ed.) "Old and New trends in 21st Century Popular Culture"
  10. ^ a b (EN) Frank Rose, Close Encounters of the Worst Kind, in Wired, 1º giugno 2005. URL consultato il 29 aprile 2019.
  11. ^ (EN) James Wray, More on War of the Worlds Filing in New Jersey, in Monsters and Critics, 9 ottobre 2004. URL consultato il 29 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 2 ottobre 2012).
  12. ^ (EN) Tom, War of the Worlds: Crashed Boeing 747, Universal Studios, in Storm Climb, 6 giungo 2011. URL consultato il 29 aprile 2019.
  13. ^ (EN) War of the Worlds (2005) - Trivia, su imdb.com. URL consultato il 29 aprile 2019.
  14. ^ a b (EN) Frank Rose, War of the Worlds, in FRANK ROSE, giugno 2005. URL consultato il 29 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 21 novembre 2010).
  15. ^ a b c d e (EN) Ian Freer, Pablo Helman On War of the Worlds. URL consultato il 29 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2012).
  16. ^ a b (EN) Bill Desowitz, 'War of the Worlds': A Post 9/11 Digital Attack, awn.com, 7 luglio 2005. URL consultato il 29 aprile 2019.
  17. ^ (EN) Industrial Light and Magic (PDF), in Autodesk. URL consultato il 1º maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 27 luglio 2011).
  18. ^ (EN) War of the Worlds (2005) – Odds & Ends, su themoviemark.com. URL consultato il 29 aprile 2019 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2009).
  19. ^ a b LE MUSICHE DI LA GUERRA DEI MONDI. La guerra dei mondi DVD: Paramount Home Entertainment. 2005
  20. ^ (EN) Jon Burlingame, Master class, in Variety, 29 novembre 2005. URL consultato il 29 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2008).
  21. ^ (EN) War of the Worlds (2005), su soundtrackinfo.com. URL consultato il 29 aprile 2019.
  22. ^ (EN) JOHN WILLIAMS Fan Network – JWFAN, su jwfan.com. URL consultato il 29 aprile 2019.
  23. ^ (EN) War of the Worlds [Music from the Motion Picture], su allmusic.com. URL consultato il 28 febbraio 2019.
  24. ^ (EN) Paramount Pictures Interactive Marketing to Place Online Gamers Into the Action With 'War of the Worlds' Online Game, su www2.prnewswire.com, 12 aprile 2005. URL consultato il 1º maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2011).
  25. ^ (EN) HITACHI GOES GLOBAL FOR "WAR OF THE WORLDS", su hitachi.com, 20 aprile 2005. URL consultato il 1º maggio 2019.
  26. ^ Tom Cruise ospite d'onore ai David di Donatello, in la Repubblica, 14 aprile 2005. URL consultato il 16 maggio 2019.
  27. ^ (EN) Steve Head, Headgame 7: War of the Worlds, in IGN, 24 giugno 2005, p. 1. URL consultato il 2 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2015).
  28. ^ (EN) Steve Head, Headgame 7: War of the Worlds, in IGN, 24 giugno 2005, p. 2. URL consultato il 2 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2015).
  29. ^ Conferenza Stampa de La guerra dei mondi. Tom Cruise, Steven Spielberg. 23 giugno 2005.
  30. ^ (EN) The costliest film ever, in The Sun, 17 agosto 2004. URL consultato il 2 maggio 2019 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2014).
  31. ^ a b c (EN) War of the Wolrds (2005) - Box Office Mojo, su boxofficemojo.com. URL consultato il 13 aprile 2019.
  32. ^ (EN) Bryan Burrough, Showdown at Fort Sumner, in Vanity Fair, dicembre 2007. URL consultato il 2 maggio 2019.
  33. ^ a b (EN) War of the Worlds (2005) - Taglines, su imdb.com. URL consultato il 28 febbraio 2019.
  34. ^ Filmato audio (EN) Paramount, War of the Worlds (2005) - Trailer, su YouTube, 16 novembre 2013. URL consultato il 29 aprile 2019.
  35. ^ Filmato audio (EN) Paramount, War of the Worlds (2005) - Trailer, su YouTube, 28 agosto 2014. URL consultato il 30 aprile 2019.
  36. ^ (EN) Donna Freydkin, Cruise, Holmes step out, in USA Today, 23 giugno 2005. URL consultato il 13 aprile 2019.
  37. ^ (EN) War of the Worlds (2005) - Release Info, su imdb.com. URL consultato il 30 gennaio 2019.
  38. ^ (EN) War of the Worlds (2005) - Parents Guide, su imdb.com. URL consultato il 28 febbraio 2019.
  39. ^ (EN) Jennifer Netherby, DW has big War plans, su videobusiness.com, 12 settembre 2005. URL consultato il 2 maggio 2019.
  40. ^ (EN) DVD Sales Chart (2005), su leesmovieinfo.net. URL consultato il 2 maggio 2019.
  41. ^ La guerra dei mondi (2005), su antoniogenna.net.
  42. ^ La guerra dei mondi - Incassi Italia e USA, su cinema.castlerock.it. URL consultato il 30 aprile 2019 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2008).
  43. ^ (EN) 2005 Worldwide Grosses, su boxofficemojo.com. URL consultato il 30 aprile 2019.
  44. ^ La guerra dei mondi (2005), su mymovies.it. URL consultato il 2 dicembre 2017.
  45. ^ Serafino Murri, Rassegna stampa La guerra dei mondi, in MYmovies.it, settembre 2005. URL consultato il 30 aprile 2019.
  46. ^ (EN) War of the Worlds (2005) - Rotten Tomatoes, su rottentomatoes.com. URL consultato il 16 dicembre 2018.
  47. ^ (EN) War of the Worlds Reviews - Metacritic, su metacritic.com. URL consultato il 16 dicembre 2018.
  48. ^ Pierre Hombrebueno, La guerra dei mondi: Steven Spielberg odia il finale del suo film, in Best Movie, 30 ottobre 2018. URL consultato il 29 aprile 2019.
  49. ^ Marco Spagnoli, Scary Movie 4, in Fantascienza.com, 15 aprile 2006. URL consultato il 16 maggio 2019.

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