Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato

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Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato
Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato.jpg
Willy Wonka e il gruppo di genitori e bambini
Titolo originaleWilly Wonka & the Chocolate Factory
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1971
Durata100 min
Rapporto1,85:1
Generecommedia, fantastico, musicale
RegiaMel Stuart
SoggettoRoald Dahl (romanzo)
SceneggiaturaRoald Dahl, David Seltzer
Casa di produzioneParamount Pictures
Distribuzione in italianoParamount Pictures, CIC (ridoppiaggio)
FotografiaArthur Ibbetson
MontaggioDavid Saxon
MusicheAnthony Newley
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Doppiaggio originale (1971)

Ridoppiaggio (1984)

Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (Willy Wonka & the Chocolate Factory) è un film fantasy musicale americano del 1971 diretto da Mel Stuart e interpretato da Gene Wilder nei panni di Willy Wonka. È un adattamento del romanzo del 1964 La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl. Il film racconta la storia di un povero bambino di nome Charlie Bucket che, dopo aver trovato un biglietto d'oro in una barretta di cioccolato, visita la fabbrica di cioccolato di Willy Wonka insieme ad altri quattro bambini di tutto il mondo.

Le riprese si sono svolte a Monaco di Baviera da aprile a novembre 1970. Dahl è stato accreditato di aver scritto la sceneggiatura del film; tuttavia, David Seltzer è stato chiamato a fare una riscrittura non accreditata. Contro la volontà di Dahl, sono state apportate modifiche alla storia e altre decisioni prese dal regista hanno portato Dahl a rinnegare il film. I numeri musicali sono stati scritti da Leslie Bricusse e Anthony Newley mentre Walter Scharf ha arrangiato e diretto la partitura orchestrale.

Il film è stato distribuito dalla Paramount Pictures il 30 giugno 1971. Con un budget di soli $ 3 milioni, il film ha ricevuto recensioni generalmente positive e ha guadagnato $ 4 milioni entro la fine della sua programmazione iniziale. Nel 1972, il film ha ricevuto una nomination all'Oscar alla migliore colonna sonora con canzoni originali e l'attore Gene Wilder è stato nominato per un Golden Globe per il miglior attore in un film commedia o musicale. Il film è rimasto nell'oscurità fino agli anni '80, quando ha acquisito nuova popolarità e divenne un film di culto per diverse generazioni, grazie in larga parte ai ripetuti passaggi televisivi (specialmente sotto le festività natalizie) di cui è stato fatto oggetto nel corso degli anni. Nella classifica dei migliori 50 cult movies stilata nel 2003 dalla rivista statunitense Entertainment Weekly, il film viene piazzato alla posizione numero 25.[1]

Nel 2014, il film è stato selezionato per la conservazione nel National Film Registry degli Stati Uniti. Un altro adattamento cinematografico è stato realizzato nel 2005 con lo stesso titolo del libro originale, La fabbrica di cioccolato, con Johnny Depp nella parte di Willy Wonka.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Charlie Bucket, un bambino povero, vive con la madre e i suoi quattro nonni in una misera casa malandata nei pressi dell’enorme fabbrica di cioccolato di Willy Wonka, un misterioso fabbricante di dolci che gestisce il più grande commercio dei dolciumi. Quest'ultimo non esce dalla sua fabbrica da anni ed è un mistero per tutti chi siano i suoi operai. Infatti, per difendersi dagli altri produttori di dolci che avevano tentato di rubare le sue ricette mandando le loro spie, Willy Wonka era completamente sparito dalla circolazione chiudendo i battenti della sua fabbrica. Aveva poi ripreso a fabbricare nuovamente dolciumi, ma i cancelli della fabbrica erano rimasti chiusi.

Un mattino il signor Wonka bandisce un concorso: a cinque fortunati che troveranno dei biglietti dorati nelle tavolette di cioccolato Wonka sarà concesso di visitare la sua fabbrica assieme ad un membro della loro famiglia e riceveranno una scorta di dolci Wonka da bastare per tutta la vita. Tutto il mondo cade in una sfrenata caccia ai biglietti dorati. I primi quattro vincitori sono: Augustus Gloop, un bambino obeso e ingordo della Germania Ovest, Veruca Salt, una bambina viziata e capricciosa del Regno Unito, Violet Beauregarde, una bambina arrogante e vanitosa nonché una campionessa di masticazione di gomme proveniente dal Montana, negli Stati Uniti e Mike Travis, un bambino chiacchierone e teledipendente appassionato di film western anch'esso degli Stati Uniti, precisamente dell'Arizona.

Charlie ha ormai perso le speranze, quando un giorno trova dei soldi in un tombino e, comprando una tavoletta di cioccolato, riesce a trovare l'ultimo biglietto dorato. Mentre torna a casa incontra un uomo che si presenta come Slugworth e che Charlie riconosce come il peggior rivale di Willy Wonka, a cui aveva tentato di copiare i suoi dolci. Quest'ultimo gli promette benessere e denaro per tutta la vita in cambio di un campione di un dolce particolare di Willy Wonka, il "Succhia Succhia che mai si consuma", una speciale caramella che non si consuma mai. Come si può notare nelle scene precedenti infatti, Slugworth aveva fatto la stessa proposta anche agli altri bambini.

Arriva finalmente il giorno della visita alla fabbrica, che si rivela più strana e meravigliosa che mai. Si scopre, tra le altre cose, che gli operai della fabbrica sono dei minuscoli ometti con la passione per il canto, chiamati Umpa Lumpa. Willy Wonka regala a ciascun bambino un "Succhia Succhia che mai si consuma", a condizione che non lo mostrino mai a nessuno. Nel corso della visita però, tutti gli altri vincitori vengono inguaiati dai loro stessi vizi: Augustus viene risucchiato in un tubo per il trasporto del cioccolato dopo averne bevuto a più non posso, Violet si trasforma in un enorme mirtillo dopo aver assaggiato una nuova gomma da masticare ancora imperfetta, Veruca finisce in un condotto dei rifiuti dopo che Willy Wonka rifiuta di venderle un'oca dalle uova di cioccolato dorato e Mike prova su di sé un'invenzione del signor Wonka che consente di trasmettere oggetti reali attraverso la televisione, riducendo la sua altezza a pochi centimetri.

Ad un certo punto Charlie e suo nonno Joe bevono di nascosto una speciale bibita gassata col potere di far volare nonostante il divieto del signor Wonka. Dopo aver volato un po’ rischiano di venire risucchiati da un’elica, ma riescono poi a tornare incolumi a terra e a raggiungere gli altri, apparentemente senza che il signor Wonka si sia accorto di nulla.

Alla fine della visita però, quando Charlie e suo nonno sono gli unici rimasti, Willy Wonka si arrabbia molto per la loro disubbidienza e rifiuta quindi di dar loro l’enorme scorta di dolci promessa. Quando Charlie gli restituisce il Succhia Succhia mostrando di accettare la punizione, piuttosto che portare la caramella a Slugworth, Willy rimane colpito dalla sua onestà e comincia a saltare di gioia. Gli rivela che l'uomo che ha incontrato in realtà non era Slugworth, ma un suo collaboratore che aveva il compito di corrompere col denaro tutti i partecipanti per verificarne l'onestà. Lo scopo del concorso era infatti quello di trovare un ragazzo buono e onesto a cui Willy Wonka avrebbe lasciato in eredità la sua fabbrica. Il bambino viene quindi invitato a trasferirsi nella fabbrica di cioccolato con la sua famiglia e a diventare il suo successore.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Pre-produzione[modifica | modifica wikitesto]

L'idea di creare un adattamento cinematografico del romanzo di Roald Dahl venne ispirata al regista Mel Stuart dalla figlioletta di dieci anni, che, avendo appena letto il libro, gli chiese di farci un film. Stuart mostrò il romanzo al produttore David L. Wolper, il quale era nel bel mezzo delle trattative con la Quaker Oats Company a proposito di un buon veicolo commerciale per introdurre sul mercato una nuova barretta di cioccolato prodotta dalla loro compagnia sussidiaria produttrice di dolciumi "Breaker Confections", con sede a Chicago (da allora rinominata The Willy Wonka Candy Company e venduta alla Nestlé). Wolper convinse la compagnia, che non aveva nessuna esperienza pregressa in fatto di produzione di film, ad acquistare i diritti del libro e a finanziare la pellicola in promozione del prodotto che si sarebbe quindi chiamato "Wonka Bar".[2]

Venne quindi deciso e confermato che la pellicola sarebbe stata un "musical per bambini", e che Dahl stesso avrebbe scritto il copione,[2] anche se il titolo venne cambiato da Charlie e la fabbrica di cioccolato a Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato per promuovere il dolciume sopracitato.

Lo sceneggiatore David Seltzer introdusse nel copione diversi riferimenti letterari che Wonka cita lungo il corso del film, come ad esempio Ode di Arthur O'Shaughnessy, L'importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde e Il mercante di Venezia di William Shakespeare. Sempre Seltzer sviluppò il personaggio di Slugworth (che nel romanzo veniva solo citato come rivale di Wonka), ampliandone il ruolo, e diede al tono dell'opera un particolare senso del grottesco, un'ironia talvolta anche crudele, diretta ad un pubblico più adulto (vedasi la scena del battello nel tunnel dove appaiono anche delle immagini disturbanti per un pubblico infantile).

Dahl provò senza successo a caldeggiare la scrittura di Spike Milligan per il ruolo di Willy Wonka. Anche la sua seconda scelta, Ron Moody, rifiutò la parte. Anche Jon Pertwee non accettò il lavoro a causa di impegni già presi per la serie televisiva Doctor Who. Le audizioni per la parte ebbero così luogo per il periodo di una settimana al Plaza Hotel di New York, dove Gene Wilder venne immediatamente scritturato per il ruolo. Questi disse che avrebbe fatto il film solo a condizione che la prima apparizione di Wonka sullo schermo lo avesse visto uscire dalla fabbrica zoppicando claudicante con un bastone, per poi perderlo lungo il tragitto, e fare una capriola rivelando di essere sanissimo.[3][4] Le audizioni per le altre parti furono tenute a New York, Londra e Monaco di Baviera.

Il libro era anche nel mezzo di una controversia quando il film è stato annunciato. I gruppi di protesta, incluso il NAACP, avevano contestato gli Umpa Lumpa originali raffigurati come pigmei africani e li avevano paragonati come schiavi.[5] Stuart ha affrontato le preoccupazioni per il film e ha suggerito di farne i caratteristici personaggi verdi e arancioni.[6]

Gene Wilder voleva modifiche specifiche al costume di Wonka, incluso il tipo di pantaloni che il personaggio doveva indossare, "il colore e il taglio" della sua giacca e il posizionamento delle tasche. L'attenzione ai dettagli di Wilder ha anche richiesto: "Il cappello è fantastico, ma renderlo più corto di 2 pollici lo renderebbe più speciale".[7][8]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese iniziarono il 30 aprile 1970 e terminarono il 19 novembre seguente.

La principale location del film fu Monaco di Baviera in Germania Ovest, perché il regista trovava particolarmente adeguate l'atmosfera e l'architettura di quei luoghi. Gli esterni della fabbrica di cioccolato furono filmati al Munich Gaswerks (Emmy-Noether-Straße 10).

La scena finale dove il Wonka-ascensore vola sopra la città contiene immagini dall'alto della città di Nördlingen in Baviera.

La reazione di Dahl al copione[modifica | modifica wikitesto]

Roald Dahl disconobbe il film, la cui sceneggiatura era stata completamente riscritta da David Seltzer dopo che egli non aveva rispettato la data ultima di consegna. Dahl disse che era "contrariato" perché "pensava che nel film fosse stata posta troppa enfasi sul personaggio di Willy Wonka e non abbastanza su Charlie, che era il vero protagonista".[9]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La musica composta da Leslie Bricusse e Anthony Newley per la colonna sonora del film ricevette una nomination agli Oscar. La colonna sonora fu inizialmente pubblicata su disco dalla Paramount Records nel 1971. L'8 ottobre del 1996, la Hip-O Records (in collaborazione con la MCA Records, proprietaria del catalogo Paramount), ha ristampato la colonna sonora in formato CD con il titolo Willy Wonka & the Chocolate Factory - 25th Anniversary Edition.

Le musiche e le canzoni che appaiono nel film in ordine cronologico sono le seguenti:

  • (tra parentesi gli interpreti sullo schermo)
  1. Main Title - medley strumentale dei brani (I've Got A) Golden Ticket e Pure Imagination
  2. The Candy Man Can - Aubrey Woods
  3. Cheer Up, Charlie - Diana Sowle
  4. (I've Got a) Golden Ticket - Jack Albertson e Peter Ostrum
  5. Pure Imagination - Gene Wilder
  6. Oompa Loompa (Augustus) - Gli Umpa Lumpa
  7. The Wondrous Boat Ride/The Rowing Song - Gene Wilder
  8. Oompa Loompa (Violet) - Gli Umpa Lumpa
  9. I Want It Now! - Julie Dawn Cole
  10. Oompa Loompa (Veruca) - Gli Umpa Lumpa
  11. Ach, so fromm (alternativamente intitolata M'appari, dall'opera Martha) - Gene Wilder
  12. Oompa Loompa (Mike) - Gli Umpa Lumpa
  13. End Credits - Pure Imagination

Album colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Willy Wonka & the Chocolate Factory
ArtistaLeslie Bricusse, / Anthony Newley
Tipo albumColonna sonora
Pubblicazione1971
Dischi1
Tracce14
GenerePop
EtichettaParamount Records
NoteRipubblicato nel 1996 in CD dalla Hip-O Records

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Main Title (Golden Ticket / Pure Imagination)
  2. The Candy Man
  3. Charlie's Paper Run
  4. Cheer Up Charlie
  5. Lucky Charlie
  6. (I've Got A) Golden Ticket
  7. Pure Imagination
  8. Oompa Loompa
  9. The Wondrous Boat Ride
  10. Everlasting Gobstoppers / Oompa Loompa
  11. The Bubble Machine
  12. I Want It Now / Oompa Loompa
  13. Wonkamobile, Wonkavision / Oompa Loompa
  14. Wonkavator / End Title (Pure Imagination)

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione italiana del film fu curata da Roberto De Leonardis, che ne affidò la direzione musicale a Pietro Carapellucci. Nel 1984 il film fu ridoppiato per l'uscita in VHS dalla Giada S.r.l. sotto la direzione di Flavio De Flaviis (anche autore del nuovo adattamento); a differenza di quanto fatto per l'edizione cinematografica, le canzoni furono mantenute in inglese. Inoltre, in questa edizione, Veruca viene ribattezzata Verusca, Violetta viene chiamata col suo nome originale Violet e il cognome di Mike Tivù viene cambiato in Travis. Il ridoppiaggio fu utilizzato anche per tutte le edizioni home video successive.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato è stato distribuito dalla Paramount Pictures il 30 giugno 1971. Il film non è stato un grande successo al botteghino: alla fine ha guadagnato $ 4 milioni in tutto il mondo con un budget di $ 3 milioni ed è stato il 24° film dell'anno con il maggior incasso nel Nord America.[10][11]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha ricevuto recensioni generalmente positive dalla critica. Sul sito web aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes, il film ha un punteggio di approvazione del 91% e una valutazione media di 7,80/10 basata su 53 recensioni. Il consenso critico del sito afferma: "Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato è strano ma confortante, pieno di deviazioni narrative che non sempre funzionano ma esprimono l'unicità del film".[12]

Roger Ebert ha dato al film un perfetto quattro stelle su quattro, definendolo: "Probabilmente il miglior film del suo genere dai tempi de Il mago di Oz. È tutto ciò che i film per famiglie di solito affermano di essere, ma non lo sono: delizioso, divertente, spaventoso, eccitante e, soprattutto, un vero lavoro di immaginazione. Willy Wonka è una fantasia talmente e meravigliosamente creata che funziona su tutti i tipi di menti, ed è affascinante perché, come tutta la fantasia classica, è affascinata da se stessa."[13] Variety ha definito il film "una buona fantasia musicale per famiglie" che ha avuto "buone" interpretazioni ma mancava di brani "particolarmente eccitanti o memorabili".[14] Howard Thompson del New York Times lo definì "noioso e teatrale con poca brillantezza e prezioso poco umorismo".[15] Gene Siskel ha assegnato al film due stelle su quattro, scrivendo: "L'anticipazione di come è la fabbrica di Wonka è così ben sviluppata che il suo aspetto finale è una terribile delusione. Sicuramente c'è un fiume di cioccolato, ma assomiglia troppo al fiume Chicago per essere attraente. La qualità della fotografia a colori è piatta. Anche gli altri articoli nella fabbrica di Wonka - alberi di gomma da masticare e fiori di lecca-lecca - sembrano economici. Niente nella fabbrica è attraente."[16]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti in altri media[modifica | modifica wikitesto]

  • La canzone di Marilyn Manson intitolata Everlasting Cocksucker (Remix) presente sulla prima versione non censurata dell'album Smells Like Children del 1995, contiene campionature non autorizzate dal film Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato.
  • Il video ufficiale della canzone Dope Hat di Marilyn Manson presente nell'album Portrait of an American Family del 1994 è ispirato al film Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato.
  • La foto del falso vincitore multimilionario del Paraguay è quella di Martin Bormann, leader nazista di cui si persero le tracce alla fine della guerra, e che si supponeva morto durante un bombardamento il 2 maggio 1945. Nel 1972 (un anno dopo la realizzazione del film) fu ritrovato a Berlino uno scheletro. In seguito ad un confronto del calco dei denti, si stabilì che lo scheletro apparteneva effettivamente a Bormann, seppur sul ritrovamento continuino ad aleggiare diversi dubbi. La ricostruzione (seppur molto marginale) che nel film vedeva Bormann rifugiatosi in Paraguay era quindi, per quel tempo, improbabile, ma non impossibile.
  • La canzone Pure Imagination è stata cantata alla Cerimonia di chiusura dei Giochi della XXX Olimpiade cantata da Russell Brand con la London Symphony Orchestra.
  • Il disco Primus & the Chocolate Factory inciso dai Primus in collaborazione con The Fungi Ensemble, pubblicato il 21 ottobre 2014, è una rivisitazione della colonna sonora del film Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato del 1971[17].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kara K. Keeling, Scott T. Pollard Critical approaches to food in children's literature p. 221. Taylor & Francis, 2008.
  2. ^ a b Filmato audio J.M. Kenny (Writer, Director, Producer), Pure Imagination: The Story of 'Willy Wonka and the Chocolate Factory', USA, Warner Home Video, 2001. URL consultato il 2 dicembre 2006.
  3. ^ (IT) Le 10 performance più grandi di Gene Wilder, su Rolling Stone.
  4. ^ (IT) La storia infinita e gli altri cult in grande spolvero, su Wired Italia.
  5. ^ (EN) Michael Edward, Taylor, 15 Things You Didn't Know About Willy Wonka And The Chocolate Factory, su Screen Rant.
  6. ^ (EN) Falky, Ben, Why Roald Dahl Hated The Willy Wonka and the Chocolate Factory Film, su Yahoo! Film.
  7. ^ (EN) Perkins, Will, Gene Wilder's Willy Wonka Demands Revealed, su Yahoo! Entertainment.
  8. ^ (EN) Usher, Shaun, Part of this world, part of another, su news.lettersofnote.com.
  9. ^ Liz Buckingham, trustee of the Roald Dahl Museum, quoted in Tom Bishop, "Willy Wonka's Everlasting Film Plot", BBC News. July 2005, http://news.bbc.co.uk/2/hi/entertainment/4660873.stm.
  10. ^ (EN) Willy Wonka & the Chocolate Factory : Box Office Data, DVD and Blu-ray Sales, Movie News, Cast and Crew Information, su The-numbers.com.
  11. ^ (EN) The Numbers – Top-Grossing Movies of 1971, su The Numbers.
  12. ^ (EN) Willy Wonka and the Chocolate Factory, su Rotten Tomatoes.
  13. ^ (EN) Willy Wonka and the Chocolate Factory, su Chicago Sun-Times.
  14. ^ (EN) Willy Wonka & the Chocolate Factory, su Variety.
  15. ^ (EN) 'Chocolate Factory', su New York Times.
  16. ^ (EN) Rewind: Review of 1971 `Willy', su Chicago Tribune.
  17. ^ Davide Moncalero, Primus - Primus and the chocolate factory, su metallized.it, Metallized. URL consultato il 29 ottobre 2014.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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