Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato

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Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato
Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato.jpg
Willy Wonka e il gruppo di genitori e bambini
Titolo originaleWilly Wonka & the Chocolate Factory
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1971
Durata100 min
Rapporto1,85:1
Generecommedia, fantastico, musicale
RegiaMel Stuart
SoggettoRoald Dahl (romanzo)
SceneggiaturaRoald Dahl, David Seltzer
Casa di produzioneParamount Pictures
Distribuzione in italianoCIC
FotografiaArthur Ibbetson
MontaggioDavid Saxon
MusicheAnthony Newley
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Ridoppiaggio (1984)

Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (Willy Wonka & the Chocolate Factory) è un film del 1971 diretto dal regista Mel Stuart. Il film è ispirato al romanzo di Roald Dahl, La fabbrica di cioccolato, nuovamente portato sullo schermo nel 2005 da Tim Burton ne La fabbrica di cioccolato, con Johnny Depp nel ruolo già ricoperto da Gene Wilder.

Con il passare degli anni, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato ha acquisito nuova popolarità e un particolare status di "cult movie" per diverse generazioni, grazie in larga parte ai ripetuti passaggi televisivi (specialmente sotto le festività natalizie) di cui è stato fatto oggetto nel corso degli anni. Nella classifica dei migliori 50 cult movies stilata nel 2003 dalla rivista statunitense Entertainment Weekly, il film viene piazzato alla posizione numero 25.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Charlie Bucket vive con la madre e i suoi quattro nonni in una misera casupola nei pressi dell’enorme fabbrica di cioccolato di Willy Wonka, un misterioso fabbricante di dolci che domina l'intero mercato mondiale. Questi non esce dalla sua fabbrica da anni ed è un mistero per tutti chi siano i suoi operai. Per difendersi dagli altri produttori di dolci che avevano tentato di rubare le sue ricette, Willy Wonka è infatti completamente sparito dalla circolazione. Un mattino però il sig. Wonka bandisce un concorso: a cinque fortunati che troveranno dei biglietti dorati nelle tavolette di cioccolato Wonka sarà concesso di visitare la sua fabbrica e riceveranno una scorta di dolci Wonka da bastare per tutta la vita. Tutto il mondo cade in una sfrenata caccia ai biglietti dorati e i primi quattro bambini vincitori sono: Augustus Gloop dalla Germania, obeso e ingordo, Veruca Salt dall'Inghilterra, capricciosa ed eccessivamente viziata dai genitori, Violet Beauregarde dal Montana, vanitosa e scorretta, campionessa masticatrice di gomme, e Mike Travis dall'Arizona, irascibile e teledipendente.

Charlie ha ormai perso le speranze, quando un giorno trova dei soldi in un tombino e, comprando una tavoletta di cioccolato, riesce a trovare l'ultimo biglietto dorato. Mentre torna a casa incontra però un uomo che si presenta come Slugworth e che Charlie riconosce come il peggior rivale di Willy Wonka, che aveva tentato di copiare i suoi dolci. Questi gli promette benessere e denaro per tutta la vita in cambio di un campione di un dolce particolare di Willy Wonka, il "Succhia Succhia che mai si consuma", una speciale caramella che non si consuma mai. Come si può notare nelle scene precedenti infatti, Slugworth aveva fatto la stessa proposta anche agli altri bambini.

Arriva finalmente il giorno della visita alla fabbrica, che si rivela più strana e meravigliosa che mai. Si scopre, tra le altre cose, che gli operai della fabbrica sono dei minuscoli ometti con la passione per il canto, chiamati Umpa-Lumpa. Willy Wonka regala a ciascun bambino un "Succhia Succhia che mai si consuma", a condizione che non lo mostrino mai a nessuno. Nel corso della visita però, tutti gli altri vincitori vengono inguaiati dai loro stessi vizi: Augustus viene risucchiato in un tubo per il trasporto del cioccolato dopo averne bevuto a più non posso; Violet si trasforma in una specie di enorme mirtillo dopo aver provato una nuova gomma da masticare ancora imperfetta; Veruca finisce in un condotto dei rifiuti dopo che Willy Wonka rifiuta di venderle un'oca dalle uova di cioccolato e Mike prova su di sé un'invenzione del signor Wonka che consente di trasmettere oggetti reali attraverso la televisione, riducendo così la sua altezza a pochi centimetri. Ad un certo punto Charlie e suo nonno bevono di nascosto una speciale bibita gassata col potere di far volare nonostante il divieto del signor Wonka. Dopo aver volato un po’, rischiano di venire risucchiati da un’elica, ma riescono poi a tornare incolumi a terra e a raggiungere gli altri, apparentemente senza che il signor Wonka si sia accorto di nulla.

Alla fine della visita invece Willy Wonka si arrabbia molto con Charlie e suo nonno per la loro disubbidienza e rifiuta quindi di dar loro l’enorme scorta di dolci promessa. Quando però Charlie gli restituisce il Succhia Succhia mostrando di accettare la punizione, Willy rimane colpito dalla sua onestà e comincia a saltare di gioia, rivelando che Slugworth era in realtà un suo collaboratore che aveva il compito di corrompere col denaro tutti i partecipanti per verificarne l'onestà: lo scopo del concorso era infatti quello di trovare un ragazzo buono e onesto a cui Willy Wonka avrebbe lasciato in eredità la sua fabbrica. Il bambino viene quindi invitato a trasferirsi nella fabbrica di cioccolato con la sua famiglia e a diventare il suo successore.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Pre-produzione[modifica | modifica wikitesto]

L'idea di creare un adattamento cinematografico del romanzo di Roald Dahl venne ispirata al regista Mel Stuart dalla figlioletta di dieci anni, che, avendo appena letto il libro, gli chiese di farci un film. Stuart mostrò il romanzo al produttore David L. Wolper, il quale era nel bel mezzo delle trattative con la Quaker Oats Company a proposito di un buon veicolo commerciale per introdurre sul mercato una nuova barretta di cioccolato prodotta dalla loro compagnia sussidiaria produttrice di dolciumi "Breaker Confections", con sede a Chicago (da allora rinominata The Willy Wonka Candy Company e venduta alla Nestlé). Wolper convinse la compagnia, che non aveva nessuna esperienza pregressa in fatto di produzione di film, ad acquistare i diritti del libro e a finanziare la pellicola in promozione del prodotto che si sarebbe quindi chiamato "Wonka Bar".[2]

Venne quindi deciso e confermato che la pellicola sarebbe stata un "musical per bambini", e che Dahl stesso avrebbe scritto il copione,[2] anche se il titolo venne cambiato da Charlie e la fabbrica di cioccolato a Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato per promuovere il dolciume sopracitato.

Lo sceneggiatore David Seltzer introdusse nel copione diversi riferimenti letterari che Wonka cita lungo il corso del film, come ad esempio Ode di Arthur O'Shaughnessy, L'importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde e Il mercante di Venezia di William Shakespeare. Sempre Seltzer sviluppò il personaggio di Slugworth (che nel romanzo veniva solo citato come rivale di Wonka), ampliandone il ruolo, e diede al tono dell'opera un particolare senso del grottesco, un'ironia talvolta anche crudele, diretta ad un pubblico più adulto (vedasi la scena del battello nel tunnel dove appaiono anche delle immagini disturbanti per un pubblico infantile).

Dahl provò senza successo a caldeggiare la scrittura di Spike Milligan per il ruolo di Willy Wonka. Anche la sua seconda scelta, Ron Moody, rifiutò la parte. Anche Jon Pertwee non accettò il lavoro a causa di impegni già presi per la serie televisiva Doctor Who. Le audizioni per la parte ebbero così luogo per il periodo di una settimana al Plaza Hotel di New York, dove Gene Wilder venne immediatamente scritturato per il ruolo. Questi disse che avrebbe fatto il film solo a condizione che la prima apparizione di Wonka sullo schermo lo avesse visto uscire dalla fabbrica zoppicando claudicante con un bastone, per poi perderlo lungo il tragitto, e fare una capriola rivelando di essere sanissimo. Le audizioni per le altre parti furono tenute a New York, Londra e Monaco di Baviera.

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Il Munich Gaswerks come appare oggi.

Le riprese iniziarono il 30 aprile 1970 e terminarono il 19 novembre seguente.

La principale location del film fu Monaco di Baviera in Germania Ovest, perché il regista trovava particolarmente adeguate l'atmosfera e l'architettura di quei luoghi. Gli esterni della fabbrica di cioccolato furono filmati al Munich Gaswerks (Emmy-Noether-Straße 10).

La scena finale dove il Wonka-ascensore vola sopra la città contiene immagini dall'alto della città di Nördlingen in Baviera.

La reazione di Dahl al copione[modifica | modifica wikitesto]

Vista aerea di Nördlingen, visibile nella scena finale del Wonka-ascensore.

Roald Dahl disconobbe il film, la cui sceneggiatura era stata completamente riscritta da David Seltzer dopo che egli non aveva rispettato la data ultima di consegna. Dahl disse che era "contrariato" perché "pensava che nel film fosse stata posta troppa enfasi sul personaggio di Willy Wonka e non abbastanza su Charlie, che era il vero protagonista".[3]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La musica composta da Leslie Bricusse e Anthony Newley per la colonna sonora del film ricevette una nomination agli Oscar. La colonna sonora fu inizialmente pubblicata su disco dalla Paramount Records nel 1971. L'8 ottobre del 1996, la Hip-O Records (in collaborazione con la MCA Records, proprietaria del catalogo Paramount), ha ristampato la colonna sonora in formato CD con il titolo Willy Wonka & the Chocolate Factory - 25th Anniversary Edition.

Le musiche e le canzoni che appaiono nel film in ordine cronologico sono le seguenti:

  • (tra parentesi gli interpreti sullo schermo)
  1. Main Title - medley strumentale dei brani (I've Got A) Golden Ticket e Pure Imagination
  2. The Candy Man Can - Aubrey Woods
  3. Cheer Up, Charlie - Diana Sowle
  4. (I've Got a) Golden Ticket - Jack Albertson e Peter Ostrum
  5. Pure Imagination - Gene Wilder
  6. Oompa Loompa (Augustus) - Gli Umpa Lumpa
  7. The Wondrous Boat Ride/The Rowing Song - Gene Wilder
  8. Oompa Loompa (Violet) - Gli Umpa Lumpa
  9. I Want It Now! - Julie Dawn Cole
  10. Oompa Loompa (Veruca) - Gli Umpa Lumpa
  11. Ach, so fromm (alternativamente intitolata M'appari, dall'opera Martha) - Gene Wilder
  12. Oompa Loompa (Mike) - Gli Umpa Lumpa
  13. End Credits - Pure Imagination

Album colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Willy Wonka & the Chocolate Factory
ArtistaLeslie Bricusse, / Anthony Newley
Tipo albumColonna sonora
Pubblicazione1971
Dischi1
Tracce14
GenerePop
EtichettaParamount Records
NoteRipubblicato nel 1996 in CD dalla Hip-O Records

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Main Title (Golden Ticket / Pure Imagination)
  2. The Candy Man
  3. Charlie's Paper Run
  4. Cheer Up Charlie
  5. Lucky Charlie
  6. (I've Got A) Golden Ticket
  7. Pure Imagination
  8. Oompa Loompa
  9. The Wondrous Boat Ride
  10. Everlasting Gobstoppers / Oompa Loompa
  11. The Bubble Machine
  12. I Want It Now / Oompa Loompa
  13. Wonkamobile, Wonkavision / Oompa Loompa
  14. Wonkavator / End Title (Pure Imagination)

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione italiana del film fu curata da Roberto De Leonardis, che ne affidò la direzione musicale a Pietro Carapellucci. Nel 1984 il film fu ridoppiato per l'uscita in VHS dalla Giada S.r.l. sotto la direzione di Flavio De Flaviis (anche autore del nuovo adattamento); a differenza di quanto fatto per l'edizione cinematografica, le canzoni furono mantenute in inglese. Inoltre, in questa edizione, Veruca viene ribattezzata Verusca, Violetta viene chiamata col suo nome originale Violet e il cognome di Mike Tivù viene cambiato in Travis. Il ridoppiaggio fu utilizzato anche per tutte le edizioni home video successive.

Riferimenti in altri media[modifica | modifica wikitesto]

  • La canzone di Marilyn Manson intitolata Everlasting Cocksucker (Remix) presente sulla prima versione non censurata dell'album Smells Like Children del 1995, contiene campionature non autorizzate dal film Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato.
  • Il video ufficiale della canzone Dope Hat di Marilyn Manson presente nell'album Portrait of an American Family del 1994 è ispirato al film Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato.
  • La foto del falso vincitore multimilionario del Paraguay è quella di Martin Bormann, leader nazista di cui si persero le tracce alla fine della guerra, e che si supponeva morto durante un bombardamento il 2 maggio 1945. Nel 1972 (un anno dopo la realizzazione del film) fu ritrovato a Berlino uno scheletro. In seguito ad un confronto del calco dei denti, si stabilì che lo scheletro apparteneva effettivamente a Bormann, seppur sul ritrovamento continuino ad aleggiare diversi dubbi. La ricostruzione (seppur molto marginale) che nel film vedeva Bormann rifugiatosi in Paraguay era quindi, per quel tempo, improbabile, ma non impossibile.
  • La canzone Pure Imagination è stata cantata alla Cerimonia di chiusura dei Giochi della XXX Olimpiade cantata da Russell Brand con la London Symphony Orchestra.
  • Il disco Primus & the Chocolate Factory inciso dai Primus in collaborazione con The Fungi Ensemble, pubblicato il 21 ottobre 2014, è una rivisitazione della colonna sonora del film Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato del 1971[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kara K. Keeling, Scott T. Pollard Critical approaches to food in children's literature p. 221. Taylor & Francis, 2008.
  2. ^ a b Filmato audio J.M. Kenny (Writer, Director, Producer), Pure Imagination: The Story of 'Willy Wonka and the Chocolate Factory', USA, Warner Home Video, 2001. URL consultato il 2 dicembre 2006.
  3. ^ Liz Buckingham, trustee of the Roald Dahl Museum, quoted in Tom Bishop, "Willy Wonka's Everlasting Film Plot", BBC News. July 2005, http://news.bbc.co.uk/2/hi/entertainment/4660873.stm.
  4. ^ Davide Moncalero, Primus - Primus and the chocolate factory, Metallized. URL consultato il 29 ottobre 2014.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN181175462 · LCCN (ENn2002025440
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