Sigla musicale

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Una sigla musicale, spesso anche semplicemente sigla, è un brano musicale cui è data la funzione di breve introduzione di un'opera (anche non musicale), rimarcandone l'inizio, o anche la fine, così da identificare e caratterizzare l'opera stessa.[1]

La parola conserva anche in questa accezione tutti i suoi significati: quello di "elemento iniziale", quello di "brevità", quello di "chiusura" e quello identificativo di "caratterizzazione".[1]

In conformità a ciò, un brano musicale, un motivo o una canzone sono qualificati "sigla" laddove questi siano posti all'apertura o alla chiusura di un particolare evento, allorché siano abbastanza brevi e sempre che siano connotate in maniera tale da poterli subito identificare e a sua volta identificare con loro ciò che questi introducono o concludono.[1]

Sigla televisiva o radiofonica[modifica | modifica wikitesto]

Un largo uso della "sigla" è fatto nel mondo della televisione e della radio, da cui deriva in realtà la definizione stessa di sigla musicale, all'epoca delle prime trasmissioni.[1]

Qui il termine viene usato per indicare un brano musicale (cantato o no) che introduce o conclude una trasmissione televisiva o radiofonica (anche se molto breve, come ad es. la pubblicità), per richiamare l'attenzione del pubblico sull'effettivo inizio o sulla conclusione della trasmissione.[1]

La sigla musicale d'apertura e di chiusura rappresenta dunque brevemente le trasmissioni che accompagnano: varietà televisivi, quiz, serie televisive, serial, cartoni animati, telegiornali (TG2, TG1, TG5, TG4 e così via) programmi e rubriche d'approfondimento giornalistico. Per poter fare questo, il termine "sigla" presuppone la serialità o una sua ripetizione nel tempo, della trasmissione che essa apre o chiude.

Nel caso dei programmi di intrattenimento, le sigle indulgevano in una maggiore spettacolarità, offrendo balletti e canzoni appositamente create per la sigla, ricche di coreografie e balletti esotici che introducevano lo spettatore al programma (Da-da-un-pa, Domenica è sempre domenica).[1] In alcuni casi la sigla rappresentava piccole storie, come quelle interpretate da Raimondo Vianello. Nei primi anni 70 si diffusero le sigle di animazione, come quella del Rischiatutto, e soprattutto nei programmi della Tv dei ragazzi.

Sigla di opere non serializzate[modifica | modifica wikitesto]

Conformemente alla funzione (di richiamare l'attenzione sul ciò che introduce) e alle caratteristiche che le sono proprie, è scorretto l'uso che di recente viene fatto del termine per indicare anche un breve brano musicale che introduca opere non seriali (ad es. un film) o un motivetto utilizzato "una tantum" nel corso di altre trasmissioni.

In alcuni casi, infatti, brani che corrispondono ai requisiti di brevità, posti all'inizio e/o alla fine dell'opera, possono impropriamente essere chiamati sigla, ma per essi, al pari dei brani, posti, ad esempio, all'interno di un film, dovrebbe essere utilizzato piuttosto il termine «tema musicale», parte portante della colonna sonora.

Le sigle cantate ed il loro successo[modifica | modifica wikitesto]

Una particolare diffusione e un notevole successo hanno avuto le sigle cantate, usata per introdurre telefilm o cartoni animati o opere brevi. A differenza del più tradizionale brano musicale (spesso classico o comunque strumentale) che introduceva le varie trasmissioni, qui siamo di fronte ad una sigla che è una vera e propria canzone, presentata dapprima nella sua forma breve, ma successivamente venduta intera nei negozi. Nella storia della musica italiana alcune celeberrime sigle hanno scalato i vertici delle classifiche dei 45 giri più venduti.[1].

In Italia, questo fenomeno ha avuto una grande diffusione a partire dai primi anni '70, grazie all'affermazione di Showgirl quali Mina, Sandra Mondaini, Gemelle Kessler, Raffaella Carrà, Loretta Goggi e, successivamente Heather Parisi e Lorella Cuccarini negli anni '80, che, con le sigle delle loro trasmissioni, finivano ai primi posti delle classifiche.[1].

Di grande successero furono anche le sigle per bambini, le sigle dei telefilm ed in particolare, dal 1978 in poi, le sigle di cartoni animati giapponesi, frutto dell'invasione degli anime in Italia.

Brani come Furia, Sandokan, Carletto, Il ballo del qua qua,Ufo Robot, Goldrake, Heidi, Lady Oscar, L'Apemaia, Anna dai capelli rossi, Candy Candy, Remi e Capitan Harlock, superavano il milione di copie vendute, lanciando personaggi e gruppi quali Elisabetta Viviani, Katia Svizzero, Georgia Lepore, I Cavalieri del Re, Superobots, e successivamente Cristina D'Avena, che grazie a sigle quali Canzone dei Puffi e Kiss me Licia divenne l'interprete simbolo del genere.[1].

Da allora il fenomeno si è ridimensionato, ma continua ancora a riscuotere interesse, in particolare tra i collezionisti.

Elenchi di interpreti per categoria di generi[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito un elenco dei principali interpreti di sigle Tv divisi per categorie:

Interpreti di sigle di cartoni animati:

Gruppi di sigle di cartoni animati:

Interpreti di sigle per bambini:

Showgirls interpreti di sigle TV:

Showman interpreti di sigle TV:

Cantanti che hanno inciso sigle per la TV:

Personaggi:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i [1].