TV dei ragazzi

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Cino Tortorella, il Mago Zurlì, ideatore dello Zecchino d'Oro, è stato negli anni sessanta uno dei beniamini della tv dei ragazzi

TV dei ragazzi - o televisione dei ragazzi (ma anche, più correttamente, TV per i ragazzi o televisione per i ragazzi) - è il termine che in Italia ha convenzionalmente e per lungo tempo indicato il particolare segmento di programmazione della televisione pubblica RAI (poi imitata dalle emittenti private) dedicata all'infanzia e all'adolescenza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Solitamente collocato nella fascia pomeridiana del palinsesto televisivo, è spesso servito da banco di prova o trampolino di lancio a futuri presentatori televisivi: in questo ambito mossero i primi passi ad esempio Paolo Bonolis cui fu affidata da Mediaset la conduzione del programma contenitore Bim bum bam, ma anche Giorgia Passeri (passata poi a Big!) con Ciao Ciao, mentre alla RAI è stato il caso di Ettore Andenna con il telequiz per ragazzi Scacco al re, di Claudio Sorrentino con Gioco-città, di Fabrizio Frizzi con Il barattolo e Tandem, e di Carlo Conti con, appunto, Big!, ma anche Mauro Serio ed Elisabetta Ferracini con Solletico.

Della tv dei ragazzi fanno a buon titolo parte le trasmissioni televisive dello Zecchino d'Oro con le canzoni accompagnate dal Piccolo Coro dell'Antoniano.

Specie prima dell'avvento delle piattaforme digitali satellitari, la programmazione della tv dei ragazzi era scandita su trasmissioni a telequiz, telefilm e cartoni animati, oltre a trasmissioni di creatività manuale, alcune delle quali destinate a diventare celebri, come Art Attack.

Nella formula base questa particolare fascia oraria televisiva prevedeva la trasmissione dalle 16.30 alle 17.30 di appuntamenti per i più piccini (quindi di età compresa tra i quattro e gli otto anni); dalle 17.30 alle 18.30 veniva dato spazio a trasmissioni destinate ad adolescenti, con trasmissioni differenziate in ragione del sesso (es. nel 1957 Anni Verdi e nel 1966 Per te Elisabetta, destinate alle bambine; e, nel 1954 la rubrica di aeromodellismo La rosa dei venti e, nel 1956, quella sul fai-da-te Costruire è facile, destinata prevalentemente ai bambini)[1].

Principali appuntamenti[modifica | modifica wikitesto]

Durante la fase iniziale della programmazione televisiva la RAI privilegiava, per l'intrattenimento giovanile, la trasmissione di produzioni di fiction televisiva acquistate sul cospicuo mercato USA. Nell'ordine, per citare solo alcuni titoli[2]:

Ampio spazio trovavano anche i cartoni animati:

C'erano anche serie di fiction autoprodotta, ad imitazione degli sceneggiati televisivi destinati all'audience più adulta:

Opere teatrali:

Vennero trasmesse anche alcune serie televisive di produzione europea, tratte da famose opere letterarie:

Trasmissioni a quiz:

Trasmissioni border - come target e come collocazione oraria - erano poi L'amico degli animali, condotta da Angelo Lombardi, e Non è mai troppo tardi, la trasmissione educativa del maestro Alberto Manzi.

Storica sigla[modifica | modifica wikitesto]

La fascia di programmazione della tv dei ragazzi veniva annunciata da una propria sigla musicale divenuta per certi versi storica: rulli di tamburo introducevano una marcia sulle cui note sfilavano figurine di bambini stilizzati ricavate da ritagli di giornali unite per la mano.

Dal 1965 la programmazione RAI cambia con l'introduzione del telegiornale del pomeriggio alle 16:45 e conseguente anticipo della trasmissione alle 17:00 con conclusione alle 18:30.

Nell'autunno del 1972 interviene un ulteriore cambiamento, riguardante stavolta la storica sigla sostituita da una più moderna - ma forse meno accattivante - sequenza di immagini con cavalli, fiori e figure di danzatrici classiche: il tutto su una base musicata da una spinetta elettrica e coro femminile[3].

Al lemma TV dei ragazzi l'Enciclopedia della televisione curata da Aldo Grasso dedica un ampio spazio fornendone la storia dettagliata a partire dagli anni cinquanta e sessanta quando la RAI, che aveva iniziato da poco le sue programmazioni, pensò - con intenti palesemente pedagogici (il motto iniziale non a caso era Educare divertendo) - di destinare un apposito e preciso spazio ai telespettatori più giovani.

La disamina si spinge poi fino alle evoluzioni dovute prima alla riforma del 1975, portata a termine quando ancora in Italia la televisione era trasmessa in regime di monopolio dalla RAI, e poi all'avvento delle televisioni private, delle televisioni locali e delle piattaforme televisive distribuite su canali satellitare digitali.

Alla tv dei ragazzi ha fatto da ironico contraltare, nel 1988 una serie televisiva intitolata La tv delle ragazze, ideata e condotta da Serena Dandini e andata in onda su Rai 3.

Sigle[modifica | modifica wikitesto]

  • La marcia della sigla storica era un estratto - il terzo movimento detto allegro - della Sinfonia dei giocattoli di autore ignoto.
  • Quella successiva fu una composizione realizzata dal maestro Piero Piccioni: Balletto Arturo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte: Enciclopedia della televisione, a cura di Aldo Grasso, TV dei ragazzi, pagg. 859-862, Garzanti, 2008
  2. ^ Fonte: Europaoggi.it
  3. ^ Vedi: Animamia.net Archiviato il 31 agosto 2009 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marina D'Amato, La TV dei ragazzi: storie, miti, eroi, Rai Eri

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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