Elisabetta Ferracini

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Elisabetta Ferracini (Venezia, 3 ottobre 1968[1][2]) è una conduttrice televisiva e attrice italiana.

Figlia di Mara Venier, ha raggiunto la popolarità negli anni novanta conducendo il programma per ragazzi Solletico, in onda di pomeriggio su Rai 1 per diverse stagioni.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia primogenita dell'attrice e conduttrice televisiva Mara Venier e dell'attore Francesco Ferracini, ha debuttato come attrice nel 1991 nella serie televisiva di Italia 1 Chiara e gli altri, mentre nel 1992 ha recitato nella fiction Italia chiamò. L'esordio come conduttrice è arrivato invece tre anni dopo, nel 1994, quando ha condotto al fianco di Pippo Baudo il programma del sabato sera di Rai 1 Tutti a casa e Sanremo Giovani.[3]

È diventata nello stesso tempo volto della tv dei ragazzi della RAI, affiancando Mauro Serio alla conduzione di Solletico, varietà in onda ogni pomeriggio su Rai 1 di cui ha condotto tre edizioni consecutive, dal 1994 al 1997. Nello stesso periodo è stata testimonial pubblicitaria dei prodotti di Sailor Moon distribuiti da Giochi Preziosi e ha condotto, nel 1995, lo Zecchino d'Oro al fianco di Cino Tortorella.[3]

Nell'estate 1998 ha presentato lo show musicale Tournée, mentre nella stagione 1998-1999, seguendo le orme della madre, è diventata co-conduttrice di Domenica In.[3]

Dal 2000 al 2002 è stata conduttrice su Stream Tv dei programmi Il nostro mondo e "Terzo Tempo - Champions League". Dall'ottobre del 2004 ha condotto i collegamenti esterni del programma sportivo della domenica di Rai 2 Quelli che il calcio.

Nel 2012 ha condotto un programma tutto suo, intitolato Vado a casa di Elisabetta, in onda su Play.me, mentre l'anno successivo è apparsa nuovamente su Rai 1 con Un caso di coscienza 5 per la regia di Luigi Perelli (episodio 5X03).

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Biografia di Elisabetta Ferracini, su cinquantamila.it. URL consultato il 4 aprile 2017.
  2. ^ SCOMPARSI DALLA TV: CHE FINE HANNO FATTO I CONDUTTORI DI SOLLETICO?, su film.it. URL consultato il 4 aprile 2017.
  3. ^ a b c Grasso, p. 247

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]