Alberto Manzi

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Alberto Manzi

Alberto Manzi (Roma, 3 novembre 1924Pitigliano, 4 dicembre 1997) è stato un docente, pedagogista e scrittore italiano, noto principalmente per aver condotto la fortunata trasmissione televisiva Non è mai troppo tardi, messa in onda fra il 1960 e il 1968, il cui successo fu tale che, successivamente, venne riprodotta all'estero in ben 72 Paesi, e riuscì a far prendere a quasi un milione e mezzo di italiani la licenza elementare[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Roma, il 3 novembre 1924, esattamente a Borgo, da Ettore, tranviere, e Rina Mazzei, impiegata presso gli uffici annonari del Vaticano. Nel 1927, per lo smantellamento della Spina di Borgo, vengono sfrattati e gli viene assegnato un appartamento a piazza Bologna, allora periferia romana, dove con la nascita della sorella la mamma smette di lavorare per dedicarsi esclusivamente ai due figli. Da ragazzo, appassionato di mare, frequenta i Marinaretti anziché i Balilla e questo gli consentirà di venire iscritto nelle liste di Leva della Marina. Terminati, nel 1942, gli studi medi, si diploma all'Istituto Magistrale.

L'otto settembre 1943 la Repubblica Sociale chiama alle armi le classi 1924 e 1925 dando un ultimatum di 30 gg per presentarsi, pena la fucilazione. Antifascista come tutta la sua famiglia, non intende sottomettersi a Salò e riesce a nascondersi, grazie al padre bersagliere nella prima guerra mondiale e nella seconda sergente delle Guardie Palatine, volontario della croce rossa sui treni ospedale e Guardiano del Pantheon per i Cavalieri di Malta. Evita così i rastrellamenti recandosi presso la sede dell'Ordine di Malta.

Il 4 giugno 1944 con l'arrivo degli americani a Roma decide di arruolarsi volontario presso il Battaglione San Marco, alleato dell'VIII Armata Inglese. Raggiunge Brindisi e il suo comportamento, ironico e provocatorio, colpisce il Comandante che lo vorrà in fureria come segretario per tutta la campagna: alla domanda del sottufficiale - Titolo di studio? - rispose - Diploma Magistrale - ma alla seconda: Sai leggere? - rispose - No, suscitando le risa dei commilitoni e accattivandosi la stima del Comandante.

Nel 1945 si conclude la campagna di liberazione. La Linea Gotica termina a Bolzano con la fuoriuscita dei tedeschi, ma non verrà congedato con gli altri perché il suo Comandante lo vuole ancora con sè per sbrigare le pratiche burocratiche del Battaglione. Torna a Roma quindi due mesi dopo i suoi compagni d'armi.

Incomincia l'attività scolastica, prendendo servizio all'Istituto di Rieducazione e Pena ”Aristide Gabelli“ di Roma, accettando il posto rifiutato, prima di lui, da ben quattro colleghi, e dove realizzerà il primo giornale degli Istituti di Pena, La Tradotta.

Nel 1948 sposa Ida Renzi, sua collega, dalla quale avrà quattro figli: Alda, Massimo, Roberta e Flavia. Negli anni ottanta divorzia e sposa Sonia Boni dalla quale avrà una figlia, Giulia. Con loro si trasferirà a Pitigliano dove sarà poi eletto sindaco.

Sempre nel 1948 ottiene il Premio Collodi per Grogh, storia di un castoro, romanzo per ragazzi inedito, pubblicato dalla Bompiani nel 1950 (con riduzione radiofonica della Rai nel 1953, poi tradotto in 28 lingue).

Nel 1950 Luigi Volpicelli lo vuole come suo assistente e Domenico Volpi lo chiama a collaborare con la Casa Editrice AVE, per la quale pubblicherà diversi testi scolastici e collaborerà con Gianni Rodari e Jacovitti alla rivista Il Vittorioso.

Nel 1954 prende servizio come insegnante elementare presso la scuola Fratelli Bandiera di Roma, dove resterà fino alla pensione. Nello stesso anno, grazie ai suoi cugini che vivono a Lima, Perù, si reca per la prima volta in Sud America, e collabora col cugino, docente di italiano, in programmi di scolarizzazione e di socializzazione. Conosce Don Giulio, padre Salesiano in missione, e con lui tornerà spesso a collaborare con il Pontificio Ateneo Salesiano. Questa esperienza sarà poi ispiratrice dei romanzi El Loco, La Luna nelle baracche e il postumo E venne il sabato.

Scrisse diversi libri per ragazzi: il più famoso è Orzowei, pubblicato nel 1955, da cui fu tratta negli anni '70 la serie televisiva omonima di grande successo per la regia di Yve Allegret, per la Tv dei ragazzi.

Nel 1960 fu scelto per presentare il programma Non è mai troppo tardi, in onda sul Programma Nazionale, che prese il via il 15 novembre, concepito come strumento di ausilio nella lotta all'analfabetismo. Il programma, curato insieme con Oreste Gasperini e Carlo Piantoni, ebbe grande successo e lo rese famoso: riproduceva in televisione delle vere e proprie lezioni di scuola primaria, con metodologie didattiche innovative (Manzi al suo "provino" strappò il copione che gli era stato dato e improvvisò una lezione alla sua maniera), dinanzi a classi composte di adulti analfabeti o quasi.

Alberto Manzi nel 1960

La trasmissione andò in onda per otto anni e fu di grande interesse e di grande rilevanza sociale: si stima che quasi un milione e mezzo di persone abbiano conseguito la licenza elementare grazie a queste lezioni a distanza, svolte di fatto secondo un vero e proprio corso di scuola serale. Le trasmissioni avvenivano nel tardo pomeriggio, prima di cena; Manzi utilizzava un grosso blocco di carta montato su cavalletto sul quale scriveva, con l'ausilio di un carboncino, semplici parole o lettere, accompagnate da un accattivante disegnino di riferimento. Usava anche una lavagna luminosa, per quei tempi assai suggestiva. La Rai Eri, casa editrice della Rai, pubblicava materiale ausiliario per le lezioni, quali quaderni e piccoli testi.

Alberto Manzi conduce Non è mai troppo tardi

Concluso il programma, dopo alcune brevi e sporadiche programmazioni radiotelevisive su temi legati all'istruzione, Manzi ritornò quasi a tempo pieno all'insegnamento scolastico classico, presso la scuola elementare Fratelli Bandiera di Roma, interrotto di tanto in tanto per delle campagne di alfabetizzazione degli italiani all'estero e per diversi viaggi in America latina per collaborare alla promozione sociale dei contadini più poveri. Tornò alla ribalta nel 1981, allorché si rifiutò di redigere le appena introdotte "schede di valutazione", che la riforma della scuola aveva messo al posto della pagella; Manzi si rifiutò di scriverle perché, disse, «non posso bollare un ragazzo con un giudizio, perché il ragazzo cambia, è in movimento; se il prossimo anno uno legge il giudizio che ho dato quest'anno, l'abbiamo bollato per i prossimi anni». La "disobbedienza" gli costò la sospensione dall'insegnamento e dalla paga.

L'anno dopo il Ministero della Pubblica Istruzione fece pressione su di lui per convincerlo a scrivere le attese valutazioni: Manzi fece intendere di non avere cambiato opinione, ma si mostrò disponibile a redigere una valutazione riepilogativa uguale per tutti tramite un timbro; il giudizio era: "fa quel che può, quel che non può non fa". Il Ministero si mostrò contrario alla valutazione timbrata, al che Manzi ribatté: «Non c'è problema, posso scriverlo anche a penna». Nel 1992 la Rai ripropose Manzi ne L'italiano per gli extracomunitari, 60 puntate televisive, in onda su Rai 3 per insegnare la lingua italiana agli extracomunitari.

Ad Alberto Manzi sono intitolate diverse scuole in Italia[2].

Dal 1995 al 1997 fu anche sindaco di Pitigliano, in provincia di Grosseto.

La Rai ha prodotto una miniserie televisiva in due puntate dedicata alla sua vita con il titolo Non è mai troppo tardi, interpretata da Claudio Santamaria. La fiction è stata trasmessa il 24 e 25 febbraio 2014 da Rai 1 ottenendo ottimi ascolti[3].

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Il maestro muore il 4 dicembre del 1997, nella sua casa a Pitigliano.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Grogh. Storia di un castoro, Milano, Bompiani, 1951.
  • Problemi ed esperienze di psicologia del lavoro. Orientamento e selezione, Firenze, Editrice Universitaria, 1953.
  • Psicologia, Firenze, Sansoni, 1953.
  • Guide e scalatori alpini, Brescia, La Scuola, 1955.
  • Orzowei, Firenze, Vallecchi, 1955.
  • Testa rossa, Milano, Bompiani, 1957.
  • I dominatori dell'aria, Brescia, La Scuola, 1959.
  • Le meraviglie del mondo alato, Brescia, La Scuola, 1959.
  • Strani animali, con Danilo Forina, Brescia, La Scuola, 1959.
  • Il popolo mirmico, Brescia, La Scuola, 1959.
  • Luigi Pasteur, Roma, AVE, 1959.
  • I misteriosi serpenti, Brescia, La Scuola, 1960.
  • Animali grandi, piccoli, così così, Milano, Ist. edizioni artistiche, 1960.
  • Campane. Letture per il primo-secondo ciclo, 5 voll., Milano, Fabbri, 1960.
  • I popoli raccontano, a cura di e con Guglielmo Valle, 4 voll., Brescia, La Scuola, 1961.
  • I cani, Milano, La sorgente, 1961.
  • I colossi, Milano, La sorgente, 1961.
  • Le scimmie, Milano, La sorgente, 1961.
  • Gli uccelli, Milano, La sorgente, 1961.
  • Strane alleanze, Brescia, La Scuola, 1961.
  • Walt Disney. Misteri degli abissi, testo di, Milano, A. Mondadori, 1961.
  • Gli animali a casa loro, Milano, Ist. edizioni artistiche, 1962.
  • Dal diario di bordo, Brescia, La Scuola, 1962.
  • Walt Disney. Laik, il lemmo, testo di, Milano, A. Mondadori, 1962.
  • Li-Ci racconta, a cura di, Milano, Fabbri, 1963.
  • Quaderno Vitt. Classe quinta, ideato e realizzato da e con Domenico Volpi, Roma, AVE, 1963.
  • Il pellicano, a cura di e con Guglielmo Valle, 5 voll., Roma, AVE, 1964.
  • Aosta, testi di e con Leonardo Grimaudo e Domenico Volpi, Roma, AVE, 1964.
  • Catanzaro, testi di e con Leonardo Grimaudo e Domenico Volpi, Roma, AVE, 1964.
  • Cosenza, testi di e con Leonardo Grimaudo e Domenico Volpi, Roma, AVE, 1964.
  • Varese, testi di e con Leonardo Grimaudo e Domenico Volpi, Roma, AVE, 1964.
  • Bologna, testi di e con Leonardo Grimaudo e Domenico Volpi, Roma, AVE, 1965.
  • Cagliari, testi di e con Leonardo Grimaudo e Domenico Volpi, Roma, AVE, 1965.
  • Latina, testi di e con Leonardo Grimaudo e Domenico Volpi, Roma, AVE, 1965.
  • Pavia, testi di e con Leonardo Grimaudo e Domenico Volpi, Roma, AVE, 1965.
  • Reggio di Calabria, testi di e con Leonardo Grimaudo e Domenico Volpi, Roma, AVE, 1965.
  • Siena, testi di e con Leonardo Grimaudo e Domenico Volpi, Roma, AVE, 1965.
  • Siracusa, testi di e con Leonardo Grimaudo e Domenico Volpi, Roma, AVE, 1965.
  • Trento, testi di e con Leonardo Grimaudo e Domenico Volpi, Roma, AVE, 1965.
  • Trieste, testi di e con Leonardo Grimaudo e Domenico Volpi, Roma, AVE, 1965.
  • Vicenza, testi di e con Leonardo Grimaudo e Domenico Volpi, Roma, AVE, 1965.
  • Il mondo è la mia patria, a cura di e con Domenico Volpi, 5 voll., Roma, AVE, 1966.
  • Vacanze, 5 voll., Roma, AVE, 1968.
  • Il fanciullo dai sei ai dodici anni, con Gino Frontali e Luigi Volpicelli, Torino, ERI, 1968.
  • La natura e la vita, a cura di, 3 voll., Milano, Bompiani, 1968.
  • Umanità. Sussidiario per la scuola elementare, con Savino Mombelli, 3 voll., Roma, AVE, 1969.
  • Appunti per rapidi disegni alla lavagna, Roma, AVE, 1970.
  • Il pianeta chiamato Terra. Spunti per lezioni di Geografia, Roma, AVE, 1970.
  • L'uomo contro la fame. Spunti per lezioni di Storia, Roma, AVE, 1970.
  • La società. Spunti per lezioni di Educazione civica, Roma, AVE, 1970.
  • Storie senza tempo, Torino, ERI, 1971.
  • Insieme. Corso di lingua italiana per stranieri, con Bruna Boldrin, Bergamo, Janus, 1972.
  • La tua primavera. Sussidiario per la seconda classe elementare, Roma, AVE, 1972.
  • La Luna nelle baracche, Firenze, Salani, 1974.
  • Le fantastiche storie di..., testi di, Milano, Rino Fabbri, 1975.
  • Crieck la curiosa, testi di, Milano, Rino Fabbri, 1975.
  • Zip nemico pubblico numero uno, testi di, Milano, Rino Fabbri, 1975.
  • Il mistero della Macchia nera, testi di, Milano, Rino Fabbri, 1976.
  • Nessuno è importante, testi di, Milano, Rino Fabbri, 1976.
  • Tiak la volpe, testi di, Milano, Rino Fabbri, 1976.
  • Città nel prato, testi di e con Pierina Boranga e Renato Caporali, Firenze, Giunti Marzocco, 1976.
  • El Loco, Firenze, Salani, 1979.
  • Il filo d'erba. Pompei, una storia nella storia, note storiche di Maria Luisa D'Angiolino, Roma, Vision, 1979.
  • I martiri delle Ardeatine... ricordiamoli, Roma, Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri, 1982.
  • Conigli, Volpi, Lombrichi... gli intrecci misteriosi!, testi di, Milano, Motta, 1987.
  • Essere uomo..., Pitigliano, Laurum, 1990.
  • Tupiriglio, Padova, Edizioni moderne, 1988.
  • Ti racconto la storia. Prime civiltà lungo il fiume giallo. I cinesi, illustrato da Sergio Trama, Firenze, Edizioni Primavera, 1990. ISBN 88-09-60550-0.
  • Ti racconto la storia. Sulle rive del Nilo. Gli egizi, illustrato da Sergio Trama, Firenze, Edizioni Primavera, 1990. ISBN 88-09-60551-9.
  • Ti racconto la storia. La civiltà dei grandi templi. La Grecia, illustrato da Sergio Trama, Firenze, Edizioni Primavera, 1990. ISBN 88-09-60552-7.
  • Ti racconto la storia. Incontro con i primi uomini, illustrato da Sergio Trama, Firenze, Edizioni Primavera, 1990. ISBN 88-09-60553-5.
  • Ti racconto la storia. Alla conquista del mondo. I romani, illustrato da Sergio Trama, Firenze, Edizioni Primavera, 1990. ISBN 88-09-60554-3.
  • Ti racconto la storia. Artisti, castelli e cavalieri. Il medioevo, illustrato da Sergio Trama, Firenze, Edizioni Primavera, 1990. ISBN 88-09-60555-1.
  • Ti racconto la storia. Viaggi e grandi scoperte. Verso un mondo moderno, illustrato da Sergio Trama, Firenze, Edizioni Primavera, 1990. ISBN 88-09-60556-X.
  • Ti racconto la storia. La civiltà del nostro tempo, illustrato da Sergio Trama, Firenze, Edizioni Primavera, 1990. ISBN 88-09-60557-8.
  • E venne il sabato, Iesa, Gorée, 2005. ISBN 88-89605-00-6.
  • Gugù, Iesa, Gorée, 2005. ISBN 88-89605-06-5.
  • Romanzi, Iesa, Gorée, 2007. ISBN 978-88-89605-39-4.
  • Tensione cognitiva. Un'antologia di scritti di Alberto Manzi sull'educazione scientifica, Bologna, Centro Alberto Manzi, 2012.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giulia Manzi, Il tempo non basta mai. Alberto Manzi, una vita tante vite, ADD, 2014, ISBN 9788867830657.
  2. ^ Le scuole intitolate ad Alberto Manzi, su centroalbertomanzi.it, Centro Alberto Manzi. URL consultato il 25 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2014).
  3. ^ Non è mai troppo tardi, su nonemaitroppotardi.rai.it, rai.it. URL consultato il 25 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2014).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Canevaro, Giulia Manzi, Domenico Volpi, Roberto Farné, Un maestro nella foresta. Alberto Manzi in America Latina, Bologna, EDB, 2017.
  • Roberto Farné, Buona maestra TV. La Rai e l'educazione da "Non è mai troppo tardi" a "Quark", Roma, Carocci, 2003.
  • Francesco Genitoni e Ernesto Tuliozi (a cura di) Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi: storia di un maestro, consulenza scientifica di Roberto Farné, Catalogo della mostra prodotta da Festivalfilosofia, Comune di Carpi (MO), 2007.
  • Roberto Farné, La mostra: “Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi”, in "Ricerche di Pedagogia e Didattica", Università degli Studi di Bologna, v. 3, 2008.
  • Roberto Farné, Alberto Manzi: non è mai troppo tardi per ricordarlo, in "Janus. Medicina, cultura, culture", n. 29, 2008, pp. 121–125.
  • Roberto Farné, Alberto Manzi. L'avventura di un maestro, Bologna, Bononia University Press, 2011.
  • Roberto Farné, Alberto Manzi, in "Il Mulino", n. 4, 2012, pp. 721–727.
  • Daniele Giancane, Alberto Manzi o il fascino dell'infanzia, Milano, Rino Fabbri, 1975.
  • Giulia Manzi, Il tempo non basta mai. Alberto Manzi, una vita tante vite, Torino, Add, 2014.
  • Paola Parlato, Alberto Manzi, grande maestro. Non è mai troppo tardi per ricordare, in "Il Pepeverde", n. 58, 2013, pp. 14–15.
  • Andrea Mulas, Linda Bimbi, Alberto Manzi e l'America latina. Connessioni umani e culturali del secondo Novecento, in "Clionet. Per un senso del tempo e dei luoghi", n. 3, anno 2019, Bradypus, Roma 2020, pp. 273-279.
  • Andrea Mulas, Alberto Manzi e l'America latina, in "Cosmopolis. Rivista di filosofia e teoria politica", XVI, n. 2/2019, Dipartimento di Filosofia, Linguistica e Letterature dell'Università di Perugia, 2020.
  • Roberto Farné, Alberto Manzi fra televisione e scuola, in: M.Ferrari, M.Morandi (a cura di), Maestri e pratiche educative dall'Ottocento a oggi, Sckolé, Brescia, 2020, pp.211-230.

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