Rocky Roberts

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Rocky Roberts
Rocky Roberts.JPG
NazionalitàStati Uniti Stati Uniti
Italia Italia
GenereRhythm and blues
Soul
Pop
Beat
Periodo di attività musicale1960 – 2005
EtichettaVis Radio, Barclay, Durium, Decca, Ariston Records
Album pubblicati9
Studio8

Rocky Roberts, pseudonimo di Charles Roberts (Tanner (Alabama), 23 agosto 1938[1]Roma, 13 gennaio 2005), è stato un cantante e attore statunitense naturalizzato italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Tanner, un piccolo paese dell'Alabama (Stati Uniti), fu il quarto figlio di una famiglia modesta. Rimase orfano di padre all'età di otto anni; iniziò quindi a lavorare molto giovane, facendo vari mestieri. Nel 1945, trasferitosi a Miami (Florida), si arruolò come marinaio sulla portaerei USS Independence a Boca Chica Key West (Florida). Qui ebbe un discreto successo nel pugilato, al punto di vincere quattro campionati nella categoria welter, nelle varie tappe delle missioni navali americane all'estero. Tuttavia, durante un incontro del 1950, venne colpito alla mandibola e, gravemente, all'occhio sinistro, costringendolo a smettere con la boxe e a portare gli occhiali scuri che, oltre a coprire la cicatrice, gli conferirono il look artistico che lo contraddistinse negli anni a seguire[2].
Nello stesso periodo infatti, frequentava la band musicale del batterista Doug Fowlkes, che si esibiva sulla nave, il quale notò subito il suo innato talento di bluesman e lo fece cantare col nome di "Rocker Roberts". La band si chiamava Doug Fowlkes & The Airdales, nome del dialetto statunitense utilizzato dai soldati americani. Gli altri componenti del gruppo erano Don Borja (basso), Doug Fowlkes e Marvin Glover (batteria), Charles Barron (chitarra), Jerry Armstrong (chitarra), Jerry Hendrix (pianoforte), Bob Given e Fred Lawrence (sassofoni).
Sul finire degli anni cinquanta, Roberts continuò a cantare come frontman degli Airdales, esibendosi sia sulle navi che in alcuni locali della Florida meridionale. La band, molto apprezzata soprattutto per il sound tipicamente soul e rhythm and blues, terminò la carriera navale nel 1962, per dedicarsi a delle tournée in Costa Azzurra (Francia). Durante una tappa francese, vennero notati da un dirigente della Barclay records, che propose loro un contratto agli studi ATCO di New York City, dove incisero una serie di 45 giri ed EP pubblicati a partire dal 1960 (in Italia dalla Vis Radio) con la denominazione Rocker Roberts con Doug Fowlkes and the Airedales. La band si riorganizzò nel 1963 col nome di Rocky Roberts and The Airedales, con Wess al basso, Eddy Taylor al sax (nel 1967 subentrò James Sampson), Henry Hooks (sax e chitarra), Jessie King (tastiere), Marvin Glover (batteria, nel 1968 subentrò Marvin Johnson, fratello di Wess), Doug Fowlkes (produttore e manager).

Roberts divenne piuttosto popolare in Francia, interpretando classici come Stax e Motown[3], fino a vincere, nel 1964, il campionato internazionale di Rock 'n' Roll a Cannes.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Rocky Roberts fu notato da Renzo Arbore e da Gianni Boncompagni nel 1965, che lo chiamarono a Roma per affidargli la sigla del programma radiofonico Bandiera Gialla, con il suo brano, in inglese, "T-Bird", all'epoca conosciuto e pubblicato solo in Francia. Nel frattempo, Roberts incise altri due 45 giri per la Barclay, per poi passare alla Durium Records.

Stasera mi butto[modifica | modifica wikitesto]

Trasferitosi a Roma e imparando un italiano approssimato, grazie alla bella voce e alla sua verve, il successo non tardò ad arrivare e, tra varie apparizioni in TV e appuntamenti live, il boom arrivò nel 1967 con la vittoria del Festivalbar, in cui presentò il brano Stasera mi butto, in origine nato come sigla del varietà televisivo Sabato sera.
Il grande successo del brano e 18 settimane in classifica, ispirarono, in seguito, un film musicarello con lo stesso titolo, diretto da Ettore Maria Fizzarotti. A fianco di Rocky recitarono Giancarlo Giannini, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Enrico Montesano, Marisa Sannia, Nino Taranto e Lola Falana (altra stella americana di colore che, negli anni sessanta riscosse grande successo in Europa).
Il cantante fu spesso invitato a partecipare a show e spettacoli televisivi. Nel 1966 interpretò la canzone Django, scritta da Luis Bacalov per l'omonimo film di Sergio Corbucci. La stessa canzone è presente nei titoli di testa di Django Unchained di Quentin Tarantino.

Sono tremendo[modifica | modifica wikitesto]

L'artista consolidò il successo interpretando altre canzoni ("Per conquistare te", "Se l'amore c'è", "Just because of you", e altre), fino a riconfermarsi col celebre brano, dall'impronta decisamente ballabile, Sono tremendo, sigla finale della popolare trasmissione radiofonica Gran varietà, quindi registrato in altre quattro lingue (molto famoso in Spagna), e ripreso anche nel musicarello Il ragazzo che sorride, di Aldo Grimaldi, del 1969.
Nello stesso anno, Rocky partecipò al Festival di Sanremo, in coppia col cantante Robertino, col brano Le belle donne. Anche l'anno successivo, intervenne all'importante manifestazione canora, proponendo insieme a "Il Supergruppo", il brano "Accidenti".

Nel periodo tra 1970 e il 1973 fece delle tournée europee, soprattutto in Francia e Spagna, alternate a dei rientri negli Stati Uniti. Tuttavia, gli Airedales decisero di mettere Wess come cantante, e Rocky quindi, scelse come band di accompagnamento la band francese "I Pyrañas". Nello stesso periodo sposò Katia, una ragazza italiana che le diede un figlio, Randy, nato nel 1974. Rocky si ristabilì a Roma e, sul finire degli anni settanta, nonostante fosse molto impegnato con apparizioni dal vivo, tournée all'estero e partecipazioni a programmi televisivi, tornò spesso in sala d'incisione, a rivisitare intramontabili successi e realizzando anche alcune cover soul, ispirandosi al grande Otis Redding. Pubblicò quindi alcuni 45 giri per varie etichette (Decca, Riviera, Barclay, Ariston Records), ma senza raggiungere più il successo della fine degli anni sessanta.

Nel 1979 incise la ballad You're the Reason di Victor Bach, tratta dall'album Dangerous. Bach riferì poi: «"Pochi sanno che la mia vera passione è cantare il soul e il blues, e mi piacciono molto i lenti: ma invece sono stato condannato a cantare sempre Stasera mi butto". È quello che Roberts mi confidò nel 1979 quando all'Ariston Records incise il mio brano You're the Reason».

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni ottanta ritornò a vivere negli Stati Uniti. Qui, dopo un lungo periodo di inattività musicale, incise Dedicated, uscito nel 1990, album che riscosse nuovamente successo in Italia ed Europa. Tornato quindi in Italia, nel 1997 vide il figlio Randy cantare al Festival di Sanremo il brano No Stop. Rocky continuò i suoi show fino agli inizi del anni duemila quando, con un ruolo perfetto per lui, prese parte alla seconda edizione del musical La febbre del sabato sera. Si spense a Roma, nella sua abitazione presso il quartiere dell'Olgiata, il 14 gennaio 2005, a causa di un tumore.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco Artisti Settore Audiovisivo Rappresentati da Nuovo IMAIE (al 31/01/2014) (PDF), su areasoci.nuovoimaie.it, IMAIE. URL consultato il 16 settembre 2015 (archiviato il 17 settembre 2015).
  2. ^ http://dangerousminds.net/comments/rocky_roberts_international_soulman
  3. ^ Celebri etichette discografiche specializzate in musica R&B e Soul.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Italo Gnocchi, Rocky Roberts, Rhythm & Blues alla dinamite, pubblicato su Raro! nº 243 di maggio 2012, pagg. 59-66

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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