Ariston Records

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Ariston Records
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Stato Italia Italia
Fondazione 1964
Fondata da Alfredo Rossi
Sede principale Milano, Piazza Pattari 1/3
Settore Musicale
Prodotti Pop

L'Ariston Records fu una casa discografica italiana attiva tra il 1964 e il 1989, appartenente al gruppo Ariston Edizioni Discografiche e Musicali s.r.l.

Storia della Ariston[modifica | modifica wikitesto]

Alfredo Rossi (foto del 1988)

La Ariston fu fondata nel 1964 da Alfredo Rossi, quest'ultimo era il fratello del noto compositore Carlo Alberto Rossi, anch'egli discografico, come molte case discografiche, nasce come emanazione della casa di edizioni musicali omonima, le Edizioni musicali Ariston

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Edizioni musicali Ariston.

L'esordio, gli anni sessanta ed il successo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1956 Carlo Alberto lascia le edizioni Ariston e fonda la C.A. Rossi Editore, che raccoglie la maggioranza delle sue composizioni, e nel 1958 diventa discografico, costituendo la CAR Juke Box s.r.l. (CAR è l'acronimo di Carlo Alberto Rossi).

Anche Alfredo decide di espandere l'attività, e fonda quindi all'inizio del 1964 la Ariston Records, con sede in piazza Pattari 1/3 a Milano, che in breve tempo diviene una delle aziende leader nel mondo discografico, al punto che Carlo Alberto per molti anni si affiderà alla Ariston per la distribuzione della CAR Juke Box.

Già in precedenza le edizioni musicali avevano avuto alcune emissioni discografiche sporadiche: un esempio sono le cartoline che cantano su etichetta Fonoscope, o il disco inciso da Sergio Endrigo nel 1959 con lo pseudonimo Notarnicola con due celebri canzoni del repertorio editoriale delle edizioni, Arrivederci e Nuvola per due di Umberto Bindi e Giorgio Calabrese (pubblicato con l'eticheta Picnic), ma si trattava di iniziative saltuarie e non ancora organizzate come iniziativa imprenditoriale autonoma.

Tra gli artisti sotto contratto per la Ariston negli anni '60 abbiamo Rosanna Fratello, I Corvi, Bruno Lauzi, Ornella Vanoni, Mino Reitano, Anna Identici, Franco Califano, gli Stormy Six, Giorgio Moroder e Giovanni Fenati, che inciderà usando anche lo pseudonimo Mirageman.

La Ariston si dota inoltre di una fabbrica di pressaggio dischi con un potenziale di oltre 40000 unità giornaliere, e di due sale di registrazione.

Si occupa anche della distribuzione di etichette minori, come ad esempio la City Record, la Metropol e l'Ametiste, etichette da cui poi preleverà gli artisti di maggior successo (così avviene, ad esempio, con Nico e i Gabbiani).

Un 45 giri di Don Miko dell'Ariston (1964)
Un 45 giri di Alessandra Casaccia dell'Ariston (1969)

Nel 1968 vengono create altre tre nuove case discografiche, con l'obiettivo di curare il lancio di nuovi talenti, la First, più attenta a produzioni d'avanguardia, la Victory e la Jet, dà anche vita ad una serie economica, la Oxford.

Gli anni settanta vedono così la Ariston fra i player maggiori del settore. I nomi più noti lanciati nel decennio successivo saranno i Nuova Idea, Gilda Giuliani, l'Equipe 84, i Dik Dik, i Matia Bazar, Donatella Rettore, Claudio Rocchi e Victor Bach.

Gli anni 80 e la nuova struttura di via Gorki[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '80 l'Ariston si trasferisce a San Giuliano Milanese, in via Massimo Gorki 21, in un complesso pensato come un campus della musica (idea lanciata in Italia con la Rca Italiana di via Tiburtina e ripresa in quegli anni dalla CGD) che comprendeva quindi settore artistico, tecnico, amministrativo e commerciale. In via Gorki si trovavano gli studi di registrazione e mixaggio, le galvaniche e stampa vinili, gli uffici. All`interno del complesso, ora abbattuto per lasciar spazio ad altri palazzi, era inserito anche il magazzino ed il commerciale per la distribuzione della propria e di altre sub-etichette. La scelta si scontra però con l`evolversi del mercato musicale, sempre più concentrato nelle mani delle poche major in grado di muoversi velocemente nell`aedguarsi alle nuove tendenze investendo in maniera globale.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

È così che nel 1987 la casa discografica - gia` in crisi - viene rilevata da Enrico Rovelli che, nello stesso periodo, ha anche acquistato la Durium (mentre le edizioni musicali, rimaste a Rossi, continuano l'attività con sede in via G. Frua 6 a Milano).

Rovelli costituisce una società, la Kono Records, con l'intenzione di mantenere il catalogo delle due aziende, ma la magistratura blocca l'operazione per alcune operazioni non chiare nel risanamento del deficit delle due case discografiche, per cui la Kono nasce come casa discografica autonoma, inglobando alcuni artisti della Ariston e della Durium, che quindi cessano l'attività nel 1989. Il catalogo Ariston - in gran parte mai più ristampato per carenza di domanda - è stato ceduto a soggetti terzi.

Sottoetichette[modifica | modifica wikitesto]

L'etichetta[modifica | modifica wikitesto]

L'etichetta dei 45 giri dell'Ariston degli anni '60

Nel corso degli anni, l'etichetta della Ariston ha subito cambiamenti ed evoluzioni, mantenendo però sempre il logo inventato dallo stesso Rossi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ariston group, La nostra storia, Opuscolo delle Edizioni Ariston
  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990; alla voce Ariston, di Mario De Luigi, pag. 54
  • Vito Vita, Intervista ad Alfredo Rossi, realizzata a casa del cavaliere a Milano martedì 25 marzo 2008 e pubblicata su Nuovo Ciao amici n° 5 di settembre/ottobre 2013, pagg. 26-31
  • Mario De Luigi, L'industria discografica in Italia, edizioni Lato Side, Roma, 1982
  • Mario De Luigi, Storia dell'industria fonografica in Italia, edizioni Musica e Dischi, Milano, 2008

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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