Ciao amici

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Ciao amici
Stato Italia Italia
Lingua Italiano
Periodicità settimanale
Genere Informazione e critica musicale
Formato tabloid
Fondazione dicembre 1963
Sede Via Borgogna 2 - Milano
Diffusione cartacea Nazionale
Direttore Guido Castaldo (direttore responsabile) Luciano Giacotto (direttore editoriale)
 

Ciao amici fu un'importante rivista musicale settimanale italiana degli anni sessanta. Assieme alle riviste Tuttamusica, Giovani e Big rappresentò una delle prime esperienze italiane di rivista specializzata sulla allora nascente musica rock e musica pop, dedicando particolare attenzione alle tendenze allora dominanti del rock and roll e della musica beat[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ciao amici nacque sulla falsariga della rivista francese Salut les copains (anche il titolo è quasi una traduzione letterale), che nel 1963 era diventato un punto di riferimento per i giovani francesi; fu la prima rivista rivolta esplicitamente ai giovani e, con il dilagare a partire dal 1964 del beat in Italia divenne anche un veicolo di diffusione di questa cultura musicale.

Inizialmente venne pubblicato con cadenza mensile, diventando poi quindicinale a partire dal numero 7 del luglio 1965 sino al numero 5 del 7 marzo 1966: a partire da questo numero diventa settimanale, fino alla chiusura nel 1968 in seguito alla fusione con Big, da cui nascerà poi Ciao 2001 che nel suo primo anno di vita si chiamava Ciao Big[1].

Per un breve periodo (dal numero 23 del 7 giugno 1967 al numero 38 del 19 settembre dello stesso anno) la denominazione cambiò in Ciao amici Fab.

Edita dalla casa editrice Ciao amici s.r.l. fino al 1967, passò poi alla casa editrice Balsamo, ed infine, a partire dal n° 44, alle Edizioni Italeuropa s.r.l., con sede in via di Santa Costanza n. 24 a Roma, che pubblicheranno gli ultimi 5 numeri prima della fusione con Big.

Il Nuovo Ciao Amici[modifica | modifica wikitesto]

Dal dicembre del 2012 con direttore responsabile Dario Salvatori, la rivista ha ripreso le pubblicazioni con il nome di Nuovo Ciao Amici, diventando un bimestrale. Si tratta di un progetto diverso, non più legato alla contemporaneità ma alla cronaca del passato sociale e musicale ed al collezionismo. Tratta infatti del trentennio che intercorre dal 1950 al 1979 e tratta di musica ma non solo. Non esce in edicola ma solo per abbonamento[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Le informazioni riportate nella presente voce sono tratte dai vari numeri della rivista stessa.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]