Roby Crispiano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Roby Crispiano
NazionalitàItalia Italia
GenerePop
Beat
Folk
Blues
Periodo di attività musicale1959 – 1968
EtichettaMEC
Orpheus
CAM
Sunset Records
Vedette
Giallo Records
Album pubblicati2

Roby Crispiano, nome d'arte di Roberto Castiglione (Roma, 18 luglio 1938Roma, 16 giugno 2000), è stato un cantautore italiano in voga ai tempi della musica beat, ovvero negli anni sessanta. Ha inciso per la Vedette e altre etichette discografiche componendo canzoni musicate anche da Armando Sciascia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi: cantante melodico[modifica | modifica wikitesto]

Ha debuttato nella musica leggera verso la fine degli anni cinquanta, esibendosi come cantante melodico con il proprio vero nome. Ottenuta una prima scrittura, ha partecipato nel 1962, come nuova proposta, al Cantagiro. Il brano che presentò era un motivo a ritmo di twist, un ballo all'epoca molto in voga: I nuovi angeli.

Nello stesso anno è anche il cantante (insieme a Gisella Ferrini, Franca Duccio, Enzo Oliva e Rita Della Torre) dell'orchestra di Luciano Fineschi, con cui pubblica anche un 33 giri (però in formato 45 giri) per l'etichetta Orpheus, con le cover di alcuni successi dell'anno.

Ebbe anche alcune partecipazioni nel mondo del cinema come cantante ed autore in qualche colonna sonora cinematografica.

Il passaggio al beat ed alla canzone di protesta[modifica | modifica wikitesto]

I mutamenti in campo musicale provenienti dagli USA, con l'esplosione della folk music, lo indussero però ben presto a cambiare genere e ad avvicinarsi a sonorità più moderne, accompagnato dal gruppo musicale capitolino dei Fholks (poi Folks). Con il nuovo pseudonimo di Roby Crispiano ha così pubblicato nel 1966 un brano fra il folk ed il blues intitolato Solo io e te. A sorpresa, la canzone si piazzò al primo posto nella classifica settimanale stilata dalla trasmissione radiofonica Bandiera gialla, scalzando una cantante al tempo molto in voga come Caterina Caselli[1].

La censura per "Brennero 66"[modifica | modifica wikitesto]

Ma è nello stesso anno che Crispiano viene censurato dalla Rai (che organizzava l'evento) al Festival delle Rose di Roma, dove doveva presentare con i Pooh, un brano intitolato Brennero 66, che parlava dei giovani militari chiamati a vigilare sui tralicci dell'alta tensione in Alto Adige, al tempo al centro degli attentati di movimenti autonomisti sudtirolesi. Alla canzone viene cambiato il titolo in Le campane del silenzio e la frase "T'hanno ammazzato quasi per gioco" viene censurata. Oltre alla censura ci furono anche continui disturbi dell'audio durante l'esibizione del gruppo, situazione che ne determinò l'ultimo posto in classifica .

Altri suoi hit di quell'anno sono A piedi scalzi (presentata al Cantagiro 1967) e Uomini uomini (musicata da Francesco Anselmo), una delle più note canzoni di protesta, nate sull'onda della contestazione attuata all'epoca dai movimenti giovanili[2].

Al Disco per l'estate del 1968 presentò il brano L'aria d'oro. Altre sue canzoni divenute celebri sono state Il messaggio, Quando ritorno al mio paese, Se potessi essere il vento, Non riesco più a sognarti (cover di un brano di Timi Yuro, pubblicata con il nome di Roberto Castiglione), Solo io e te e Occhi verdi.

Per i Pooh ha anche scritto, insieme a Giuseppe Cassia, il testo di Otto rampe di scale, inciso dal gruppo nel 1969 (la musica è di Bruno Filippini).

Il declino ed il ritiro dal mondo musicale[modifica | modifica wikitesto]

Con il tramonto dell'epoca beat, anche la carriera di Crispiano - poco avvezzo a scendere a compromessi con il mondo dello showbiz ed ancora scottato per le vicende del 1966 - si avviò ad un rapido declino.

Nella parte finale della carriera ha lavorato come direttore artistico per la Vedette, scoprendo Stefano Rosso e supportando l'attività del gruppo musicale Panna Fredda.

In seguito si è ritirato dal mondo musicale, evitando però ogni partecipazione a trasmissioni televisive di tono celebrativo o revival[3].

La riscoperta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994 Roby Crispiano attraversa un periodo di difficoltà finanziarie. Il critico Claudio Scarpa si fa allora promotore con alcuni amici ed ammiratori del cantautore (fra cui Luciano Ceri, Italo Gnocchi, cugino di Gene Gnocchi, ed il collega Gene Guglielmi) della pubblicazione di un album con l'etichetta Giallo Records intitolato Solidarietà per un amico. Il disco (per il quale Scarpa redige un libretto riassuntivo della vicenda artistica ed umana di Crispiano) contiene quasi tutto il repertorio di Castiglione/Crispiano e per la sua pubblicazione viene ottenuta una liberatoria, relativamente al periodo in cui l'artista incideva per la Vedette, da Sergio Sciascia, figlio di Armando; l'incasso del disco viene devoluto interamente al cantautore.

Scarpa accompagnò Crispiano a Radio Jolly Nostalgie per presentare il CD organizzando contestualmente con la radio una serata nel tentativo di convincere il cantante a rimettersi a cantare e a presentarsi al Roxy Bar di Red Ronnie.

La pubblicazione del CD consentì comunque una "riscoperta" a livello mediatico di Crispiano, che peraltro era stato intervistato già nel marzo 1987 dallo stesso Scarpa per il primo numero della rivista Anni '60. Successivamente, un servizio viene dedicato all'artista anche da Raro!.

Qualche anno dopo la Giallo Records ha pubblicato un ulteriore CD antologico, integrandolo con brani di altri artisti.

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

33 giri con l'Orchestra di Luciano Fineschi[modifica | modifica wikitesto]

CD[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

45 giri come Roby Castiglione[modifica | modifica wikitesto]

45 giri come Roby Crispiano[modifica | modifica wikitesto]

45 giri pubblicati all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Approfondimento su Rockemartello.com (URL consultato il 23-12-2009)
  2. ^ Info e testo su: Musicaememoria.com
  3. ^ Vedi anche: Musicaememoria.com (URL consultato il 23-12-2009)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Scarpa "Il messaggio di Roby Crispiano" Intervista al cantante apparsa sul N. 1 di "Anni '60" di marzo 1987.
  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990; alla voce Crispiano, Roby, di Enzo Giannelli, pag. 450
  • Ursus (Salvo D'Urso), Manifesto beat, edizioni Juke Box all'Idrogeno, Torino, 1990; alla voce Roby Crispiano, pagg. 39-40
  • Cesare Rizzi (a cura di), Enciclopedia del Rock italiano, Milano, Arcana Editrice, 1993, alla voce Roby Crispiano, pag. 61.
  • Red Ronnie - Claudio Scarpa: Quei Favolosi Anni Sessanta, 1993, Fratelli Fabbri Editori, pag. 106/109
  • Autori vari, Discografia italiana, ed. Raro!, 2006, alle voci Castiglione Roby, pag. 124, e Crispiano Roby, pag. 169
  • Umberto Bultrighini - Claudio Scarpa - Gene Guglielmi : Intervista approfondita di 6 pagine a Roby Crispiano effettuata da Claudio Scarpa e inserita nel libro “Al di qua, al di là del Beat” edito e pubblicato da Carabba Editore a luglio 2011 – 430 pagine.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]