Todo modo (romanzo)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Todo modo
Autore Leonardo Sciascia
1ª ed. originale 1974
Genere Romanzo
Sottogenere giallo
Lingua originale italiano
Ambientazione l'Eremo di Zafer, anni settanta
Protagonisti Un pittore e un prete, Don Gaetano
Coprotagonisti Il procuratore Scalambri

Todo modo è un romanzo di Leonardo Sciascia pubblicato per la prima volta nel 1974 da Einaudi.

Il romanzo è fondamentalmente un giallo ma è ricco di riferimenti alla politica italiana e al movimentato periodo degli anni settanta.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo, ambientato negli anni settanta, ha come protagonista un conosciuto pittore, di cui non viene mai fatto il nome, che ha bisogno di un periodo di pace in solitudine. Alla vista di un cartello che indica un eremo, l'Eremo di Zafer (non meglio definito geograficamente), il pittore pensa di recarvisi. Scopre poi che l'eremo è stato trasformato in un hotel fondato dall'ambiguo Don Gaetano e che in certi periodi dell'anno ospita persone di alta estrazione sociale (ministri, politici, direttori di banche...) per ritiri spirituali.

L'ennesimo ritiro sarebbe iniziato dopo solo qualche giorno, e infatti nell'albergo si trovano, all'arrivo del pittore, soltanto cinque donne. A seguito del colloquio con Don Gaetano, enigmatico ed inquietante personaggio di vastissima cultura, al pittore viene concesso di rimanere ad assistere al ritiro spirituale. Ma, proprio durante la recita del rosario, si assiste all'omicidio di uno dei notabili, l'ex senatore Michelozzi: tutti vengono sospettati, meno che Don Gaetano, il pittore e il cuoco, che avevano assistito insieme all'accaduto, lontani dalla processione di Don Gaetano e dei suoi ospiti.

Il procuratore Scalambri, ex compagno di scuola del pittore e primo della classe, cerca di risolvere il delitto, ma ogni sua mossa gli viene suggerita dal pittore stesso. Una sera, ricostruendo l'accaduto, disegnandolo perfettamente nella memoria e su carta, il pittore trova la soluzione all'omicidio di Michelozzi, e anche quella all'omicidio dell'avvocato Voltrano, avvenuto dopo il primo. La soluzione, però, non viene rivelata e il giorno seguente Don Gaetano viene ritrovato morto nel bosco, con una pistola accanto al corpo. Il pittore fa un'ammissione di colpa per l'omicidio di Don Gaetano al procuratore Scalambri, che non crede alle parole del pittore per mancanza di un valido movente. La pagina conclusiva del romanzo è tratta da I sotterranei del Vaticano di André Gide, proprio a testimonianza del movente del pittore per il delitto del prete.

Con questo romanzo Sciascia ci fa capire che la verità è sotto gli occhi di tutti, ma proprio per questo nessuno la vede (come nel racconto poliziesco la lettera rubata di Edgar Allan Poe).

Il titolo[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo, Todo modo, è una citazione: "Todo modo para buscar la voluntad divina"= "Ogni mezzo per cercare la volontà divina", dagli Esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola che, fondatore dell'ordine dei Gesuiti, rappresenta un modello di cultura elitaria proprio come quello che rappresenta Don Gaetano nel romanzo e come quella che Sciascia prende a modello, a partire da Stendhal. Il titolo del romanzo sta a significare che per salvarsi, per salvare la chiesa, qualunque cosa è permessa, anche uccidere, anche il cannibalismo.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Liberamente ispirato al romanzo è il film del 1976 Todo modo, diretto e sceneggiato da Elio Petri e interpretato da Gian Maria Volonté e Marcello Mastroianni.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura