Fantascienza apocalittica e post apocalittica

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Rappresentazione di un ipotetico impatto di un grosso meteorite sul pianeta, uno degli scenari spesso esplorati nelle opere di fantascienza apocalittica

La fantascienza apocalittica e post apocalittica sono due sottogeneri della fantascienza, strettamente connessi, generalmente basati su alcuni elementi comuni come il verificarsi di un evento distruttivo che possa portare all'estinzione dell'umanità o comunque della società tecnologica (f. apocalittica), o che abbia portato alla nascita di società distopiche (f. post apocalittica); queste eventi possono essere causati dall'uomo, come ad esempio una guerra nucleare, o naturali, con conseguenze generalmente su scala planetaria con danni all'intera umanità.[1][2]

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione artistica di come l'eruzione del supervulcano Toba sarebbe potuta apparire da un osservatore a 42 km di altezza sopra il nord di Sumatra

Inizialmente ambito delle religioni, la fine del mondo è diventata oggetto di studio della scienza soprattutto a partire dalla formulazione del paradosso di Fermi, e la ricerca di sue possibili soluzioni, che includevano ipotesi apocalittiche sulla fine delle civiltà.[3][4] È possibile ipotizzare tanti motivi dovuti all'uomo quanti dovuti alla natura per il verificarsi di un evento apocalittico. Al primo gruppo appartengono, ad esempio, le guerre nucleari, il collasso della biosfera per inquinamento ed eccessivo sfruttamento, il collasso del sistema economico per l'impoverimento delle risorse energetiche fossili e minerarie, la bioingegneria con la creazione di organismi geneticamente modificati e le armi batteriologiche, la ribellione delle intelligenze artificiali, la scoperta di micro-organismi patogeni in altri pianeti, gli esperimenti estremi di fisica negli accelleratori di particelle. Al secondo gruppo appartengono, ad esempio, le pandemie, l'impatto con corpi celesti, l'irraggiamento di energia da brillamenti solari o da esplosioni di supernove, le eruzioni di supervulcani, l'inversione del campo magnetico terrestre, la perdita dello strato dell'ozono e, infine, l'invasione di alieni, biologici o robotici, ostili e aggressivi. Attualmente la scienza ritiene probabile che nel passato la specie umana sia andata realmente incontro ad un evento apocalittico, l'eruzione del supervulcano Toba, avvenuta circa 70 mila anni fa.[5][6] La fantascienza apocalittica e quella post apocalittica, anche quando creano delle trame complesse ed originali, traggono origine da questi temi scientifici.

Tematiche narrative[modifica | modifica wikitesto]

Il fumetto Atomic War! (copertina del novembre 1952) è incentrato su una ipotetica terza guerra mondiale atomica

La fantascienza apocalittica è un sottogenere della fantascienza incentrato sull'imminente fine del mondo o della civiltà, a causa di guerre nucleari, pandemie, o qualche genere di disastro naturale o artificiale. Un sottogruppo del genere apocalittico è rappresentato dal filone catastrofista.

La fantascienza post apocalittica è invece ambientata in un mondo (o civiltà) già devastato da una catastrofe. L'ambientazione temporale può essere immediatamente successiva alla catastrofe, focalizzandosi sui viaggi o sulla psicologia dei sopravvissuti, o considerevolmente posteriore, comprendendo spesso il tema della perdita della memoria storica, per cui ci si è dimenticati dell'esistenza di una civiltà precatastrofe o la sua storia è divenuta leggenda o mito. La civiltà perduta possedeva in genere un elevato sviluppo scientifico-tecnologico e poteva anche essere una civiltà basata sullo spazio.

Questo meccanismo narrativo consente di scrivere fantascienza soft mentre si giustifica la carenza di avanzamento tecnologico, in tal modo la storia rimane rilevante per il nostro presente di là da quanto lontano nel futuro possa essere ambientata.

Tra questa forma di fantascienza e quella che si occupa di "false utopie" o società distopiche vi è un'ampia gradazione.

Come gran parte della fantascienza, i temi principali di questo genere si riferiscono spesso a fatti o temi contemporanei all'autore.


«Nella fase finale del ventesimo secolo abbiamo avuto l'opportunità, prima accessibile solo attraverso la teologia o la finzione narrativa, di vedere oltre la fine della nostra civiltà, di scorgere, in una strana sorta di retrospettiva prospettica, come si presenterebbe la fine: come un campo di sterminio nazista, o un'esplosione atomica, o una wasteland ecologica o urbana. E se siamo stati in grado di vedere queste cose è solo perché esse sono già accadute.[7]»

(James Berger, 1999[8])

L'uso di un contesto post apocalittico nei film e l'immaginario tipico che vi si riferisce, come i deserti sconfinati o le vedute aeree di città demolite, i vestiti fatti di cuoio e di pelli di animali, le bande di razziatori, è ormai comune e oggetto di frequenti parodie.

Il gran numero di canovacci di film di serie B a soggetto apocalittico negli anni ottanta e novanta è dovuto ai ridotti bilanci preventivi di produzione di film post apocalittici, nei quali sono stati utilizzati, per rimanere entro gli esigui limiti di budget, complessi industriali ed edifici abbandonati, risparmiando così sulla costruzione di set artificiali. Come risultato, buona parte di questi film sarebbero poi stati scartati dai maggiori studios sulla base dei soli canovacci o quando - a soggetto concluso - si sarebbero cominciati a girare di lì a poco, mentre altri sarebbero in seguito stati convertiti in ambientazioni post apocalittiche, sull'onda del successo ottenuto dalla serie di Mad Max.

Alcuni racconti apocalittici sono stati criticati perché ritenuti non verosimili o forieri di propaganda allarmista. Dal momento che si basano su paure attuali, essi possono diventare anacronistici piuttosto in fretta; senza per altro che ciò si traduca, necessariamente, in un diminuito valore letterario oppure in un loro minor valore come riflessioni sull'uomo e l'umanità: cose, queste ultime, che ad esempio ben si possono osservare nelle opere di John Christopher.

Le opere sul tema - assieme alla saggistica - hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo del movimento moderno del survivalismo.

Una cosplayer di Fallout, serie di videogiochi a tema post-apocalittico fotografata durante una fiera del fumetto in un'area dedicata al gioco


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ SFE, The encyclopedia of Science Fiction - "Fine del mondo", su sf-encyclopedia.com.
  2. ^ Treccani-Enciclopedia dei ragazzi, Fantascienza: "A parte i mostri veri e propri, il cattivo uso della scienza può generare mostri in senso lato, come l'inquinamento, la corsa agli armamenti, la guerra atomica, tanto più temibili in quanto, come purtroppo constatiamo ogni giorno, possono mettere a repentaglio l'esistenza stessa del nostro pianeta.", su treccani.it.
  3. ^ le Scienze, Una nuova soluzione al paradosso di Fermi:"Qualcuno sostiene che le specie con buone capacità tecnologiche, quando emergono, si autodistruggono rapidamente.", su lescienze.it.
  4. ^ Scienze-FanPage, Lo "strano silenzio" dell'universo:"Chi dice che siamo destinati a vivere in eterno, o comunque a perdurare per un bel pezzo? Forse, stiamo procedendo speditamente verso l’autodistruzione.", su scienze.fanpage.it.
  5. ^ National Geographic, Supervulcano Toba:"Alcuni scienziati hanno persino suggerito che la supereruzione di Toba fosse così potente, che ha spinto i nostri antenati sull'orlo dell'estinzione..", su nationalgeographic.com.
  6. ^ Britannica, Monte Toba:"..alcuni scienziati sostengono che abbia mandato il pianeta in una grave era glaciale che ha quasi causato l'estinzione degli umani moderni.", su britannica.com.
  7. ^ Il fatto quotidiano, Il romanzo sulla fine della nostra civiltà., su ilfattoquotidiano.it.
  8. ^ (EN) James Berger, After the End: Representations of post-apocalypse, Londra/Minneapolis, University of Minnesota Press, 1999, ISBN 0-8166-2933-1.; citato da Luca Briasco, Finzioni DOPO LA FINE[collegamento interrotto], il manifesto, 19/11/2009.

Bibliografia critica[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) James Berger, After the End: Representations of post-apocalypse, Londra/Minneapolis, University of Minnesota Press, 1999, ISBN 0-8166-2933-1.
  • Mick Broderick, Nuclear Movies, McFarland & Co, Jefferson NC, 1991
  • Roberto Vacca, Il medioevo prossimo venturo, 1971
  • Daniele Magni, Contaminations - Guida al fantacinema italiano anni '80, Bloodbuster edizioni 2007, ISBN 978-88-902087-1-3
Per approfondimenti
  • Daniele Silipo e Alessandra Sciamanna (a cura di), Bizzarro Magazine vol.1 - Kaboom! (cinema post-apocalittico e dintorni), Laboratorio Bizzarro edizioni 2011, ISBN 978-88-906553-0-2

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]