Distopia

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Manifesto del Grande Fratello di 1984, col Grande Fratello ritratto con i tratti di Hitler e di Stalin, tratto dal fumetto 1984 The comic di F. Guimont, 2004

Per distopia (o antiutopia, pseudo-utopia, utopia negativa o cacotopia[1]) s'intende la descrizione di una immaginaria società o comunità altamente indesiderabile o spaventosa.[2][3] Il termine, da pronunciarsi "distopìa", è stato coniato come contrario di utopia[4] ed è soprattutto utilizzato in riferimento alla rappresentazione di una società fittizia (spesso ambientata nel futuro[4]) nella quale alcune tendenze sociali, politiche e tecnologiche avvertite nel presente sono portate a estremi negativi.[4]

Secondo l'Oxford English Dictionary[2], il termine fu coniato nel 1868 dal filosofo John Stuart Mill[5], che si serviva allo stesso tempo anche di un sinonimo coniato da Jeremy Bentham nel 1818, cacotopìa.[1] Entrambe le parole si basano sul termine utopìa, inteso come il luogo dove tutto è come dovrebbe essere. Distopia è quindi l'esatto opposto,[4] cioè un luogo del tutto spiacevole e indesiderabile. Spesso la differenza tra utopìa e distopìa dipende dal punto di vista dell'autore dell'opera. I testi distopici appaiono come opere di avvertimento, o satire, che mostrano le tendenze attuali estrapolate sino a conclusioni apocalittiche. Dunque la distopia si basa su pericoli percepiti nella società attuale, spostando però l'interesse su un'epoca e un luogo distanti o successivi a una discontinuità storica, come nelle opere fantascientifiche di H. G. Wells.

Tra le opere di rilievo del filone distopico vi sono le narrazioni fantapolitiche antitotalitarie della prima metà del Novecento, tra cui Il padrone del mondo (Lord of the World, 1907) di Robert Hugh Benson, Il tallone di ferro (The Iron Heel, 1908) di Jack London, Noi (Мы, 1921) di Evgenij Ivanovič Zamjatin, Il mondo nuovo (Brave new world, 1932) di Aldous Huxley, Qui non è possibile (It Can't Happen Here, 1935) di Sinclair Lewis, Antifona (Anthem, 1938) di Ayn Rand e 1984 (Nineteen Eighty-Four, 1948) di George Orwell.

Nella narrativa un numero considerevole di storie di fantascienza,[4] ambientate in un futuro prossimo e appartenenti al genere cyberpunk, usa le regole della distopia per delineare mondi dominati dalle corporazioni high-tech in cui i governi nazionali stanno diventando sempre più irrilevanti. È dunque il genere della fantascienza post apocalittica quello che più caratterizza la narrativa distopica tra XX secolo e XXI secolo.

Caratteristiche del genere[modifica | modifica wikitesto]

« La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza. »
(1984 - George Orwell)

Alcune caratteristiche sono comuni alla maggior parte dei romanzi distopici del Novecento e del XXI secolo. Più precisamente, possono essere individuati due principali filoni narrativi: il primo di essi rappresenta soprattutto eventuali società future (rispetto al tempo in cui è scritto il romanzo) in cui il potere dell'autorità (politica, religiosa, tecnologica ecc.) pretende di controllare ogni aspetto della vita umana; il secondo invece rappresenta o la distruzione del vivere civile o una sua massima degradazione dovuta a catastrofi globali, per lo più causate dall'uomo. Un terzo filone, che in un certo senso si pone a metà tra i primi due, predilige la rappresentazione di determinate società umane sull'orlo del disastro: in questo caso la fine della civiltà, che nella narrazione esiste ancora, viene avvertita come imminente.

Per quanto riguarda il primo filone (dei "totalitarismi"):

Per quanto riguarda il secondo filone (post apocalittico):

  • La popolazione umana è ridotta ai minimi termini. Pochissime persone sono riuscite a salvarsi dal cataclisma;
  • La società così concepita dall'uomo attuale non esiste più. Le relazioni umane sono dettate esclusivamente dal dogma della sopravvivenza individuale in un mondo scarsissimo di risorse;
  • I raggruppamenti umani esistono, ma soltanto in forme primitive e degradate. Esistono organizzazioni di persone che fanno uso della forza fisica o per accaparrarsi le risorse di altre comunità o per cercare di restaurare un ordine morale e legale;
  • Il livello tecnologico è primitivo, spesso precedente alla rivoluzione industriale. Ovunque vi sono tracce della tecnologia e della scienza umana di prima della catastrofe;
  • La vegetazione è ridotta ai minimi termini. Perfino l'acqua può essere non potabile, perché contaminata o radioattiva. Gli animali, eccettuate pochissime specie adattate, si sono massimamente estinti;
  • Tra gli esseri umani e alcuni tipi di animali, possono esserci individui mutati geneticamente, sfigurati dalle sofferenze e ostili alla vita. Le mutazioni hanno un'accezione negativa perché causate dall'intervento dell'uomo sulla natura, tramite esperimenti scientifici o l'uso di armi chimiche, biologiche o nucleari.

Esempi di distopie[modifica | modifica wikitesto]

Elenco (non esaustivo) di alcune opere rilevanti.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

- Matched e i relativi seguiti, Crossed e Reached di  Allyson Braithwaite Condie.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • Doctor Who (1963 - in corso), serie britannica costituita da continui salti temporali, che presenta sovente delle visioni negative del futuro umano
  • Star Trek (1966-2005), ambientato in un futuro semi-utopico, in tre serie presenta alcune puntante ambientate nell'Universo dello specchio, una dimensione parallela distopica opposta all'universo originale
  • Kronos - Sfida al passato (1966 - 1967), serie statunitense, solo episodio n.24.
  • Il prigioniero (1967-1968), serie britannica, serie ambientata in un misterioso Villaggio, che riproduce in piccola scala la summa di ciò che caratterizza il tipico modello di una società distopica (controllo dell'individuo da parte del potere, repressione dell'individualismo, manipolazione mentale, etc.)
  • Il pianeta delle scimmie (Planet of the Apes, 1974), serie statunitense tratta dal romanzo omonimo
  • I sopravvissuti (1975 - 1977), serie britannica.
  • La fuga di Logan (Logan's Run, 1977-1978), serie statunitense tratta dal romanzo omonimo
  • Blake's 7 (1978-1981), serie britannica
  • I viaggiatori (Sliders, 1995-2000), serie statunitense in cui i protagonisti viaggiano attraverso dei wormhole tra universi differenti, incontrando spesso società distopiche.
  • Dark Angel (2000 - 2002), serie statunitense in cui viene narrata la storia di una ragazza transgenica "prodotta" in laboratorio, con DNA umano e felino, nata per far parte di un esercito di soldati forti più dei normali esseri umani in una società messa in ginocchio dall'esplosione di una bomba H nella ionosfera, per opera di alcuni terroristi.
  • Fringe (2008 - 2013), serie statunitense.
  • The Walking Dead (2010 - in corso), serie statunitense basata sull'omonima serie a fumetti scritta da Robert Kirkman.
  • Black Mirror (2011 - in corso), serie britannica.
  • Continuum (2012 - in corso), serie canadese.
  • Revolution (2012 - 2014), serie statunitense.
  • The 100 (2014 - in corso), serie statunitense.

Fumetti e animazione[modifica | modifica wikitesto]

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Cacotopia (κακό, caco = bad) era un termine utilizzato da Jeremy Bentham nelle sue opere ottocentesche ([1], [2])
  2. ^ a b Oxford English Dictionary
  3. ^ Definition of "dystopia" su Merriam-Webster, Merriam-Webster, Inc., 2012.
  4. ^ a b c d e Distopia su Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  5. ^ Exploring Dystopia, ultimo accesso 19 marzo 2006, vedi anche Exploring Dystopia in Google Books
  6. ^ tradotto in Italia da Martello nel 1965

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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