Edizioni Alpe

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Edizioni Alpe
StatoItalia Italia
Fondazione1940
Fondata daGiuseppe Caregaro
Chiusuraanni 1980
SettoreEditoria

La Edizioni Alpe (prima Edizioni Economiche Italiane e negli anni quaranta anche come Edizioni Subalpino) è stata una casa editrice italiana fondata nel 1939 e attiva fino alla fine degli anni ottanta specializzata nella pubblicazione di fumetti, romanzi e periodici, celebre per aver introdotto o reso popolari numerosi personaggio dei fumetti umoristici quali Cucciolo e Beppe, Tiramolla, Sceriffo Fox, Pugacioff, Pepito, Serafino.[1][2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le Edizioni Alpe è stata una casa editrice milanese, fondata nel 1940 da Giuseppe Caregaro, e da lui diretta sino al 1963[3]. Seguiranno, come direttori responsabili, Leonello Martini (1964-76) e Teresa Comelli (dal 1977 sino alla chiusura intorno al 1985). La sede si trovava in via Poma (al civico 10 poi 42) e successivamente in via Piolti de' Bianchi 4. Durante il periodo post-bellico, la casa editrice aveva temporaneamente cambiato nome in "Alpe Subalpina"[4][5]

Giuseppe Caregaro caratterizzò l'attività della casa editrice diversificandone l'offerta che spaziò dai romanzi, alle riviste di informazione cinematografica, ai periodici di enigmistica e a fumetti. Fu l'ideatore, nel 1940, insieme a Federico Pedrocchi e al disegnatore Rino Anzi, di personaggi protagonisti di storie a fumetti umoristico-avventurose, sulla falsariga di quelli disneyani, chiamati Cucciolo e Beppe[3][6] e che diventeranno elementi caratterizzanti la casa editrice; vennero pubblicati inizialmente sugli "Albi del Scimiottino", e poi su "Cucciolo", il cui successo fu sancito dall'adozione del formato libretto e che dai primi anni 1950 vendeva quasi così come il settimanale Topolino della Mondadori, e dalla presenza altri abili autori, come Umberto Manfrin e soprattutto Giorgio Rebuffi che li reinterpretò magistralmente un decennio dopo.[6] Rebuffi è anche il creatore grafico del personaggio Tiramolla ideato da Roberto Renzi e che esordì nell'agosto 1952 sulle pagine di "Cucciolo"[6] come comprimario in una storia di Cucciolo e Beppe. Tiramolla, insieme ad altri personaggi come Pugacioff (1959), il malvagio Bombarda e il menagramo Giona andranno ad arricchire l'universo narrativo di Cucciolo e Beppe. In precedenza (1948) Rebuffi aveva creato anche un altro personaggio di rilievo, il corvo antropomorfo Sceriffo Fox, tra i primi esempi di western umoristico.

Altro autore di rilievo è stato Luciano Bottaro (1931-2006) che per le Edizioni Alpe, nel 1951[7] creò la serie "Tim e i Pirati", precursore del più famoso "Pepito", che esordirà ad aprile 1952 sul mensile "Cucciolo"[8]; il secondo episodio venne pubblicato qualche mese più tardi, sulla collana "Gaie Fantasie". Il personaggio diverrà molto apprezzato anche in Francia tramite l'editore SageEdition. Altri personaggi creati sugli albi delle Edizioni Alpe sono il gatto Maramao e il sergente Baldo. Bottaro diverrà comunque famoso come autore Disney per la quale, tramite l'editore Mondadori, nel 1952 realizzò la sua prima storia. Rebuffi e Bottaro hanno fatto parte del primo nucleo di un gruppo di fumettisti italiani di primaria rilevanza noti come la 'scuola di Rapallo'.

Altro personaggio di rilievo fu Serafino, creato nel 1948 da Egidio Gherlizza sulla testata "Gaie Fantasie". Gherlizza ideò altri personaggi come La famiglia Chicchirichì, l'orsetto Gianni e il pinguino Marcello. Serafino avrà una testata propria nel 1973.

Altro grande autore italiano fu Antonio De Vita molto noto in Francia[7], dove è stato lungamente apprezzato per il Piccolo Duca Mirko (Le Petit Duc), apparso sul mensile KIWI[9]. Per le Edizioni Alpe[10] realizzò storie di Razzo Bill, alternandosi con Francesco Gamba, sulla testata Gli Albi dell'Ardimento (1947/48), Jimmi And Johnny su la "Collana Piccole Storie" (1948/49), fiabe e racconti sulla testata "Gaie Fantasie" e "Cucciolo" (anni cinquanta). Anche "Il Piccolo Duca" è stato pubblicato, sulla testata "Robin", a fine anni cinquanta. Tra gli altri autori di rilievo si ricorda infine il decano Antonio Terenghi.

Anni trenta/quaranta[modifica | modifica wikitesto]

Quasi simultaneamente all'uscita di Panterino (1938) e un anno prima di quella di Codino "la risposta italiana a Topolino" (Edital 1939)[11], un nuovo animale umanizzato tenta di fare concorrenza ai personaggi Disney. Il 1º luglio 1938 esordì la collana Gli albi di Scimmiottino, che graficamente ricorda gli "Albi d'Oro" della Mondadori e che prosegue fino al N. 84 del 13 dicembre 1941. Il protagonista, creato da Enver Bongrani e continuato da Rino Anzi e Giuseppe Perego, è una scimmietta (nelle ristampe del dopoguerra è ribattezzata "Cucciolino", quindi "Topy") che agisce in coppia con il maialetto Didò, ma nell'ambito della serie compaiono anche fascicoli con avventure realistiche o con altri personaggi comici (come Cignottino e Orsolino di Albano). Nel numero 76, del 4 settembre 1941 esce l'albo Cucciolo e la scure miracolosa, un racconto di genere fantastico-fiabesco interpretato dai cagnolini Cucciolo e Beppe, due personaggi graficamente molto simili a Topolino e Pippo. L'episodio è firmato dal disegnatore Rino Anzi e l'autore della sceneggiatura non è indicato, ma lo stile narrativo è analogo a quello della seconda avventura, Cucciolo nel paese dei Maghi (N. 78, 18 settembre 1941) e delle successive, che portano l'indicazione "Testo di Antonio Carozzi". Dietro questo pseudonimo si cela Federico Pedrocchi (1907 - 1945), grande sceneggiatore Disney, che utilizza il cognome della moglie, in quanto non può firmare con il suo nome una serie concorrente. Cucciolo e Beppe ricompaiono in altri quattro "Albi di Scimmiottino", poi, dopo l'uscita del N. 84, Cucciolo e il bandito Musonero (13 dicembre 1941) la pubblicazione passa da quindicinale a settimanale e assume il nome Gli Albi della Fantasia. Per disposizione del Ministero della Cultura Popolare, le nuvolette e la divisione in vignette (un altro divieto, meno noto e spesso disatteso) sono bandite dai periodici per ragazzi, e la nuova collana si distingue dalla precedente in quanto fa uso di testi tipografici in prosa (nel dopoguerra alcune storie, come per esempio Cucciolo e la gara di pesca nello "special" Le imprese di Cucciolo del 1953, vengono ristampate in una nuova versione fumettata).

La coppia Cucciolo - Beppe compare fin dal primo numero della serie (Cucciolo e la stellina spenta, 15 gennaio 1942)[12], la quale, come la precedente, pubblica anche riduzioni di fiabe classiche come il Gatto con gli stivali, saghe cinquecentesche come I Paladini, vicende umoristiche come Bagolino Frottolini di Da Passano.[13]. Nel N. 32 del 1943 compare il primo di 9 albi di Coriolano, allenatore dello scimmione Pantaleo. Scritta e molto ben disegnata nello stile di Elzie C. Segar ("Braccio di Ferro") da Walter Faccini, è l'unica altra serie della collana a sopravvivere nel dopoguerra e a continuare per anni sulle pagine di "Gaie Fantasie" e di "Cucciolo" libretto (vedi più avanti), illustrata anche da Giorgio Rebuffi, Luciano Bottaro, Antonio Terenghi.

Nella nona storia che vede protagonisti Cucciolo e Beppe, Cucciolo al concorso inventori (N. 4 del 15 febbraio 1942), i personaggi hanno subito una radicale trasformazione: da animali umanizzati sono divenuti "veri" bambini. Non c'è alcuna spiegazione della metamorfosi, anche se sarebbe stato facile farla operare dalla Fatina Azzurra nel numero precedente (Cucciolo incontra Pinocchio). Cucciolo e Beppe "umani" mantengono le caratteristiche psicologiche. i ricordi, e, vagamente, la fisionomia dei loro predecessori (nella nuova versione la frangetta di Beppe gli conferisce un'espressione particolarmente svanita); sono cambiati invece gli abiti, ora malamente rattoppati, forse nell'intento - mai portato avanti - di farli agire in un setting dickensiano. Beppe partecipa al concorso con un cavallo meccanico, confermandosi un geniale progettista (a dimostrare la continuità con il suo alter ego canino, cita il suo "Aeroterracqueo", che aveva dato titolo a uno dei racconti "animali"); i due sono affiancati da un terzo bambino, "Pino", gemello di Pinoccho ma senza naso, che è probabilmente destinato a diventare un personaggio fisso della serie, ma subito scompare dalla scena. Nel racconto Nella terra dei sosia (N. 33, 1943) illustrato da Roberto Peroni (pseudonimo di Ferdinando Corbella), Cucciolo indossa un cappello floscio; e, come Beppe, acquisisce il caratteristico ciuffo; i due cominciano gradualmente a invecchiare, trasformandosi da bambini in ragazzi di età imprecisata. Nel corso di quella storia, i due scoprono una tribù di uomini preistorici tutti uguali tra loro e con l'identico nome "Poldo", personaggi che ritornano in altri tre albi (Nn. 35, 48 e 52). La collana - che come la precedente pubblica alternativamente varie serie - si interrompe con il N. 64 del 1943 prima che escano altri racconti interpretati dai due amici.

Anni cinquanta

Dopo essere stata ribattezzata "Editoriale Subalpino" a causa di un fallimento nel periodo bellico, nel 1949 la Alpe riprese il suo nome e da quel momento si dedicò prevalentemente al fumetto umoristico, con l'eccezione della serie Belle Avventure, chiusa nel 1957. il 15 aprile del 1949 uscì il primo numero della collana "Gaie Fantasie, nota anche come Fantasie allegre e Le Gaie Fantasie di Cucciolo, costituita da albi mensili di 48 pagine in grande formato. All'inizio la serie ristampava racconti da Gli Albi della Fantasia e Scimmiottino (qui chiamato con il suo nome originale), tra cui tutti quelli di Cucciolo (nella versione animale e umana) e quelli di Coriolano", accompagnati dalle fiabe e dalle altre storie in stile realistico. Come novità propose dal N. 2 la coppia pinguino-orsetto Gianni e Marcello di Enzo Piccardo, poi di Dario Guzzon (uno dei papà di Blek Macigno) e di Egidio Gherlizza, e dal N. 3 lo Sceriffo Fox (primo personaggio Alpe di Giorgio Rebuffi. Nel 1950-51 la produzione di nuove storie cominciò a intensificarsi: nel 1952 la serie divenne quindicinale, dimezzò il prezzo, ridusse numero di pagine e formato e iniziò a pubblicare quasi esclusivamente materiale inedito. In "Gaie Fantasie" fecero la loro apparizione la giubba rossa canadese Baldo di Luciano Bottaro, Bingo Bongo re del Tongo di Giorgio Rebuffi (poi Carlo Gentina e Sergio Asteriti), Dan Lepre di Giulio Chierchini, La famiglia Chicchirichì di Egidio Gherlizza, il gatto Maramao di Luciano Bottaro, Mac-Keron di Antonio Terenghi, Meo Bill di Zenobio Baggioli, Nonno Biglio di Gino Gavioli, Poldo di Antonio Terenghi, il canguro vagabondo Serafino di Egidio Gherlizza, il pirata Tim di Luciano Bottaro, I tre coniglietti di Giuseppe Perego. Salvo rare eccezioni i protagonisti della collana mantengono l'aspetto di ragazzi dell'ultimo periodo de Gli Albi dell'Allegria; abbigliamento e certi particolari del volto variano di disegnatore in disegnatore, ma Cucciolo è sempre caratterizzato dalla presenza del cappello floscio, quindi di un cappellino dalla lunga visiera che porta fino al 1953. Alla realizzazione delle loro nuove avventure contribuiscono subito Rino Anzi, Lina Buffolente (che a volte riveste Beppe con pantaloni alla zuava, spesso toglie a Cucciolo il suo tipico ciuffo e lo dota di orecchie a punta da elfo), Ferdinando "Roberto Peroni" Corbella, Egidio Gherlizza (che riveste Beppe con un golf nero), Giuseppe Perego (che gli fa indossare un maglione bianco con una striscia), Dario Guzzon (che ne riprende lo stile). Un altro illustratore anonimo realizzò una versione di Cucciolo in stile disneyano, con gli occhi a torta. Tra i copertinisti ricorrono il non meglio noto "Adry", autore anche del racconto "i due leoni", Franco Aloisi, Luciano Bottaro, Lina Buffolente, Carlo Gentina, Egidio Gherlizza, Dario Guzzon, Giuseppe Perego, E. Raineri, elusivo illustratore già collaboratore de "I Fumetti" e "Albi dell'Ardimento" per le Edizioni Alpe, il quale dotò Cuciolo e Beppe di una foltissima chioma. Nel 1950 fece la sua apparizione Bombarda (Cucciolo contro Bombarda, N. 18); lo stesso anno comparvero i tre pestiferi nipotini (Cucciolo e Tip, Top e Tap, N. 20, disegni di Ferdinando "Roberto Peroni" Corbella). Nell'episodio Caccia grossa (ne L'isola del tesoro e altre storie, N. 27, 1951) esordì nella serie Giorgio Rebuffi, già noto per Fox. Le istantanee di Beppe (N. 12, 1952, testi di Carlo Chendi) è la prima di tre storie di Luciano Bottaro, già conosciuto per Tim e Maramao. Con Cucciolo e Beppe parrucchieri provetti (N. 20, 1952) ebbe inizio la produzione di Umberto Manfrin, noto con lo pseudonimo "Manberto"; successivamente l'apporto di Manfrin fu fondamentale al successo di Tiramolla (vedi più avanti); Negli abissi del Mar-Mellata (N. 5, 1954, testo di Cesare Solini) e Vacanze in Africa (N. 13, 1954) sono rispettivamente la prima storia di Tiberio Colantuoni e di Franco Aloisi. I racconti erano inizialmente semplici e infantili, e per tutto il 1952 convissero con quelli più elaborati realizzati da Rebuffi spesso su testi di Roberto Renzi per Cucciolo formato libretto (vedi più avanti), in cui Cucciolo e Beppe erano rappresentati come adulti. Il punto di congiunzione tra le due versioni dei personaggi è l'albo La banda del filo (N. 5, 1953) disegnato da Rebuffi, in cui compare anche Tiramolla. Le pubblicazioni continuarono fino al 1956, con 144 uscite divise in tre serie in tre diversi formati, numerate a partire da 1 a ogni annata e numerosi supplementi tra cui nel 1953 Cucciolo in 3D", il primo albo italiano a tre dimensioni, sull'onda del boom dei fumetti tridimensionali pubblicati negli Stati Uniti. La popolarità di Cucciolo fu sancita dall'uscita di un albo che portava il suo nome in formato "libretto", lo stesso adottato con grande successo nel 1949 dal Topolino mondadoriano. L'editore Giuseppe Caregaro riteneva infatti di possedere una carta vincente per battersi con quella testata, e in effetti per alcuni anni Cucciolo costituì il principale concorrente del topo di Disney.[14]. La prima uscita in formato "libretto" fu l'albo La strenna di Cucciolo, supplemento al numero 29 di "Gaie Fantasie" del 15 agosto 1951 con il racconto Al fuoco! di Giorgio Rebuffi; il primo numero "regolare" di Cucciolo (mensile, 64 pagg. in bianco e nero e bicolore nero/arancio, Lire 70), uscì il 1º gennaio 1952. Giorgio Rebuffi, che si autoritraeva nelle vesti del disegnatore "Mister Alt", reinventò una coppia di personaggi ora del tutto affrancati dai modelli grafici disneyani. Divenuti adulti, Cucciolo e Beppe entrarono a far parte della middle-class lavoratrice (anche se la loro occupazione non è chiara) muovendosi in un ambiente sempre più urbanizzato; quello che all'inizio era denominato "Il villaggio" diventa gradualmente una città poi battezzata per breve tempo "Cucciolopoli". Nell'avventura Il 1º congresso, il personaggio di testata organizzò un grande incontro ("Team Up", come viene definito ai giorni nostri) tra i protagonisti delle storie pubblicate in quel numero del mensile, Fox, Bingo Bongo e Coriolano; altre serie di contorno, molte delle quali già note ai lettori di Gaie Fantasie, apparvero nei numeri successivi.[15] Per mezzo di brevi raccordi Rebuffi collegà le varie storie di ogni albo con un filo conduttore, nell'intento di creare un mondo unificato analogo all'universo Disney. L'autore realizzò numerosi altri racconti "metafumettistici", in cui veniva eliminata la cosiddetta "quarta parete" e i protagonisti della vicenda parlavano direttamente con il lettore o interagivano con la "nostra" realtà, per esempio cancellando le armi dell'avversario con una gomma da disegno. Inventò inoltre nuovi e apprezzati personaggi come il cugino menagramo Giona (1954), l'imprendibile Fantasmak (1954), La Peppa (1956), il cosacco Ivan Ilià (1958), il "Luposki della steppa" Pugacioff (1959); attribuì un cognome a Beppe ("Dei Bepponi", nel racconto Il certificato[16]), e affinò le caratteristiche di personaggi già esistenti, come Bombarda. Presentato nell'albo "Il Bar di Beppe" come un oste disonesto e manesco (Gaie Fantasie N. 16, 1952), divenne poi malfattore a full time, e infine, grazie a Rebuffi, un quasi-ex-furfante a sua volta vittima dei famelici attacchi del Lupo Pugacioff. Il più noto dei personaggi creati graficamente da Rebuffi è Tiramolla, ideato dal giornalista - sceneggiatore Roberto Renzi[17], che fece la sua comparsa in "Cucciolo" N. 8 (1952) in una storia di Cucciolo divisa in 4 puntate (Tiramolla, Il mistero della villa, Il castello d'acciaio, Gli schiavi dello schiavo, poi ristampata come Il mistero della villa). Il successo del "figlio della gomma e della colla" fu tale che il 16 luglio 1953 le edizioni Alpe gli dedicarono un albo che portava il suo nome con le stesse caratteristiche di "Cucciolo" e a cui è dedicata una voce a parte.

Anni sessata/settanta/ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Dal n. 14 del 1962 Cucciolo pubblicò in copertina il marchio delle "Garanzia Morale", associazione di editori italiani che assicurava l'assenza di disegni e situazioni eccepibili allo scopo di evitare una minacciata pre-censura governativa simile a quella cinematografica. Il logo della rivista subì due radicali modifiche nel 1963 (N. 10) e nel 1970 (N.1). Giuseppe Caregaro diresse l'Alpe fino al 1963, anno della sua morte, che segnò l'inizio del declino della casa editrice. Lo sostituiscono lo scrittore Leonello Martini, direttore creativo e importante figura amministrativa della casa editrice fin dagli anni quaranta (1964-1976), quindi l'ex amministratrice Teresa Comelli, che diventò proprietaria dell'azienda nel 1977. Gli autori "classici" come Bottaro e Rebuffi passarono a lavori più remunerativi e artisticamente più soddisfacenti; la produzione di nuove storie - realizzate da Gino Esposito ("Gino Scott"), Mario Moletti, Alberico Motta, Attilio Ortolani ("Attor"), Nik Seccis, Maria Luisa Uggetti e, soprattutto, dai volenterosi Sante Villani, in arte Vilsa e Carlo Signoroni, in arte Willi's - ron riuscì a replicare il successo del periodo d'oro degli anni cinquanta e sessanta. Fin dagli anni cinquanta Cucciolo comparve in un'infinita serie di ristampe, albi speciali, raccolte nei formati più disparati.[18] Alla fine, dopo effimeri tentativi di rinnovamento, Cucciolo e tutte le altre testate della Casa Editrice Alpe chiusero nel 1987 e i diritti delle storie e dei personaggi, di cui Teresa Comelli si riteneva esclusiva proprietaria, vennero ceduti alla casa editrice Vallardi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I ROMANZI DELL'ASSO DI PICCHE, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 5 giugno 2017.
  2. ^ Caccia, Editori a Milano (1900-1945). Repertorio: Repertorio, FrancoAngeli, 2013, ISBN 978-88-204-5796-9. URL consultato il 5 giugno 2017.
  3. ^ a b FFF - Testate, CUCCIOLO, su www.lfb.it. URL consultato il 5 giugno 2017.
  4. ^ tratto dalla biografia dell'autore Nadir Quinto
  5. ^ dato corroborato dalla cronologia di Antonio De Vita, su tropeamagazine.it.
  6. ^ a b c "Tiramolla - i classici del fumetto di Repubblica serie Oro n.60"
  7. ^ a b dal sito del disegnatore Marco Pugacioff
  8. ^ dal sito di Luciano Bottaro, su lucianobottaro.it. URL consultato il 21 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 10 marzo 2013).
  9. ^ sito francese di un fan di De Vita, su guerre.pagesperso-orange.fr.
  10. ^ cronologia di Antonio De Vita, su tropeamagazine.it.
  11. ^ Editori a Milano (1900-1945), repertorio, a cura di Patrizia Caccia, 2013 pag. 129 riporta che Mario Conte, proprietario della Edital, editrice dei romanzi polizieschi Gialli K e delle collane de Il Giornale dei bambini, Albi Mundus e I Cartoni Animati'/Codino, era «forse lo stesso proprietario delle Edizioni economiche italiane, poi Edizioni Alpe.»
  12. ^ Vedi Guida al fumetto italiano, ed. Epierre
  13. ^ Vedi:http://www.mastromarcopugacioff.it/Umorismo.htm
  14. ^ Vedi: Cucciolo & dintorni, di Giorgio Rebuffi, edito dall'associazione culturale Annexia nel 2014
  15. ^ Nella prima annata di Cucciolo furono pubblicate le storie di Bingo Bongo e di suo figlio Lippo Lappo (di Giorgio Rebuffi), Birba & Spacca e Buffalo Brill (ambedue di Giuseppe Perego), Coriolano e il gorilla pugilatore Pantaleo (qui di Giorgio Rebuffi, poi di Antonio Terenghi e Luciano Bottaro), lo Sceriffo Fox e Conny (Giorgio Rebuffi), Giacomino (Zenobio Baggioli), La famiglia Chicchirichì (Egidio Gherlizza), Gianni e Marcello (qui di Egidio Gherlizza), Nonno Bigio (Gino Gavioli), il piccolo corsaro Pepito (Luciano Bottaro), Poldo (Antonio Terenghi), il vagabondo Serafino (Egidio Gherlizza), Topy e Didò (già "Scimmiottino", e poi "Cucciolino") (di Rino Anzi e altri disegnatori; vedi <http://www.mastromarcopugacioff.it/FumettiSito/Cucciolino.htm>. Seguono molti nuovi personaggi di questi e altri autori, tra cui Carlo Peroni, Bonvi, Silver.
  16. ^ Retronika, 30 maggio 2014
  17. ^ Tra gli altri soggettisti e sceneggiatori degli anni '50, oltre a gran parte degli autori dei disegni, citiamo Carlo Chendi, Attilio Mazzanti ("Alex Murray"), Andreina Repetto, Alfredo Saio, Cesare Solini
  18. ^ Di seguito alcuni dei titoli di copertina (non necessariamente corrispondenti a quelli “ufficiali” della registrazione in tribunale, in cui i fascicoli sono di solito accreditati come supplementi) collegati alla collana Cucciolo; la maggior parte delle testate, delle quali è indicato l'anno d'inizio, sono raccolte (R) o pubblicano ristampe (RIST); l'elenco non ha pretese di completezza e non include le altrettanto numerose pubblicazioni collegate a Tiramolla né quelle dedicate ad altri personaggi Alpe. Storie e fiabe, 1951 (R di Gaie Fantasie con pochi albi inediti) poi albi originali (Strenna di Cucciolo, Almanacco di Cucciolo, Super Strenna e altri), 1955 - Il (primo, secondo…) libro di Cucciolo (poi Il Nuovo Libro di Cucciolo, Raccolta di Cucciolo, Tutto Cucciolo) (R di Cucciolo), 1952 - Il Grande Cucciolo e Super Cucciolo (R di Storie e Fiabe), 1959 - Le storie di Cucciolo (RIST), 1959 – I giuochi di Cucciolo, 1960 - Raccolta Storie di Cucciolo, Selezione Storie di Cucciolo (R Storie di Cucciolo), 1961 - Cucciolo gigante (RIST; grande formato), 1961 - Cucciolo Raccolta (R di Cucciolo Gigante), 1962 - Le avventure di Pugacioff (8 volumi RIST). 1963. Di gran parte di queste testate escono anche supplementi fuori serie.

Bibliografia e Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]